Don Roberto Fiscer, genovese di 48 anni, è una figura poliedrica nel panorama ecclesiale contemporaneo. Parroco della Santissima Annunziata del Chiappeto, nel quartiere di Borgoratti a Genova, è diventato noto al grande pubblico come il "prete social" per il suo approccio innovativo e coinvolgente alla fede.

Un percorso tra musica e vocazione
Ordinato sacerdote nel 2006, don Fiscer ha alle spalle un vissuto lontano dagli ambienti parrocchiali tradizionali. Prima di intraprendere il cammino vocazionale, ha lavorato come animatore e musicista sulle navi da crociera, portando allegria in giro per il mondo. La sua vocazione ha radici profonde, legate all'incontro con la sofferenza e la gioia dell'altro:
- L'esperienza presso l'ospedale pediatrico Gaslini di Genova.
- La fondazione di "Radio Fra le Note", associazione di promozione sociale che dal 2016 porta musica e conforto ai piccoli pazienti.
- L'attività di evangelizzazione creativa che spazia dalle "discoteche cristiane" alle collaborazioni con il mondo dello sport.
Il libro "Vita spiricolata"
Nel 2023, don Roberto ha pubblicato il libro "Vita spiricolata" (edito da Piemme), titolo che omaggia la celebre canzone di Vasco Rossi, di cui il sacerdote è un grande fan. La prefazione è firmata da Nando Bonini, storico chitarrista del "Blasco". Il volume racconta una vita sempre in movimento, segnata da ricordi, incontri e dal desiderio di testimoniare una fede gioiosa, capace di parlare il linguaggio del tempo presente.

La missione nel mondo digitale
Per don Fiscer, l'utilizzo dei social media non è un vezzo, ma una precisa scelta pastorale. Ispirato dal mandato evangelico "Andate in tutto il mondo", egli considera il web una estensione del mondo reale dove il cristiano è chiamato a portare un messaggio di speranza.
| Approccio | Obiettivo |
|---|---|
| Non giudicante | Accorciare le distanze tra Chiesa e giovani |
| Ironico | Diffondere messaggi positivi e combattere la noia |
| Autentico | Essere un "buttadentro" invece che un "buttafuori" |
Una Chiesa accogliente e senza barriere
Il cuore del ministero di don Roberto risiede nell'accoglienza incondizionata. Egli sostiene che la Chiesa debba essere uno spazio aperto, dove le persone vengono prima delle regole. In particolare, si esprime con fermezza contro le barriere che tendono a escludere categorie specifiche, come le persone omosessuali, sottolineando come l'amore di Dio trascenda i giudizi umani.
"Io non mi considero un buttafuori, ma un buttadentro della chiesa", spiega il sacerdote, enfatizzando la necessità di un'istituzione meno seriosa e più vicina alle fragilità dell'uomo. Per don Fiscer, il compito dei sacerdoti è quello di "scaldare l'acqua", ovvero creare le condizioni affinché il messaggio di Dio possa operare nel cuore delle persone.