La figura di don Pietro Cesena, parroco della chiesa dei Santi Angeli Custodi a Borgotrebbia, Piacenza, si distingue per un'intensa esperienza pastorale e per la sua marcata personalità, che lo ha spesso posto al centro del dibattito pubblico.

La Parrocchia di Borgotrebbia e l'Impegno di Don Pietro Cesena
Con ventotto anni di sacerdozio e diciotto da parroco della chiesa dei Santi Angeli Custodi di Borgotrebbia, don Pietro Cesena ha lasciato un'impronta significativa nella comunità. Il suo arrivo in questo particolare quartiere di Piacenza ha segnato l'inizio di una trasformazione, non solo spirituale ma anche materiale, con la ricostruzione di varie strutture parrocchiali. Tra queste, spiccano il Camposanto vecchio, tornato all'antico splendore e alla piena funzionalità liturgica, e la Pieve di Verdeto, situata nel comune di Agazzano.
Iniziative Pastorali e Sociali
Sotto la guida di don Pietro, la parrocchia è diventata una vera e propria fucina di iniziative di solidarietà. È un grande organizzatore di giovani, attratti in un oratorio che rievoca atmosfere d'altri tempi, e di iniziative caritatevoli a favore delle ragazze madri, che vengono accolte e sostenute. Le sue omelie, spesso descritte come "infuocate", attraggono numerosi fedeli, tanto che i residenti della piccola frazione si sono talvolta lamentati dei parcheggi selvaggi della domenica mattina. Nonostante le difficoltà, don Pietro non si ferma davanti a nulla, organizzando anche pellegrinaggi e mostrando un'instancabile dedizione nel rimboccarsi le maniche e lavorare duro.

Il Ruolo di Don Pietro nel Dibattito Pubblico
L'Incontro su Crisi e Rinascita della Coppia
L'appuntamento "Risposami! Quando una coppia va in crisi e rinasce: il Giubileo tra le mura di casa" è stato un esempio dell'impegno della parrocchia di Borgotrebbia. L'incontro, aperto a tutti, ha visto protagonista Mariolina Ceriotti Migliarese, medico, neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta, consultore del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita. Organizzato dal settimanale diocesano “Il Nuovo Giornale” insieme alla parrocchia di Borgotrebbia, l'evento ha visto la partecipazione di don Pietro Cesena, oltre a Gionata Conni, condirettore con la moglie Chiara Falzone e don Umberto Ciullo della Pastorale familiare diocesana.
Migliarese si è soffermata, alla luce delle storie di tante coppie incontrate, su cosa significhi costruire la coppia nel tempo, come affrontare la crisi e come la comunità cristiana possa affiancare le coppie in queste difficoltà, anche aprendo percorsi e spazi di riconciliazione. "La coppia - ha sottolineato Migliarese - è un corpo vivo: è il luogo di un rapporto speciale, nel quale due identità differenti sperimentano la gioia di una profonda intimità pur rimanendo separate. Essere sé stessi e insieme essere «noi» richiede flessibilità e capacità di adattamento; il rischio è che la relazione cessi di rispondere ai bisogni vitali dell'uno o dell'altra, fino ad arrivare a situazioni di incomprensione e stanchezza. Una crisi importante segna sempre la fine del modo che la coppia ha di stare in relazione; per trovare la strada di una nuova pienezza è allora necessario decidere di rifondare il rapporto su basi nuove, senza accontentarsi di ciò che già crediamo di sapere".

Le Polemiche Durante la Pandemia di Coronavirus
Don Pietro Cesena ha catturato le prime pagine dei media e dei social piacentini in diverse occasioni, in particolare durante la pandemia di Coronavirus. In un periodo in cui la comunità di Borgotrebbia sembrava "masticare più amaro di altrove" a causa della situazione generale e delle restrizioni, le azioni del parroco hanno generato un acceso dibattito.
Quando il 28 febbraio, aderendo alle disposizioni della Cei, il vescovo di Piacenza annunciò la sospensione delle messe, don Pietro dichiarò: "Io la messa la dico lo stesso". Dopo l'ennesima segnalazione, domenica 19 aprile, la Questura intervenne nella chiesa di Borgotrebbia. Il giorno stesso don Pietro era su tutte le prime pagine, anche per aver detto, proprio quella domenica: "Non pagate le multe della polizia. Non abbiate paura di venire alla messa. È anticostituzionale, è qualcosa di oppressivo. Andremo dai giudici e tutto questo vedrete che verrà messo in discussione". Ai mass media dichiarò: "Io rispondo per il mio essere prete". Ricevette una multa da 400 euro, che "aveva puntualmente onorato".
Sulla vicenda era intervenuto anche il vescovo Gianni Ambrosio, che aveva stigmatizzato ogni comportamento di disobbedienza: "Sono misure che, con sofferenza di tutti, dobbiamo osservare con rigore, come più volte ho comunicato, anche in comunione con i Vescovi dell'Emilia Romagna". Il battagliero don Pietro non può negare (e, se interrogato, non negherebbe) di avere un certo quale comune sentire con il variegato popolo dei no vax e dei no green pass, anche se ha subito a sua volta il Covid che lo ha costretto in ospedale.
Don Cesena parroco di Borgotrebbia "No agli astemi in Paradiso"
Le Benedizioni Elettorali e la Reazione della Curia
In un'altra occasione, don Pietro Cesena si è trasformato, nelle cronache locali, in una sorta di "don Camillo". La lista capitanata dal medico Maurizio Botti, in lizza alle Comunali del 12 giugno, andò a Borgotrebbia per ricevere la benedizione del parroco. Il don benedisse. La Curia vescovile, tuttavia, si dissociò prontamente, definendo l'atto "una scelta del tutto personale, non opportuna e non condivisibile". La Curia, che in passato aveva spesso condotto campagne elettorali da ogni pulpito, in quel frangente dichiarò che "la valutazione sui programmi e sulle persone candidate viene lasciata alla coscienza dei singoli cittadini", un chiaro schiaffone al parroco di Borgotrebbia.
La risposta di don Pietro alla Curia fu altrettanto puntuta: "Io non ho preso nessuna posizione politica, sono disposto a benedire altri candidati sindaco e altri candidati consiglieri comunali se vorranno venire a farsi benedire da me". Per "Donpi", come lo chiamano gli amici, un amministratore pubblico può essere comunista o fascista o centrista, non fa differenza. Ma se ha male amministrato o, peggio, si è lasciato cullare nel dolce far niente, gli conviene girare al largo da Borgotrebbia e dalla chiesa dei Santi Angeli Custodi.
La Posizione sul Caso Charlie Gard
Don Pietro Cesena ha espresso posizioni forti anche su temi etici di rilevanza internazionale. In riferimento al caso di Charlie Gard, il bambino di 10 mesi affetto da una malattia ritenuta incurabile e al quale i medici britannici decisero di non prolungare la vita, il parroco dichiarò: "Oggi venerdì 30 giugno, Charlie Gard sarà lasciato morire dai medici britannici. È infanticidio di Stato".