Il conto alla rovescia è terminato. 133 cardinali elettori - ovvero tutti i porporati con meno di ottant'anni - si riuniscono in Cappella Sistina per eleggere il successore di Papa Francesco. Il quorum richiesto per l'elezione è di due terzi dei consensi, pari a 89 voti, il quorum più alto di sempre. In questo contesto, ogni previsione resta complessa, anche quella che da settimane indicava il cardinale vicentino Pietro Parolin come il favorito principale.

Il ruolo di Pietro Parolin
Il cardinale Pietro Parolin, nato a Schiavon il 17 gennaio 1955, ha ricoperto il ruolo di Segretario di Stato vaticano dal 15 ottobre 2013 al 21 aprile 2025. Ordinato sacerdote nel 1980, ha costruito una carriera diplomatica di alto profilo, servendo in nunziature in Nigeria, Messico e come nunzio apostolico in Venezuela. La sua figura è spesso descritta come quella di un diplomatico moderato, capace di raccogliere preferenze trasversali tra i bergogliani e i conservatori.
Nonostante fosse accreditato come il favorito, il percorso verso il soglio pontificio si è rivelato meno scontato del previsto. Come ricorda il proverbio: «Chi entra al conclave da papa, ne esce cardinale». Sebbene in fase pre-conclave le stime lo indicassero con un pacchetto solido di consensi, la necessità di raggiungere gli 89 voti ha richiesto trattative complesse, portando in alcuni momenti a ipotizzare la candidatura di figure esterne o outsider.

Dinamiche del Conclave e profili dei papabili
Le prime votazioni hanno lo scopo di testare gli orientamenti del collegio cardinalizio. In un Conclave che molti definiscono "non lungo", la capacità di mediazione è fondamentale. Oltre a Parolin, diversi altri nomi sono emersi nel dibattito dei vaticanisti e nelle speculazioni internazionali:
- Matteo Maria Zuppi: Arcivescovo di Bologna, progressista, molto vicino alla comunità di Sant'Egidio e noto per le missioni di pace affidategli da Francesco.
- Pierbattista Pizzaballa: Patriarca di Gerusalemme dei Latini, figura di visione internazionale con esperienza nelle aree di crisi.
- Fridolin Ambongo Besungu: Arcivescovo di Kinshasa, unico cardinale africano nel consiglio consultivo, esponente di rilievo per il continente africano.
- Jean-Marc Aveline: Arcivescovo di Marsiglia, sensibile ai temi delle periferie, del dialogo interreligioso e delle migrazioni.
- Luis Tagle: Pro-prefetto del dicastero per l'evangelizzazione, profilo che unisce l'esperienza in Curia alla rappresentanza del continente asiatico.
| Nome | Provenienza | Caratteristica principale |
|---|---|---|
| Pietro Parolin | Italia | Esperienza diplomatica, moderazione |
| Matteo Zuppi | Italia | Sensibilità sociale e missioni di pace |
| Fridolin Ambongo | Congo | Rappresentanza africana |
Competenze diplomatiche e sfide future
La carriera di Parolin è stata segnata da dossier delicati: dal ripristino delle relazioni tra Cuba e Stati Uniti, agli accordi con la Cina sulla nomina dei vescovi, fino alla gestione diplomatica della guerra in Ucraina. La sua linea è stata descritta come diplomaticamente ortodossa e prudente. Nonostante la sua forza, la statistica storica gioca contro la sua elezione: raramente un Segretario di Stato è asceso al soglio pontificio, con il precedente illustre di Eugenio Pacelli (Pio XII) nel 1939.
L'incertezza regna sovrana in queste ore. I cardinali, molti dei quali non si conoscono approfonditamente, utilizzano i giorni delle congregazioni generali per formare le proprie opinioni. Come ha sottolineato il cardinale Nichols, le idee iniziali possono cambiare rapidamente nel confronto reciproco, rendendo il Conclave un processo dinamico e imprevedibile.