Il Pellegrinaggio a Santiago de Compostela: Un Cammino di Fede e Sobrietà con le Pastorali Giovanili di Perugia

Il Cammino di Santiago de Compostela, un richiamo millenario che da dieci secoli invita, soprattutto i giovani, a lasciare tutto per riscoprire il senso della propria vita cristiana, continua ad essere un'esperienza trasformativa. Da Perugia, le iniziative promosse dalle Pastorali Giovanili, in collaborazione con la Pastorale Universitaria, il Comitato zonale Anspi e il Coordinamento Oratori Perugini, offrono ai giovani dell'Archidiocesi perugino-pievese l'opportunità di intraprendere questo percorso spirituale unico, caratterizzato da sobrietà, fede e profonda condivisione.

Mappa del Cammino di Santiago di Compostela con evidenziati i percorsi intrapresi dai pellegrini da Perugia

Le Diverse Edizioni del Pellegrinaggio da Perugia

Nel corso degli anni, numerosi gruppi di giovani da Perugia si sono messi in cammino verso Santiago, ognuno con le proprie specificità ma accomunati dallo stesso spirito di ricerca e fede.

La Partenza da Olmo: 103 Giovani verso Santiago

Un'atmosfera gioiosa, dentro e fuori la chiesa di Santa Maria della Speranza di Olmo, ha salutato la partenza di 103 giovani di Perugia per il pellegrinaggio a Santiago de Compostela. Questo evento, organizzato dalla Pastorale Giovanile in collaborazione con la Pastorale Universitaria e il Comitato zonale Anspi, ha visto i partecipanti intraprendere il viaggio senza cellulare, con in tasca non più di dieci euro al giorno e nello zaino, oltre allo stretto necessario, la corona del rosario, il libro delle preghiere e tanta buona volontà di condividere una nuova esperienza di fede all’insegna della carità.

Il pellegrinaggio ha avuto inizio con la celebrazione eucaristica presieduta da monsignor Marco Salvi, vescovo ed amministratore diocesano, al cui termine il presule ha benedetto i giovani e conferito loro il “mandato di pellegrino”. Monsignor Salvi ha esortato ciascuno a vivere intensamente l’esperienza comunitaria della propria “fraternità” non solo nei momenti di preghiera e spiritualità. I partecipanti hanno posato per la “foto-ricordo” prima della partenza serale. Il percorso prevedeva 120 chilometri a piedi dal Portogallo a Compostela, con un rientro previsto il 4 agosto.

Il Cammino di Ferrol: 270 Giovani dall'Archidiocesi Perugino-Pievese

Nel tardo pomeriggio del primo agosto, nella chiesa San Pio da Pietrelcina di Castel del Piano di Perugia, si sono ritrovati 270 giovani (dai 15 ai 30 anni di età) dell’Archidiocesi perugino-pievese. Hanno partecipato a un pellegrinaggio a Santiago de Compostela organizzato dalla Pastorale diocesana giovanile insieme al Coordinamento Oratori Perugini e incoraggiato dal Cardinale Arcivescovo Gualtiero Bassetti, da sempre attento e sensibile ai giovani alla ricerca di Dio.

Per molti, questa è stata la prima volta sulle orme dell’apostolo Giacomo il Maggiore, mentre per tanti altri è stata una seconda o terza esperienza, vissuta con animo e desiderio nuovi, «a camminare con lo sguardo in alto cercando la nostra Stella, a camminare con le mani aperte per lasciare ciò che è di peso e superfluo, con il cuore aperto al dono di Dio… Ragazzi ultreya!». Si è subito creato tra i giovani un clima di gioia, serenità e tanto entusiasmo, nella consapevolezza di vivere per quasi due settimane un’esperienza di fede e di comunione all’insegna della condivisione e della sobrietà.

Per tutto il pellegrinaggio a piedi lungo il “Cammino inglese” (un percorso di 124 chilometri), da Ferrol sull’Atlantico a Santiago, i giovani non hanno portato né cellulari né soldi, vivendo in povertà e in provvidenza. Questo spirito caratterizza ogni pellegrinaggio a piedi promosso dalla Pastorale diocesana giovanile. I 270 giovani sono stati organizzati in 21 fraternità (ciascuna di 12-14 componenti) con un “capo” chiamato “Pietro”, che disponeva di un budget giornaliero di 4 euro a persona per provvedere a tutto.

Poco dopo le 22.30 del primo agosto, una carovana di sei autobus si è mossa dal piazzale antistante la chiesa di San Pio da Pietrelcina di Castel del Piano per trasportare i giovani pellegrini in terra di Spagna. Erano accompagnati dai sacerdoti diocesani don Luca Delunghi (direttore della Pastorale Giovanile), don Riccardo Pascolini (responsabile del Coordinamento Oratori Perugini), don Simone Sorbaioli, don Marco Briziarelli, don Stefano Bazzucchi e don Simone Pascarosa. Nella serata del 3 agosto, a Ferrol, i 270 pellegrini sono stati raggiunti da un folto gruppo di famiglie perugino-pievesi guidato da don Lorenzo Marazzani. Tutti insieme, il 4 agosto, hanno iniziato il pellegrinaggio a piedi con tappe a Pontedeume, Betanzos, Abegondo, Ordes, Sigueiro e Santiago, dove sono arrivati il 9 agosto, percorrendo in media circa 21 chilometri al giorno.

La Spedizione da Ourense: 185 Giovani con la Pastorale Diocesana

In un'altra occasione, il 18 agosto, 185 tra ragazzi e ragazze della Pastorale diocesana giovanile di Perugia sono partiti per Santiago de Compostela. Questi pellegrini sono stati accompagnati da don Riccardo Pascolini, direttore dell'Ufficio diocesano per la Pastorale giovanile, e da altri giovani sacerdoti diocesani, a testimonianza della vicinanza della Chiesa perugino-pievese alle nuove generazioni, verso le quali ripone da sempre fiducia e speranza.

Anche a questi pellegrini è giunto l'incoraggiamento e l'affetto dell'arcivescovo, il Cardinale Gualtiero Bassetti, e del vescovo ausiliare. Il percorso previsto per questo gruppo ammontava a circa 5.000 km totali, dei quali 120 a piedi, da Ourense a Santiago. Per i giovani pellegrini, si è trattato di un cammino essenziale: la meta è sì importante, ma il cammino è davvero l'essenza del pellegrinaggio verso la tomba di san Giacomo.

Foto di gruppo di giovani pellegrini in partenza, con zaini e bastoni da cammino

Organizzazione e Spirito del Pellegrinaggio

Ogni pellegrinaggio è un'esperienza profondamente strutturata e concepita per favorire la crescita personale e spirituale dei partecipanti.

Le Fraternità: Comunità in Cammino

Un elemento distintivo di questi pellegrinaggi è l'organizzazione in fraternità. Nelle edizioni descritte, le fraternità erano dieci per il gruppo di Olmo (ciascuna formata da una decina di pellegrini con due referenti, “Pietro” per i ragazzi e “Maria” per le ragazze) e ventuno per il gruppo di Castel del Piano (ciascuna di 12-14 componenti con un “capo” chiamato “Pietro”). Questo modello favorisce la creazione di piccole comunità di supporto, dove la condivisione e l'aiuto reciproco sono fondamentali.

Regole di Sobrietà e Distacco Materiale

Tutti i pellegrinaggi sono stati caratterizzati da un forte richiamo alla sobrietà. I giovani sono partiti senza cellulare e con un budget giornaliero molto limitato (dieci euro o quattro euro a persona) o addirittura senza denaro, vivendo in povertà e in provvidenza. Nello zaino, oltre allo stretto necessario, hanno portato la corona del rosario e il libro delle preghiere, simboli di un'esperienza che pone al centro la dimensione spirituale e comunitaria.

Ho intervistato i pellegrini a fine Camino de Santiago

La Profondità Spirituale del Cammino

Il pellegrinaggio a Santiago non è solo un percorso fisico, ma un viaggio interiore che offre profonde riflessioni sulla fede e sul senso della vita.

Il "Mandato di Pellegrino" e la Benedizione

Ogni partenza è preceduta da un momento solenne. La celebrazione eucaristica e la benedizione dei giovani, culminate nel conferimento del “mandato di pellegrino” da parte del vescovo, segnano l'inizio ufficiale del cammino. Questo rito non è una semplice formalità, ma un invito a vivere intensamente l'esperienza comunitaria e spirituale, al di là dei soli momenti di preghiera formale.

La Preghiera come Colloquio e Relazione

Monsignor Marco Salvi, nel commentare il Vangelo della domenica e collegandolo all’esperienza del pellegrinaggio, ha sottolineato il vero senso della preghiera. Egli ha evidenziato che la preghiera non è una contrattazione sindacale, un “do ut des”, ma un colloquio, un rapporto, una relazione profonda. È una domanda fatta fra un’amante ed un amato, dove l’amante è Dio, che vuole il bene e la pienezza della vita dell'individuo. La preghiera non è una formula meccanica, ma un offrire se stessi a Colui che ama, trasformando ogni gesto - il camminare, il mangiare, il parlare - in un “sapore dell’Eterno, santificato”. Questo permette di gustare il pellegrinaggio come un percorso che culmina nella comprensione del senso e del significato della vita.

Il Cammino come Costruzione della Persona

Come spiega don Riccardo Pascolini, direttore dell'Ufficio diocesano per la Pastorale giovanile, «Quello che si vive durante il cammino fa parte integrante dell’esperienza. Il pellegrinaggio non è un viaggio per raggiungere una meta, ma è un viaggio che costruisce la persona e in un certo senso teorizza la meta dentro di sé». I giovani in cammino sperimentano la fatica, assaporano la bellezza dei luoghi attraversati, apprezzano le tracce della cristianità impresse nel territorio, nell’arte, nelle persone e nelle comunità cristiane. Trovano nuovi amici e la figura apostolica di san Giacomo, che riconduce direttamente alla verità della fede e alla necessità dell’annuncio del Vangelo in ogni tempo. L'obiettivo è che i giovani riportino a casa «un entusiasmo nuovo per la vita cristiana».

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