A Città della Pieve è possibile compiere un viaggio sulle orme di Pietro Vannucci, detto “Il Perugino”, grazie a una mostra itinerante. In occasione del cinquecentesimo anniversario dalla scomparsa del maestro, la sua terra natale gli rende omaggio con la mostra “…al battesimo fu chiamato Pietro. Il Perugino a Città della Pieve”. Fino al 30 settembre è possibile ammirare il mondo del maestro umbro grazie a tre sedi espositive: l'Oratorio di Santa Maria dei Bianchi, Palazzo Della Corgna e il Museo Civico Diocesano di Santa Maria dei Servi.
Il percorso espositivo si articola su cinque sezioni, in cui le opere in situ di Perugino sono esposte in dialogo con altri capolavori sia del maestro stesso che di pittori rinascimentali come Pintoricchio, Cosimo Rosselli, Ghirlandaio e i loro collaboratori fiorentini e umbri. Le prime due sezioni ripercorrono la vita di Cristo ed evidenziano la vocazione del Divin Pittore, mentre la terza sezione riguarda il lavoro di Pietro Vannucci all’interno della Cappella Sistina in relazione ai suoi collaboratori. La quarta sezione conduce nella bottega fiorentina del maestro umbro, dopodiché la quinta è dedicata alla Chiesa di Santa Maria dei Servi, che custodisce la Deposizione dalla Croce e il Compianto su Cristo morto.

La Chiesa di Santa Maria dei Servi: Storia e Trasformazioni
La chiesa che ospita i due affreschi del Perugino è stata nei secoli oggetto di profonde modifiche. Lavori di ristrutturazione e rinnovamento molto invasivi hanno interessato la Chiesa di Santa Maria dei Servi nel XVII secolo. Gli elementi architettonici in stile gotico sono stati ricoperti da stucchi barocchi che hanno determinato l’attuale aspetto della navata, degli altari laterali e dell’altare maggiore.
Durante questi lavori, la cappella della Madonna della Stella, la prima collocata sulla destra entrando nella chiesa dall’ingresso principale e sede degli affreschi, è stata parzialmente demolita, lasciando intatte solo la parete destra e quella in fondo. L’apertura di una porta che collegava la cantoria e il convento adiacente ha causato la perdita di alcune parti della Deposizione dalla Croce.

La Deposizione dalla Croce: Commissione e Iconografia
La Deposizione dalla Croce, una monumentale opera, è giunta a noi integra, salvo le figure di Gesù e Nicodemo, andate distrutte a seguito dell’edificazione di una cantoria. Questo affresco, commissionato dalla Compagnia della Stella nel 1517 (data in cui l’opera è stata ultimata), voleva una tematica legata alla Passione, in linea con l’osservanza disciplinata a cui la Compagnia aderiva, che era solita riunirsi nel luogo di culto.
Nella parte alta della scena, Gesù viene liberato dalla croce grazie ai santi che lo raggiungono per mezzo di due scalette, sotto lo sguardo addolorato delle Pie Donne a sinistra, alcune delle quali soccorrono la Vergine affranta, mentre dall’altro lato si trovano santi e apostoli in preghiera. Il paesaggio sullo sfondo, verdeggiante, richiama le colline umbre.
Il corpo di Gesù deposto dalla Croce, di cui oggi è visibile solo il volto, è il cuore dell’affresco. Alcuni uomini in piedi su tre scale appoggiate alle braccia della Croce sorreggono il corpo di Cristo, mentre un uomo sostiene due scale dal basso. Il corpo svenuto della Madonna giace a terra sulla parte sinistra dell’affresco. La figura è circondata da un gruppo di donne, alcune inginocchiate accanto a lei, altre in piedi, che osservano la scena con i dolci volti marcati dal dolore.

Il Compianto su Cristo Morto: Stato di Conservazione e Origine
Il Compianto su Cristo morto, situato sulla parete di facciata, è invece molto lacunoso. Si riconoscono infatti, sotto forma di lacerto, il Padre Eterno, entro una mandorla di luce circondata dagli angeli e, in basso, due figure di dolenti a sinistra di una nicchia che in origine ospitava una statua di Cristo morto in grembo alla Madonna. Sulla parete destra della Cappella della Madonna della Stella, si trovava una nicchia nella quale era collocata la statua della Pietà, probabilmente la stessa statua che oggi si trova sull’altare maggiore della Chiesa.
L'Eredità e l'Influenza del Paesaggio Umbropesano
Di entrambi gli affreschi rimangono solo pochi frammenti che, negli anni successivi, hanno ispirato gli artisti Nazareni, Puristi e Preraffaelliti. La bellezza delle opere del Perugino è anche strettamente legata al suo territorio.
L'itinerario, che ripercorre l’antica Via dell’Alpe di Serra in direzione di Cortona, permette di apprezzare le ampie visuali che da Città della Pieve si aprono verso il Trasimeno e la Valdichiana. Questo è lo stesso paesaggio che ha ispirato i celebri e armoniosi fondali delle opere del Perugino. In effetti il maestro di Città della Pieve, nei suoi spostamenti tra la città natale e Firenze, percorse spesso questa strada. È un itinerario particolarmente sentimentale per essere immerso in quel paesaggio di dolci colline con in vista il lago e, più oltre, quell’ampio spazio della Valdichiana che si apre verso l’orizzonte: una tipologia dal vero, che, come un marchio d’origine, è sempre presente nella mente del maestro pievese.