Il Santuario della Madonna del Faggio è un luogo che incanta, completamente immerso nella natura e capace di evocare atmosfere da racconto magico, quasi come ambientazioni di Tolkien. Eppure, questo luogo esiste, non è frutto di una scenografia, ma un esempio di come la mano dell’uomo, a volte, non distrugga la natura, bensì riesca a valorizzarla con la propria opera materiale. Il Santuario della Madonna del Faggio è tra questi luoghi, riuscendo a creare un connubio speciale che nasce dalla natura e attraversa la fede, fino ad abbracciare l’architettura e l’arte, delineando un disegno che colpisce chi lo osserva. Ne vien fuori un puzzle in cui tutto si incastra alla perfezione, rendendo il tutto per l’appunto magico.
Situato in un suggestivo bosco di faggi, a pochi chilometri dalla frazione di Castelluccio, nel comune di Alto Reno Terme, nell’Appennino bolognese, questo santuario è oggi non solo un punto di riferimento religioso, ma anche una meta ambita per escursionisti e appassionati della natura. Qui si può godere di un percorso immerso nella quiete dell’Appennino, tra storia, leggenda e spiritualità, un ambiente circostante che dona un senso di pace e raccoglimento, ideale per la preghiera o per una passeggiata contemplativa.

Storia e Leggenda dell'Apparizione
La devozione a questa immagine della Vergine nasce da un’antica leggenda: si narra che in questo luogo la Madonna apparve a un pastorello. Una statua in terracotta della Vergine sarebbe stata appesa a un grande faggio, attirando la venerazione dei fedeli. La costruzione del Santuario fu la giusta conseguenza di un evento così importante.
Intorno al 1670, l’immagine fu trasferita in una piccola struttura in muratura. Successivamente, nel 1722, fu fondato il santuario vero e proprio, inizialmente noto come “Madonna del Rio Scorticato”, dal nome della località. Non molto lontano dalla chiesa, a circa 250 metri, si trova un’edicola di fortuna che segna il luogo speciale dell'apparizione, legata al faggio.
Il vecchio faggio, simbolo originario del culto e da cui il santuario prende il nome, non esiste più. Tuttavia, il suo tronco è stato conservato sotto una piccola tettoia, a imperitura memoria delle origini del santuario e del suo forte legame con la comunità locale.

L'Architettura del Santuario
La chiesa, di origine settecentesca, si presenta semplice ma di grande fascino. Nel corso dei secoli, furono aggiunti diversi elementi architettonici che ne arricchiscono la struttura, come il portico, il campanile del 1837, un ponte di accesso e una fontana con statua. Il Santuario della Madonna del Faggio è una piccola costruzione con un piccolo portico, situato accanto a una fonte e ai lati di un torrente, che viene attraversato proprio da un ponte.
All’interno, sopra il presbiterio, un pregevole affresco raffigura “L’Incoronazione della Vergine”, opera del pittore locale Lorenzo Pranzini, contribuendo al fascino artistico e spirituale del luogo.

Eventi e Devozione Popolare
Il luogo ha da sempre un forte legame con la comunità locale, che si manifesta attraverso sentite tradizioni. Dal 1756, ogni anno, si svolge una processione molto sentita, durante la quale l’immagine della Vergine viene portata dal santuario fino a Castelluccio e poi riportata il giorno dell’Ascensione. Inoltre, ogni 26 luglio si celebra una festa in onore della Madonna, con processione e momenti di incontro tra la gente del posto. Un tempo, il santuario ospitava anche un eremita che viveva nella canonica, ma questa tradizione si è interrotta negli anni ’60.
Il periodo consigliato per la visita è l'estate, quando il santuario è aperto la domenica e sono previsti eventi speciali, rendendo la visita più agevole e arricchente.
Come Raggiungere il Santuario
Il Santuario si trova sulla parte alta dei rilievi sopra Porretta, nell'Appennino bolognese, lungo la vallata del fiume Reno. Per arrivare a Porretta, località da cui la strada prende la direzione di Tresana, si deve percorrere la statale che da Bologna risale la vallata del fiume Reno verso Pistoia e che viene appunto chiamata la Porrettana. In alternativa, è possibile uscire dall'autostrada Bologna-Firenze a Sasso Marconi e dirigersi verso Porretta seguendo le indicazioni stradali. È possibile anche provenire da Pistoia (o da Lucca attraverso Pracchia), sebbene in questo caso il tragitto sia più lungo e tortuoso.
Arrivati a Porretta, si trovano le segnalazioni per la Madonna del Faggio. Si prende quindi a destra (venendo da Bologna) la SP57, attraversando le località di Gallinaia, Monzone, Campoferraio, Castelluccio e Pennola. Dopo quest'ultima, bisogna girare a destra su una strada sterrata, seguendo le indicazioni.
Questa antica via montanara, allargata e resa carrabile lastricando il fondo con sassi e laterizio, è assai sconnessa. È consigliabile guidare lentamente e con prudenza, soprattutto considerando la larghezza della carreggiata. Si percorrono circa tre chilometri su questa strada sterrata sino a un bivio, dove a sinistra una strada asfaltata con indicazione "Tresana" conduce all'abitato.
Il più grande consiglio per chi intende raggiungere il santuario in auto è quello di fare attenzione alla strada sterrata che precede l'area di parcheggio. Essendo irregolare, composta da pietre, terra e sassi, e potendo ospitare a fatica due veicoli salvo in pochi slarghi, potrebbe presentare difficoltà. Con un veicolo a trazione integrale o dall’assetto rialzato, il problema non sussiste, ma non si consiglia di essere in troppi in una macchina dall’assetto basso, poiché si rischia di restare impantanati. Non esistono parcheggi designati e la strada termina chiusa da una sbarra, quindi è necessario lasciare la macchina dove la larghezza lo consente.

Il Sentiero e l'Esperienza Immersiva
Raggiungere il santuario è un’esperienza immersiva nella natura: si lascia l’auto e lo si può raggiungere con un trekking di 15 minuti, percorrendo circa 600 metri a piedi lungo un sentiero sterrato tra i faggi, accanto a un ruscello. Questo sentiero è molto semplice e adatto a tutti. È fondamentale munirsi di scarpe comode e adatte a un tratto a piedi su sentiero sterrato.
Il santuario è una meta perfetta anche per una breve camminata di montagna immersa nella faggeta, offrendo l'opportunità di vivere un'esperienza di trekking più ampia nella zona.
Il Borgo di Tresana: Un "Paradiso Terragno" Vicino al Santuario
Non molto lontano dal Santuario, e raggiungibile attraverso un sentiero, si trova il suggestivo borgo di Tresana. Questo borgo, detto anche "borgo delle ortensie" per la presenza di grandi cespugli di questi fiori, è stato denominato "paradiso terragno ai confini del chiasso del mondo".
Tresana è un borgo montano del XVI secolo, caratterizzato da case e tetti in pietra, tra i quali spicca il più esteso d'Italia, riunite tutte intorno a un torrente con una fontanella e a un vecchio castagno secolare, di cui resta solo il tronco. I frutti di questo castagno hanno rappresentato per secoli il nutrimento della comunità. Le case, benché non tutte sembrino abitate, sono restaurate con grande cura, con strade e cortili erbosi, puliti e sgombri, poiché qui i mezzi a motore non possono entrare. Passeggiare per Tresana è quanto di più bello i nostri piedi possano desiderare, il borgo è pulito, ombreggiato da alberi di faggio con un sottofondo erboso e senza sassi che possano creare fastidi.
Percorrendo le sue vie il suono predominante è lo scorrere del torrente, in armonia con gli altri suoni della natura, trasportando il visitatore in una dimensione completamente diversa, fatta di armonia. Ogni angolo, ogni scorcio è di una bellezza a cui non ci si sente più abituati. Basterebbe girare fra le case e sedersi accanto alla fontanella per sentire di non volersi più muovere. Visto il momento della fioritura delle ortensie a luglio, questo è senz'altro il periodo migliore per una visita al borgo.
Dal borgo di Tresana, è possibile prendere un sentiero di circa un chilometro che conduce alla Madonna del Faggio. Questo percorso costeggia il bosco per poi entrarvi e prendere una discesa sempre più accentuata. Da erboso, diventa sassoso e nell'ultimo tratto sbocca sulla strada per il santuario con un tratto ripido e scivoloso. Il percorso sassoso può creare qualche disagio anche per la pendenza. Diversamente, seguendo la strada normale, il percorso è più lungo (circa 2 Km) ma da asfaltata si ritorna al fondo sterrato sconnesso sino alla sbarra, da dove la strada continua.

Attrazioni del Circondario
Il circondario è ricco di luoghi da visitare che meritano un'esplorazione più approfondita. Tra questi si annoverano il Lago di Suviana, le spettacolari Cascate del Dardagna e le suggestive zone del Corno alle Scale.