Piazzetta del Gesù: storia, arte e misteri nel cuore di Napoli

Piazza del Gesù, situata nel cuore pulsante di Napoli, rappresenta la giuntura ideale tra la città antica di origine greco-romana e l'espansione urbana avvenuta nel Settecento. Questo spazio non è nato da una direttiva urbanistica pianificata dai governanti, ma dall'autonoma scelta dei privati di creare uno spazio libero davanti alle proprie dimore civili o religiose.

Mappa storica o planimetria del centro antico di Napoli con evidenziata Piazza del Gesù

L'evoluzione storica e urbanistica

La piazza ha vissuto numerosi mutamenti nel corso dei secoli. La veduta Lafréry del 1566 testimonia l'assetto originario del largo, mentre la veduta Baratta del 1627 è la prima a riportare esplicitamente il nome di piazza del Gesù. In epoca vicereale, il sito divenne uno snodo cruciale tra il centro storico e le nuove espansioni toledane; per tale motivo, la mano pubblica vi collocò la statua equestre del re di Spagna Filippo V.

Nel 1768, a seguito dell'espulsione dei Gesuiti dal Regno di Napoli, la chiesa fu rinominata Trinità Maggiore e la piazza assunse prima il nome di piazza Santa Chiara e successivamente quello di piazza Trinità Maggiore. Solo nel 1900, con il ritorno dei Gesuiti, sia l'edificio religioso che lo slargo ripresero il nome originario di Gesù Nuovo.

La Chiesa del Gesù Nuovo

Di fronte e al lato della piazza si innalzano due delle architetture più importanti della città: la Chiesa del Gesù Nuovo e il Monastero di Santa Chiara. La Chiesa del Gesù Nuovo è considerata il più importante esempio del barocco napoletano.

Architettura e facciata misteriosa

L'edificio fu costruito su quello che era il palazzo Sanseverino. La sua facciata quattrocentesca, caratterizzata dal bugnato a punta di diamante in pietra piperina, rappresenta un caso unico. Lo stile ibrido con cui fu progettata portò l'architetto Valeriano ad essere accusato di aver imitato le opere che Bramante e Michelangelo avevano realizzato a Roma.

Esistono curiose leggende legate a questa facciata:

  • Il segreto dei pipernieri: Si credeva che i maestri pipernieri potessero caricare le pietre di energia positiva. Secondo un rituale esoterico, per attirare il bene, le punte avrebbero dovuto essere rivolte verso l'interno; il fatto che siano rivolte verso l'esterno ha dato adito a speculazioni sulla mala sorte.
  • L'enigma musicale: Una scoperta recente ha rivelato l'esistenza di note musicali incise sulle pietre del bugnato, che comporrebbero una partitura per strumenti a plettro intitolata "Enigma".
Dettaglio fotografico del bugnato a punta di diamante della Chiesa del Gesù Nuovo

Interni e opere d'arte

L'interno è sontuoso, arricchito da decorazioni policrome e marmi preziosi. L'altare maggiore, innalzato nel 1854, è un vero gioiello che include bassorilievi in bronzo, tra cui una riproduzione dell'Ultima Cena di Leonardo da Vinci. Tra gli elementi di pregio spiccano:

  • Le sculture di Cosimo Fanzago e Pietro Bernini.
  • Le tele di Jusepe de Ribeira, detto "lo Spagnoletto".
  • Gli affreschi di Massimo Stanzione e Belisario Corenzio.
  • La cappella della Visitazione, dove si celebra il culto di San Giuseppe Moscati, le cui spoglie riposano in un'urna bronzea realizzata da Amedeo Garufi.

La Guglia dell'Immacolata

Al centro della piazza si erge la maestosa Guglia dell'Immacolata, una "macchina da festa" in pietra voluta dai Gesuiti per rivaleggiare con la guglia di piazza San Domenico Maggiore. Il monumento è rivestito da sculture marmoree di Matteo Bottigliero e Mario Pagano. Alla sommità si trova la statua dell'Immacolata.

Una leggenda popolare narra che, in particolari condizioni di luce, prospettiva e ombre, sia possibile intravedere nell'immagine della statua le fattezze della morte.

Misteriosa ed inquietante leggenda, riguardante l'obelisco dell'Immacolata in piazza del Gesù Nuovo.

Palazzi nobiliari

Sul lato ovest della piazza, oltre agli edifici religiosi, si possono ammirare storici palazzi nobiliari in stile tardo barocco, tra cui spiccano il Palazzo Pandola e il Palazzo Pignatelli di Monteleone, che contribuiscono a definire il nobile carattere del contesto urbano circostante.

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