Le comunità cristiane sono chiamate ogni anno a rendere visibile la misericordia di Dio attraverso gesti concreti di amore e condivisione. In questo spirito, la Diocesi di Lecce ha celebrato la IX Giornata Mondiale dei Poveri, un appuntamento che invita a una profonda riflessione sulla povertà, intesa non semplicemente come un problema sociale da gestire, ma come una sfida evangelica che interpella la comunità, la fede e lo stile di vita.

A precedere le celebrazioni, si è svolto un incontro nell’episcopio di Piazza Duomo, nella Sala del trono, aperto in particolare agli operatori della comunicazione. In quest'occasione, sono stati presentati i dati statistici su “Povertà ed esclusione sociale in Italia” con un approfondimento su Puglia e Lecce, contenuti nel Rapporto Caritas 2022 di recente pubblicazione, fornendo un quadro concreto della situazione locale e nazionale.
Un Anno Giubilare: 400 Anni della Congregazione della Missione
La Giornata Mondiale dei Poveri 2023 acquista un valore ancora più speciale in quanto si inserisce nei festeggiamenti per i 400 anni dalla fondazione della Congregazione della Missione. Istituita da San Vincenzo de’ Paoli nel 1625, questa Congregazione, conosciuta anche come i Vincenziani (che hanno la cura pastorale della parrocchia dell'Idria), porta avanti un carisma che continua a diffondere nel mondo il fuoco della carità evangelica.
Quattro secoli di missione e servizio diventano oggi una sorgente viva che irriga la diocesi di Lecce, dove "tante mani, anche nascoste, continuano a costruire ponti di solidarietà, ad asciugare lacrime, a donare dignità". Per questa edizione della Giornata, l'arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta ha dato mandato ai Vincenziani per l'organizzazione dell'evento diocesano, riconoscendo il loro profondo legame con la spiritualità vincenziana.
La Celebrazione Eucaristica, Cuore della Giornata
Il momento centrale della IX Giornata Mondiale dei Poveri in diocesi è stata la celebrazione eucaristica, svoltasi alle ore 11 presso la parrocchia di Santa Maria dell’Idria in Lecce. La santa messa è stata presieduta da mons. Cristoforo Palmieri, vescovo emerito della diocesi di Rrëshen (Albania), e concelebrata da don Nicola Macculi, direttore della Caritas diocesana, dal parroco Padre Carmine Madalese e dalla comunità dei Padri Vincenziani.
La celebrazione, raccolta e partecipata, ha visto la presenza di numerosi poveri e persone in difficoltà, insieme ai volontari e ai fedeli della comunità parrocchiale. In un clima di accoglienza fraterna, la Parola di Dio è risuonata come invito a vivere la carità come cuore del Vangelo.
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Il Messaggio di Speranza e la Dignità dei Poveri
Nel pronunciare l’omelia, mons. Palmieri ha richiamato con forza il motto scelto dal Santo Padre per questa edizione: “Sei tu, mio Signore, la mia speranza” (Salmo 71,5). Egli ha sottolineato: “Molte angosce e sventure mi hai fatto vedere e, nonostante questo, il mio animo è aperto e fiducioso, perché saldo nella fede. Sì fratelli e sorelle, per sentirci comunità di fede, speranza e carità, questo dovrebbe arrivare a ognuno di noi nell’accostarsi a chi è nel bisogno: non solo nel dar da mangiare a chi ha fame, vestire chi è nudo, visitare chi è malato, ma offrirgli una parola di conforto e aprirlo alla speranza di un nuovo domani.”
Mons. Palmieri ha affermato che “i poveri non sono un problema, ma una risorsa spirituale. Essi ci aiutano a comprendere il Vangelo nella sua verità più profonda. Questa giornata è un dono che ci permette di riscoprire il volto di Cristo nei fratelli più piccoli e di rinnovare il nostro impegno per una Chiesa povera e per i poveri, come sognava Papa Francesco.”
Le parole di San Vincenzo de’ Paoli, che spese la vita per i poveri e amava ripetere: “I poveri sono i nostri signori e i nostri padroni. Servirli è servire Gesù Cristo”, risuonano ancora oggi forti, ricordando che "solo chinandosi su chi soffre possiamo rialzare l’umanità intera".
La Mensa Fraterna: Condivisione, Ascolto e Amicizia
Al termine della celebrazione eucaristica, alle ore 12:15, il salone e il chiostro parrocchiale si sono trasformati in una grande mensa fraterna. Questo momento di convivialità è stato allestito grazie all’impegno congiunto della Caritas diocesana di Lecce, della Fondazione Casa della Carità e del Volontariato Vincenziano.
Decine di volontari hanno lavorato in queste ore per preparare il pranzo condiviso, raccogliendo donazioni, organizzando la logistica e curando ogni dettaglio, con l’obiettivo di far sentire ogni persona accolta e amata. La presidente del Volontariato Vincenziano, Mariangela Lezzi, ha raccontato: “Non si tratta solo di offrire un pasto, ma di condividere un tempo di ascolto e di amicizia. Ogni anno questa giornata ci ricorda che la carità non è un dovere, ma una gioia. Noi cerchiamo di inventare nuovi modi per far sentire i nostri fratelli poveri non ospiti, ma parte della stessa famiglia.”
Oltre centoventi commensali hanno condiviso il pasto in un clima di accoglienza e serenità, vivendo un autentico momento di fraternità. Durante il pranzo, sono stati previsti momenti di animazione, con la consegna di piccoli doni pensati in occasione del Giubileo vincenziano. Un gesto semplice, ma colmo di significato, che vuole ricordare la tenerezza del Vangelo e la vicinanza della Chiesa a chi è nel bisogno.

Un Impegno Costante e Prossimi Appuntamenti
In un mondo spesso distratto e indifferente, questa Giornata non è solo un appuntamento annuale, ma diventa un faro di speranza, un richiamo alla responsabilità e alla condivisione. Essa è il frutto del silenzioso e costante lavoro dei tanti volontari, delle parrocchie, delle associazioni e dei centri d’ascolto che ogni giorno, lontano dai riflettori, offrono tempo, ascolto e sostegno alle famiglie in difficoltà.
Al termine della celebrazione, don Nicola Macculi, direttore della Caritas diocesana, ha ringraziato per l’ospitalità i Padri Vincenziani, la Fondazione Casa della Carità, il Gruppo Masci, tutti i volontari Caritas e il Gruppo del Volontariato Vincenziano che hanno collaborato nella preparazione della giornata: “Insieme abbiamo mostrato che la carità non è un gesto isolato, ma una rete viva che unisce persone e cuori.”
Inoltre, don Macculi ha ricordato un importante appuntamento: domenica prossima, 23 novembre, si terrà il Giubileo diocesano degli operatori delle Caritas parrocchiali e dei volontari. Questo evento, in occasione dei 50 anni della Caritas diocesana di Lecce, sarà una celebrazione in cattedrale quale "buon segno per ricordare questa opera nei confronti della povertà in tutte le sue fasi, dai piccoli - nella povertà educativa - a nelle persone adulte o a chi è ammalato."
La Povertà come Sfida Evangelica per una Chiesa "per i Poveri"
La IX Giornata Mondiale dei Poveri è dunque un invito a ritrovare il senso autentico del Vangelo: vivere la carità non come gesto occasionale, ma come stile di vita. La celebrazione di questa Giornata diventa così non soltanto un evento, ma un invito a cambiare prospettiva, a guardare il mondo dal punto di vista di chi non ha voce, casa o speranza. Vivere questa giornata significa portare concretamente la vicinanza della Chiesa Cattolica agli ultimi, dare voce a chi spesso non ce l’ha, trasformare l’incontro con il povero in occasione di riscoperta del Vangelo, della dignità umana e della speranza.
Come afferma Papa Leone XIV (probabile errore di battitura nel testo originale, si riferisce verosimilmente a un Pontefice moderno come Francesco o Giovanni Paolo II, ma si mantiene la dicitura originale): «Ogni forma di povertà, senza eccezione, ci chiama a esperire il Vangelo concretamente e a offrire segni efficaci di speranza». In questa luce - in un Anno Giubilare per i 400 anni della fondazione della Congregazione della Missione - il pranzo, l’ascolto, la presenza nei volti e nelle storie diventano gesti profetici: segni di una Chiesa che non ha paura di chinarsi, di condividere, di sperare insieme. La Chiesa diocesana di Lecce testimonia che la carità è la via maestra per costruire un mondo più giusto e fraterno.