Pietro da Cortona: vita, opere e il legame con la città natale

Pietro Berrettini, noto universalmente come Pietro da Cortona (Cortona, 1 novembre 1597 - Roma, 16 maggio 1669), è stato uno dei massimi esponenti del Barocco romano. Di umili origini, manifestò precocemente le sue doti artistiche. Dopo una prima formazione presso Andrea Commodi, si trasferì a Roma a soli quindici anni, dedicandosi allo studio dei maestri del passato come Raffaello e Tiziano, e confrontandosi con la pittura di Rubens, Guercino e Lanfranco.

Ritratto ideale di Pietro da Cortona o veduta d'insieme delle sue opere barocche romane

L'ascesa e il mecenatismo dei Barberini

La carriera di Pietro da Cortona fu segnata dal costante supporto dei fratelli Sacchetti, suoi primi mecenati. Tuttavia, fu sotto il pontificato di Urbano VIII Barberini che l'artista raggiunse l'apice del successo. Il Papa, che nutriva una profonda stima per il pittore, gli commissionò opere di fondamentale importanza, tra cui gli affreschi della chiesa di Santa Bibiana (1626), realizzati in collaborazione con Gianlorenzo Bernini, e il celebre Trionfo della Divina Provvidenza, capolavoro assoluto del barocco.

Tra le altre opere significative di questo periodo si ricordano:

  • Storie di Salomone per Palazzo Mattei.
  • Trionfo di Bacco e Sacrificio di Polissena.
  • Il rifacimento della chiesa dei Santi Luca e Martina, caratterizzata da un rigoroso impianto a croce greca.
  • La Pietà per la cappella privata di Urbano VIII in Vaticano.

Soggiorni fiorentini e il ritorno a Roma

L'artista alternò il suo lavoro a Roma con importanti soggiorni a Firenze, dove, sotto la protezione di Ferdinando II de' Medici, decorò la sala della Stufa a Palazzo Pitti con le Età dell'uomo, tratte dalle Metamorfosi di Ovidio, e lavorò alle Sale dei pianeti. Dopo un breve conflitto con la corte medicea, rientrò definitivamente a Roma nel 1647, continuando a lavorare per i papi Innocenzo X e Alessandro VII Chigi, realizzando tra l'altro la Galleria Chigi nel Palazzo del Quirinale.

Schema architettonico o pianta della Chiesa dei Santi Luca e Martina a Roma

Il legame con Cortona e la Chiesa di Santa Chiara

Nonostante la fama internazionale, il legame con la città natale rimase sempre vivo. A Cortona, il monastero di Santa Chiara - complesso di origine medievale ristrutturato nel XVII secolo - custodisce testimonianze del legame della famiglia Berrettini con il territorio. Nella piccola chiesa del monastero, sull'altare di sinistra, è conservata una pregevole tela raffigurante la Deposizione di Cristo, opera attribuita alla prima produzione di Pietro da Cortona (1625 circa). Nella lunetta sopra l'altare maggiore si trova inoltre una tela di Lorenzo Berrettini, Madonna col Bambino e i Santi Francesco e Chiara.

Opera Collocazione Datazione
Deposizione di Cristo Monastero di Santa Chiara, Cortona 1625 circa
Natività Cattedrale di Santa Maria Assunta, Cortona 1650 circa
Annunciazione Chiesa di San Francesco, Cortona 1669

Eredità artistica e ultimi anni

Verso la fine della sua vita, Pietro da Cortona ricevette committenze internazionali, tra cui i progetti per il Louvre di Luigi XIV. La sua ultima fatica fu la cupola di San Carlo al Corso a Roma. Morì nel 1669, vittima della gotta, e venne sepolto nella chiesa dei Santi Luca e Martina, da lui considerata la propria "creatura". La sua impronta stilistica ha influenzato generazioni di artisti, inclusi collaboratori e seguaci come Pietro Lucatelli.

Pietro da Cortona

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