La vita è un libro aperto, traboccante di amori, gioie, dolori, sogni, speranze e sofferenze, contenente tutte le nostre vicende, amare, belle, coinvolgenti, intriganti, ricche di colpi di scena come un film variopinto. I protagonisti siamo noi, simili alle brillanti stelle che adornano il cielo, ai caldi raggi del sole, oppure a una tempesta o a un uragano. Sì, la vita è un cammino lungo, tortuoso e ripido, che racchiude i nostri segreti e custodisce i nostri sogni alati, nati o ancora non nati.
Dobbiamo sforzarci di vivere intensamente ogni secondo della nostra esistenza, perché il tempo vola come un lampo in un cielo sereno. È fondamentale conoscere le altre creature, perché in esse scopriremo il segreto della nostra storia, del nostro passato, del nostro presente e del nostro futuro. La vita è una grande occasione che non va mai sprecata, come ci ha insegnato una donna minuta, una madre coraggiosa e tenace che ha trascorso la sua lunga esistenza tra i poveri, i lebbrosi, i paralitici, gli amputati, le donne stuprate e sfregiate. Questa donna, Madre Teresa di Calcutta, ci ha lasciato un grande insegnamento sulla natura e sul valore della vita.

Madre Teresa di Calcutta: Una Vita Dedicata all'Amore
La Biografia e la Missione di Agnese Gonxha
Madre Teresa di Calcutta, il cui nome di battesimo era Agnese Gonxha, era figlia di un droghiere albanese cattolico. Nata il 26 agosto del 1910 nella cittadina macedone di Skopje, già verso il 1928 Gonxha sentiva di essere attratta verso la vita religiosa, cosa che in seguito attribuirà a una "grazia" fattale dalla Madonna. Nel 1928, entrò nella congregazione delle Suore di Loreto (irlandesi) e venne inviata a Darjeeling, alle pendici dell'Himalaya. Il 25 maggio 1931, pronunciò i voti religiosi e assunse da quel momento il nome di Suor Teresa, in onore di Santa Teresa di Lisieux.
Nel 1948, dopo alcuni anni di insegnamento alla Saint Mary High School di Calcutta - un collegio per ragazze cattoliche - le giunse l'autorizzazione da Roma, con la firma di papa Pio XII, a lasciare il convento. Iniziò allora la sua opera mirata a salvare i poveri, assistere gli ammalati e gli emarginati. Qui si trovò confrontata di colpo con la realtà della miseria più nera, a un livello tale che la lasciò sconvolta. Durante l’inverno del 1952, un giorno in cui andava cercando poveri, trovò una donna che agonizzava per la strada, troppo debole per lottare contro i topi che le rodevano le dita dei piedi. La portò all’ospedale più vicino, dove, dopo molte difficoltà, la moribonda venne accettata. A Suor Teresa venne allora l’idea di chiedere all’amministrazione comunale l’attribuzione di un locale per accogliervi gli agonizzanti abbandonati.
Nell’arco di due anni trovò una umile abitazione per accogliere i bisognosi; nel 1950 ottenne dal Vaticano il permesso di creare la congregazione religiosa delle Missionarie della Carità. Realizzò molti progetti benefici, tra cui la “città della pace” per lebbrosi, destinata ad ospitare 4000 famiglie di malati. Per questi nobili e impareggiabili atti di umanità, amore e sacrificio, nel 1979 Madre Teresa di Calcutta ricevette con umiltà il prestigioso Premio Balzan e l’ambito Premio Nobel per la Pace e nel 1989 venne proclamata all’unanimità Donna dell’Anno. Oggi, i suoi centri di assistenza si trovano in tutti e cinque i continenti: in India sono presenti 150 centri, 52 nelle Americhe, in Europa 40, in Asia 30 e in Africa 31. Altre case si trovano nei Paesi dell’Est, a Zagabria e in Russia. Madre Teresa morì da povera tra i più poveri della terra il 5 settembre 1997 a Calcutta. Il 19 ottobre 2003 Giovanni Paolo II la proclamò “beata”.
L'Importanza dell'Amore e dell'Accoglienza Incondizionata
Madre Teresa, con le sue opere pie e caritatevoli, ha salvato la vita di migliaia di persone, ha accolto e curato nei suoi centri moltissimi poveri, senza distinguere tra Hindu, Sik, cristiani, ebrei o musulmani. Non ha mai chiesto loro la carta d’identità, né le origini né l’appartenenza culturale, etnica o religiosa. Ha invece cercato, in chi aveva dinanzi, il fratello o la sorella da aiutare e salvare, come risulta dalla seguente preghiera:
- “Signore amatissimo, fa' ch'io possa vederti oggi e ogni giorno nella persona dei tuoi malati, e servirti curandoli.
- Se ti nascondi sotto la figura sgradevole del collerico, dello scontento, dell'arrogante, fa' ch'io possa ancora riconoscerti e dire: "Gesù, mio paziente, quanto è dolce servirti."
- Signore, dammi questa fede che vede chiaro, e allora il mio compito non sarà mai monotono, sempre la gioia zampillerà quando mi presterò ai capricci e risponderò ai desideri di tutti i poveri sofferenti...
- O Dio, poiché sei Gesù il mio paziente, degnati anche di essere per me un Gesù che ha pazienza, indulgente con i miei errori e che tiene conto dell'intenzione, perché la mia intenzione è di amarti e di servirti nella persona di ogni tuo malato.”
Madre Teresa ci ha insegnato che la peggiore malattia oggi è il non sentirsi desiderati né amati, il sentirsi abbandonati. Vi sono molte persone al mondo che muoiono di fame, ma un numero ancora maggiore muore per mancanza d'amore. Ognuno ha bisogno di amore, ognuno deve sapere di essere desiderato, di essere amato, e di essere importante per Dio, perché vi è fame d'amore e vi è fame di Dio. Le opere dell'amore sono sempre opere di pace. Ogni volta che divideremo il nostro amore con gli altri, ci accorgeremo della pace che giunge a noi e a loro. Dove c'è pace c'è Dio, ed è così che Dio riversa pace e gioia nei nostri cuori.
Madre Teresa di Calcutta | Documentario COMPLETO
L'Inno alla Vita: La Profondità del Messaggio di Madre Teresa
"La vita è bellezza, ammirala": Un Manifesto per l'Esistenza
Madre Teresa ha composto diverse riflessioni sulla vita che sono considerate vere e proprie poesie, capaci di donare valore all’esistenza. Il suo "Inno alla vita" ci insegna come affrontare la vita per goderla al massimo. La vita è il regalo più grande, e tutti gli esseri viventi rappresentano la magia più grande presente nell’universo. Lei la morte l’ha vista, annusata, toccata con mano, ascoltata nel momento in cui arrivava. La vita è un insieme di elementi e azioni che rappresentano per noi opportunità, gioie e avventure. Tutto ciò che ci circonda corrisponde a una sfida. Nell'inno firmato Madre Teresa, si parla di rischio e di costruzione, proprio perché la vita rappresenta una vera e propria avventura. Tutto quello che viene elencato - dovere, amore, mistero, lotta, pace - è una declinazione della nostra esistenza, sfaccettature analizzate da un’anima grande come quella di Madre Teresa di Calcutta, di un percorso difficile ma fantastico, da affrontare a testa alta.
Tra le sue più celebri "poesie" c'è "La vita", una raccolta di affermazioni che esaltano ogni aspetto dell'esistenza:
- La vita è bellezza, ammirala.
- La vita è un’opportunità, coglila.
- La vita è beatitudine, assaporala.
- La vita è un sogno, fanne una realtà.
- La vita è una sfida, affrontala.
- La vita è un dovere, compilo.
- La vita è un gioco, giocalo.
- La vita è preziosa, abbine cura.
- La vita è una ricchezza, conservala.
- La vita è amore, donala.
- La vita è un mistero, scoprilo.
- La vita è promessa, adempila.
- La vita è tristezza, superala.
- La vita è un inno, cantalo.
- La vita è una lotta, accettala.
- La vita è un’avventura, rischiala.
- La vita è felicità, meritala.
- La vita è la vita, difendila.
Si potrebbe concludere che la vita va vissuta con gioia e gratitudine, superando gli odi e i rancori che ancor oggi ci separano, macchiando il libro della vita con il sangue degli innocenti, bambini o adulti, ebrei, cristiani e musulmani, e sporcandolo con l’odio, la violenza, l’ira, il pregiudizio, il razzismo e l’intolleranza. Agli irresponsabili che commettono violenze, Madre Teresa ha ricordato con parole di grande impatto:
- Chi ha ucciso un solo bambino ha ucciso tutta l'Umanità.
- Chi ha calpestato o maledetto un solo bambino, ha spento tutte le candele dell'Amore di Dio nel suo cuore.
- Chi ha violentato una sola ragazza inerme, ha rabbuiato il cielo, il mondo intero.
Vivere con Intensità e Resilienza
Madre Teresa ci invita ad amare la vita così com'è, pienamente e senza pretese; ad amarla quando ci amano o quando ci odiano, quando nessuno ci capisce o quando tutti ci comprendono. Ad amarla quando tutti ci abbandonano o quando ci esaltano come un re. Ad amarla quando ci rubano tutto o quando ce lo regalano. Ad amarla quando ha senso o quando sembra non averlo nemmeno un po'. Ad amarla nella piena felicità o nella solitudine assoluta. Ad amarla quando siamo forti o quando ci sentiamo deboli. Ad amarla quando abbiamo paura o quando abbiamo una montagna di coraggio. Ad amarla non soltanto per i grandi piaceri e le enormi soddisfazioni; ad amarla anche per le piccolissime gioie. Ad amarla seppure non ci dà ciò che potrebbe, amarla anche se non è come la vorremmo. Ad amarla ogni volta che nasce e ogni volta che stiamo per morire. Ma non amare mai senza amore, e non vivere mai senza vita!
La sua saggezza si manifesta anche in queste brevi ma intense sentenze, che offrono una guida per affrontare le sfide quotidiane:
- Il giorno più bello? Oggi.
- L'ostacolo più grande? La paura.
- La cosa più facile? Sbagliarsi.
- L'errore più grande? Rinunciare.
- La radice di tutti i mali? L'egoismo.
- La distrazione migliore? Il lavoro.
- La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento.
- I migliori professionisti? I bambini.
- Il primo bisogno? Comunicare.
- La felicità più grande? Essere utili agli altri.
- Il mistero più grande? La morte.
- Il difetto peggiore? Il malumore.
- La persona più pericolosa? Quella che mente.
- Il sentimento più brutto? Il rancore.
- Il regalo più bello? Il perdono.
- Quello indispensabile? La famiglia.
- La rotta migliore? La via giusta.
- La sensazione più piacevole? La pace interiore.
- L'accoglienza migliore? Il sorriso.
- La miglior medicina? L'ottimismo.
- La soddisfazione più grande? Il dovere compiuto.
- La forza più grande? La fede.
- Le persone più necessarie? I sacerdoti.
- La cosa più bella del mondo? L'amore.
Madre Teresa ha dedicato anche pensieri potenti alle donne, esortandole a mantenere viva la propria forza interiore: "Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe, i capelli diventano bianchi, i giorni si trasformano in anni. Però ciò che è importante non cambia; la tua forza e la tua convinzione non hanno età. Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno. Dietro ogni linea di arrivo c'è una linea di partenza. Dietro ogni successo c'è un'altra delusione. Fino a quando sei viva, sentiti viva. Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo. Non vivere di foto ingiallite... insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni. Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c'è in te. Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto. Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce. Quando non potrai camminare veloce, cammina. Quando non potrai camminare, usa il bastone. Però non trattenerti mai!"
La Nascita e il Natale secondo Madre Teresa
"È Natale ogni volta che...": Un Augurio Universale
Quasi tutti gli scrittori, italiani e stranieri, nel loro percorso di creatività letteraria, prima o poi, hanno scritto una o più poesie dedicate al Natale. Le interpretazioni dell’evento della nascita di Gesù sono le più varie. Prevalgono quelle esclusivamente religiose, che rispettano il Vangelo, e quelle che alla pura parola evangelica affiancano una valenza civile della Nascita sulle cose del mondo, annodando la memoria storica dell’evento alla simbologia del presepe inventato da San Francesco.
“È Natale” di Madre Teresa di Calcutta non è una poesia né un vero augurio e nemmeno una preghiera, ma una riflessione profonda e necessaria sullo spirito delle festività, citata su diversi manuali scolastici. Non ha parole in rima, non è suddivisa in strofe, non segue particolari schemi metrici: è un testo senza pretese che tuttavia dice tutto. Il testo di Madre Teresa è un augurio di Natale universale: non è destinato ai credenti o ai cattolici, ma a ogni essere umano, anzi, per estensione a ogni essere vivente. A differenza di molti poeti, la piccola suora diventata santa non parlava del simbolismo del presepe o del Bambino Gesù, non si riferiva a Madonne e stelle comete, ma alla realtà - spesso impietosa e ingiusta - di ogni giorno.
Attraverso le sue parole, Madre Teresa ci invita a guardare il mondo con altri occhi e a rendere ogni giorno Natale mediante dei piccoli, semplici gesti, che tutti noi possiamo compiere. Perché “è Natale ogni volta che sorridi e che tendi la mano” ed è questo l’insegnamento di questa grande festa che purtroppo oggi si sta trasformando sempre di più in una fiera del consumismo e in una corsa sfrenata ai regali. La semplice poesia di Madre Teresa di Calcutta è basata sull’insistita ripetizione del verso “È Natale ogni volta che”. Un ritornello scandito che richiama alla memoria le lezioni metodiche insegnate dai maestri delle elementari che, con pazienza, invitavano a continuare la frase esprimendo il proprio pensiero. Madre Teresa di Calcutta era solita ripetere che “Natale non è solo una data”: la suora si focalizzava sul significato vero della festività, ovvero nell’annuncio di una nascita. La Natività del bambino in questo nostro mondo si svolge ogni giorno e spesso siamo troppo affaccendati e distratti per capirlo.
I versi di questa semplice poesia seguono una climax crescente passando dalla dimensione umana a quella spirituale. Inizia dalla limpida verità insita nei gesti: una mano tesa, un sorriso, il silenzio volto all’ascolto. Poi passa alla condizione morale: i principi, la speranza, la riconoscenza dei propri limiti. Infine si dischiude a un approccio più spirituale: permettere a Gesù di rinascere in noi. La figura di Gesù qui è intesa in senso simbolico, come metafora di carità, pietà e spiritualità. Madre Teresa applica l’insegnamento cristiano alla vita, facendo dell’immagine cristologica una figura umana e non divina: Dio che si fa uomo siamo noi nelle nostre mani tese, nei nostri atti di dolcezza, nel conforto che possiamo dare con un semplice sorriso. Questi sono i veri doni, conclude Madre Teresa di Calcutta.
Qual è il vero significato del Natale? Non è nella fastosa celebrazione cristiana né nel consumismo degli enormi pacchetti regalo o nel simbolo pagano dell’albero adornato che risplende nei nostri salotti. Si tratta di una lezione semplice che può essere appresa da chiunque: i bambini leggono queste parole a scuola e forse gli adulti le riscoprono, anche se da anni non mettono più piede in una chiesa. L’insegnamento umano di Madre Teresa di Calcutta è che il Natale è la festa di tutti: dei poveri, dei malati, degli oppressi, degli esclusi.

Il Vero Amore e la Sofferenza
Per Madre Teresa, l'amore autentico è inseparabile dalla sofferenza. "Il vero amore deve sempre fare male. Deve essere doloroso amare qualcuno, doloroso lasciare qualcuno. Solo allora si ama sinceramente." Questa visione si estende al concetto di accettazione del dolore come via per la gioia: "Ama finché non ti fa male, e se ti fa male, proprio per questo sarà meglio. Perché lamentarsi? Se accetti la sofferenza e la offri a Dio, ti darà gioia. La sofferenza è un grande dono di Dio: chi l'accoglie, chi ama con tutto il cuore, chi offre se stesso ne conosce il valore."
In questo contesto di amore profondo, la gioia diventa una conseguenza naturale: "La gioia è amore, la conseguenza logica di un cuore ardente d'amore. La gioia è una necessità e una forza fisica. La nostra lampada arderà dei sacrifici fatti con amore se siamo pieni di gioia."
Trovare il Tempo per le Cose Essenziali
Madre Teresa ci invita a dedicare tempo alle azioni e ai sentimenti che nutrono l'anima e rendono la vita significativa. Le sue parole, intitolate "Trova il tempo", sono un promemoria per le priorità dell'esistenza:
- Trova il tempo di pensare. È la fonte del potere.
- Trova il tempo di pregare. È il più grande potere sulla terra.
- Trova il tempo di ridere. È la musica dell'anima.
- Trova il tempo per giocare. È il segreto dell'eterna giovinezza.
- Trova il tempo per amare ed essere amato. È il privilegio dato da Dio.
- Trova il tempo di dare. Il giorno è troppo corto per essere egoisti.
- Trova il tempo di leggere. È la fonte della saggezza.
- Trova il tempo di essere amico. È la strada della felicità.
- Trova il tempo di lavorare. È il prezzo del successo.
- Trova il tempo di fare la carità. È la chiave del Paradiso!
Siamo solo sassolini buttati nel mare che fanno increspare l'acqua, ma il nostro amore, manifestato anche nelle piccole cose, può avere un impatto profondo: "Amiamo... non nelle grandi ma nelle piccole cose fatte con grande amore. C'è tanto amore in tutti noi. Non dobbiamo temere di manifestarlo."