La tradizione cristiana della Quaresima: origini, significato e pratiche

La Quaresima rappresenta un periodo fondamentale dell'anno liturgico della Chiesa cattolica, vissuto nella penitenza come preparazione all'evento pasquale. Il termine deriva dal latino quadragesima e indica il quarantesimo giorno, riflettendo la durata di quaranta giorni del periodo che precede la celebrazione della Pasqua.

Schema cronologico della Quaresima: dal Mercoledì delle Ceneri al Giovedì Santo

Origini storiche e sviluppo

Sebbene una pratica penitenziale pre-pasquale si fosse già delineata a partire dal II secolo, fu solo attorno al IV secolo che cominciò ad affermarsi tra i cristiani d’Oriente un periodo di purificazione e di preparazione alla Pasqua. I primi accenni diretti risalgono all’inizio del IV secolo in Oriente e alla fine dello stesso in Occidente.

Secondo gli storici K. Bihlmeyer e H. Tuechle, il digiuno pasquale, che nel terzo secolo comprendeva solitamente la Settimana Santa (sei giorni), fu esteso nella prima metà del quarto secolo a 40 giorni, periodo chiamato quadragesima. Tale durata fu stabilita per imitare il digiuno di Gesù nel deserto. A questo sviluppo hanno contribuito diverse componenti:

  • La pratica del digiuno in preparazione alla Pasqua.
  • La disciplina penitenziale menzionata fin dal 306 nell'Epistola canonica di S. Pietro Alessandrino.
  • Le esigenze crescenti del catecumenato con la preparazione immediata al Battesimo.

Significato spirituale e biblico

Dal punto di vista del cristiano, la Quaresima è un tempo di preparazione spirituale all’incontro con il Cristo risorto. L'origine del digiuno affonda le radici nei Vangeli, nel racconto del digiuno di Gesù nel deserto dopo il battesimo. Il numero quaranta è altamente simbolico nella Bibbia: ricorda i 40 giorni del diluvio di Noè, i 40 anni di peregrinazione del popolo di Israele nel deserto e i 40 giorni trascorsi da Gesù.

È possibile che il cristianesimo, nato da una costola dell’ebraismo, abbia adottato precisi momenti di astinenza ispirandosi al digiuno purificatore dei Dieci Giorni del Pentimento (Yom haKippurim), o alle pratiche di astinenza da alcuni cibi proprie degli antichi culti pagani, volte a occupare lo spazio del mese romano di Februarius, dedicato appunto alle «purificazioni».

Serie - "Quaresima" - La storia della Quaresima

Pratiche e discipline quaresimali

Il periodo inizia con il Mercoledì delle Ceneri, giorno successivo al martedì grasso. In questa occasione, i sacerdoti impongono cenere sulla fronte o sul capo dei fedeli, simbolo della polvere che diventeremo e gesto per esortare alla conversione. Il tempo della Quaresima si conclude il Giovedì Santo, con la messa in Coena Domini.

Il digiuno e l'astinenza

Nel corso della Quaresima vigeva in passato l'imposizione di mangiare di magro, abolendo le carni, mentre pesce e rosso d'uovo erano consentiti. Oggi, la pratica si è allentata: l'astinenza dalla carne è richiesta nei venerdì di Quaresima, mentre il digiuno è limitato al Mercoledì delle Ceneri e al Venerdì Santo.

Molto rigido è invece l'obbligo presso i greci ortodossi durante la Megali Sarakostí, dove è vietato il consumo di carne, uova, latte, derivati, olio, vino e alcuni tipi di pesce. Lo scopo di queste privazioni non è la semplice astinenza fisica, ma creare spazio per la preghiera, la riflessione, la meditazione e la carità.

Tradizioni popolari e folclore

Nella cultura popolare, la Quaresima è stata spesso rappresentata da fantocci, come la "Vecchia" o la "Caremma" nel Salento, figure spesso ornate di frutta secca o arance. Alcuni ricercatori collegano tali tradizioni ai romani oscilla, figurine che propiziavano la prosperità. In diverse regioni italiane, come Toscana, Emilia-Romagna e Campania, la tradizione di "segare la vecchia" a metà Quaresima simboleggia l'interruzione del processo di invecchiamento della natura e l'auspicio di prosperità.

Tradizione Simbolismo
Caremma (Salento) Fantoccio con un'arancia e sette penne, rimosse una a settimana.
Corajisime (Calabria) Bambole di pezza con limone e sette penne di gallina.
Sega la vecchia Rappresentazione farsesca per celebrare la fine dell'inverno.

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