Papa Francesco, i Santi e il Cammino della Santità

Nella Chiesa Cattolica, il concetto di santità e il processo per la sua proclamazione ufficiale, la canonizzazione, rappresentano un aspetto fondamentale della fede e della tradizione. Papa Francesco ha spesso offerto riflessioni profonde su cosa significhi essere santi, la loro importanza per la Chiesa e il mondo, e ha anche presieduto numerose canonizzazioni, portando avanti e talvolta innovando le procedure consolidate.

Il Processo di Canonizzazione: Un Percorso di Fede e Verifica

Il percorso che porta una persona alla proclamazione di santo è lungo e rigoroso, volto a verificare la sua vita di virtù eccezionali o il martirio.

Inizio della Causa: Fama di Santità e Servo di Dio

Per l’inizio di una Causa di beatificazione è sempre necessaria la “fama di santità” della persona, ovvero l'opinione comune della gente secondo cui la sua vita è stata integra, ricca di virtù cristiane. Questa fama deve durare e può ingrandirsi. Il postulatore, appositamente nominato, raccoglie documenti e testimonianze che possano aiutare a ricostruire la vita e la santità del soggetto. La prima fase inizia quindi con l’apertura ufficiale di una Inchiesta in Diocesi e il candidato viene definito Servo/a di Dio.

infografica: Fasi del processo di canonizzazione

Le Fasi Diocesana e Romana: Virtù Eroiche e Martirio

Obiettivo della fase diocesana è spesso quello di verificarne l'eroicità delle virtù, ovvero la disposizione abituale a compiere il bene con fermezza, continuità e senza esitazioni. Occorre cioè dimostrare che il candidato ha praticato le virtù a un livello molto elevato, superiore alla media. Se le condizioni preliminari sembrano concordi, il Vescovo può introdurre la Causa. Il processo di beatificazione, salvo una particolare dispensa papale, non può iniziare prima che siano passati almeno 5 anni dalla morte del candidato.

Il Vescovo diocesano nomina un Tribunale composto da un suo Delegato, da un Promotore di Giustizia e da un Notaio Attuario. Una apposita Commissione Storica raccoglie tutti i documenti che riguardano il Servo di Dio e i suoi scritti. Infine, due Censori Teologi devono valutare i medesimi scritti, per accertare che non vi sia qualcosa di contrario alla fede o alla morale.

La Positio deve dimostrare con sicurezza la vita, le virtù o il martirio e la relativa fama del Servo di Dio. Essa sarà studiata da un gruppo di Consultori Teologi del Dicastero e, nel caso di una “Causa storica” (quella che riguarda un candidato vissuto molto tempo prima e per il quale non vi siano testimoni oculari), anche da una commissione di Consultori Storici del Dicastero.

I candidati alla santità infatti, possono essere: i martiri, coloro che hanno accolto cristianamente l’uccisione in odio alla fede; i cosiddetti confessori, cioè coloro che sono stati testimoni della fede, ma senza il sacrificio supremo della vita.

La Beatificazione e il Ruolo del Miracolo

La beatificazione è la tappa intermedia in vista della canonizzazione. Se il candidato viene dichiarato martire, diventa subito Beato, altrimenti è necessario che venga riconosciuto un miracolo, dovuto alla sua intercessione. Questo evento miracoloso in genere è una guarigione ritenuta scientificamente inspiegabile, giudicata tale da una Commissione Medica convocata dal Dicastero delle Cause dei Santi e composta da specialisti, sia credenti sia non credenti. Dopo questa approvazione, anche sul miracolo si pronunciano i Vescovi e i Cardinali Membri del Dicastero e il Santo Padre, sempre se lo ritiene opportuno, autorizza il relativo Decreto. Così il Venerabile può essere Beatificato.

Procedure Speciali e Figure Chiave

Come in tutti i processi, anche in questo caso ci sono una sorta di accusa e di difesa. L’avvocato difensore è il postulatore, incaricato di dimostrare la santità del candidato. Colui che è incaricato di “fare le pulci” a testimonianze e documenti è invece il Promotore della Fede (comunemente noto come “avvocato del diavolo”).

Vi sono casi che procedono per equipollenza, applicata sia ai casi di beatificazione che di canonizzazione; si tratta di una procedura mediante la quale il Papa, dopo le dovute verifiche, approva un culto esistente da tempo, senza attendere il riconoscimento di un miracolo. Inoltre, il Papa può sempre prendere decisioni particolari. Papa Francesco lo ha fatto nei confronti di Giovanni XXIII, che è diventato Santo per la sua fama di santità, diffusa da decenni in tutto il mondo, senza che gli venisse riconosciuto un secondo miracolo.

La Visione di Papa Francesco sulla Santità

Papa Francesco ha ripetutamente offerto una visione della santità che la rende accessibile e incarnata nella vita quotidiana di ogni credente.

I Santi come Rinnovatori e Testimoni di Speranza

Secondo Papa Francesco, i veri rinnovatori della Chiesa cattolica sono i santi. Alcuni sono molto noti, come sant’Agostino, san Francesco, don Bosco, don Orione, don Cafasso e Madre Teresa di Calcutta. Altri sono meno conosciuti, appartenenti spesso alla storia della Chiesa latinoamericana, come Pietro Favre, Bartolomé de Las Casas, padre Roque Gonzales e padre Pietro Claver. Egli cita anche grandi santi sociali come padre Alberto Hurtado e martiri per la giustizia come Rutilio Grande e Carlos de Dios Murias, tutti esempi di vita spesa per il Vangelo e a servizio dell’uomo.

I santi sono testimoni e compagni di speranza, e il cristianesimo coltiva una inguaribile fiducia, non credendo che le forze negative possano prevalere. I santi, pur tra molte tribolazioni, hanno vissuto e testimoniato questa gioia. Senza gioia, la fede diventa un esercizio rigoroso e opprimente, e rischia di ammalarsi di tristezza. Per questo, il Papa invita a domandarsi: "Siamo cristiani gioiosi? Diffondiamo gioia o siamo persone spente, tristi, con la faccia da funerale? Non c’è santità senza gioia!".

La Santità Quotidiana: Amore e Servizio

Il Santo Padre invita a una conversione sull’idea che spesso abbiamo di santità. A volte, insistendo troppo sul nostro sforzo di compiere opere buone, abbiamo generato un ideale di santità troppo fondato sull'eroismo personale, sulla capacità di rinuncia e sul sacrificarsi per conquistare un premio. Questa visione può rendere la santità una meta impervia, separandola dalla vita di tutti i giorni. Papa Francesco, richiamando Santa Teresa d’Avila, sottolinea che la santità va cercata e abbracciata nella quotidianità, "nella polvere della strada, nei travagli della vita concreta e, come diceva Santa Teresa d'Avila alle consorelle, ‘tra le pentole della cucina’".

Essere discepoli di Gesù e camminare sulla via della santità è anzitutto lasciarsi trasfigurare dalla potenza dell’amore di Dio. Il Pontefice ribadisce il primato di Dio sull’io, dello Spirito sulla carne, della grazia sulle opere. La santità non è fatta di pochi gesti eroici, ma di tanto amore quotidiano. Egli esorta ciascuno a vivere la propria vocazione con santità: chi è consacrato/a, chi è sposato/a, chi è lavoratore/lavoratrice, genitore o chi ha autorità, tutti sono chiamati a compiere il proprio dovere con onestà, competenza, pazienza e amore verso gli altri, lottando per il bene comune e rinunciando agli interessi personali.

PAPA FRANCESCO E LA SANTITA' QUOTIDIANA

Amare, per il Papa, significa servire e dare la vita: servire significa non anteporre i propri interessi, disintossicarsi dai veleni dell’avidità e della competizione, combattere il cancro dell’indifferenza e il tarlo dell’autoreferenzialità, condividere i carismi e i doni ricevuti. Dare la vita non è solo offrire beni, ma donare sé stessi. Il Papa, a coloro che gli chiedono consiglio, domanda: "Quando tu dai l’elemosina, tu tocchi la mano della persona o butti l’elemosina e fai così per pulirti? Quando tu dai l’elemosina, tu guardi negli occhi della persona che tu aiuti o guardi da un’altra parte?". La sua enfasi è sul "toccare e guardare la carne di Cristo che soffre nei nostri fratelli e nelle nostre sorelle."

Le Beatitudini: La "Profezia" di Gesù per la Santità

Nella Solennità di Tutti i Santi, Francesco sottolinea che la santità è accogliere e mettere in pratica, con l’aiuto di Dio, la profezia delle Beatitudini, che rivoluziona il mondo. Le Beatitudini mostrano la strada dell’umiltà, della compassione, della mitezza, della giustizia e della pace, conducendo al Regno di Dio e alla felicità. Essere santi significa camminare su questa strada. Non è un programma fatto solo di sforzi e rinunce, ma è anzitutto la gioiosa scoperta di essere figli amati da Dio. Siamo santi perché Dio, che è il Santo, viene ad abitare la nostra vita. La gioia del cristiano è la certezza di poter affrontare ogni situazione sotto lo sguardo amoroso di Dio, con il coraggio e la forza che provengono da Lui.

Mentre il mondo suggerisce che la felicità dipenda da ricchezza, potere, giovinezza, fama e successo, Gesù rovescia questi criteri. La vera pienezza di vita si raggiunge seguendo Lui, praticando la sua Parola. Ciò significa essere poveri dentro, svuotarsi di sé per fare spazio a Dio, farsi piccoli e affidarsi a Lui, essere miti, praticare la misericordia, impegnarsi per la giustizia e per la pace. Questa è la profezia che rivoluziona il mondo e che il Battezzato è chiamato a testimoniare.

Rifiutare i Cliché: La "Santità della Porta Accanto"

Papa Francesco sgombera il campo dai luoghi comuni sulla santità, affermando che i Santi e le Sante di ogni tempo "non sono semplicemente dei simboli, degli esseri umani lontani, irraggiungibili." La santità è un dono, "qualcosa che non possiamo comperare o barattare, ma accogliere, partecipando così alla stessa vita divina mediante lo Spirito Santo che abita in noi dal giorno del nostro Battesimo." Questa grazia di Dio è la consapevolezza di essere in comunione con Lui. Richiamando San Paolo e Sant'Agostino, Papa Benedetto XVI aveva già richiamato alla santità come unione con Cristo, non nel compiere imprese straordinarie, ma nell'unirsi a Cristo, nel vivere i suoi misteri, nel fare nostri i suoi atteggiamenti, i suoi pensieri, i suoi comportamenti.

La santità ci chiama anche alla responsabilità, essendo una risposta al dono di Dio. È importante assumere un serio e quotidiano impegno di santificazione nelle condizioni, nei doveri e nelle circostanze della nostra vita, cercando di vivere ogni cosa con amore, con carità. Il Papa puntualizza che il Santo non sta in una nicchia, ma s'innesta nella realtà del mondo pur camminando verso “la Città Santa”. A fare da bussola in questo cammino è la speranza, che "ci dà la forza di andare avanti". In questo modo, possiamo ravvisare "la santità della porta accanto", cioè di coloro che "vivono vicino a noi e sono un riflesso della presenza di Dio". I Santi sono il legame tra la Chiesa della Terra e quella del Cielo e, quindi, fonte di vita oltre la morte.

Foto di persone in un contesto di vita quotidiana che esprimono carità o servizio

Canonizzazioni e il Magistero Sociale di Papa Francesco

Nuovi Santi: Esempi di Vita Cristiana

Papa Francesco ha presieduto numerosi riti di canonizzazione. Una cerimonia significativa ha visto la canonizzazione di dieci nuovi Santi sul Sagrato della Basilica di San Pietro. I nuovi santi provenivano da diverse nazioni: cinque italiani, tre francesi, un indiano e un olandese, comprendendo sei uomini e quattro donne. Tra questi vi erano Titus Brandsma, Presbitero Carmelitano e martire; Lazzaro detto Devasahayam, laico e martire; César de Bus, presbitero e Fondatore; Luigi Maria Palazzolo, Presbitero e Fondatore; Giustino Maria Russolillo, Presbitero e Fondatore; Charles de Foucauld, Presbitero; Marie Rivier, vergine e Fondatrice; Maria Francesca di Gesù Rubatto, vergine e Fondatrice; Maria di Gesù Santocanale, vergine e Fondatrice; e Maria Domenica Mantovani, vergine e Cofondatrice. Questi compagni di viaggio, come li definisce il Papa, hanno vissuto la santità abbracciando con entusiasmo la loro vocazione e spendendosi per il Vangelo, diventando così riflessi luminosi del Signore nella storia.

Foto di Papa Francesco durante una cerimonia di canonizzazione

L'Importanza dell'Amore Incondizionato e Gratuito

Al centro del messaggio di Papa Francesco non ci sono la bravura o i meriti personali, ma l’amore incondizionato e gratuito di Dio. All’inizio dell’essere cristiani non ci sono le dottrine e le opere, ma lo stupore di scoprirsi amati, prima di ogni risposta umana. Mentre il mondo spesso convince che si ha valore solo se si producono risultati, il Vangelo ricorda la verità: siamo amati, e questo è il nostro valore. Servire il Vangelo e i fratelli, offrire la propria vita senza tornaconto e senza ricercare alcuna gloria mondana: a questo sono chiamati tutti i credenti. Il Papa ha richiamato l'esempio di san Francesco d'Assisi per invitare al rispetto per ogni creatura di Dio e per l'ambiente. Questa è la strada della santità, semplice e aperta a ciascuno.

L'Appello alla Cura e all'Integrazione: Visione Sociale del Pontificato

Nel suo pontificato, Papa Francesco ha fortemente richiamato all'importanza di "prendersi cura" e "custodire": se stessi, gli altri, il creato, sull'esempio di San Giuseppe. Un tema centrale è stato l'accoglienza e l'integrazione dei migranti. Il Papa ha proposto l'applicazione a livello mondiale dei "quattro verbi": accogliere, proteggere, promuovere, integrare, per una migrazione sicura, volontaria e regolare. Ha sottolineato come l'ampliamento dei canali migratori regolari sia un obiettivo primario, e come l'Europa debba affrontare la questione con politiche corrette e coraggiose, investendo nei paesi d'origine per affrontare le cause della migrazione come guerre, sottosviluppo e fame. Il Mediterraneo, definito dal Papa "un cimitero", testimonia la drammaticità di questa crisi, e l'appello è a fermare i trafficanti di esseri umani e a promuovere iniziative come i corridoi umanitari.

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