La figura del parroco è centrale nella vita della Chiesa Cattolica, non solo come guida spirituale della comunità, ma anche in ruoli amministrativi e nella conservazione di importanti documenti storici. Le parrocchie, inoltre, sono entità dinamiche, soggette a continui cambiamenti e sostenute da specifici meccanismi finanziari che ne garantiscono il funzionamento e il sostentamento del clero.
Nomine e Trasferimenti del Clero
La vita delle diocesi è scandita da nomine e trasferimenti che assicurano il buon funzionamento delle comunità e degli uffici pastorali. Recentemente, si sono verificati importanti cambiamenti in diverse parrocchie romane e in alcuni Uffici del Vicariato.
Nuovi Parroci a Roma
Diciotto parrocchie romane hanno accolto altrettanti nuovi parroci. Questi cambiamenti interessano diversi settori della diocesi:
- Settore Est: Sette comunità sono state coinvolte.
- A Santa Maria Madre dell’Ospitalità (via del Torraccio, a Torrenova) è diventato parroco don Massimiliano Caliandro.
- A Sant’Eligio (via Fosso dell’Osa, zona Villaggio Prenestino) è arrivato padre Dario Frattini.
- A Lunghezza, la comunità della Santissima Trinità (via delle Cerquete) ha dato il benvenuto a don Josè Arcila Arteaga.
- Nel quartiere Alessandrino, a San Giustino (viale Alessandrino), è giunto don Valentino Ferraro.
- A Sant’Agapito (viale della Venezia Giulia), quartiere Collatino, il nuovo parroco è don Paolo Boumis.
- Settore Ovest: Un nuovo parroco anche per la comunità di San Lino (via Cardinale Garampi, zona Pineta Sacchetti): è don Pierluigi Stolfi, attuale direttore dell’Ufficio diocesano edilizia di culto.
- Settore Nord: Quattro parrocchie hanno avuto un nuovo parroco.
- A San Roberto Bellarmino (piazza Ungheria) è stato nominato don Antonio Magnotta.
- Il Sacro Cuore di Gesù a Ponte Mammolo (via Casal de’ Pazzi) ha accolto don Francis Refalo.
- A San Liborio (via Tino Buazzelli), a Monte Sacro Alto, è stato nominato don Joseph Augustine Alencherry.
- Ai Santi Elisabetta e Zaccaria (via Sulbiate), a Prima Porta, è giunto don Joseph Alex De Leon.
- Settore Centro: Quattro nuovi parroci sono stati assegnati ad altrettante parrocchie.
- Monsignor Daniele Micheletti è chiamato alla guida di San Lorenzo in Lucina (piazza omonima).
- Don Salvatore Cernuto è stato assegnato ai Santi Marcellino e Pietro al Laterano (via Merulana).
- Don Elio Lops è stato nominato ai Santi Vitale e Compagni Martiri in Fovea (via Nazionale).

Cambiamenti negli Uffici del Vicariato e Altre Nomine
Oltre alle parrocchie, sono stati registrati cambiamenti in due Uffici del Vicariato:
- Don Francesco Galluzzo, già membro del Consiglio diocesano per gli affari economici, è diventato direttore dell’Ufficio amministrativo della diocesi, sostituendo monsignor Mario Scala, che ha guidato l'organismo per 18 anni.
- Il Servizio diocesano per la pastorale giovanile è stato affidato a don Alfredo Tedesco, finora vicario parrocchiale a Santa Chiara e assistente ecclesiastico diocesano dell’Azione cattolica ragazzi.
- Il nuovo direttore della Casa di esercizi di Montefiolo sarà don Alessandro Palla.
Altre nomine e trasferimenti includono:
- BONANDI p. Arturo, mccj, è trasferito dall’ufficio di Collaboratore nella parrocchia di S.
- DALLA VERDE don Carlo è trasferito dall’ufficio di Direttore della Casa Diocesana di Spiritualità “San Fidenzio” ed è nominato Parroco (cc. 517 §1 e 526 §1).
- GABURRO don Romano è nominato Parroco Moderatore (cc. 517 §1 e 526 §1).
- GUADIN don Andrea è trasferito dall’ufficio di Parroco (cc. 517 §1 e 526 §1) di Casaleone, Sustinenza e Venera all’ufficio di Parroco (c. 517 §1 e 526 §1).
- VARALTA don Guido è accolta la rinuncia dall’ufficio di Parroco (c. 517 §1 e 526 §1).
- ZAMPINI don Giorgio è trasferito dall’ufficio di Collaboratore pastorale nella Casa Diocesana di Spiritualità “San Fidenzio” e nel Vicariato di Verona nord est all’ufficio di Parroco (c. 517 §1 e 526 §1).
- ZANDONÀ don Matteo è trasferito dall’ufficio di Parroco (c. 517 §1 e 526 §1).
Il Ruolo Storico del Parroco nella Conservazione dei Registri
I parroci hanno svolto e continuano a svolgere un ruolo fondamentale nella registrazione e conservazione di dati vitali e di informazioni sulla vita delle comunità. Per il periodo antecedente al 1866 e anche successivamente, i parroci sono stati titolari delle registrazioni di battesimi, matrimoni, morti e degli stati d’anime, essendo responsabili della conservazione dei relativi registri parrocchiali o libri canonici.
Registri Parrocchiali e Stati d'Anime
La compilazione di questi registri è avvenuta in modo sistematico e ininterrotto dalla seconda metà del Cinquecento, a seguito delle disposizioni del Concilio di Trento, sebbene già in precedenza alcune parrocchie compilassero tali registri. I registri parrocchiali delle circa 25.000 parrocchie italiane e gli stati delle anime, compilati dai parroci visitando i propri amministrati casa per casa durante il periodo pasquale, sono tra i documenti più importanti per ricostruire i nuclei familiari del passato.

Consultazione degli Archivi
Recapiti ed altre informazioni sulle parrocchie italiane sono reperibili sul sito della Conferenza Episcopale Italiana e sul motore di ricerca “Parrocchie”. Informazioni e descrizioni degli archivi storici parrocchiali possono essere consultate su BeWeB - Beni Ecclesiastici in web, un progetto sviluppato a cura dell’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Conferenza Episcopale Italiana. In pochi casi, è possibile consultare gli atti parrocchiali anche presso l’Archivio di Stato competente per territorio.
Il Sostentamento del Clero e le Contribuzioni dei Fedeli
Il sostentamento dei sacerdoti e il finanziamento delle attività della Chiesa cattolica in Italia sono garantiti attraverso diversi strumenti, nati con gli Accordi di revisione del Concordato nel 1984, che mirano a promuovere la corresponsabilità dei fedeli.
Le Offerte per i Sacerdoti
Le Offerte per i sacerdoti sono contributi economici destinati al sostentamento di tutti i 32mila preti diocesani italiani.
Perché non basta la quota locale?
Esiste tuttora una forma di sostentamento del prete locale, nota come quota capitaria, in base alla quale ogni sacerdote può trattenere per sé dalla cassa parrocchiale 7 centesimi al mese per abitante (0,0723 euro). Tuttavia, mentre metà delle circa 26mila parrocchie italiane sono molto popolate e ai sacerdoti non manca il necessario, l’altra metà conta in media 1.000 abitanti, e i pastori ricevono 72,30 euro mensili, o anche meno. Per questo motivo, le Offerte per i sacerdoti da tutti gli altri fedeli italiani diventano un aiuto indispensabile.
Perché le Offerte vanno a Roma?
L’Offerta è nata come strumento ecclesiale, in modo che tutti i fedeli sostenessero tutti i sacerdoti, specialmente quelli di parrocchie piccole o povere. Questa forma di sostentamento, dopo la revisione concordataria del 1984, ha sostituito la "congrua" (lo stipendio assegnato dallo Stato ai preti), non solo nello spirito dell’autonomia tra Stato e Chiesa, ma anche per promuovere una piena fraternità all'interno della Chiesa.
Fabbisogno annuale e confronto con l'8xmille
Il fabbisogno annuale della Chiesa per il sostentamento del clero è di oltre 500 milioni di euro. Le Offerte per i sacerdoti e l’8xmille sono nati insieme con gli Accordi di revisione del Concordato nel 1984. Sebbene l’8xmille abbia avuto una rapida diffusione e sia oggi un mezzo ben noto per sostenere la Chiesa cattolica, le Offerte sono uno strumento ancora poco usato, forse perché richiedono un contributo personale in più. Attualmente, le Offerte non arrivano a coprire il fabbisogno per il sostentamento del clero, il quale è garantito in modo determinante dall'8xmille. Tuttavia, le Offerte rimangono un segno tangibile della vita ecclesiale e dell’unità dei fedeli.
Sono oltre 74mila i fedeli in tutta Italia che contribuiscono con le Offerte. Non è una cifra paragonabile ai milioni di italiani che firmano l’8xmille destinandolo alla Chiesa cattolica, ma rappresenta il primo passo di un fronte sempre più vasto di coloro che vogliono crescere nella fede, esprimendo in un dono consapevole la corresponsabilità verso la Chiesa.
Perché diventare un offerente?
L’amore è concreto e spesso comporta piccoli sacrifici. L’Offerta è un dono che "costa" qualcosa in più, ma è una scelta irrinunciabile sul piano umano e della fede, motivata dall’affetto verso i sacerdoti e dall’esempio di quanti si dedicano agli altri.
Quando si può fare un’Offerta?
Si può fare un’Offerta per i sacerdoti tutti i giorni dell’anno, e può essere ripetuta anche più volte nell'anno.
Maggiori informazioni sul sovvenire
Le prime fonti di informazione per il sovvenire sono il parroco, i componenti del Consiglio parrocchiale per gli affari economici e, se presenti, i referenti parrocchiali per il sovvenire, volontari impegnati nella formazione sui temi della corresponsabilità economica verso la Chiesa. Il parroco può mettere in contatto anche con l’incaricato diocesano del sovvenire. La rete di questi incaricati, diffusa in tutte le 226 diocesi italiane, fa riferimento al Servizio Promozione Sostegno Economico alla Chiesa, un servizio della CEI.

Attenzione al sostentamento del Clero
L'8xmille alla Chiesa Cattolica
L’espressione “8xmille” si riferisce alla legge 222/85, la quale ha stabilito che una percentuale del gettito complessivo dell’IRPEF, pari appunto all’8xmille, sia destinata a scopi sociali, umanitari, religiosi, caritativi e culturali.
L'8xmille è una tassa in più?
No, destinare l'8xmille non comporta il pagamento di una tassa aggiuntiva per il contribuente.
Come viene ripartito l’8xmille?
L’8xmille viene ripartito tra i diversi destinatari (Stato e confessioni religiose) in proporzione alle scelte espresse dai contribuenti, senza tener conto degli astenuti.
Come effettuare la scelta?
Per effettuare la scelta sul CU (Certificazione Unica) è necessario apporre due firme: una in fondo al modello CU, nella casella "Chiesa cattolica", facendo attenzione a non invadere le altre caselle per non annullare la scelta; e un’altra nello spazio "Firma" posto nella certificazione sotto al riquadro riservato alla scelta relativa all'8xmille. La dichiarazione può essere presentata:
- Presso qualsiasi ufficio postale.
- Ad un intermediario fiscale abilitato alla trasmissione telematica (commercialisti, CAF).
Il cinque per mille è un’alternativa all’8xmille?
No, assolutamente. Il cinque per mille è una scelta completamente distinta e non alternativa all’8xmille, con finalità e modalità di destinazione differenti.
Dove trovare il rendiconto nazionale e diocesano?
Il rendiconto a livello nazionale è pubblicato sul Notiziario della C.E.I. (www.chiesacattolica.it). I rendiconti diocesani relativi all’8xmille, destinati alle esigenze di culto e di pastorale e alle opere di carità, vengono pubblicati ogni anno rispettivamente sui bollettini diocesani di ogni diocesi e, sempre più spesso, anche sui siti diocesani.
tags: #parroco #ventesimo #anno #in #parrocchia