Storia della Parrocchia San Rocco a Vallecrosia: un'eredità tra fede e storia

La storia della parrocchia di San Rocco a Vallecrosia è profondamente intrecciata con le vicende storiche e religiose del territorio, affondando le sue radici in epoche antiche e attraversando secoli di trasformazioni.

Le origini antiche e la doppia intitolazione

Le notizie riguardanti i santi Vincenzo martire e Rocco, figure centrali nell'agiografia antica, derivano in larga parte dagli scritti di Jacopo da Varazze (1228-1298), frate domenicano e autore della celebre Legenda aurea (composta tra il 1255 e il 1266). Quest'opera, scritta in latino e successivamente diffusa in versioni volgarizzate, esercitò una notevole influenza sulla letteratura religiosa successiva e divenne una fonte iconografica fondamentale per numerosi artisti. La "volgarizzazione" di questa opera fu curata da Nicolò Manerbi (1422-1481).

Le ricerche sulla chiesa di San Rocco a Vallecrosia hanno evidenziato una complessa storia di intitolazioni, come testimoniato da una pubblicazione anonima del 1907 intitolata Memorie e fiori - Brevi cenni sulla chiesa di S. Rocco ai Piani di Vallecrosia e sulla vita dei SS. Vincenzo e Rocco.

Inizialmente, la chiesa era dedicata a San Vincenzo martire, diacono e martire († 304), la cui festa ricorre il 22 gennaio. Nei documenti medievali relativi a Vallecrosia, si fa riferimento al "Territorium Sancti Vincentii" appartenente alla Mensa vescovile di Ventimiglia. La transizione all'intitolazione a San Rocco è legata a un evento di particolare devozione: dopo essere scampati al contagio della peste diffusasi in Liguria occidentale nel 1657, grazie all'intercessione di San Rocco (che la tradizione vuole si fosse fermato presso la chiesetta dei Piani durante un suo viaggio a Roma), i Vallecrosini decisero di intitolarla a lui "per grazia ricevuta".

Planimetria della chiesa di San Rocco con indicazione delle parti antiche e delle modifiche successive.

La struttura architettonica e le fasi costruttive

L'antica chiesa di San Rocco, descritta come "la più amata dai Vallecrosini", è situata all'inizio di via Giovanni XXIII. La sua modesta parvenza esteriore, con una facciata a capanna risalente al primo Novecento, presenta due finestre laterali al portale e un oculo circolare nella parte superiore, incorniciato da quattro lesene. L'interno è costituito da una piccola aula rettangolare absidata, arricchita da un affresco settecentesco raffigurante la Gloria di San Rocco. La chiesa è completata da un campaniletto turrito con cupolino.

I lavori di restauro effettuati nel 1908-1909 e nel 1954-1955 hanno permesso di stabilire che la chiesa fu edificata con alta probabilità nel corso del X secolo, sui resti di un tempietto contenente un'ara votiva dedicata ad Apollo. Questa ara è visibile all'interno, lungo la parete destra, unitamente ai resti murari del primitivo perimetro dell'edificio sacro. Gli ultimi restauri hanno portato alla luce la struttura originaria di un edificio precedentemente ritenuto di epoca bizantina e poi attribuito alla fase preromanica.

Un ornamento murario, composto da piccole pietre squadrate unite con calce, presenta tre finestrelle disposte simmetricamente, testimonianza di due distinte fasi costruttive. La prima fase includeva finestre di forma quadrata o rettangolare, mentre la seconda, risalente con ogni probabilità all'età preromanica, vide la trasformazione delle finestre in feritoie ad arco falcato, utilizzando materiali tufacei e laterizi di reimpiego.

L'abside semicircolare era cinta da una cornice aggettante, formata da due ordini di pietre e laterizi, e sovrastata da una lastra in arenaria. La parte più antica dell'edificio è stata identificata tra l'abside e il campanile. Lungo il fianco settentrionale è stata rinvenuta la primitiva sacrestia, caratterizzata da una parete spessa 1,80 metri che sosteneva una volta a botte in muratura.

Dettaglio di pietre lavorate di epoca romana rinvenute presso la chiesa di San Rocco.

La fondazione della Parrocchia e il suo sviluppo

Il 17 gennaio 1968, per decreto di mons. Angelo Raimondo Verardo, vescovo di Ventimiglia, nasceva ufficialmente la parrocchia di San Rocco a Vallecrosia. Questa istituzione rispondeva all'esigenza di assistenza pastorale in una zona della cittadina in crescita demografica, dove le coltivazioni lasciavano progressivamente spazio a nuovi edifici. In quell'area, territorio della parrocchia di Maria Ausiliatrice, sorgeva già la piccola chiesa di San Rocco, costruita nel X secolo sui resti di un tempio romano dedicato ad Apollo.

La prima comunità parrocchiale si formò proprio intorno a questa chiesetta, fino a quel momento affidata alla cura pastorale dei padri somaschi. La nuova parrocchia fu affidata a don Francesco Palmero, che la guidò per oltre vent'anni come parroco, sostenendola poi per tutta la vita. Negli anni successivi, don Palmero trovò i fondi necessari per la costruzione di nuove strutture, con il sostegno della comunità e del Vescovo Diocesano.

Accanto a don Palmero, si sono succeduti due giovani viceparroci: don Andrea Maggi e don Angelo di Lorenzo. Il 4 settembre 2002, un incendio di cause non chiarite distrusse completamente la sacrestia, annerendo gran parte della chiesa.

Il Giubileo Parrocchiale e la designazione a Santuario

Nel 2018, la parrocchia ha celebrato i suoi cinquant'anni di vita con un giubileo, aperto solennemente da una Santa Messa celebrata dal vescovo diocesano, mons. Antonio Suetta. Questo evento è stato un'occasione per "memoria grata", per ringraziare il Signore dei doni ricevuti, per guardare indietro agli eventi e alle persone che hanno contribuito alla costruzione della parrocchia, e per riscoprirsi comunità.

Durante la celebrazione di chiusura del primo giubileo parrocchiale, avvenuta il 19 gennaio 2019, alla presenza di fedeli, amministrazione comunale, confraternita delle Misericordie e corale parrocchiale, il vescovo Suetta ha annunciato un importante riconoscimento per l'antica chiesa di San Rocco: l'assunzione del prestigioso titolo di Santuario San Rocco.

Questo titolo, unico nella diocesi, dedicato al patrono locale e patrono secondario della diocesi, rappresenta un motivo di gioia e un'opportunità per la promozione di eventi spirituali e culturali, in particolare nel mese di aprile.

Immagine della facciata della chiesa di San Rocco, attuale Santuario.

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