Don Armando Bosani: Profilo e Controversie del Parroco di Vanzaghello

Introduzione

Don Armando Bosani, parroco della chiesa di Sant’Ambrogio a Vanzaghello, in diocesi di Milano, è una figura molto conosciuta sia nell'Altomilanese che a livello nazionale. La sua notorietà deriva dalle posizioni decise e spesso divisive che ha espresso su vari temi di attualità, che lo hanno reso una personalità controversa e ampiamente discussa anche al di fuori dei confini della sua parrocchia.

Nel corso degli ultimi cinque anni, numerose sono state le occasioni in cui Don Armando Bosani ha fatto discutere, e queste hanno contribuito a far conoscere la sua personalità in tutto il territorio.

Le Controversie Mediatiche e le Accuse

La figura di Don Bosani è stata oggetto di attenzione mediatica, in particolare per essere stato citato da programmi televisivi come "Striscia la notizia" e testate giornalistiche come "Repubblica". Gli attacchi mediatici sono scaturiti principalmente dalla pubblicazione, nel bollettino parrocchiale, di articoli definiti "controcorrente".

Le accuse rivolte al sacerdote includono razzismo, omofobia, antisemitismo, persino "antigretismo" e altri non meglio specificati "psicoreati" dell'era moderna. Tali accuse, partite dal piccolo centro dell’Alto milanese, si sono propagate con una campagna mediatica insistente.

Don Armando Bosani e la sua chiesa a Vanzaghello

La Replica di Don Bosani e il Suo Punto di Vista

Di fronte a questa situazione, Don Armando Bosani ha affrontato gli attacchi con filosofia, commentando: "Una settimana di cura con olio di ricino". Pur sorridendo, il parroco ha espresso la consapevolezza che "lo squadrismo ideologico tornerà a colpire presto". Ha sottolineato di non aver opposto, evangelicamente, resistenza alla campagna mediatica e di non doversi rimproverare nulla.

Il sacerdote ha espresso il suo rammarico per gli insulti che i suoi parrocchiani, i quali lo hanno difeso pubblicamente, hanno ricevuto in piazza, aggiungendo che "la popolazione è chiaramente dalla mia parte, ma gli attacchi sono inqualificabili".

Don Bosani ha dichiarato di aver ottenuto un diritto di replica che mirava a far emergere la dignità di un prete e di un uomo, lontano dai "tranelli" tesi dalla trasmissione Mediaset, che lo aveva avvicinato con l'inviata musulmana Rajae Bezzaz "a telecamere spente", una sua condizione.

In un'occasione, ha ricordato un dialogo in cui ha affermato: "Calma, siamo creature, ma i figli di Dio sono quelli che hanno ricevuto il Battesimo. Allora le ho chiesto se le sarebbe piaciuto essere figlia di Dio e avere natura divina".

Riguardo alle critiche, il parroco ha commentato: "Bè, è chiaro che qualcuno al Pd in Regione gliel’avrà segnalato", pur preferendo non aggiungere altro. Ha anche osservato che "nel video di Striscia alcuni di questi hanno fatto in modo di farsi trovare 'casualmente' mentre passava la troupe".

Per Don Bosani, quanto accaduto "è servito per mostrare che siamo in un sistema totalitario in cui c’è l’olio di ricino mediatico che viene somministrato dolorosamente e a differenza del Ventennio non passa dopo due giorni, ma lascia ferite e infanga le persone". Ha aggiunto di essere "anni che sono martellato".

Il Bollettino Parrocchiale "Il Mantice"

Don Bosani pubblica regolarmente il suo bollettino, chiamato "Il Mantice", da vent'anni. Lo scopo, secondo lui, è quello di "fare un’opera educativa" attingendo ad articoli pubblicati su altri giornali, in un contesto che descrive come "questa cultura gramsciana di tipo marxista, egemonizzante".

Tra gli autori degli "articoli tra i più disparati" citati nel bollettino, figurano nomi come De Mari, Agostino Nobile, Stefano Fontana e Roberto De Mattei. Alcune delle sue affermazioni pubblicate sul giornalino parrocchiale hanno suscitato scalpore, come quella sull'Islam: "L’Islam è una religione semplice: una teologia primitiva e cinque pilastri su misura per l’uomo del deserto", affermazione che gli ha attirato accuse di razzismo e xenofobia.

Don Armando Bosani

Difese e Reazioni della Comunità

Nonostante gli attacchi mediatici, Don Bosani ha trovato difensori nei suoi parrocchiani, i quali hanno inviato una lettera a "Tempi" per far conoscere le virtù del loro parroco. La popolazione, secondo il sacerdote, è chiaramente dalla sua parte.

In un altro episodio, legato all'incoronazione di una statua della Madonna, per la quale aveva chiesto ai parrocchiani di portare un po’ d’oro, la trasmissione "Rete 4" si è presentata "alludendo al Fascismo", un fatto che ha stupito Don Bosani.

Biografia e Percorso Ecclesiastico

Don Armando Bosani è nato a Vanzago (Mi) il 7 aprile 1953. Il suo percorso ecclesiastico è iniziato il 19 settembre 1972, data del suo ingresso nel seminario di Venegono.

  • Nel 1975, ha ricoperto il ruolo di prefetto nel seminario di Seveso.
  • Il 10 giugno 1978, è stato ordinato sacerdote nel Duomo di Milano dal cardinale Giovanni Colombo.

Ha iniziato il suo ministero come coadiutore dell'oratorio maschile nella parrocchia Sacra Famiglia di Cinisello Balsamo, dove ha servito per quindici anni, fino all'estate del 1993. Nel settembre 1993, è stato assegnato alla Parrocchia Sant'Ambrogio a Vanzaghello come vice parroco, in aiuto del parroco don Franco Scotti. A Vanzaghello, come da lui stesso dichiarato, ha "fondato la parrocchia sui due pilastri del sogno di don Bosco: la Madonna e l’Eucarestia".

L'Incidente in Val Pusteria

La notorietà di Don Bosani è cresciuta ulteriormente quando è stato coinvolto in un incidente stradale. Il parroco era alla guida di un pulmino che è stato protagonista di uno scontro frontale in Val Pusteria, precisamente a Lutago. Fortunatamente, l'incidente non ha avuto conseguenze gravi: delle quattordici persone coinvolte, una sola è rimasta in ospedale, ma comunque in buone condizioni.

"Poteva andare molto peggio", ha commentato Don Bosani, tirando un sospiro di sollievo. Dato il suo profilo pubblico, la notizia dell'incidente ha destato preoccupazione nella zona, ma tutte le persone coinvolte nello schianto stanno bene.

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