Il Pellegrinaggio a Piedi Scalzi: Fede, Corpo e Tradizione

Il pellegrinaggio, nella società post-moderna e globalizzata, continua a essere un fenomeno in crescita a livello globale, interessando tutte le religioni. Tra le diverse modalità di espressione della fede e della devozione, il pellegrinaggio a piedi scalzi emerge come pratica profondamente simbolica e radicata nella storia, che coinvolge la dimensione fisica, psichica e conoscitiva della persona.

Pellegrini scalzi in cammino su un sentiero sterrato

La Specificità del Pellegrinaggio Femminile

È possibile individuare una specificità femminile del pellegrinaggio e modalità diverse di compierlo da parte delle donne. Sfatando un pregiudizio comune, le donne hanno sempre viaggiato per fede. Già nel primo Giubileo del 1300, lo storico Giovanni Villani segnalava la presenza numerosa di donne che, sposate, vedove, incinte o con bambini piccoli, si recavano a Roma anche da sole. Sebbene sia difficile stabilirlo con esattezza, si stima che il loro numero fosse circa un terzo di quello degli uomini, ma c’è chi ritiene che la percentuale si attestasse intorno al 50 per cento. L’iconografia dell’epoca le rappresenta con il bastone, il cappello, con bambini accanto o insieme alla famiglia.

Nel periodo medievale, tra il 1350 e il 1450, il "Libro delle Elemosine del Comune di Pistoia" registra la testimonianza di un gruppo di sei donne partite in pellegrinaggio dalla Sicilia, passando per Roma, percorrendo poi la Via Francigena e la via Tolosana, per giungere infine a Santiago di Compostela.

Motivazioni e Caratteristiche

Dagli anni Novanta ad oggi, le ricerche dei sociologi della religione evidenziano che la presenza femminile nel pellegrinaggio è sempre molto significativa. Un’ampia partecipazione di donne si riscontra nel pellegrinaggio alla Virgen del Rocío in Andalusia, Spagna, e a Lourdes, dove l’alta affluenza femminile era già emersa nel 1995. Queste ricerche hanno anche evidenziato che il pellegrinaggio è spesso un fatto intergenerazionale, con adulte e ragazze in cammino insieme, e che dei tre comportamenti che lo definiscono (il “cammino”, “fare un voto” per chiedere o esaudire una grazia, arrivare alla “meta”), il “fare voti” interessa più le donne degli uomini.

I pellegrinaggi mariani, in particolare, costituiscono una tipologia significativa. Le donne compiono questo rito per ore o giorni per ringraziare Maria per una grazia ricevuta o per l'esaudimento di un desiderio che, seppur appartenente all'intera famiglia, è spesso espresso con efficacia e in forma esplicita dalle donne.

Anche se il pellegrinaggio notturno al Santuario della Madonna del Divino Amore di Roma non è esclusivamente femminile, la ricerca "Sfondare la notte" ha messo in luce l’importanza di un coinvolgimento e di una “relazione orizzontale” che lega in particolare le donne che compiono il viaggio a piedi, e di una “relazione verticale” delle donne con la Madonna, vista come donna per eccellenza. L'età delle donne-pellegrine non è omogenea, prevale quella adulta, ma sono presenti anche molte ragazze, spesso studentesse, alcune con la famiglia, altre con i fidanzati, oltre a numerose suore di differenti ordini religiosi. Donne di diverse culture ed etnie camminano insieme, una accanto all'altra, attribuendo all'esperienza un significato corale.

In pellegrinaggi con grandi numeri, le donne tendono a camminare in piccoli gruppi di tre-quattro amiche o madri, che condividono esperienze nella quotidianità e sono accomunate dalla preghiera per una necessità o un motivo particolare, spesso legati a “miracoli” che hanno coinvolto figli e nipoti.

Per molte donne che conducono una vita frettolosa e frenetica, il “cammino lento” verso la meta diventa un’occasione per meditare, ricaricarsi e riprendere con maggiore consapevolezza la vita di tutti i giorni. Il pellegrinaggio si trasforma in un’esperienza per “ritrovare se stesse”, anche quando non c’è un’esplicita motivazione religiosa o spirituale. Spesso i motivi non sono strettamente religiosi, e non sempre le partecipanti sono credenti e praticanti; eppure, a conclusione del pellegrinaggio, molte raccontano di aver vissuto un’esperienza religiosa profonda. La valorizzazione della soggettività nella donna post-moderna rende il pellegrinaggio, vissuto secondo i propri tempi e spazi, senza costrizioni o legami istituzionali, una modalità adeguata per esprimere il proprio legame con l’Assoluto.

Il Significato Profondo del Camminare Scalzi

Il pellegrinaggio ha un suo linguaggio simbolico che si esprime in una gestualità e in una ritualità antica. Il pellegrino ha bisogno della concretezza e della corporeità: toccare, baciare l’immagine sacra, camminare a piedi nudi, esporre il corpo e stancarsi fisicamente sono gesti che esprimono un rapporto intenso del devoto con il suo Crocifisso, la sua Madonna o il suo santo.

Si tratta di un “fatto sociale totale”, come lo definiva l’antropologo Marcel Mauss, che coinvolge tutte le dimensioni della persona: fisiche, psichiche e conoscitive. Questi aspetti di religiosità corporea sono particolarmente evidenti in alcuni contesti.

Piedi di pellegrino scalzo su terreno accidentato

Esempi di Pellegrinaggi a Piedi Scalzi

La Corsa degli Scalzi in Sardegna

Uno degli esempi più celebri e suggestivi è la Corsa degli Scalzi, un rito di grande significato per la comunità di Cabras e il villaggio di San Salvatore di Sinis, in Sardegna. Questo evento, che si tiene tradizionalmente i primi di settembre, onora Santu Srabadori (San Salvatore). Centinaia di uomini e ragazzi si allenano intensamente per partecipare a una processione in cui percorrono 7 chilometri a piedi nudi, lungo un percorso fatto di sudore, polvere, lacrime, emozioni e, soprattutto, una fede incommensurabile.

La partecipazione delle donne in questo rito è altrettanto fondamentale. Il venerdì precedente la corsa, le donne di Cabras, vestite con il costume tradizionale, portano a piedi nudi in processione la piccola statua di Santu Srabadoreddu dalla Chiesa di Santa Maria Assunta di Cabras al villaggio e alla chiesa di San Salvatore nel Sinis.

La storia della Corsa degli Scalzi affonda le radici nel 1619, quando i saraceni minacciavano Cabras. Gli abitanti, per proteggere la loro terra e la statua di San Salvatore, escogitarono uno stratagemma: si legarono rami di frasche ai piedi nudi per sollevare polvere, simulando un esercito numeroso. Questo ingannò i saraceni, che fuggirono. Ogni anno, seguendo precise regole, 14 gruppi di “curridoris”, divisi in “mudas” da cinque corridori ciascuna, partecipano alla processione, con l’arrivo a San Salvatore segnato dall’urlo liberatorio “Evviva Santu Srabadori”, per poi proseguire con i canti in onore del Santo fino alla Chiesetta.

CORSA DEGLI SCALZI 2025 | SABATO 6 SETTEMBRE

Pellegrinaggi Penitenziali delle Confraternite

Per i confratelli di molti ordini religiosi, partecipare ai riti penitenziali, come il pellegrinaggio del Giovedì Santo, e percorrere le strade in abito di Rito a piedi scalzi e con il cappuccio calato sul volto è un’esperienza naturale. Il camice bianco rappresenta la veste battesimale, la mantella color crema è il colore tradizionale della famiglia Carmelitana, e lo scapolare con le parole “Decor” e “Carmeli” è l’elemento più prezioso della spiritualità Carmelitana. Il cappello nero a falde larghe bordato di azzurro e il bastone bianco, chiamato “bordone”, sono i simboli del pellegrino, mentre il flagello, il cappuccio bianco calato sul volto e i piedi scalzi sono i simboli della penitenza.

La presenza dei "perdoni" in abito di rito e nell’anonimato del cappuccio testimonia la fede in mezzo al popolo. Sono i piedi scalzi a renderli unici, un richiamo che molti si fermano a osservare e fotografare. In quei piedi si racchiudono le storie personali dei confratelli, giovani e anziani, e le strade che hanno percorso. Le dita che ritmicamente, nel lento dondolio della "nazzècata", si staccano dal pavimento per spingere sulla strada, passo dopo passo, rappresentano il contatto semplice con l’essenzialità della vita, con i valori veri spogliati del superfluo.

Il Santuario di "u Signuri di Bilìci" e la Madonna Avvocata

Aspetti di religiosità corporea sono evidenti anche nella Sicilia centrale, nel pellegrinaggio al santuario di “u Signuri di Bilìci”, dove si venera un antico crocifisso. Qui, il 90 per cento dei pellegrini, a piedi scalzi, entra nel santuario per “toccare” con le mani o con un fazzoletto e baciare i piedi del Crocifisso e le sue ferite sanguinanti, un’esperienza particolarmente coinvolgente per le donne.

Similmente, a Maiori e Cava de' Tirreni, in occasione dei festeggiamenti per la Madonna Avvocata sul monte Falerzio, è comune imbattersi in devoti di tutte le età. Una donna, in particolare, ogni anno intraprende un percorso a piedi scalzi lungo i ripidi sentieri di montagna fino al santuario per esprimere la sua gratitudine a Maria.

Il Cammino di Santiago a Piedi Nudi

L’idea di percorrere il Cammino di Santiago a piedi nudi suscita dibattiti e riflessioni tra i pellegrini. Alcuni, come il musicista tedesco Karl (Klaus), lo hanno percorso scalzo, spinti da una vera e propria filosofia di vita. Klaus, abituato a vivere scalzo da vent’anni, ha affrontato sia il Cammino Francese che il del Norte, pur ammettendo che alcune sere erano un tormento a causa delle spine. Questa pratica richiede profonda convinzione e preparazione, poiché il percorso è vario, dall’asfalto all’erba, e può essere impegnativo.

Le motivazioni personali sono cruciali. Molti consigliano di seguire il proprio cuore, senza preoccuparsi del giudizio altrui. Sebbene alcuni possano considerare questa scelta come una ricerca di sofferenza o esibizione, per chi la intraprende è un’esperienza profondamente personale e spirituale. L'importante è che le motivazioni siano genuine e sentite.

Medjugorje e La Verna

Anche a Medjugorje, sono stati osservati pellegrini scalare a piedi nudi le pietraie della collina delle apparizioni e del Monte Krizevac. Sebbene queste siano camminate di poche ore, la difficoltà dei tratti sassosi è notevole, e la forza della fede o delle proprie motivazioni gioca un ruolo determinante.

Alla Verna, dove San Francesco d'Assisi stesso camminava scalzo in un paesaggio incontaminato, l'esperienza a piedi nudi assume un significato di penitenza e di contatto con la natura, percepita come dono straordinario di Dio. L'immersione in quei luoghi permette di cogliere sensazioni visive e tattili uniche, in un percorso che varia da terra umida a tratti rocciosi e camminamenti in cemento, offrendo un'esperienza tattile diversa a ogni passo, capace di coinvolgere totalmente corpo e anima.

Mappa del Cammino di Santiago di Compostela

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