La Preghiera con Gesù: Guida e Insegnamenti

Gesù ci insegna a pregare non solo attraverso la preghiera del Padre nostro, ma anche con il suo stesso esempio di preghiera. La sua esperienza personale di dialogo con il Padre è il fondamento da cui ha poi guidato i suoi discepoli, fornendo un'interpretazione autorevole degli insegnamenti sulla preghiera presenti nelle Scritture e nella tradizione ebraica.

Gesù che prega con i discepoli in un giardino, illustrazione biblica

L'Insegnamento di Gesù sulla Preghiera

Le indicazioni di Gesù sulla preghiera evidenziano diversi aspetti fondamentali per una comunicazione autentica con Dio.

Principi Fondamentali della Preghiera

  • La Purezza del Cuore: La preghiera è strettamente collegata alla purezza del cuore, che permette di "vedere Dio" (cfr. Mt 5,8). Questa purezza si manifesta nell'umiltà, come quella del pubblicano al tempio (cfr. Lc 18,9-14), nella riconciliazione con il fratello prima di iniziare a pregare (cfr. Mt 5,23-24), e nel perdono offerto dal profondo del cuore (cfr. Mt 6,14-15; Mc 11,25).
  • Preghiera nel Segreto e Senza Vaniloquio: Gesù esorta a rivolgere la preghiera al Padre "nel segreto" (Mt 6,6), evitando di sprecare troppe parole (cfr. Mt 6,7).
  • Fiducia e Insistenza: La preghiera va fatta con fiducia, ricordando le parole di Gesù: «Tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete» (Mt 21,22). Questa fiducia spinge a pregare con insistenza, senza stancarsi (cfr. Lc 18,1-8); a «chiedere, cercare, bussare» (cfr. Mt 7,7-11; Lc 11,5-13), nella certezza che «il Padre nostro sa di quali cose abbiamo bisogno ancor prima che gliele chiediamo» (cfr. Mt 6,8). La rassicurazione di Gesù è più che una promessa: chiunque chiede riceve, chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
  • La Richiesta dello Spirito Santo: Nella preghiera, una domanda prioritaria è quella dello Spirito Santo, poiché in essa tutto è incluso. Gesù ha assicurato che questa preghiera è sempre esaudita dal Padre: «Se voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito santo a quelli che glielo chiedono» (Lc 11,13).
  • Vigilanza e Lotta Spirituale: La preghiera nasce e persevera grazie a un cuore vigilante, esercitato all’arte della lotta spirituale (cfr. Lc 21,34-36).

La Preghiera Comunitaria

L'attitudine richiesta da Gesù è anche la condizione necessaria perché si possa realmente pregare insieme, accordando i propri cuori. Gesù ci fa dono di una grazia e di un potere enorme, affermando: «In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà» (Mt 18,19). Se saremo capaci di seguirlo e operare in modo concorde, per chiedere anche ciò che appare impossibile, il Padre ce lo concederà.

L'Esempio di Preghiera di Gesù

La preghiera di Gesù non era solo un insegnamento, ma una manifestazione della sua relazione intima con il Padre. Molti si chiedono se Gesù avesse bisogno di pregare o se pregasse solo per dare l'esempio. I Vangeli mostrano che la sua preghiera era autentica e fondamentale per la sua missione.

Momenti Significativi della Preghiera di Gesù

Nel Vangelo di Luca, troviamo Gesù in preghiera in diversi momenti cruciali della sua vita:

  • Al Battesimo: «mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo» (Lc 3,21-22).
  • Nel Ritiro Solitario: Gesù spesso si ritirava in luoghi deserti per pregare, anche quando «folle numerose venivano per ascoltarlo e farsi guarire dalle loro malattie» (Lc 5,15-16).
  • Prima della Scelta dei Dodici Apostoli: «se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli» (Lc 6,12-13).
  • In Ringraziamento al Padre: «In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza»» (Lc 10,21; cfr. Mt 11,25).
  • Nel Getsemani: Durante l'ultima notte, prima della sua passione, Gesù si recò nel podere chiamato Getsemani. Disse ai discepoli: «Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare». E, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e angoscia. Disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me». Andò un poco più avanti, cadde faccia a terra e pregava, dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi via da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!». Poi venne dai discepoli e li trovò addormentati, rimproverando Pietro: «Così, non siete stati capaci di vegliare con me una sola ora? Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione». Gesù, angosciato, pregava più intensamente, tanto che il suo sudore divenne come gocce di sangue che cadevano a terra (cfr. Lc 22,39-46; Mt 26,36-46). Anche sulla croce, Gesù pregò: «Padre, nelle tue mani affido il mio spirito» (Lc 23,46).
Gesù nel Getsemani, dipinto classico

Il Senso della Preghiera di Gesù

Rivolgendosi in preghiera al suo Padre celeste, il «Signore del cielo e della terra», Gesù fornì un chiaro esempio da seguire (cfr. Mt 11,25; 26,41-42; 1 Gv 2,6). La sua preghiera non era semplicemente didattica, ma una manifestazione di profonda familiarità e confidenza con Dio. Gesù si raccoglieva in preghiera perché aveva bisogno di quel dialogo, provando lo sgomento e la paura umani di fronte alla morte, ma mantenendo la sottomissione alla volontà del Padre. Le sue ultime parole, come riportate da Matteo, sono un'indicazione precisa per noi: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato» (Mt 28,18-20). In questo contesto, la preghiera è la forza per compiere la missione.

Dopo il suo ritorno al cielo, i discepoli seguirono le sue istruzioni. Di fronte alla persecuzione, «alzarono di comune accordo le loro voci a Dio», chiedendo aiuto «per mezzo del nome del [suo] santo servitore Gesù» (At 4,24.30). L'apostolo Paolo descrisse il modo in cui lui e gli altri cristiani pregavano, «ringraziando sempre Dio, Padre del nostro Signore Gesù Cristo, quando preghiamo per voi» (Col 1,3) e «rendendo sempre grazie per tutte le cose al suo Dio e Padre nel nome del Signore Gesù Cristo» (Ef 5,20). Così, come i primi cristiani, possiamo dimostrare il nostro amore per Gesù seguendo le sue istruzioni in merito alla preghiera (cfr. Gv 14,15).

La Preghiera come Relazione Personale con Dio

Papa Francesco spiega che pregare significa «parlare con Gesù come un amico parla all’altro amico», cioè «vedere Gesù come il nostro amico più grande, il nostro amico fedele, che non ci abbandona mai, anche quando noi ci allontaniamo» perché «Lui rimane alla porta del cuore».

Familiarità e Confidenza con il Signore

La preghiera è un aiuto indispensabile per il discernimento spirituale, soprattutto quando coinvolge gli affetti, consentendo di rivolgerci a Dio con semplicità e familiarità. È saper andare oltre i pensieri, entrare in intimità con il Signore, con una spontaneità affettuosa. Il segreto della vita dei santi è la familiarità e confidenza con Dio, che cresce in loro e rende sempre più facile riconoscere quello che a Lui è gradito.

La preghiera vera non è recitare parole come un pappagallo, ma è questa spontaneità e affetto con il Signore. Questa familiarità vince la paura o il dubbio che la sua volontà non sia per il nostro bene, una tentazione che a volte attraversa i nostri pensieri e rende il cuore inquieto e incerto o amaro. Molti, anche cristiani, dubitano che Gesù voglia la nostra felicità, temendo che prendere sul serio la sua proposta significhi rovinarsi la vita o mortificare le proprie aspirazioni. Invece, il segno dell’incontro con il Signore è la gioia. La tristezza o la paura sono segni di lontananza da Dio.

Gesù non ci costringe mai a seguirlo, ma ci fa conoscere la sua volontà con amore, lasciandoci liberi. Questa è la cosa più bella della preghiera con Gesù: la libertà che Egli ci lascia. Chi si allontana dal Signore non è mai contento, anche avendo a disposizione un'abbondanza di beni e possibilità.

Il Discernimento nella Preghiera

Discernere ciò che accade dentro di noi non è facile, perché le apparenze ingannano, ma la familiarità con Dio può sciogliere dubbi e timori, rendendo la nostra vita più ricettiva alla sua «luce gentile», come dice San John Henry Newman. Stare in preghiera significa aprire il cuore a Gesù, avvicinarsi a Lui, lasciare che Gesù entri nel nostro cuore e ci faccia sentire la sua presenza. È lì che possiamo discernere quando è Gesù a guidarci e quando siamo noi con i nostri pensieri, spesso lontani dalla sua volontà.

Dobbiamo vivere una relazione di amicizia con il Signore, come un amico parla all’amico (cfr. S. Ignazio di L., Esercizi spirituali, 53). La preghiera deve essere un sorriso, un semplice gesto, non parole che non arrivano al cuore. È una grazia da chiedere gli uni per gli altri: vedere Gesù come il nostro amico, il nostro amico più grande e fedele, che non ci abbandona mai e rimane alla porta del cuore, anche quando noi ci allontaniamo.

Papa Francesco, Imparare a pregare

La Pratica della Preghiera

Pregare è più semplice di quanto si possa immaginare. Dio è il nostro amorevole Padre in cielo e desidera che parliamo con Lui.

Consigli Pratici

  1. Trova un luogo tranquillo: Inizia trovando un posto tranquillo dove ti senti a tuo agio.
  2. Rivolgiti a Dio con il cuore: Parla con il cuore e condividi speranze, desideri, preoccupazioni e problemi. Puoi chiederGli aiuto, direzione, perdono o guarigione. Qualunque cosa tu stia pensando, digliela, riconoscendo che la Sua saggezza e i Suoi tempi sono più grandi dei tuoi. Esprimi a Dio i sentimenti che provi per gli altri e la tua gratitudine per tutte le benedizioni, anche per le difficoltà, che possono essere una benedizione.
  3. Termina la preghiera: Una volta detto tutto quello che volevi dire, puoi terminare la preghiera dicendo: «Nel nome di Gesù Cristo. Amen».

Non esiste qualcosa come il "pregare troppo". Dio vuole che tu ti rivolga a Lui quando sei felice o triste, o se hai semplicemente bisogno di qualcuno con cui parlare. C'è saggezza nel detto: «Prega come se tutto dipendesse dal Signore e lavora come se tutto dipendesse da te».

La Preghiera di Gesù (Esicasmo)

Il concetto di un Dio personale che aiuta il meditante è centrale nella pratica dell'esicasmo. La Preghiera di Gesù, «Gesù Cristo Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore», è una pratica millenaria per ricondurre il pensiero al cuore. Questa preghiera, ripetuta incessantemente, può essere un atto pio e un potente strumento psicologico per la concentrazione, dissipando i pensieri impuri e contrastando i colpi invisibili che il Nome Divino infligge loro. L'esicasmo suggerisce di praticarla vocalmente o mentalmente, talvolta in coordinazione con il ritmo respiratorio, per favorire la calma e la stabilità della mente. Essa porta a una vita interiore luminosa, piena di saggezza e discernimento. Non è riservata solo ai monaci, ma è rivolta a tutti coloro che cercano la salvezza e la vita spirituale.

Per praticare la preghiera della mente e del cuore, si consiglia di portare la mente dalla testa al cuore, a volte avvertendo un senso di dolore, poi una sensazione di tepore. È possibile pregare in piedi, seduti o coricati, con il corpo rilassato per lasciare allo spirito ogni libertà. È utile regolare il respiro, rendendolo lento e profondo, per calmare la mente dal suo vagabondare. Chi ha imparato a praticare questa preghiera la recita senza sforzo e con amore, trovandovi consolazione.

Il Ruolo del Silenzio e dell'Ascolto

Il silenzio prolungato della preghiera è caldamente raccomandato, perché permette di percepire meglio il linguaggio di Dio, interpretare il significato reale delle ispirazioni ricevute, calmare le ansie e ricomporre la propria esistenza alla luce divina (cfr. Gaudete et exsultate, 171). Il silenzio educa soprattutto all'ascolto della Parola di Dio, gustata e imparata di fronte al segno forte dell'Eucaristia. Da questo silenzio e ascolto possiamo imparare meglio a sentire, ascoltare e conoscere anche noi stessi, i nostri desideri, le nostre ansie, i nostri affetti e i nostri pensieri.

Quando e Come Pregare

Puoi pregare ogni volta che ne hai voglia o che ne senti il bisogno. Dovresti parlare con Dio individualmente e regolarmente, ma prega anche con gli altri: durante le funzioni religiose, prima di un pasto e durante la preghiera familiare. I momenti tipici per la preghiera personale sono all’inizio della tua giornata, prima di ogni pasto e prima di andare a letto la sera, ma non esiste un momento sbagliato per pregare. Ci sono momenti che richiedono una preghiera in più, come una preghiera di guarigione, di protezione o per necessità urgenti.

Come Dio Risponde alle Preghiere

Dio comunica con noi attraverso lo Spirito Santo, sotto forma di pensieri positivi e buone idee, oppure di sentimenti di pace e conforto. Ognuno sentirà lo Spirito Santo in un modo personale. Dio risponde spesso alle nostre preghiere anche attraverso gli altri, portando nella nostra vita persone che possono darci o essere la risposta che stiamo cercando. Possiamo anche ricevere risposte alle preghiere leggendo ciò che i Suoi profeti hanno insegnato nella Bibbia. Quando preghiamo e leggiamo questi libri, lo Spirito Santo può darci idee e istruzioni personalizzate.

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