I Parroci e le Comunità legate al nome Agnelli

La Parrocchia Salesiana San Giovanni Bosco - Agnelli a Torino

La Parrocchia San Giovanni Bosco di Torino, situata nel quartiere Mirafiori (Unità Pastorale N.19 - Mirafiori nord, Vicariato Territoriale Distretto Torino Città), è affidata ai Salesiani e storicamente legata al nome "Agnelli" attraverso diverse istituzioni e la sua stessa denominazione di "parrocchia dell'Agnelli".

La comunità salesiana dell'Agnelli a Torino include diverse realtà educative e religiose, come l'Oratorio Agnelli, l'Istituto Virginia Agnelli (scuola sec.2Gr e Primaria), il C.F.P. Virginia Agnelli, il C.N.O.S.-F.A.P. Torino Agnelli, e le comunità delle Figlie di Maria Ausiliatrice e della Società Salesiana di S. Giovanni Bosco, legate ai nomi Edoardo e Virginia Agnelli, siti in Via Paolo Sarpi e Corso Unione Sovietica.

Mappa del quartiere Mirafiori con evidenziata la Parrocchia San Giovanni Bosco e le istituzioni salesiane legate al nome Agnelli

Le Recenti Transizioni Pastorali

L'Insediamento di Don Claudio Durando

Nella serata di domenica 12 ottobre, durante la celebrazione delle ore 18, si è tenuto l'insediamento di don Claudio Durando come nuovo parroco della parrocchia San Giovanni Bosco. Don Claudio è il dodicesimo parroco dell’Agnelli, una parrocchia istituita dal 1957. A presiedere la prima parte della Santa Messa è stato don Ugo Pozzoli, Vicario Episcopale per la vita consacrata. La celebrazione è stata accompagnata da un coro composto da diversi cantori e musicisti della parrocchia, con i maestri Attilio Piovani all'organo e Vincenzo Atanasio alla tromba.

L'Accoglienza di Don Claudio Ghione

In precedenza, in occasione della Santa Messa di domenica 12 settembre, era stato accolto, come undicesimo parroco della comunità salesiana dell’Agnelli, don Claudio Ghione. La giornata di festa per la parrocchia San Giovanni Bosco di Torino, affidata ai Salesiani, ha visto la comunità di Via Sarpi accogliere don Claudio Ghione durante la funzione vespertina. Torinese, cresciuto all’oratorio salesiano del San Paolo, don Ghione succede al confratello salesiano don Gianmarco Pernice (sdb) nella guida della parrocchia e dell’oratorio.

La solenne celebrazione è iniziata con la presentazione del presbitero da parte del Vicario episcopale per la città di Torino, don Nino Olivero, seguita dalla lettura del decreto di nomina da parte del direttore dell’Agnelli, don Claudio Belfiore. Nell’omelia, il nuovo pastore ha ripreso alcune tematiche presenti nelle letture, proponendo ai fedeli di «guardare alla croce di Cristo come fondamento della Chiesa e di considerare la missione di un parroco come un’esperienza di sacrificio e spoliazione a favore della comunità».

Al termine della Messa, il vicario ispettoriale don Michele Molinar ha invitato don Ghione a creare armonia all’interno della famiglia parrocchiale, proprio come si comporta un valido direttore d’orchestra con l’ensemble strumentale che deve dirigere. Il Consiglio pastorale ha espresso il suo benvenuto paragonando la vita della comunità parrocchiale ad una fiamma che il pastore deve accogliere, custodire, alimentare, difendere e, a sua volta, trasmettere al successore secondo la tradizione della Chiesa e della congregazione salesiana.

Sa Zeppara ha il suo nuovo parroco

Il Saluto e il Bilancio di Don Gianmarco Pernice

Domenica 29 agosto si è svolta l’ultima celebrazione di don Gianmarco Pernice, per otto anni dedito al servizio pastorale presso la Parrocchia San Giovanni Bosco e all’interno dell’Oratorio Agnelli nel quartiere Mirafiori. Don Gianmarco ha commentato: “La missione salesiana che ho svolto all’Agnelli in questi ultimi otto anni è consistita essenzialmente non tanto dagli incarichi ma nel vivere di continui incontri fra persone, da questi incontri sono nati nuovi gruppi, in questi gruppi abbiamo sperimentato la gioia del mettersi a servizio, gratuitamente, con lo stile di Don Bosco, in mezzo ai ragazzi, in mezzo alla gente”.

Ha proseguito, visibilmente commosso: “Grazie davvero di cuore di tutto, della vostra generosità, bella, che testimonia davvero che siamo dei miracoli e siamo capaci di metterci al servizio del Signore per costruire una Comunità più bella, più nuova e più grande. Abbiamo fatto tante cose insieme e ancora ne farete tante con la comunità dei Salesiani degli Agnelli che vanno e che vengono, che passano, che girano, che hanno il mio volto, il volto di Don Claudio, il volto di tantissime altre persone, prima di me don Valter e come parroco don Rigo. La comunità continua a crescere insieme e noi salesiani diamo supporto e quindi grazie, grazie davvero di cuore perché l’esperienza all’Agnelli mi ha fatto tanto crescere.”

A ringraziarlo pubblicamente è stato anche Vincenzo Camarda, coordinatore alla Sanità, ai Servizi sociali, all’Integrazione e ai Quartieri della Circoscrizione 2, presente alla giornata di saluti. Ha affermato: “Ringrazio di cuore quanto Don Gianmarco ha fatto con e per noi. Nel senso che essere comunità nel mondo cristiano è un grande insegnamento storico, diventarla nel piano istituzionale è una grande fatica. E da questo punto di vista Don Gianmarco è stato un ottimo collaboratore. Ha saputo essere in dialogo con il territorio regalando quel valore in più, per fare comunità, per fare meglio insieme.”

Don Gianmarco ha trascorso gli ultimi 8 anni presso la Parrocchia Giovanni Bosco e l’Oratorio Agnelli, siti in zona Mirafiori, prima che la comunità salesiana dell’Agnelli accogliesse don Claudio Ghione come nuovo parroco e incaricato dell’oratorio.

Fotografia di un gruppo di Salesiani in una comunità parrocchiale

La Chiesa di San Pietro a Villar Perosa e la Famiglia Agnelli

Cenni Storici e Prime Attestazioni

La parrocchia di Villar Perosa è menzionata per la prima volta nel 1078 in merito alla conferma dell'atto di donazione da parte della marchesa Adelaide all'Abbazia di Pinerolo. Un altro riferimento documentario risale al 1249, quando Stefano Ponza di Villar vendette all'abate Ardizzone tutto il feudo "sub porticu ecclesie Sancti Petri de Uilario".

Numerose segnalazioni si susseguono nei secoli successivi, finché negli anni 1530-1554 appare don Agostino Rubiani come parroco della chiesa. Durante le guerre di religione, la parrocchia passò ai Valdesi che nel 1608 costruirono un tempio, ubicato secondo la tradizione vicino all'attuale parco della villa Agnelli, che fu poi demolito nel 1624. La chiesa antica doveva trovarsi presso la cosiddetta “casa del maggiordomo” di villa Piccon, poi Agnelli.

Poco più in alto, tra il 1711 e il 1716, fu costruita la chiesa attuale, considerata una delle più belle e singolari dell'intera Diocesi. Fu eretta, come ricorda uno stemma posto sulla facciata, a spese di Vittorio Amedeo II, desideroso di affermare il suo predominio sulla valle, con il concorso dei vassalli della Val Perosa, i fratelli Francesco Giuseppe e Luigi Piccon, figli di un banchiere torinese e ricchi proprietari terrieri, ai quali era stato conferito il titolo di conte.

Nel 1790 la chiesa era frequentata da 900 cattolici, essendo ormai scomparsi tutti i Valdesi. Nel 1808 subì danni a causa di un terremoto e nello stesso anno venne consacrata una campana nuova. Nel 1835 la chiesa disponeva di tre altari in marmo di vario colore, con i due laterali dedicati alla Madonna e a S. Giuseppe, e custodiva alcune reliquie dei 12 apostoli, donate alla marchesa di Priero.

L'Influenza e il Sostegno della Famiglia Agnelli

Nel 1853, gli Agnelli entrarono in scena nella storia della celebre chiesa, divenendo i primi benefattori. Il 28 febbraio 1887 la chiesa riportò alcune screpolature interne ed esterne causate da un terremoto, che comportarono una spesa di L. Nel 1912, l'allora cav. Giovanni Agnelli provvide a far ricoprire con lastre di rame (attualmente di colore verde, per via dell'ossidazione) la grande cupola e i due campanili. Nel 1925 iniziò il restauro della muratura, della facciata e delle grondaie.

Nel 1929 fu installato un orologio elettrico nel campanile di destra e un concerto di otto campane a carillon in "Mi maggiore" in quello di sinistra. Nel 1934 iniziarono nuovi lavori di restauro all'interno della chiesa: il tetto venne ricoperto in gneiss lamellare di Luserna e l'interno della chiesa fu ampliato con l'apertura di due passate che uniscono al corpo centrale i vani laterali prospicienti i due campanili. Durante i bombardamenti del '44 la chiesa, completamente mimetizzata di verde, riportò alcune crepe.

Nel 1975 alcuni studenti universitari, durante ricerche per trovare un passaggio tra la chiesa e il castello sottostante, scoprirono una stanza murata con i resti di sette cadaveri, che si rivelò essere di sette parroci. Negli anni 1985-1987, a cura dell'Associazione Amici dell'Arte in Piemonte, furono realizzate consistenti opere di restauro conservativo, sia all'interno che all'esterno della chiesa, sotto il diretto controllo delle Soprintendenze competenti.

Fotografia storica della Chiesa di San Pietro a Villar Perosa

Descrizione Architettonica e Opere d'Arte

La facciata concava della chiesa di S. Pietro è fiancheggiata da due caratteristici campanili e dominata in alto e al centro da un'ampia cupola di forma ellissoidale. Sull'ellittico cornicione di base della cupola della facciata è ben visibile lo scudo sabaudo accoppiato allo stemma Piccon. Un'altra lapide sulla facciata ricorda che nel 1716 la chiesa venne dedicata a S.

L'interno è in stile barocco e la pianta della chiesa è a croce greca con ampia abside. A destra, entrando, si trova la cappella del fonte battesimale. Proseguendo, si incontra la cappella dedicata a S. Giuseppe, con al centro un quadro attribuito a Marcantonio Franceschini, raffigurante S. Giuseppe, Gesù Bambino, Giovanni Battista bambino, e alcuni angeli. Sempre nella stessa cappella, a destra c'è l'affresco raffigurante S. Chiara con in mano l'ostensorio. A sinistra, di fronte al dipinto della Santa, un altro dipinto rappresenta S.

A sinistra, entrando, c'è la cappella della Madonna del Rosario, sopra il cui altare è la statua della Madonna in legno laminato in oro zecchino. La statua, di autore anonimo, risale forse al 1775. Subito dopo, adiacente alla precedente, troviamo la cappella dedicata alla Madonna, in cui è custodita la tela della Madonna col Bambino, che porge il rosario alle anime purganti. L'autore del dipinto è ignoto, sicuramente della scuola fiamminga. In questa cappella, a destra c'è il quadro che raffigura S. Agnese con ai lati un agnello e dei gigli, restaurato nel 1985. A sinistra di questo quadro c'è il dipinto di S.

Nel coro, in alto, c’è un grande medaglione contornato da eleganti stucchi e raffigurante S. Pietro liberato dai vincoli (cioè dalle catene) da un angelo del Signore. A destra c'è un altro quadro rettangolare, sempre contornato da stucchi, con S. Pietro che cammina sulle acque. A sinistra ancora una scena con S. Pietro durante il suo martirio. L’attribuzione di queste tre tele risulta incerta; tuttavia, per la liberazione di S. Pietro si pensa a Domenico Guidobono, mentre per il martirio di S. Pietro a Giuseppe Pianca.

Sopra l’altare, nell'arco in alto, c'è un affresco che rappresenta l'Eucarestia e l'Adorazione degli angeli, eseguito dai fratelli Peracchini. A destra entrando si può ammirare un crocifisso del 1935, scolpito in marmo bianco di Carrara in un sol blocco dallo scultore Edoardo Rubino, autore di altri due crocifissi (uno nella chiesa di S. Aniceto di Villar Perosa, l'altro nella chiesa di S. ).

Dettaglio della cupola ellissoidale della Chiesa di San Pietro a Villar Perosa

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