Lo splendido Duomo di Berceto sorge lungo l’antica Strada di Monte Bardone, meglio conosciuta come Strada Romea, e poi come Via Francigena. Questa via, collegando Parma con la Lunigiana, consentiva ai pellegrini un passaggio fondamentale attraverso gli Appennini.

Berceto: Un Crocevia di Fede e Storia
Secondo la tradizione, percorrendo la Via di Monte Bardone, un presule giunse nei pressi del passo della Cisa e vi si fermò per riposarsi. In quell'occasione, appendendo ad una pianta alcune reliquie di San Remigio, che portava con sé dalla città di Reims dove le aveva prese, involontariamente le dimenticò. Alla ripresa del cammino, non appena se ne accorse, ritornò sui suoi passi ma, dopo aver ritrovato l'albero a cui si era appoggiato, non riuscì più a raggiungere il ramo su cui aveva attaccato il suo prezioso carico. Questo episodio evidenzia l'importanza del percorso per i pellegrini e la sacralità dei luoghi.
La Figura di San Moderanno nel Duomo di Berceto
Il Duomo di Berceto è un punto di riferimento storico e spirituale lungo la Via Francigena, custode di importanti testimonianze artistiche e religiose.
La Lunetta Romanica: Iconografia e Simbolismo
La facciata a capanna, ottocentesca, del Duomo è caratterizzata da un piccolo rosone in sommità, una bifora sottostante e due alte monofore ai lati del maestoso portale strombato. Questo portale, risalente alla ristrutturazione rinascimentale, presenta una successione di colonnine e archi polistili. La lunetta centrale, di epoca romanica e forse di scuola pre-antelamica, è imperniata sul tema del riscatto dal peccato.
Per questo motivo, le sculture in rilievo raffigurano al centro Gesù Cristo crocifisso. Alla sua sinistra sono rappresentati Maria, san Giovanni (o sant'Abbondio martire) e, in particolare, san Moderanno. Alla destra del Cristo, il centurione che ne trafigge il costato e un giovane che raccoglie il sangue versato in una coppa completano la scena.

Evoluzione Architettonica del Duomo
L’edificio subì rimaneggiamenti importanti già tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo, una vera e propria riedificazione, che gli conferì l’impianto attuale: l’organizzazione planimetrica, la facciata (poi rivisitata), parte del transetto e delle absidiole, la base del campanile e i due pilastri del presbiterio.
Nel XV secolo, quando Berceto era nell’orbita dei Rossi, il tempio religioso subì un’ulteriore evoluzione stilistica. Questa è testimoniata dalla "firma" della nobile famiglia sui capitelli, un leone rampante, e dall'introduzione di archi a sesto acuto al posto di quelli romanici. Anche l'abside fu risistemata, divenendo quadrata, pur mantenendo i tabernacoli quattrocenteschi in pietra. Queste trasformazioni hanno contribuito a plasmare l'aspetto attuale del Duomo, che continua a celebrare la fede e le figure storiche come San Moderanno.
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