Pio XII, i Castighi Divini e le Rivelazioni Profetiche

A sessant’anni dalla morte di Papa Pio XII, nato a Roma il 2 marzo 1876 e spirato a Castel Gandolfo il 9 ottobre 1958, la sua memoria è viva, soprattutto per la sua sacrale immagine e per i suoi insegnamenti. Pio XII ha sorretto la Chiesa nel tragico tempo della Seconda Guerra Mondiale con grande senso del dovere, con innate doti regali, con la responsabilità e la fede di un degno Vicario di Cristo, tanto da non perdere mai il controllo della situazione.

La Vita e il Pontificato di Eugenio Pacelli

Le Origini e la Formazione

Eugenio Maria Giuseppe Giovanni Pacelli nacque a Roma il 2 marzo 1876, terzogenito dell'avvocato della Sacra Rota Filippo Pacelli e di Virginia Graziosi. La sua era una famiglia di piccola nobiltà pontificia, originaria di Acquapendente, distintasi in vari suoi membri al servizio della Santa Sede. Il padre, alla nascita di Eugenio, ricopriva la funzione di avvocato rotale per assumere nel 1896 quella di avvocato concistoriale. Il fratello maggiore, Francesco, avvocato rotale, avrebbe poi svolto una parte di rilievo nei negoziati che prepararono i Patti Lateranensi. Dopo le elementari frequentate in una scuola privata cattolica e la frequenza al liceo di Stato "Ennio Quirino Visconti", Eugenio Pacelli entrò nel Collegio Capranica di Roma, per poi studiare filosofia all'Università Gregoriana e proseguire gli studi teologici e di diritto all'Apollinare (oggi Università Lateranense). Fu ordinato sacerdote il 2 aprile 1899 da monsignor Cassetta, vicegerente del Vicariato di Roma. Si laureò in teologia nel 1901 e in giurisprudenza in utroque iure nel 1902.

La Carriera Diplomatica e Curiale

Entrò nel 1901 al servizio della Santa Sede nella congregazione degli Affari straordinari, divenendone segretario aggiunto nel 1912 e segretario titolare nel 1914. Fu chiamato nel 1904 a ricoprire la carica di segretario della commissione per la redazione del Codex Iuris Canonici. Le sue competenze giuridiche, manifestate anche nel breve ma denso studio La personalità giuridica e la territorialità delle leggi, specialmente nel diritto canonico (Roma 1912), gli valsero l'insegnamento del diritto nella Pontificia Accademia dei Nobili Ecclesiastici, centro di formazione dei diplomatici pontifici. Pacelli ebbe di conseguenza un ruolo attivo nell’applicazione della linea pontificia in occasione della Prima Guerra Mondiale, partecipando ai tentativi della Santa Sede di evitare l’estensione del conflitto all’Italia e poi di favorirne una soluzione negoziale. Il 13 maggio 1917, giorno della prima apparizione della Madonna alla Cova d’Iria a Fatima, Benedetto XV lo ordinò Vescovo elevandolo contemporaneamente alla dignità arcivescovile con il titolo di Arcivescovo di Sardi e lo nominò nunzio apostolico in Baviera, unica sede di nunziatura di tutto l’Impero tedesco. Dopo la consacrazione, il neovescovo disse che mentre passeggiava nei Giardini Vaticani avrebbe assistito stupefatto al "miracolo del sole", un fenomeno che attestò di aver rivisto il 31 ottobre, il 1° novembre (giorno della definizione del dogma dell’Assunta) e l’8 novembre 1950.

Ritratto di Pio XII, Eugenio Pacelli, come Cardinale Segretario di Stato

Assolse varie missioni in Germania, specie a Monaco nel 1919 e fu nominato primo nunzio a Berlino nel 1920. In tale veste preparò e concluse concordati con la Baviera (1925), con la Prussia (1929), con il Baden (1932). Fu per dodici anni il perno delle relazioni della Santa Sede con la Germania, venendosi a trovare al centro della tumultuosa fase politica e sociale che attraversava quella nazione fra il 1918 e il 1919. Non perse mai occasione di presentare le sorti della Germania come determinanti per il futuro dell’Europa e della Chiesa, mettendo in guardia dall’ondata destabilizzante della rivoluzione bolscevica del 1917. Durante la sua residenza a Monaco, Pacelli assistette personalmente alla tumultuosa fase rivoluzionaria del 1918-1919 e manifestò sentimenti e giudizi di profondo disgusto nei confronti di quello che definiva "tirannia russo-giudaico-rivoluzionaria" e "dittatura del proletariato", insistendo sulla componente ebraica del bolscevismo dilagante, pur addebitando il movimento consiliare anche all'esito infelicissimo della guerra e alla reazione popolare. Nel novembre 1918, si trovò nel cuore della rivoluzione socialista di Monaco e, dopo l'assassinio di Kurt Eisner, fu direttamente investito dalle sommosse che portarono alla proclamazione della Repubblica consiliare. Il 19 aprile 1919, durante la rivoluzione spartachista, la nunziatura di Monaco fu accerchiata da un gruppo di rivoluzionari con a capo Siedl, che puntò una pistola al petto di Pacelli, il quale si era posto a difesa dell'entrata, affiancato dalla coraggiosa suora tedesca Pascalina Lehnert. Siedl si ritirò senza agire.

L'Elezione al Soglio Pontificio e la Seconda Guerra Mondiale

Nominato Cardinale nel 1929, successe al Cardinale Pietro Gasparri come Segretario di Stato, divenendo così il più stretto collaboratore di Pio XI, che rappresentò in viaggi ufficiali in Europa e in America. Alla morte di Papa Ratti, fu eletto Papa il 2 marzo 1939. Fatto insolito per un conclave, fu eletto colui che, alla vigilia, aveva le migliori possibilità di diventare papa, a simboleggiare la continuità dell'operato con il precedente capo della Chiesa. Levò la sua voce ad ammonire i governi, nel pericolo imminente della Seconda Guerra Mondiale, con l’allocuzione del 3 marzo 1939, l’appello del 21 agosto e la nota diplomatica del 31 agosto. Tentò invano di scongiurare il rischio di una nuova guerra mondiale con diverse iniziative fra cui il discorso alla radio del 24 agosto 1939 in cui pronunciò la frase simbolo del suo pontificato: "Nulla è perduto con la pace; tutto può essere perduto con la guerra". Interpose la sua opera per evitare l’estensione del conflitto e specialmente la partecipazione dell’Italia alla guerra, rivolgendosi prima a Vittorio Emanuele III e poi con una lettera autografa del 24 aprile 1940 a Mussolini. Papa Pacelli tentò con altri appelli di far cessare le ostilità e organizzò aiuti alle popolazioni colpite, creando l’Ufficio informazioni sui prigionieri e sui dispersi, che trattò più di dieci milioni di casi. Per alleviare le sofferenze causate dalla guerra, il Papa istituì la Pontificia Commissione Assistenza, che si occupò dei profughi e dei reduci, realizzando una vasta azione di assistenza caritativa e sociale. Immensi furono gli sforzi del Pontefice per salvare migliaia e migliaia di ebrei, sia con interventi diplomatici, sia ospitandoli in Vaticano o presso molteplici istituti religiosi e parrocchie.

Pio XII visita i quartieri bombardati di Roma durante la Seconda Guerra Mondiale

Nello stesso tempo il Sant’Uffizio condannò alcune aberrazioni della teoria e della pratica del nazismo: l’eutanasia (2 dicembre 1940) e la sterilizzazione (23 febbraio 1941). A proposito delle persecuzioni contro gli ebrei, va citato il radiomessaggio Con sempre nuova freschezza nella vigilia del Natale 1942, con la sua chiara denuncia in difesa di quelle "centinaia di migliaia di persone, le quali, senza veruna colpa propria, talora solo per ragione di nazionalità o di stirpe, sono destinate alla morte o a un progressivo deperimento". Il 19 luglio 1943, durante la Seconda Guerra Mondiale, Roma fu bombardata per la prima volta dagli aerei degli Alleati. Il giorno successivo, il Papa Pio XII uscirà dalla Città del Vaticano per visitare i quartieri colpiti e soccorrere le vittime; questa fu un’uscita eccezionale dal Vaticano, poiché all’epoca il pontefice si allontanava dal suo Stato solo in casi estremamente rari. Il 4 giugno 1944, dopo la liberazione, ricevette in Vaticano i soldati alleati. Il suo attivo intervento per far riconoscere Roma «città aperta» valse ad impedire che la città divenisse campo di battaglia fra due eserciti contrapposti. Pio XII fu acclamato il 5 giugno 1944 da un’immensa folla in San Pietro defensor civitatis. Durante l’occupazione nazista dell’Italia, dopo l’8 settembre, offrì asilo politico presso la Santa Sede a molti esponenti politici antifascisti tra cui Alcide De Gasperi e Pietro Nenni, appellandosi al fatto che la Città del Vaticano era uno Stato sovrano. Per evitare che Hitler lo tenesse prigioniero, Pacelli preparò una lettera di dimissioni da utilizzare in caso di propria cattura, dando istruzioni di tenere un successivo Conclave a Lisbona.

La Condanna del Comunismo e il Ruolo di Fatima

Nei confronti della Russia comunista, il Pontefice aveva previsto con lungimiranza i pericoli della sua espansione e della persecuzione contro la Chiesa, come si può verificare dalla corrispondenza che intrattenne con Franklin Delano Roosevelt, pubblicata già nel 1947. Combatté contro l’ideologia sovietica pubblicamente, come dimostra il radiomessaggio natalizio del 1942, e le organizzazioni che ad essa si ispiravano nelle altre nazioni. Il 1° luglio 1949 il Sant’Uffizio condannò il comunismo marxista, comminando la scomunica ai suoi sostenitori. Nel 1940 riconobbe definitivamente le apparizioni di Fatima e consacrò nel 1942 il mondo intero al Cuore Immacolato di Maria. Inoltre incontrò più volte Suor Lucia e le ordinò di trascrivere i famosi segreti di Fatima, diventando quindi il primo pontefice a conoscere il famoso Terzo Segreto che ordinò però di far restare nascosto.

Il Magistero di Pio XII sui Castighi Divini

Il magistero di Pio XII ha lucidamente avvertito i pericoli insiti nei mutamenti della società occidentale, sforzandosi di illuminare ogni questione applicando la dottrina della fede e la dottrina sociale. Fra i temi spirituali più toccati dal suo magistero si situano la devozione a Maria e quella al Sacro Cuore. A Pio XII si deve la definizione del dogma dell’Assunzione della Vergine, proclamata a Roma il 10 novembre 1950. Quanto al magistero sociale vi è una frase, pronunciata nel radiomessaggio di Pentecoste del 10 giugno 1941, che lo riassume tutto: «Dalla forma data alla società, consona o no alle leggi divine, dipende e s’insinua anche il bene o il male nelle anime».

Il Senso e il Fine della Pena Divina

A quarant’anni dalla sua ordinazione sacerdotale e dalla consacrazione dell’umanità a Cristo Re, il Pontefice esplicita le dolorose constatazioni di fatti precisi e allo stesso tempo illustra gli antidoti al male: di fronte all’allontanamento degli uomini dalla fede, invita al rinnovamento spirituale e al ritorno al cuore di Cristo. La massima aspirazione del Papa è quella di essere un «buon pastore» per tutti. «Questa legge naturale trova il suo fondamento in Dio, creatore onnipotente e padre di tutti, supremo e assoluto legislatore, onnisciente e giusto vindice delle azioni umane. La denuncia del documento programmatico è chiara e coraggiosa: agnosticismo religioso e morale, oblio della carità, negazione della dipendenza del diritto umano dal diritto divino, autorità statuali che esprimono potere illimitato senza considerare il bene comune.

Rappresentazione simbolica della giustizia divina e dell'equilibrio mondiale

Nel suo diciannovesimo anno di Pontificato (2 marzo 1957 - 1° marzo 1958), Pio XII sottolineò l'importanza di comprendere il senso e il fine della pena. Egli chiarì che tutto ciò che accade nel mondo deve essere spiegato alla luce della fede, poiché le nazioni si sono allontanate da Dio. La legge naturale ha il suo fondamento in Dio, supremo legislatore e giusto vindice delle azioni umane. Come si semina, così si miete: chi merita la colpa, raccoglie il castigo. Il senso ed il fine della pena data da Dio è la restituzione dell'ordine violato, quando l'uomo si sottrae ai precetti divini e oppone la sua volontà a quella di Dio, preferendo sé stesso e respingendo il Creatore. Il castigo divino è necessario per la vita terrena e ha in parte un carattere preponderante di "poenae medicinales" piuttosto che "poenae vindicativae", affinché l'uomo sia indotto a modificare le disposizioni della sua volontà verso il bene e il giusto, riconducendolo a Dio, dal quale l'aveva messo in opposizione. La Madonna, ai piedi della Croce, prega per la salvezza del mondo, ma Gesù risponde: «No mamma, perché i peccatori sono ostinati, nessuno ritorna a Dio; nel mondo vi sarà rovina e morte. Roma sarà punita, l’Italia sarà travagliata e umiliata. La Chiesa sarà perseguitata. Il Cristo in terra dovrà tanto soffrire; a quante rovine andrà incontro! Il gregge sta per disperdersi. Quante anime sacerdotali sono uscite fuori dall’ovile! Pregate incessantemente, perché l’ora è vicina, affinché l’umanità conosca i suoi errori».

Anche la parabola di Gerusalemme insegna la scelta da compiere: di fronte al male perpetrato dai suoi figli, Dio manifesterà ancora il suo amore misericordioso e avrà ancora pietà per i figli dei giusti. Se il popolo è sordo ad altri richiami, il castigo divino è un'inequivocabile manifestazione del suo amore misericordioso. Come nel caso di Sodoma e Gomorra, distrutte se non si trovava una particella di bene, così pochi innocenti possono trasformare il male in bene. «La tua stessa malvagità ti castiga e le tue ribellioni ti puniscono. Sappi e vedi quanto è cosa cattiva e amara abbandonare il Signore tuo Dio» (Ger 2,19). Il castigo contiene in sé la possibilità di salvare l'uomo liberandolo dal peccato, di tramutare il male in bene, l'odio in amore, la vendetta in perdono, se solo c'è un germe di bene da cui partire per risanare e ridare la vita, per salvarci da questa amarezza interiore che è l'assenza di Dio.

Le Rivelazioni della Beata Elena Aiello e i Castighi Annunciati

La Figura di Suor Elena Aiello

Suor Elena Aiello, fondatrice delle Suore Minime della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo, nacque a Montalto Uffugo (CS) il 10 aprile 1895. Fin da piccolissima mostrò un’attenzione particolare per il messaggio evangelico. Rimasta orfana di madre, si diede da fare per aiutare la famiglia, ma la sua chiamata sembrava essere quella alla vita religiosa nelle Suore del Preziosissimo Sangue. Entratavi come novizia, si ammalò gravemente tanto che la congregazione non la ritenne più idonea e la rimandò a casa, pensandola prossima alla morte. Invece Elena ebbe un’apparizione di Gesù, che le disse che sarebbe stata risanata, ma il Venerdì Santo di ogni anno avrebbe portato sul suo corpo i segni della Passione. E così avvenne: per il resto della vita, nel giorno della morte di Gesù, avrebbe sudato sangue e sperimentato le stigmate, segni che poi puntualmente scomparivano ogni Sabato Santo. Questa esperienza la spinse a dare vita a Cosenza a una nuova congregazione religiosa, l’Istituto delle Suore Minime della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo. Nelle regole indicò la Passione di Gesù come riferimento spirituale e la carità testimoniata nella sua terra da San Francesco da Paola come orizzonte quotidiano. Aprì alcuni istituti per gli orfani e un istituto magistrale.

Foto di Suor Elena Aiello, fondatrice delle Suore Minime della Passione

Dal 2 marzo 1923 fino alla morte, ogni venerdì di quaresima, in particolare ogni Venerdì Santo, suor Elena riviveva la passione di Nostro Signore, con sofferenze, sudore di sangue, visioni e rivelazioni. Incontrando Papa Pio XII durante il Giubileo del 1950, suor Elena gli chiese se ritenesse che questa opera fosse secondo il cuore della Chiesa. Il Sommo Pontefice le rispose: «La sua opera non finirà perché è fondata sulla Provvidenza». Suor Elena Aiello morì a Roma il 19 giugno 1961. Giovanni Paolo II l’ha dichiarata venerabile il 22 gennaio 1991 e Benedetto XVI l’ha promulgata beata il 14 settembre 2011. Il decreto di beatificazione ricorda che Elena Aiello amò profondamente il Santo Padre e la Chiesa.

Profezie e Messaggi di Castigo

Il tema ricorrente di queste rivelazioni è l’annuncio di un castigo divino sull’umanità immersa nel peccato. Il 16 marzo 1951 Gesù le dice: «Gli uomini hanno scagliato contro Dio un uragano di odio. Il mio Cuore sanguina, perché gli uomini mi oltraggiano. Ovunque cerco il peccatore: Essi sono accecati dal peccato. Il mondo vive fuori del cristianesimo. (…) Il flagello è vicino; è grande il castigo; troppi sono i delitti; tremendi sono i pericoli che minacciano l’umanità: la guerra con le sue spaventevoli armi porterà rovina e morte per ogni singolo popolo».

La Madonna dice a suor Elena: «Le anime si perdono senza numero, guidate da satana vogliono il dominio totale e materiale di tutto il mondo. La Giustizia di Dio passerà sulla terra e la maggior parte dell’umanità sarà giudicata da un Dio sdegnato. Se si prega e si fa penitenza il mio Cuore trionferà e le porte dell’inferno non prevarranno; altrimenti una terribile bufera si scatenerà sul mondo, perché il terrificante flagello è alle porte; le ore delle tenebre si addenseranno sempre di più. Il mondo sarà afflitto da grandi calamità… Il fuoco cadrà dal cielo come fiocchi di neve; verrà una guerra dominata da terrore e morte; il sangue scorrerà a rivi; quanto massacro!». La Madonna ripete: «Sono Io (la Madonna) che sto curva sul mondo e trattengo il braccio del mio figlio sdegnato; altrimenti il mondo in parte sarebbe già distrutto. I peccatori rifiutano la mia misericordia, eppure ho dato prove infinite del mio amore. I sacerdoti non predicano più l’Evangelo, sono folli, han perduto lo Spirito divino. Unico mezzo per placare la giustizia del Padre è la preghiera e la penitenza con il ritorno alla Chiesa… Il mondo intero si consacri al Cuore Immacolato di Maria mediatrice tra gli uomini e Dio».

Il destino della Chiesa e della città di Roma è al centro delle rivelazioni della veggente. Il 7 agosto 1954, la Madonna le dice: «Roma sarà molto travagliata, perché è macchiata di peccati molto gravi. Il fango del peccato è arrivato al colmo e [Roma] è resa una scena di delitti e di mercenari. Roma deve molto soffrire, perché è la città santa profanata e perciò sarà travagliata, ma non distrutta, dal flagello della guerra. Non permetto mai che la sede del vicario di Cristo sia in battaglia: starò curva con te mie braccia in segno di protezione; e tutti lo dovranno riconoscere negli avvenimenti che si presenteranno. Compirò la mia opera». Il 4 marzo 1955 la Madonna rivela: «La Chiesa sarà molto travagliata: una terza parte degli uomini si salverà: il flagello della guerra è vicino: il tempo non è lontano e il mondo diventerà un vulcano di fuoco e un torrente di sangue». L’8 aprile 1955: «Guarda: gli angeli, con in mano recipienti pieni di fuoco, sono come tante fiaccole. Ogni due angeli porteranno queste fiaccole (erano come tanti tronchi d’albero). Servono per rovesciarle sul mondo. Il castigo sarà spaventoso. Scenderanno sul mondo; come tante saette di fuoco, buttate dagli angeli sulla terra. Il fuoco cadrà a pezzi. Un solo colpo, però, non cagiona la morte di tutti». Le assonanze con il messaggio di Fatima sono impressionanti.

Il 7 ottobre 1956 suor Elena riporta: «La Russia spanderà i suoi errori su tutto il mondo, con persecuzioni contro la Chiesa, i sacerdoti e contro il Cristo in terra muoverà tremende rivoluzioni; la tragedia sarà terrificante, gli uomini saranno annientati (…) Verrà una guerra mai vista; tutte le nazioni scenderanno in campo di battaglia!». La salvezza del mondo sta nel Cuore Immacolato di Maria. Il 22 agosto 1957 la Madonna afferma: «Per salvare le anime dall’inferno, si deve diffondere la mia devozione al Cuore Immacolato di Maria, mediatrice fra gli uomini e Dio, con la consacrazione delle famiglie al mio Cuore e a quello di Gesù». L’11 febbraio 1958, la Madonna ribadisce: «Il mondo cristiano è in pericolo, perché è minacciato dal materialismo: il fango dei peccati, specie nella Città Eterna è arrivato al colmo».

Mappa concettuale delle profezie di Suor Elena Aiello sulla Russia e i castighi

Altre rivelazioni specificano:

  • 13 settembre 1959: «La Russia spanderà i suoi errori su tutte le nazioni, specie sull’Italia. L’Italia non sarà salva. Il flagello della guerra è vicino, e l’Italia sarà la prima a essere sommersa dalle forze del male.»
  • 8 maggio 1960: «La Russia è pronta a scatenare tutte le forze del male e sfogherà tutto il suo furore. Sarà una bufera infernale. La guerra sarà prossima. La Russia si abbatterà su diverse nazioni. Il fuoco comincerà da est a ovest. Anche nel Nord-Africa e poi nel Medio Oriente vi saranno molte rivoluzioni. Il sangue scorrerà a rivi. Il tempo non è lontano. I sacerdoti saranno perseguitati; le chiese saranno profanate, specie nella città santa.»
  • 16 luglio 1960: «Se non si prega, l’Italia sarà peggiore della Russia. Verrà la persecuzione per la Chiesa. Quanti sacerdoti moriranno martiri.»
  • 22 agosto 1960: «L’ora terribile avanza sul mondo. Diverse nazioni saranno colpite, specie l’Italia, con rivoluzioni sanguinose. La Russia ha preparato le armi segrete contro l’America, contro la Francia e contro la Germania. La guerra è prossima. Il Reno della Svizzera sarà pieno di cadaveri e di sangue. Il Papa dovrà tanto soffrire. Il leone ruggente avanzerà sulla cattedra di Pietro, per diffondere i suoi errori. Il fiele della Russia avvelenerà tutte le nazioni, specie l’Italia. Pregate molto e fate pregare specialmente nei mesi di ottobre e novembre e non pensate che siano vane parole-sono gravi rivelazioni.»

La Ricezione delle Profezie e la Loro Attualità

Le profezie di suor Elena Aiello si diffusero soprattutto dopo la sua morte, ma non furono prese in considerazione, per il loro carattere apocalittico, mal tollerato dall’ottimismo di quegli anni. L’11 ottobre 1962 nella celebre allocuzione Gaudet Mater Ecclesia con cui apriva il Concilio Vaticano II, papa Giovanni XXIII condannava i «profeti di sventura». E “profezie di sventura” dovevano apparire quelle di suor Elena Aiello nell’epoca del dialogo, della distensione e della Pacem in terris. Oggi il clima è cambiato, ma la possibilità di un castigo divino continua ad essere rimossa dalle menti degli uomini. Si dimentica però che i tempi degli uomini sono diversi da quelli di Dio, che tutto misura alla luce dell’eternità. Quando un castigo annunciato dal Signore ritarda non significa che non verrà, ma che sarà tanto più pesante quanto maggiore è il ritardo. La durezza del castigo è infatti in proporzione della gravità del peccato, ma anche della lunghezza del tempo che Dio concede per convertirsi. Gli scettici scrolleranno le spalle, ma la Chiesa ha beatificato la veggente calabrese, senza trovare nulla di riprovevole nei suoi scritti.

Una rivelazione privata, per essere presa in considerazione da un cattolico, deve avere le seguenti caratteristiche: nulla vi deve essere in essa che si opponga alla fede e alla morale cattolica, ma anche al buon senso cristiano; inoltre, chi riceve la rivelazione deve essere un soggetto realmente virtuoso e sottomesso all’autorità della Chiesa, perché è solo alla Chiesa che spetta pronunciarsi sul carattere soprannaturale di visioni e rivelazioni. Le rivelazioni infine devono essere valutate non per un bene secondario che possono provocare, ma per un bene reale e assoluto, esaminando con diligenza la loro causa finale (A. Oddone, Visioni e apparizioni). I messaggi vanno letti ricordando che i tempi della Divina Provvidenza sono diversi da quelli degli uomini e che le preghiere possono ritardare o attenuare i castighi. Dio non ha fretta (Sap. 12, 1-10): aspetta che si compiano i tempi e conduce infallibilmente a termine i suoi disegni (Is. 46, 10). Il continuo riferimento alla Russia conferma la profezia di Fatima, secondo cui «la Russia diffonderà i suoi errori nel mondo, provocando guerre e persecuzioni alla Chiesa». Se qualcuno obietterà che la Russia comunista oggi non esiste più, si risponde che né la Russia né l’Occidente si sono convertiti alla vera fede e che i peccati pubblici del mondo, da Est ad Ovest del pianeta, sono aumentati in misura esponenziale. Come immaginare che il castigo annunziato da Dio sia stato rimosso? E se il castigo ancora incombe sul mondo, a causa dei suoi peccati, perché Dio, che è immutabile nei suoi disegni, dovrebbe modificare ciò che, attraverso la Madonna, aveva annunciato a Fatima, e cioè che la Russia sarebbe stata lo strumento del suo castigo? I fatti sono sotto i nostri occhi. La Russia, il 22 febbraio 2022 ha invaso l’Ucraina e minaccia l’uso di armi nucleari e di missili ipersonici. Due spaventose guerre hanno devastato il secolo XX. Siamo alla vigilia di una nuova conflagrazione mondiale? E come e quando la Russia si convertirà alla vera fede, realizzando la profezia di Fatima che annuncia, al termine della catastrofe, il trionfo del suo Cuore Immacolato?

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