L'Omelia per i Quattordicenni: La Vita Donata e la Vittoria della Resurrezione

Cari amici, siete giunti qui numerosi, provenienti da ogni parte della nostra diocesi. È una tradizione ormai ben radicata questo appuntamento annuale dei quattordicenni, in questa magnifica terra tra acqua, monti e cielo, che tutti ci invidiano. Gesù risorto oggi si è presentato a voi come via, verità e vita. Ossia come colui che ci fa comprendere che la nostra vita ha uno scopo ben preciso: va donata. Seguendo lui, che è via, verità e vita, conosciamo come portare molto frutto, ossia ciascuno di noi impara a riconoscere e attuare un grande ed entusiasmante progetto di vita, quello di Costruire insieme un mondo migliore. Tutti siamo responsabili nella sua costruzione.

Il Dono di Sé e la Vittoria della Resurrezione

Questo è un giorno di grande giubilo per tutti gli amici di Gesù, risorto da morte. Lo acclamiamo nostro Dio e Signore, che ci ha amato e ha dato tutto sé stesso per noi. Nella risurrezione di Gesù il Padre proclama che la vita di Cristo, spesa nel dono totale di sé, riporta il segno della vittoria: la vita donata agli altri, fino alla morte, vissuta in una piena solidarietà con i fratelli, non sono la fine di tutto, ma il germe di una vita nuova, di una vita redenta. Nel suo sacrificio pasquale, Gesù ha vissuto in pienezza l’obbedienza a Dio padre e ha testimoniato la sua fiducia in Lui, affrontando lo scontro con il peccato del mondo, il male e la morte.

rappresentazione della resurrezione di Cristo con la vittoria sulla morte

Come canta una strofa della Sequenza “alla Vittima pasquale”, che abbiamo ascoltato prima dell’annuncio del Vangelo: «Morte e vita si sono affrontate in un prodigioso duello. Il Signore della vita era morto, ma ora, vivo, trionfa».

La Croce: Segno di Confidenza e Amore

La croce del Signore diventa non solo lo strumento attraverso cui Gesù manifesta in pieno la sua confidenza nei confronti del Padre, ma anche rivela l’amore totale di Dio verso l’umanità, che riceve il perdono e speranza di vita oltre la sofferenza e la morte. Donandosi sulla croce, Gesù invita ogni suo discepolo a seguirlo, vivendo come Lui, in piena fiducia e amore filiale nei confronti di Dio Padre.

Testimoni della Resurrezione: Gli Incontri del Risorto

I diversi racconti pasquali, registrati nei vangeli, come riferisce Pietro nel suo discorso negli Atti degli Apostoli, sono espressione del desiderio di Gesù che volle manifestarsi «non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti». Gesù risorto si presenta per ricostruire una serie di rapporti con singole persone, con gruppi di discepoli, per donare a tutti la forza della sua risurrezione. E tra quanti Gesù incontra ci siamo anche noi. Tra i diversi incontri di Gesù risorto, il vangelo ci ha presentato quello con Maria di Magdala, e quindi con i discepoli Pietro e Giovanni.

Sulla strada per Emmaus - Video Vangelo per bambini e ragazzi - III Domenica di Pasqua Anno A

Al Sepolcro Vuoto: Dal Dubbio alla Fede

Maria di Magdala è la discepola presente sotto la croce con Maria e Giovanni, una donna da cui Gesù aveva liberato sette demoni. Secondo il vangelo di Giovanni, Maria di Magdala si recò al sepolcro di buon mattino, quando era ancora buio, per rendere a Gesù un ultimo, estremo servizio d’amore. Ella, giunta al sepolcro, scopre con grande stupore che la pietra del sepolcro era stata rimossa e così presume che qualcuno deve aver trafugato il corpo del Signore. È del tutto prigioniera di una logica umana. La donna, quindi, fugge via di corsa dal sepolcro per avvisare dell’accaduto i suoi discepoli: «hanno portato via il Signore e non sappiamo dove l’hanno posto».

Ed ecco che Pietro e Giovanni si recano in tutta fretta al sepolcro per verificare l’accaduto. Il discepolo che Gesù amava corre avanti, più veloce di Pietro, ma poi lo aspetta rispettosamente davanti all’ingresso e lo lascia entrare per primo. Pietro, quindi, entra nel sepolcro ed esamina attentamente ogni cosa. Le bende e il sudario nei quali era avvolto il corpo di Gesù non erano gettati per terra alla rinfusa, ma deposti con ordine, un indizio che di per sé sembra smentire la diceria di un frettoloso trafugamento del cadavere. Già Giovanni, prima di entrare, aveva intravisto i teli posati. Non è ancora lo sguardo della fede. L’idea della risurrezione è ancora lontana.

La tomba vuota non è una prova diretta della risurrezione di Gesù. Ora entra nel sepolcro anche l’altro discepolo e di lui si dice che «vide e credette». Il discepolo amato, con il suo sguardo penetrante, sa vedere il significato nascosto di ciò che appare solo materialmente. Non vede il Risorto, ma la traccia visibile della risurrezione, che resta un evento del tutto invisibile. Gli ritornano in mente le parole della Scrittura, più volte ricordate dal Maestro, e che solo ora comprende: ossia che il futuro Messia avrebbe dovuto soffrire molto, per poi vivere una vita nuova.

I Doni della Resurrezione e l'Iniziazione Cristiana

Uniamoci anche noi alla gioia dei primi discepoli del Signore Gesù, ringraziamolo per il dono che ci concede: ci rende figli del Padre, «figli nel Figlio», quindi fratelli tra di noi e ci apre alla potenza rinnovatrice dello Spirito Santo. Come affermato dal Cardinale Oscar: «Custodiamo gelosamente la gioia del cuore per l’incontro con il Signore che personalmente intrattiene con ciascuno di noi. Solo la gioia ci rende testimoni credibili ed efficaci diffusori di novità evangelica. Solo la gioia ci fa sperimentare la consolazione e la pace, nella certezza di essere figli amati e custoditi con ogni premura dall’amore del Padre, servitori poveri e pacifici del Dio crocifisso, che fonda la libertà delle persone».

immagine simbolica di mani che si uniscono in preghiera o comunità

Accoglienza nella Famiglia Cristiana: I Sacramenti

«Diamo il benvenuto nella nostra famiglia cristiana a questi nostri amici che ricevono i sacramenti della iniziazione cristiana», ha aggiunto ancora il cardinale di Como. «Il Battesimo, dono pasquale che ci rende figli del Padre e fratelli tra di noi, la Cresima, attraverso cui, mediante lo Spirito Santo, saranno in grado di annunciare Gesù e infine l’Eucaristia, che li renderà parte del corpo di Cristo e che è farmaco di immortalità».

  • Alba-Agata di Como-Breccia e Karim-Timoteo di Montano (Co) hanno ricevuto tutti e tre i sacramenti.
  • Francesco Letizia, nel carcere del “Bassone” di Como, completerà la sua preparazione per il Battesimo nelle settimane del tempo pasquale.
  • Manuel e Francesco, anche loro come Karim residenti a Montano Lucino, nella Veglia in Duomo, sono stati cresimati e hanno ricevuto la Prima Comunione.

La Fede nel Risorto e la Promozione del Bene

Nel mattino di Pasqua il Vescovo Cantoni, nell’omelia del pontificale, ha sottolineato che «La fede in Cristo risorto induce anche noi ad essere testimoni e annunciatori della sua risurrezione, promuovendo i germi di risurrezione che scopriamo attorno a noi, destinati a crescere, nonostante il male che, come ogni giorno constatiamo, continuamente si oppone al bene e che vorrebbe prevalere nel mondo di oggi». «Essere discepoli alla scuola del Crocifisso Signore risorto», ha aggiunto il porporato, «non ci esonera dalle difficoltà della vita, non ci mette al sicuro, al di fuori della crudezza del vivere. Il Signore risorto ci garantisce tuttavia la vittoria del bene sul male, della giustizia sulle tante discriminazioni, della verità sulla menzogna nella misura in cui siamo disposti a promuovere questa dinamica di vita nuova, quindi se siamo aperti alla speranza».

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