La santità di Don Bosco: una vita spesa per il Regno di Dio

La percezione della santità di Don Bosco

Durante la sua vita terrena, don Bosco ha spesso occultato più che manifestato la propria santità. Molti gli passarono accanto senza avvedersene; ed anche quando la sua fama di "santo" aveva già varcato i confini d'Italia e d'Europa, vi fu sempre chi lo ritenne, paradossalmente, più intrigante che virtuoso. Pochi uomini furono così straordinari sotto così ordinarie apparenze: l'essenza più vera della sua santità rimaneva nascosta dal suo fare semplice, bonario e del tutto naturale.

Ritratto storico di San Giovanni Bosco in un momento di attività quotidiana, che ne riflette l'umiltà e la dedizione.

Il temperamento piemontese, che rifugge dalle effusioni intimistiche, unito a un profondo senso di umiltà, portava don Bosco a non manifestare a nessuno la sua vita intima. Chi lo guardava dal di fuori restava colpito, prima che dalla santità, dalla sua attività incessante, dal talento organizzativo e dall'imponenza delle opere. Persino figure eminenti, come il Cardinale Ferrieri, espressero in passato dubbi sul suo operato, considerandolo talvolta impulsivo o privo di rigore disciplinare.

Il metodo educativo: il «sistema preventivo»

Don Bosco ha sempre ritenuto che le opere di Dio si compiono ordinariamente poco a poco. La sua massima ricorrente, «L'ottimo è nemico del bene», sintetizza una delle convinzioni più radicate della sua vita: non lasciarsi paralizzare dalla smania della perfezione immediata, ma fare il bene anche «alla buona» in mezzo alle difficoltà.

I pilastri dell'educazione salesiana

Il "sistema preventivo" si basa su tre pilastri fondamentali:

  • Religione
  • Ragione
  • Amorevolezza

L'obiettivo pedagogico di don Bosco era formare «buoni cristiani e onesti cittadini». Il santo vedeva la gioia come un bisogno fondamentale di vita e una legge della giovinezza, sostenendo che «la santità consiste nello stare allegri».

La storia di don Bosco

L'unione con Dio e il motore soprannaturale

Studiando la causa di canonizzazione, consultori e giudici si sono resi conto che, se apparentemente la sua vita sembrava dispersa in mille attività, in realtà aveva unicamente Dio come centro di gravitazione suprema. Don Rua testimoniava di aver sempre scorto in lui una «continua unione con Dio», mentre il Cardinale Cagliero sottolineava come l'amore divino gli trasparisse dal volto e dalle parole.

La santità come testimonianza

La spinta colossale che moltiplicava le sue opere saliva dalle profondità della sua vita interiore. Per questa ragione, don Bosco è stato definito una pietra angolare per il suo ruolo di fondatore e capostipite di una grande discendenza spirituale, che ha generato santi come Domenico Savio, Michele Rua e Filippo Rinaldi.

Data Evento chiave
16 agosto 1815 Nascita ai Becchi (Castelnuovo d'Asti)
5 giugno 1841 Ordinazione sacerdotale
8 dicembre 1841 Inizio dell'apostolato con Bartolomeo Garelli
31 gennaio 1888 Morte a Torino
1 aprile 1934 Canonizzazione da parte di Pio XI

Eredità e riconoscimento ecclesiale

Giovanni Paolo II ha definito don Bosco «Padre e maestro della gioventù», sottolineando come egli abbia realizzato la sua santità mediante l'impegno educativo vissuto con zelo apostolico. La sua figura rimane un punto di riferimento imprescindibile per la Chiesa, capace di unire l'ardimento dell'azione sociale alla profondità di una rigorosa ascesi spirituale.

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