Approfondimenti sul Termine "Bastardo" in Contesti Diversi

Il "Bastardo di Acaja": Un Contesto Feudale

Origini e successioni feudali

In epoca feudale appartenne ad Arduino il Glabro, ai Romagnano, ai Del Vasto, ai Marchesi di Saluzzo e finalmente pervenne per conquista ai Savoia Acaja nel 1410.

Ludovico, ultimo della linea Acaja Morea, il 14 febbraio 1416 ne investì il figlio naturale Ludovico, detto il bastardo di Acaja, capostipite dei signori di Racconigi.

Transizioni di proprietà e diritti

Quindi, per successione ereditaria, pervenne a Maria De Genève (la Marchesa di Pancalieri), moglie di Carlo Francesco Valperga conte di Masino, dama d'onore di "Madama Reale", Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours.

La Marchesa, con testamento del 16 ottobre 1675, lasciò erede universale delle sue sostanze "Madama Reale" o in sostituzione il figlio Vittorio Amedeo II o ancora l'Ufficio Pio eretto dalla Compagnia di S. Paolo.

Il feudo fu in tal modo recuperato al patrimonio ducale ed immediatamente rimesso in vendita, mediante pubblica licitazione.

Assegnato al miglior offerente, Turinetti Ercole Giuseppe marchese di Priero, del fu Giorgio già Primo Presidente e Capo delle Regie Finanze, con atto di costituzione di possesso del 26 luglio 1681, questi si impegnò a riscattare il diritto ereditario della Compagnia di S. Paolo, valutato in 30.000 doppie di Spagna, pari a £.

Proprietà e diritti feudali

Il possesso dei beni feudali, tra cui cascine, orti e giardini, "boschi e gorreti, giare, giacy, alvei, boschi, aquagi" dei fiumi Po e Pellice, inoltre forni, mulini, torchio da olio, battitore da canapa, il possesso delle "bealere" e di ogni altra ragione d'acqua.

Venivano inoltre ceduti i diritti minuti feudali in natura ed in denaro comprendenti fitti minuti, pedaggi su terra e su acqua, transito ai porti del Po e Pellice, le lingue dei vitelli macellati, il diritto di caccia e pesca, decime, diritti ed emolumenti delle segreterie delle cause civili e penali.

Mappa storica o illustrazione di un feudo medievale in Piemonte

"L’Assassino Etico" di David Liss: Il Personaggio "Bastardo"

La storia di Lem Altik

Lem Altik è un giovane ebreo che vive con la madre e il patrigno. In sei anni, da tanto dura la convivenza con il suo nuovo padre, il giovane “Lem” non sembra avere altra preoccupazione che quella di trasformare il proprio status fisico da magro e mingherlino a estremamente grasso.

Decine di chili accumulati senza che la madre apra bocca, assuefatta come è dalle massicce dosi di valium che prende. Intanto, il suo vero padre si trova in qualche parte del mondo a praticare la filosofia rastafari.

“Palla di lardo” sarà il soprannome che Lem si vedrà presto appioppato dai compagni di scuola superiore. Nella famiglia di Lem i soldi non mancano. Prossimo alla scelta dell’università, il ragazzo decide quindi di andare via dalla Florida per studiare alla Columbia University.

Il patrigno lo aiuta, stimolandolo con premi in denaro, a ricominciare ad avere fiducia in se stesso. E gli consiglia di cominciare con l’atletica: “Correre ti aiuterà all’università - dice - e a perdere i tuoi chili di troppo”.

Nel giro di alcuni mesi Lem riesce a riportare il proprio fisico a condizioni di forma perfetta. Motivo che non impedisce ai suoi compagni di continuare ad apostrofarlo palla di lardo. È lì che il ragazzo capisce che non si sarebbe mai scrollato di dosso quell’etichetta.

Inizia così l’avventura di Lem, che per racimolare i soldi necessari all’iscrizione alla Columbia diventa un venditore di enciclopedie porta a porta.

L'incontro con l'Assassino Etico

Nel thriller L’assassino etico di David Liss, quarantenne texano autore di L’apprendista e La fiera dei corrotti, le vicende del giovane protagonista si susseguono con un ritmo incalzante in un fatiscente trailer park della Florida: la cittadina di Meadwbrook Grove, che incrementa la massa delle sue entrate attraverso contravvenzioni per eccesso di velocità.

È qui che Lem, nel corso di una delle sue vendite porta a porta, diventa spettatore e suo malgrado complice del duplice omicidio di “Bastardo e Karen”, due persone che secondo il freddo assassino, un certo Meldorf Kean, meritavano di fare quella fine.

La conoscenza dell’ “assassino etico” cambierà completamente la vita di Lem, costretto a domandarsi se veramente vivesse in un mondo in cui “i malvagi venivano ammazzati da assassini virtuosi”.

Meldorf, un marxista vegano che lotta per la liberazione degli animali, esercita sull’adolescente un fascino che lo porta pian piano a condividere le ragioni delle sue battaglie. È davvero necessario alimentarsi mangiando carne, che tra l’altro proviene da allevamenti in cui gli animali vivono stipati e drogati?

Ma la riflessione si allarga anche ai massimi sistemi. A che servono le carceri se gli assassini non vengono rieducati ma escono di prigione disposti a compiere crimini ancora più gravi? Sarà proprio rispondere a questa ultima domanda il compito che l’assassino etico affida a Lem.

Personaggi secondari e temi

Attorno ai due personaggi principali del thriller di Liss ruotano una serie di altre figure alquanto particolari: “B.B”, il capo dei cattivi, che gestisce una porcilaia nella quale in realtà si producono anfetamine.

B.B. che ha avuto un’infanzia difficile, è attratto dai ragazzini, ma invece di seguire le sue pulsioni le sublima in una organizzazione, la “Fondazione giovani uomini”, in cui fa da mentore a ragazzi che hanno alle spalle storie difficili.

La sua assistente, Desiree, che ha tolto dalla strada e dalla droga (quella che lui stesso produce), è una donna potenzialmente sexy ma con una orribile cicatrice, frutto della separazione dalla sua gemella siamese, che però non è sopravvissuta all’intervento.

Oltre a portare a vita i segni di quella separazione, una cicatrice che somiglia ad una ferita sempre aperta, Desiree è ossessionata dalla voce della sorella, una voce che solo l’assunzione di anfetamine era riuscita a far tacere.

Coinvolto nei traffici di droga anche Doe, il poliziotto del trailer che si diverte a stuprare donne fermate per aver superato anche di soli 5 chilometri il limite di velocità.

E ancora Chitra, la ragazza indiana della quale Lem si innamora.

Copertina del libro

L’assassino etico di Liss coinvolge il lettore con il suo ritmo incalzante, lo tiene attaccato alla storia con continui colpi di scena.

Ma, soprattutto, è una riflessione sulla violenza, uno specchio spudorato di una società malata. E sarà paradossalmente la fredda esecuzione di un assassino ad aprirci gli occhi, a risvegliarci dal torpore.

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