Il Santuario Grotta N.S. di Lourdes, immerso tra le maestose montagne della Val Sangone, rappresenta un'autentica oasi di pace e raccoglimento spirituale. Questo luogo sacro, meta di pellegrinaggio da numerosi anni, affonda le sue radici nella profonda devozione di Don Viotti, che ne volle la fondazione come segno di gratitudine alla Madonna di Lourdes per un miracolo di guarigione a lui concesso.

La Storia di Don Viotti e la Guarigione Miracolosa
La vocazione e il ministero di Don Viotti furono segnati da un evento che cambiò il corso della sua vita. Mentre era pienamente dedito alla pastorale parrocchiale, il giovane sacerdote iniziò ad accusare i primi sintomi di una grave malattia. Il 21 giugno 1947, egli sperimentò per ben due volte episodi di emotisi, ma scelse di non parlarne con nessuno, recandosi persino in bicicletta ad accampare con i ragazzi scout, sebbene fosse sopraffatto dalla spossatezza.
Una visita medica effettuata il 24 giugno presso il Mauriziano e una successiva radiografia toracica confermarono la presenza di una malattia in corso: la TBC. Nonostante le condizioni di salute, il 25 giugno Don Viotti si recò in bicicletta a far visita ai suoi genitori ad Orbassano, data la scarsità di mezzi pubblici all'epoca. Rimase con la famiglia, trascorrendo gran parte del tempo a letto a causa delle ripetute emotisi, fino al 2 luglio.
Fu in questa circostanza che, ancora per interessamento dell'Arcivescovo, Don Viotti fu ricoverato all'ospedale S. Luigi. I medici sconsigliarono vivamente un'uscita non programmata, richiedendo la firma dei genitori per assumersi la responsabilità dell'eventuale rischio. Nonostante ciò, Don Viotti partì per Lourdes.

Il Pellegrinaggio a Lourdes
Il viaggio a Lourdes si rivelò faticoso. Una volta giunto a destinazione, Don Viotti venne trasportato in barella attraverso il piazzale dell'Incoronata e alloggiato nell'ospedale-infermeria, nel camerone S. "A Lourdes", racconta Don Viotti, "con gioia immensa venni trasportato alla grotta con gli altri ammalati. Pregai con fervore, quando toccò il mio turno mi portarono nelle piscine dell’acqua miracolosa e mi calarono."
Dopo essere uscito dalla vasca, si sentì male e fu immediatamente trasportato nella camera d'ospedale. I medici constatarono una febbre molto alta. Fortunatamente, il malato si addormentò profondamente e dormì per tutta la notte. Al mattino, le infermiere di turno non lo svegliarono per partecipare con gli altri ammalati alla processione alla Grotta.
Con un po' di incertezza, Don Viotti decise di rivestirsi e di andare a piedi, non più in barella, a vedere la statua dell'Incoronata. Vicino al cancelletto fiorito che circonda il monumento, incontrò un sacerdote salesiano di Torino che lo invitò a celebrare la Santa Messa insieme. Al suo ritorno verso l'ospedale, trovò il personale in agitazione, preoccupato per la sua assenza dalla camera, temendo un suo aggravamento e cercandolo nei reparti di pronto soccorso.
Pur essendo partito dall'Ospedale S. Luigi, Don Viotti non poteva tornare direttamente a casa con i genitori, dovendo fare ritorno alla struttura ospedaliera. Si ritenne immediatamente che quanto accaduto fosse frutto di un evento straordinario e miracoloso. Tuttavia, si decise di non ritornare a Lourdes per la convalida e l'approvazione del miracolo, scegliendo di parlare di guarigione anziché di miracolo per evitare eccessiva pubblicità, e ringraziando la Santa Vergine nel silenzio del cuore.
Don Viotti fu quindi dimesso dall'ospedale e riammesso in parrocchia. Dopo alcuni mesi trascorsi come ospite al Cottolengo di Lemie, nel 1948, il Cardinale Arcivescovo lo nominò parroco a Forno di Coazze.
La Nascita del Villaggio del Fanciullo e le Missionarie di Gesù Maestro
L'arrivo di Don Giuseppe a Forno di Coazze avvenne in un periodo post-bellico, quando i parrocchiani erano ancora provati dalle dolorose vicende che avevano colpito il paese. La comunità affrontava gravi difficoltà: la strada era stata distrutta da un'alluvione, mancavano l'acqua e il telefono.
Don Giuseppe, con il sostegno dei propri genitori, decise di aprire le porte della capiente canonica per rispondere ai bisogni del tempo, dando vita al Villaggio del Fanciullo. Con il passare del tempo, i genitori si resero conto che le loro forze non erano più sufficienti per aiutare il sacerdote nell'educazione e nel mantenimento dei bambini. La Provvidenza, tuttavia, si manifestò attraverso alcune donne, giovani e meno giovani, che risposero alla chiamata.
Nacquero così le Missionarie di Gesù Maestro, affettuosamente chiamate "mamme" per facilitare l'approccio con i piccoli orfani o senza famiglia. Il numero delle Mamme missionarie crebbe progressivamente, arrivando ad essere nove.
Villaggio del fanciullo - bene comune
Le Realizzazioni e le Caratteristiche del Santuario
Il Santuario Grotta N.S. di Lourdes vanta un ampio parco che ospita diverse riproduzioni e ambientazioni significative:
- Una riproduzione della grotta di Massabieille in stile moderno.
- La Via Crucis, disponibile sia in piano che in salita sulla montagna.
- Riproduzioni dei luoghi principali della vita di Bernadette Soubirous e di Gesù.
- La riproduzione della Scala Santa di Gerusalemme.
- Una mostra dedicata alla storia della Sacra Sindone.
Il santuario ha visto importanti inaugurazioni nel corso degli anni:
- 15 agosto 1961 - Inaugurazione della Grotta con la presenza del Cardinale Arcivescovo.
- 1973 - Realizzazione delle ambientazioni della Terra Santa nelle Baite di Pra Blin, oltre il fiume.
- 1986 - Inaugurazione del Cervo con la cascata d'acqua, alla presenza del Cardinale Arcivescovo.
- 1988 - Realizzazione della Scala Santa, posizionata all'inizio della Via Crucis del Monte, con la statua bronzea dell'Ecce Homo, alla presenza di Mons. Arcivescovo.

Il Santuario è anche un luogo di accoglienza e servizi per i visitatori. Entro 200 metri sono disponibili chiesa, bar e punti di ristorazione. Tra 1 e 5 km si trovano la fermata dell'autobus, sportelli bancomat e una farmacia. Supermercati sono situati a una distanza compresa tra 5 e 10 km.