L'Eucaristia nella Vita Spirituale Francescana: Fede, Umiltà e Riverenza

L'Eucaristia occupa una posizione centrale nella vita spirituale e nella dottrina del Francescanesimo, come testimoniato dagli scritti di San Francesco d'Assisi e dalla tradizione del suo Ordine. Questa festa ci parla dell'importanza del dono dell'Eucaristia, sottolineando quanto il Cristianesimo sia concretezza e non mera filosofia o ideologia. Il corpo parla e Cristo parla attraverso il Suo Corpo, un concetto profondamente compreso e vissuto da San Francesco.

Foto di San Francesco d'Assisi in preghiera o con simboli eucaristici

L'Eucaristia come Presenza Reale di Cristo

San Francesco d'Assisi, secondo il suo primo biografo, Tommaso da Celano, "ardeva di amore in tutte le fibre del suo essere verso il sacramento del Corpo del Signore". Questa devozione non era solo interiore, ma si manifestava in un profondo rispetto e una venerazione tangibile.

Umiltà Divina e Presenza Quotidiana

San Francesco esprime con parole vibranti l'ammirazione per l'umiltà di Dio nella celebrazione eucaristica:

  • Tutta l’umanità trepidi, l’universo intero tremi e il cielo esulti, quando sull’altare, nella mano del sacerdote, si rende presente Cristo, il Figlio del Dio vivo.
  • O ammirabile altezza e degnazione stupenda! O umiltà sublime! Guardate, fratelli, l‘umiltà di Dio, ed aprite davanti a lui i vostri cuori; umiliatevi anche voi, perché siate da lui esaltati.

Questa umiltà è una costante nella vita di Cristo, dal suo concepimento alla sua presenza eucaristica:

  • “Ecco, ogni giorno egli si umilia, come quando dalla sede regale discese nel grembo della Vergine; ogni giorno egli stesso viene a noi in apparenza umile; ogni giorno discende dal seno del Padre sull’altare nelle mani del sacerdote.
  • E come ai santi apostoli si mostrò nella vera carne, così anche ora si mostra a noi nel pane consacrato.

L'unità di questa presenza è fondamentale per Francesco: Cristo è sempre lo stesso, nel seno del Padre, nell'incarnazione, nella sua offerta sacrificale, nel mistero dell'altare e nella realtà del suo corpo eucaristico, cioè nel pane e nel vino consacrati.

3MC 38 - Cos’è l’Eucaristia?

Il Ruolo del Sacerdote e la Venerazione

Francesco poneva grande enfasi sul rispetto per i sacerdoti e per tutto ciò che concerne il Sacrificio Eucaristico, non per le qualità personali dei ministri, ma per l'ufficio sacro che ricoprono:

  • «Dobbiamo anche visitare frequentemente le chiese e riverire i sacerdoti, non tanto per loro stessi, se sono peccatori, ma per l’ufficio di ministri del santissimo corpo e sangue del Signore nostro Gesù Cristo, che essi consacrano sull’altare e ricevono e distribuiscono agli altri.
  • E ricordiamoci bene tutti che nessuno può essere salvo se non per il sangue del Signore nostro Gesù Cristo e per il ministero della parola di Dio che i sacerdoti proclamano e annunciano e amministrano, ed essi solo debbono amministrare, non altri».

Il Poverello era profondamente convinto che l'intero "apparato" per l'Eucarestia dovesse essere degno del tesoro spirituale della Comunione:

  • «I calici, i corporali, gli ornamenti degli altari e tutto ciò che riguarda il Sacrificio devono essere preziosi. E se il Santissimo Corpo del Signore sarà collocato in modo miserevole in qualche luogo, secondo il precetto della Chiesa, sia posto da essi in un luogo prezioso e sia custodito e sia portato con grande venerazione e nel dovuto modo sia dato agli altri (...).
  • E quando è consacrato dal sacerdote sull'altare ed è portato in qualche parte, tutti, in ginocchio, rendano lode, gloria e onore al Signore Dio vivo e vero».

Questa insistenza sulla dignità e sulla riverenza era una risposta al contesto ecclesiale dell'epoca di Francesco, in cui si riscontravano negligenze nella cura delle chiese e nella celebrazione dei sacramenti.

La Campagna di "Riabilitazione" del Santissimo Sacramento

Verso il 1222, San Francesco intraprese una vera e propria campagna di "riabilitazione" del Santissimo Sacramento. Nelle sue Raccomandazioni rivolte a tutti i sacerdoti, egli scrive:

«Badiamo, quanti siamo chierici, di evitare il grande peccato e l'ignoranza che certi hanno riguardo al santissimo corpo e sangue del Signore nostro Gesù Cristo, ai santissimi nomi e alle parole di lui scritte, che consacrano il corpo. Sappiamo che non ci può essere il corpo, se prima non è consacrato dalla parola.»

Francesco non era un teologo accademico, ma un uomo del popolo la cui visione dell'Eucaristia era profondamente unitaria, senza la frattura tra celebrazione e culto al sacramento che stava emergendo in quegli anni.

Fede, Spirito e la Necessità della Comunione

Per Francesco, sia il Cristo dell'Eucaristia sia quello della storia possono essere «visti» e accolti solo mediante la fede e nello Spirito. È lo Spirito del Signore, di cui ci è stato fatto dono, che consente di «vedere» (riconoscere) Cristo, al di là dell'apparenza umana e sacramentale, e di accoglierlo nel modo dovuto.

Il Santo d'Assisi sottolinea come la fede sia essenziale per riconoscere la presenza divina:

«Poiché Dio è spirito, non può essere visto che con lo spirito; è infatti lo spirito che dà la vita, la carne invece non giova a nulla. Anche il Figlio, in ciò che è uguale al Padre, non è visto da alcuno diversamente dal Padre e diversamente dallo Spirito Santo. Perciò tutti coloro che videro il Signore Gesù Cristo secondo l’umanità e non videro né credettero, secondo lo Spirito e la divinità, che egli è il vero Figlio di Dio, sono condannati; e così ora tutti quelli che vedono il sacramento del corpo di Cristo, che viene consacrato per mezzo delle parole del Signore sopra l’altare per le mani del sacerdote sotto le specie del pane e del vino, e non vedono e non credono secondo lo spirito e la divinità, che sia veramente il santissimo corpo e sangue del Signore nostro Gesù Cristo, sono condannati perché l’Altissimo stesso ne dà testimonianza e dice: “Questo è il mio corpo e il sangue del nuovo testamento”, e ancora: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna”. Per cui lo spirito del Signore, che abita nei suoi fedeli, egli stesso riceve il santissimo corpo e sangue del Signore; tutti coloro che non partecipano del medesimo spirito e presumono accogliere il Signore, mangiano e bevono la loro condanna.»

La Frequenza della Comunione

Al tempo di Francesco, la comunione eucaristica era un evento raro, tanto da indurre il Concilio Lateranense del 1215 a stabilire un minimo di una volta l'anno. Tuttavia, San Francesco, in quasi tutti i suoi scritti, ritorna sul significato della comunione eucaristica e insiste sulla necessità di una comunione eucaristica frequente e sulle disposizioni interiori ed esteriori per una degna recezione. Questa necessità, un tema caro al Santo, scaturisce dalla convinzione che essa è il modo per inserirsi personalmente nella storia della salvezza, per partecipare, secondo il comando di Cristo, all'opera della salvezza che si attua nell'Eucaristia.

Illustrazione di San Francesco che riceve la Comunione

Eucaristia, Incarnazione e Sacrificio della Croce

Francesco vede una profonda analogia e "relazione di somiglianza" tra l'Eucaristia e altri misteri centrali della fede cristiana:

  • Eucaristia e Incarnazione: Entrambe manifestano l'umiltà di Dio che si fa presente in una forma semplice e accessibile.
  • Eucaristia e Offerta Sacrificale di Cristo sulla Croce: L'Eucaristia rende presente il sacrificio redentore di Cristo.
  • Eucaristia e Presenza di Cristo tra i suoi fedeli: Il sacramento è la continuazione della presenza di Cristo nella storia.

Come l'Altissimo Padre annunciò la venuta del Verbo attraverso l'arcangelo Gabriele a Maria, che ricevette la carne della nostra fragile umanità, così Cristo, essendo ricco, scelse la povertà. Analogamente, prima della sua passione, celebrò la Pasqua con i discepoli, donando se stesso come sacrificio e vittima sull'altare della croce per i nostri peccati, lasciando a noi l'esempio da seguire.

La Parola e il Sacramento: Una Stessa Venerazione

Un aspetto significativo della spiritualità francescana è il rapporto tra la parola e il sacramento, che si traduce in un'identica venerazione per la parola scritta e il corpo di Cristo, entrambi segni visibili della presenza di Cristo tra di noi:

  • «Sappiamo che non ci può essere il corpo se prima non è santificato [=consacrato] dalla parola» (Lch: FF 207).
  • «Vi prego […] che […] supplichiate umilmente i sacerdoti di venerare sopra ogni cosa il santissimo corpo e sangue del Signore nostro Gesù Cristo e i santissimi nomi e le parole di lui scritte che consacrano il corpo» (Lcust: FF 241).

Le "parole" non sono solo quelle pronunciate dal sacerdote durante la consacrazione, ma comprendono la parola di Dio scritta, cioè la Scrittura nella sua totalità: «i nomi e le parole mediante le quali fummo creati e redenti da morte a vita». Le parole sacramentali sono il punto di arrivo del cammino della parola, dalla creazione alla redenzione. Non si arriva al sacramento scavalcando la parola: sia l'uno che l'altra meritano rispetto, l'adesione all'uno esige l'adesione all'altra.

Libro aperto del Vangelo e calice eucaristico

L'Ordine Francescano e la Spiritualità Eucaristica nel Tempo

L'Ordine Francescano, fondato da San Francesco d'Assisi nel 1209, è una grande famiglia spirituale che ha mantenuto viva questa profonda devozione eucaristica attraverso i secoli. Si compone di diversi rami:

  • Il Primo Ordine (Frati Francescani), uomini consacrati che vivono in comunità.
  • Il Secondo Ordine (Clarisse), donne contemplative dedicate alla preghiera.
  • Il Terzo Ordine (Ordine Francescano Secolare), laici e religiosi che vivono l'ideale francescano nella vita quotidiana.

La povertà volontaria, la semplicità, la fratellanza universale e l'attenzione ai più deboli sono i pilastri di questa spiritualità, tutti intimamente collegati alla visione eucaristica di Francesco. I francescani continuano a portare il loro contributo di pace e giustizia, impegnandosi nella predicazione, nella cura dei malati, nell'educazione e nella difesa dell'ambiente.

Studi Approfonditi sull'Eucaristia Francescana

La centralità dell'Eucaristia nell'esperienza cristiana di Francesco d'Assisi è stata oggetto di numerosi studi. Un volume recente propone le relazioni tenute alla giornata di studio dell’Istituto Francescano di Spiritualità della Pontificia Università Antonianum. Questo lavoro include contributi di:

  • L. Lehmann, che presenta l'Eucaristia negli scritti di Francesco, mostrandone il contesto ecclesiale originario. Il frate cappuccino Leonhard Lehmann, docente alla Pontificia Università Antonianum, ha conseguito il dottorato in teologia con specializzazione in spiritualità francescana.
  • P. Messa, che indaga l'Eucaristia nella spiritualità francescana lungo la storia e la sua attuale rilevanza. Frate minore, Pietro Messa ha conseguito il dottorato in teologia e il diploma in studi medievali ed è docente di storia e spiritualità francescana.
  • P. Martinelli, che rilegge il mistero eucaristico alla luce di problematiche antropologiche attuali nella prospettiva della teologia spirituale. Frate cappuccino, Paolo Martinelli è professore invitato alla Pontificia Università Gregoriana e docente di teologia degli stati di vita all’Istituto francescano di spiritualità.

Questi studi dimostrano come l'Eucaristia sia un fondamento per comprendere appieno la profondità della spiritualità francescana, un messaggio universale che continua a ispirare generazioni.

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