Il Pellegrinaggio nella Chiesa Cattolica: Storia, Significato e Vie

Il pellegrinaggio costituisce un momento rilevante nell’esperienza religiosa collettiva e individuale dell’uomo. Nel cristianesimo, la pratica del pellegrinaggio è sempre stata centrale, con numerose mete raggiunte con l’intenzione di venerare i luoghi e gli oggetti sacri che suscitano il ricordo di Gesù, degli Apostoli e dei Santi. Il pellegrinaggio è un viaggio compiuto per ripercorrere spiritualmente la sequela di Gesù e per rappresentare simbolicamente il proprio proposito di camminare verso di Lui; può essere anche espressione di penitenza e normalmente ha come meta un luogo sacro.

Mappa delle principali vie di pellegrinaggio medievali in Europa

Origini e Tipologie di Pellegrinaggio

Il pellegrinaggio cristiano ha origini ebraiche e greco-romane, con templi o monti o fiumi sacri a determinate divinità taumaturgiche presso i quali i fedeli si recavano in pellegrinaggio per ottenere favori e risoluzioni ai loro problemi.

Solitamente si differenziano due tipi di pellegrinaggio:

  • Pellegrinaggio devozionale
  • Pellegrinaggio penitenziale (o espiatorio)

Il Pellegrinaggio Devozionale

Il pellegrinaggio devozionale, più antico, ha come mete la Palestina, ossia i luoghi in cui Cristo visse e operò con i suoi discepoli. Il primo esiste fin dall'epoca paleocristiana e faceva parte del processo di conversione: per liberarsi dalle ansie e dalle tensioni del mondo si partiva verso Gerusalemme, dove si viveva da "stranieri", da "esuli", secondo l'etimologia del termine "pellegrino", magari fino al resto della propria vita.

Un famoso esempio di pellegrinaggio devozionale fu quello fatto da sant'Elena, madre di Costantino I, nel IV secolo. Se, infatti, nell'Antico Testamento si trattava di raggiungere il luogo della presenza di Dio, nel Nuovo Testamento - che ha spostato il centro del culto nell'eucaristia, celebrata in ogni momento e in ogni punto della terra, e ha proclamato tempio di Dio il corpo di ogni battezzato - aspirazione di ogni pellegrino era di mettere realmente i propri passi sulle orme di Gesù nei luoghi della vita nascosta e pubblica e in particolare della Passione.

I palmieri, come erano chiamati i pellegrini che si recavano a Gerusalemme e il cui nome deriva dalla pratica di raccogliere e riportare in patria le palme di Gerico, si trovarono in difficoltà nell’adempiere il proprio pellegrinaggio con la conquista islamica di Gerusalemme del 637. Per quanto riguarda Gerusalemme, essa era fin dal VII secolo in mano dei musulmani, in un'area contesa tra i califfati del Cairo (fatimide, sciita) e di Baghdad (abbaside, sunnita).

Il Pellegrinaggio Penitenziale

Il pellegrinaggio penitenziale, o espiatorio, ha origini più tarde legate a consuetudini anglosassoni e soprattutto irlandesi, dove si diffuse nell'alto medioevo per venire poi esportato nel continente europeo dai missionari nel VI e VII secolo. Esso era originariamente una forma di dura condanna verso una colpa molto grave (dall'omicidio all'incesto), nella quale incorrevano soprattutto gli ecclesiastici, non essendo essi sottomessi al diritto dei laici.

Il reo era condannato a vagabondare in continuazione, per terre sconosciute e pericolose, vivendo nella povertà grazie solo alle elemosine, impossibilitato a stabilizzarsi altrove, lavorare e rifarsi una vita, in tutto simile alla vita fatta da Caino dopo l'omicidio di Abele (Gen 4). Le prime notizie di pellegrinaggi penitenziali diretti a una specifica meta risalgono all'VIII secolo. Con l'uso di andare a Roma dei pellegrini penitenziali, essi si sovrapposero ai pellegrini devozionali, che ivi visitavano le tombe e le reliquie degli apostoli Pietro e Paolo.

L'Evoluzione Storica del Pellegrinaggio Cattolico

Dal Mille al XII Secolo

Fino all'XI secolo i pellegrinaggi furono un fenomeno esistente ma piuttosto limitato, per l'insicurezza generale e anche per una certa diffidenza da parte della stessa Chiesa: essi andavano oltre il controllo delle diocesi, che era saldamente territoriale e non era gradito dagli ordini monastici, che seguivano il precetto della stabilitas loci, che impediva a un monaco di cambiare monastero. Essi inoltre sostenevano in genere che la propria "Gerusalemme" andasse trovata nel cuore di ogni cristiano, piuttosto che nel viaggio.

I pellegrinaggi si sono intensificati specie negli anni prossimi al Mille, quando la leggendaria opinione di una vicina fine del mondo trasformò la salvezza della propria anima in un problema assai sentito. Paura e angoscia attanagliarono allora la cristianità occidentale e si moltiplicarono le manifestazioni di fede. I pellegrinaggi furono dopo l'anno Mille uno dei motori della ritrovata mobilità delle persone e affiancarono il rinascere dei commerci.

Ma ancor di più nei secoli successivi, quando l’intera cristianità visse un indubbio fervore devozionale e si palesò una certa ripresa economica, si risvegliarono la religiosità e il desiderio di peregrinare. Figure quali Pietro l’Eremita, l’abate di Cluny Pietro il Venerabile e Bernardo di Clairvaux rappresentano il rinnovamento spirituale e la rinascita religiosa ed ecclesiastica dell’XI secolo, con un rilevante aumento dei voti di pellegrinaggio.

Anche il XII secolo fu teatro di un forte dinamismo spirituale, però a seguito della distinzione tra voto di crociata (che prevede l’indulgenza, solo successivamente plenaria) e voto di pellegrinaggio, la prima diviene una vera e propria istituzione all’interno della Chiesa cattolica: la crociata è un pellegrinaggio armato con lo scopo di liberare Gerusalemme e può essere indetta solo ed esclusivamente dal pontefice.

La storia del Giubileo dal 1300 ai giorni nostri

L'Istituzione del Giubileo

Alle soglie del 1300 ai romei, come erano denominati coloro che andavano a Roma, verrà offerta un’altra fondamentale motivazione al loro peregrinare: il Giubileo. Come «anno di remissione», antecedente all’indulgenza plenaria e differente, era prassi in qualche modo già diffusa nel cristianesimo altomedievale (ad esempio, l’indulgenza concessa ai visitatori della Porziuncola da Onorio III nel 1216).

Tuttavia, il cardinale Stefaneschi, autore del De centesimo seu iubileo anno, fonte primaria per lo studio del giubileo romano, scrivendo di una folla smisurata di pellegrini venuti a Roma tra la fine del 1299 e l’inizio del 1300, spingerà papa Bonifacio VIII il 22 febbraio dell’anno 1300 a pubblicare la bolla Antiquorum habet con la quale venne indetto il primo Giubileo della storia. La bolla aveva un valore retroattivo e poneva l’inizio dell’anno santo al Natale del 1299 e la sua fine al dicembre 1300.

Ai romei era concessa l’indulgenza plenaria con l’obbligo di visitare in pellegrinaggio le basiliche di San Pietro e di San Paolo. Essa prevedeva una indulgenza plenaria pienissima per chi avesse visitato le basiliche di San Pietro e San Paolo un certo numero di volte (Veniam non solum plenam et largiorem, imo plenissimam). Come ha opportunamente sottolineato Alberto Melloni, Bonifacio VIII fonde due meccanismi particolari, l’indulgenza per il pellegrino che cerca la vicinanza delle sante reliquie e l’indulgenza plenaria concessa al crociato. Leggiamo in "Il Giubileo. Degli antichi c’è una narrazione degna di fede" - scrive il papa - relativa alle indulgenze fornite a chi va pellegrino alla tomba di Pietro e Paolo. Su questa base, “per i meriti e l’autorità” dei due apostoli coloro che, confessati e pentiti dei propri peccati, ne venereranno le reliquie in questo anno 1300 “et in quolibet annus secuturus” sarà data la più larga e la più piena venia. Roma diventava immagine di Gerusalemme, la teca in cui sono esposti i martiri di Dio (sono le parole incise in un graffito nella cosiddetta Cripta dei Papi delle Catacombe di San Callisto).

L’Anno Santo, indetto per la prima volta da Papa Bonifacio VIII, doveva ricorrere una volta ogni secolo; poi, per iniziativa dei successivi pontefici venne fissato ogni 25 anni, per consentire a tutte le generazioni di recarsi a Roma presso le tombe dei Santi Pietro e Paolo. Come quello indetto per il prossimo anno, i Giubilei istituiti in passato hanno aumentato notevolmente il flusso di pellegrini verso la città che ospita al suo interno il Vaticano, cuore della cristianità. Attraverso la Storia vi si sono recati milioni di pellegrini, spinti dal desiderio di contemplare le reliquie di Cristo e dei primi martiri.

Il grande evento, che inizierà con l’apertura della Porta Santa, prende vita in un clima di “rinnovata rinascita di cui tutti sentiamo l’urgenza”, ha scritto il Santo Padre nella lettera per il Giubileo 2025. Un’occasione per sentirci “tutti pellegrini sulla terra in cui il Signore ci ha posto perché la coltiviamo e la custodiamo”, continua Papa Francesco.

Declino e Trasformazione

Nel corso del Cinquecento le critiche luterane al pellegrinaggio ne ridimensionarono l’importanza e il flusso. Molti pellegrini cominciarono a dimostrare interessi nuovi oltre a quelli religiosi, prestando attenzione a quello che la strada offriva. Alcuni diari di viaggio mostrano una nuova attrazione verso le città, i monumenti, i costumi e gli usi delle popolazioni incontrate. Il cammino si trasformò da “travaglio” a piacere per la conoscenza e amore per la cultura e cominciarono i viaggi oltreoceano.

Nel 1670 Richard Lassels nel suo The Voyage of Italy usa per primo l’espressione Grand Tour per descrivere la moda che si era diffusa tra i giovani aristocratici del nord Europa. Si trattava di viaggi molto lunghi, grazie ai quali intellettuali e rampolli delle ricche famiglie entravano in contatto con il vasto patrimonio storico-artistico della classicità.

Le Grandi Mete dei Pellegrinaggi Cattolici

Le tre mete storiche dei pellegrinaggi, quelle per antonomasia nel mondo cattolico, erano e rimangono:

  • Gerusalemme-Terra Santa: La suggestione unica che nei secoli ha suscitato nei fedeli la visita dei luoghi frequentati in vita da Gesù è il motivo per cui il pellegrinaggio in Terra Santa, in particolare verso Gerusalemme, continua ad attrarre milioni di pellegrini da tutto il mondo.
  • Roma: La capitale con le sue memoriae apostolorum e dei martiri, specialmente le tombe degli apostoli Pietro e Paolo. L'importanza del pellegrinaggio a Roma è evidente nel fatto che in spagnolo il pellegrinaggio si chiama romería e anche nell'italiano antico il termine romeo indicava il pellegrino.
  • Santiago de Compostela: Ai pellegrinaggi verso Roma e la Terrasanta nel corso dell'XI secolo la potente Abbazia di Cluny si fece promotrice di un'altra destinazione, la città di Santiago di Compostela in Galizia, dove esisteva la (presunta) tomba dell'apostolo Giacomo. "Forse è il pellegrinaggio a piedi per antonomasia", quello vissuto sulle numerose vie che conducono alla tomba di San Giacomo. Chi viaggia verso Santiago di Compostela è stato definito da Dante pellegrino “in modo stretto”. Le reliquie dell’Apostolo sono venerate all'interno della Cattedrale di Santiago di Compostela, meta ambita e sognata nelle giornate di cammino di ciascun pellegrino e pellegrina.

A questi tre pellegrinaggi si sono aggiunti quelli diretti ai vari Sacri Monti e ai principali luoghi d'apparizione mariani, quali Guadalupe, Caravaggio, Lourdes, Fatima e Medjugorie.

Le Vie e l'Arte del Pellegrinaggio

Preparazione e Percorsi Antichi

Quantunque non sia mai esistito un cammino stereotipato, dalla tarda antichità si sono definite vere e proprie vie di pellegrinaggio. I viaggi si svolgevano lungo la rete delle antiche strade romane, che ci si sforzava di preservare curandone come si poteva la manutenzione. E non erano certo viaggi agevoli; le strade erano per lo più semplici piste ricoperte di fango o di ghiaccio ed era necessario fare i conti, specie d’inverno, con gli ostacoli naturali quasi insormontabili, come le Alpi. Di solito, i viaggi comportavano percorsi compositi: un tratto di strada, il traghettamento di un corso d’acqua, un sentiero attraverso una foresta, un tratto di navigazione fluviale. In ogni caso, la coscienza dei rischi da affrontare era tale che chi doveva partire per un lungo viaggio vi si preparava (per esempio facendo testamento) sapendo che sarebbe potuto non tornare.

Prima di partire erano necessarie la confessione e la benedizione da parte del prete o del vescovo. La benedizione era impartita anche agli oggetti essenziali del buon pellegrino con una preghiera apposita che però poteva variare a seconda della meta scelta:

  • il bordone (il bastone da viaggio);
  • la bisaccia contenente cibo e denaro;
  • il mantello;
  • il petaso (il cappello a larghe falde per proteggersi dal sole e dalla pioggia).

Il pellegrino, solo con la sua fede e le sue preghiere mentre cammina, non segue però solo le antiche e solitarie strade romane, ma anche le vie parallele lungo le quali sorgono villaggi, xenodochia (strutture di assistenza e sosta poi chiamate hospitium), locande, chiese e abbazie.

Le Vie di Pellegrinaggio in Europa e in Italia

I movimenti dei pellegrini non aprirono strade nuove, ma fruirono di quelle convergenti su Roma da gran parte della penisola e dell'Europa. I due pellegrinaggi europei (Roma e Santiago) si sono svolti lungo percorsi che nel corso del tempo sono diventati celebri.

Ne è un esempio la via con il nome di “Francigena”; il suo percorso varcava le Alpi in Valle d’Aosta (passo del Gran San Bernardo), scendeva dal Piemonte e dalla Lombardia nella pianura Padana, attraversava l’Appennino verso Berceto, scorreva lungo la Toscana e il Lazio per raggiungere Roma. La strada più battuta che conduce a Roma è la Via Francigena, celebre direttrice medievale della penisola italiana, che in realtà attraversava l’Europa occidentale, al cui estremo settentrionale si trova Canterbury. Un tragitto alternativo che in passato si collegava al cammino di Santiago arrivava in Italia al Monginevro e le due strade si congiungevano a Vercelli. "Tutte le strade portano a Roma" recita il noto proverbio.

Altra via di grande importanza è la via Postumia, la strada che metteva in comunicazione Aquileia con Genova passando per Verona, Cremona, Piacenza, Tortona.

La diffusione, dalla fine del V secolo, del culto dell’arcangelo Michele, venerato nei santuari del Monte Gargano (dove si ricordava la manifestazione dell'arcangelo), del Mons Aureus presso Olevano sul Tusciano, presso Larino e a Potenza, e l’assestamento politico del Mezzogiorno, tra VI e VII secolo, sotto i bizantini e i longobardi di Benevento, resero più sicuro il transito e favorirono varie forme di pellegrinaggio, di laici e religiosi, per le strade più importanti del meridione d’Italia: la vita di Santa Artellaide consente di cogliere l’importanza dell’itinerario “Benevento-Siponto” nei collegamenti tra il settentrione d’Italia e le sponde adriatiche nella dinamica dei pellegrinaggi verso la Terrasanta, che, da Roma sino a Benevento, scendevano lungo la via Latina e la via Appia. Anche nella Terra del Santo numerose comunità religiose hanno sviluppato il carisma dell'accoglienza, nonostante l'attraversamento del Mar Mediterraneo.

Arte e Simbolismo nel Pellegrinaggio

Lungo queste vie vennero costruite grandi chiese strettamente apparentate fra loro per pianta, alzato, caratteri costruttivi e decorazione; pure temi iconografici specifici, dal luogo in cui erano sorti, si ripetevano a distanza di migliaia di chilometri, a testimonianza della volontà dei pellegrini di conservare e diffondere il ricordo della loro santa impresa. È il caso del Volto Santo, che si credeva scolpito da Nicodemo, venerato a Lucca, città crocevia dei pellegrinaggi, la cui riproduzione e devozione è attestata dall’XI secolo in Francia, Germania, fino all’Inghilterra e a Perelló, in Catalogna, dove l’ordine cavalleresco toscano di San Giacomo di Altopascio possedeva un ospedale per pellegrini.

La Cultura del Pellegrinaggio

La Letteratura di Pellegrinaggio

L’importanza culturale del pellegrinaggio si riscontra con chiarezza anche nella letteratura cosiddetta di pellegrinaggio. Dagli storici gli itinerari, i diari e altri resoconti di pellegrini più o meno illustri sono considerati un vero e proprio genere letterario, distinto dalla grande letteratura che pure tratta e mostra il ruolo significativo di questo inesauribile fenomeno sociale (come I racconti di Canterbury di Chaucer o le descrizioni dei diversi pellegrini nella Vita nuova di Dante).

In ogni caso tra gli itinerari e le guide specifiche occorre distinguere le descrizioni puramente geografiche (come la Tavola di Peutinger o il Cronografo di Ravenna), e le composizioni il cui carattere è piuttosto agiografico (come sono certe opere di Prudenzio, Paolino di Nola e Venanzio Fortunato), in cui le informazioni a carattere topografico sono secondarie rispetto ad altri scopi.

Il Pellegrinaggio ai Giorni Nostri

L’esperienza del pellegrinaggio è un fenomeno di rilievo anche del nostro tempo, basti pensare alle migliaia di presenze annuali negli albergues lungo il cammino di Santiago de Compostela, ai pellegrini che a piedi raggiungono santuari tradizionali, ai giovani della Giornata Mondiale della Gioventù (GMG), ai giovani dell’annuale pellegrinaggio promosso dalla comunità di Taizé, ecc.

Oggi solo alcuni pellegrinaggi hanno mantenuto la modalità del cammino a piedi in modo predominante, i più famosi sono quelli di Santiago de Compostela in Spagna e quello di Częstochowa in Polonia. Diversi uffici diocesani propongono e supportano pellegrinaggi a livello locale, nazionale e internazionale, collaborando con parrocchie, associazioni e movimenti ecclesiali per la realizzazione di questi percorsi spirituali.

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