La Canonizzazione nel Contesto del Pontificato e della Morte di Papa Francesco

La morte di Papa Francesco, avvenuta il 21 aprile, ha avuto immediate ripercussioni sui processi di canonizzazione in corso, ponendo in evidenza le dinamiche e le aspettative che circondano la proclamazione di nuovi santi nella Chiesa Cattolica.

Canonizzazioni Sospese Dopo la Morte di Papa Francesco

La canonizzazione di Carlo Acutis, il "cyber-apostolo" morto di leucemia fulminante e sepolto nel Santuario della Spogliazione di Assisi, è stata rimandata a data da destinarsi. Lo studente sarebbe diventato ufficialmente santo domenica 27 aprile, ma la cerimonia è stata rimandata a seguito della scomparsa del Pontefice.

Ritratto di Carlo Acutis, giovane beato della Chiesa Cattolica

Il monsignor Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi, ha commentato che la morte di Papa Francesco «è stata un grande dolore». Tuttavia, ha aggiunto che la canonizzazione di Carlo Acutis «sarà ancora più grande: un giorno di inizio pontificato, quindi di slancio ulteriore». Il vescovo ha descritto l'evento come «un segno di rinnovamento, una grazia che il Signore ci fa per dare un senso a questo passaggio, a questo nuovo step, che Papa Francesco ha preparato». Con Acutis, ha continuato, «c'è questo germoglio nuovo. Ripartiamo, perché la Chiesa deve essere rivitalizzata da un'ondata di bellezza, di giovinezza. La figura di Carlo trasmette questo senso bello del Vangelo».

Oltre a Carlo Acutis, sono state sospese altre tre santificazioni:

  • Quella del torinese Pier Giorgio Frassati, che sarebbe diventato santo il 3 agosto 2025, al termine del Giubileo dei Giovani in programma a Roma dal 28 luglio.
  • Quella di Giuseppe Gregorio Hernández Cisneros, fedele laico, nato a Isnotú (Venezuela) il 26 ottobre 1864 e morto a Caracas (Venezuela) il 29 giugno 1919.
  • Quella del beato Bartolo Longo, fedele laico, nato a Latiano (Brindisi) il 10 febbraio 1841 e morto a Pompei (Napoli) il 5 ottobre 1926.

Ad Assisi, erano già stati allestiti diversi maxi schermi presso i principali luoghi di culto, che al momento della notizia trasmettevano la prima visita di Bergoglio in città nel 2013; è stato inoltre chiesto al Vaticano se sarà possibile seguire dagli stessi schermi anche le esequie del Papa.

Il Processo di Canonizzazione: Regole e Casistiche Speciali

La Costituzione Apostolica Divinus Perfectionis Magister di San Giovanni Paolo II e le norme del Dicastero per le Cause dei Santi stabiliscono che per proclamare una persona santa siano necessari due miracoli attribuiti alla sua intercessione. Il primo miracolo è essenziale per la beatificazione, dopo un rigoroso processo di verifica e approvazione da parte del Santo Padre. Un secondo miracolo, avvenuto dopo la beatificazione, è richiesto per la canonizzazione.

La Canonizzazione "Equipollente" o "Straordinaria" di Papa Francesco

Il Papa può tuttavia scegliere la via della canonizzazione o beatificazione “equipollente” o “straordinaria”, che consente di riconoscere ufficialmente il culto pubblico e universale di un Servo di Dio senza seguire l’iter ordinario. Questa modalità si basa sul riconoscimento di una venerazione continua e antica nella Chiesa, particolarmente per figure di rilievo con culto liturgico esteso e fama di santità antecedente al 1534, anno in cui furono introdotte nuove normative.

Jimmy Akin spiega la canonizzazione nella Chiesa cattolica (significato di canonizzato)

Papa Francesco ha utilizzato questa normativa per la prima volta nel 2013, dispensando San Giovanni XXIII dal secondo miracolo necessario per la canonizzazione. Lo stesso accadde per Angela da Foligno, mistica medievale iscritta nel Libro dei Santi il 9 ottobre 2013. In dicembre dello stesso anno, San Pietro Favre, il primo compagno di Sant’Ignazio di Loyola, fu anch’egli canonizzato senza alcun miracolo verificato. Il 3 aprile 2014, il Santo Padre aggiunse alla lista il P. José Anchieta, evangelizzatore del Brasile; suor Maria dell’Incarnazione, considerata la “Madre della Chiesa Cattolica in Canada”; e Mons. François de Laval.

Il Caso di Giovanni Paolo I: Dalla Morte alla Beatificazione

Giovanni Paolo I (26 agosto 1978 - 28 settembre 1978) è il sesto dei pontefici del Novecento per i quali è stata introdotta la Causa di beatificazione e canonizzazione, che ha portato già al culto della Chiesa universale Pio X, Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II. Subito dopo la sua morte, il 28 settembre 1978, cominciarono a pervenire da ogni parte del mondo alla sua diocesi natale richieste per la sua canonizzazione.

Apertura della Causa e Inchiesta Diocesana

L’allora vescovo di Belluno-Feltre, Maffeo Ducoli, dichiarava di aver «ricevuto in crescendo migliaia di richieste per l’introduzione della Causa, tutte conservate presso l’Archivio della Curia di Belluno». Il 9 giugno 1990, è l’arcivescovo di Belo Horizonte, dom Serafim Fernandes de Araújo, a presentare direttamente la richiesta per l’introduzione della Causa a Giovanni Paolo II con una petizione firmata dall’intera Conferenza episcopale del Brasile. I 226 vescovi firmatari evidenziarono le motivazioni che li avevano portati all’istanza solidale, considerato l’esempio dell’habitus virtuoso del Vescovo di Roma Albino Luciani, che si mostrò «sintesi tipica dell’uomo di Dio, il quale è pienezza di umanità e insieme pienezza di Cristo» e come tale egli «fu apostolo del Concilio, di cui spiegò con cristallina lucidità gli insegnamenti e tradusse rettamente in pratica le direttive». Il 26 aprile 2003 il vescovo di Belluno-Feltre Vincenzo Savio richiese formalmente al cardinale Camillo Ruini, allora vicario di Roma, il consenso per l’introduzione del processo non presso il vicariato di Roma, sede naturale per competenza, ma nella nativa diocesi di Belluno-Feltre. Le motivazioni addotte includevano la brevissima permanenza del Servo di Dio nella diocesi di Roma e il fatto che la maggior parte della sua vita e del suo magistero si erano svolti nelle diocesi venete (Belluno, Vittorio Veneto, Venezia).

Il 23 novembre 2003, a venticinque anni dalla morte di Giovanni Paolo I, nella basilica cattedrale di Belluno si tenne in forma solenne l’apertura del processo. La sessione inaugurale dell’Inchiesta diocesana venne presenziata, in via del tutto eccezionale, dall’allora prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, il cardinale José Saraiva Martins. Come Postulatore della causa venne nominato il postulatore generale della famiglia salesiana, don Pasquale Liberatore.

Il Processo Diocesano e la Fase Romana

Il processo diocesano si articolò in 203 sessioni, durante le quali - nelle sedi episcopali di Belluno, Vittorio Veneto, Venezia e Roma - vennero escussi 167 testimoni, tutti de visu a eccezione di uno, dei quali nove ex officio e ai quali si aggiungono le deposizioni di tre periti della Commissione storica. Due teologi bellunesi ebbero l’incarico di esaminare i suoi scritti editi.

Il 9 novembre 2007, il Congresso ordinario della Congregazione delle Cause dei Santi osservò come la documentazione presentasse diverse lacune, richiedendo un supplemento di indagine. Il 25 marzo del 2008, il vescovo di Belluno-Feltre, Giuseppe Andrich, istituì quindi il tribunale per l’Inchiesta diocesana suppletiva. Il 13 giugno 2008, venne riconosciuta con decreto la validità formale degli atti dell’Inchiesta diocesana, principale e suppletiva. Il 27 giugno 2008 venne incaricato come relatore della Causa padre Cristoforo Bove, mentre l’incarico per la stesura della Positio fu affidato alla dott.ssa Stefania Falasca, affiancata dal sacerdote Davide Fiocco. La tardiva apertura della Causa aveva compromesso l’acquisizione di testimonianze oculari preziose e comportato una certa dispersione del materiale documentario, rendendo necessaria un’accurata ricerca.

Tra il 2008 e il 2015 vennero acquisite agli atti anche le deposizioni extraprocessuali di altri 21 testimoni, con particolare riferimento al periodo del pontificato e alla morte di Giovanni Paolo I. Un’importanza del tutto eccezionale riveste la testimonianza di Papa Benedetto XVI, la prima volta che un papa emette una testimonianza de visu su un altro papa. La Positio super vita, virtutibus et fama sanctitatis, composta in cinque volumi per oltre 3.600 pagine complessive, fu consegnata il 17 ottobre 2016, avviando l’esame di giudizio conclusivo da parte degli organi giudicanti della Congregazione.

Il Miracolo e la Beatificazione

Alla fine di novembre 2016, si concluse anche l’Inchiesta diocesana istruita nella diocesi argentina di Buenos Aires per un caso di presunta guarigione straordinaria avvenuta nel 2011 per intercessione di Papa Luciani, a favore di una bambina, Candela Giarda, affetta da una «grave encefalopatia infiammatora acuta, stato di male epilettico refrattario maligno, shock settico». Giunto in fase romana, il caso è stato portato alla discussione della Consulta medica che il 31 ottobre 2019 ha stabilito all’unanimità essersi trattato di una guarigione scientificamente inspiegabile. Con decreto del 13 ottobre 2021, è stato riconosciuto e sancito dal Papa il miracolo di una guarigione straordinaria attribuito all'intercessione di Giovanni Paolo I e il 4 settembre 2022 è stato proclamato Beato da Papa Francesco.

Fama di Santità e Processi di Canonizzazione Papale: Giovanni Paolo II vs. Papa Francesco

Quando Giovanni Paolo II morì, comparve sulla piazza uno striscione con la scritta: «Santo subito». Questa straordinaria iniziativa popolare, nata dal basso e basata sulla fama di santità del Papa polacco, spinse i cardinali a muoversi. Nelle congregazioni generali che precedettero il Conclave, fu fatta circolare e firmare dai cardinali una petizione per proclamare Karol Wojtyla santo per acclamazione, saltando tutti i passaggi procedurali richiesti per la canonizzazione. Benedetto XVI, una volta eletto, decise di seguire una via intermedia e aprì il processo di canonizzazione prima di aver fatto passare i cinque anni dalla morte.

Funerale di Papa Giovanni Paolo II con i fedeli che mostrano lo striscione

La canonizzazione di Giovanni Paolo II c’è comunque stata ed è stata celebrata da Papa Francesco nel 2014, proclamando santo insieme a lui Giovanni XXIII. Alla celebrazione era presente, caso più unico che raro, il suo successore Benedetto XVI come Papa emerito. Nel corso del suo pontificato, Francesco ha anche beatificato e canonizzato Paolo VI e beatificato Giovanni Paolo I.

La Reazione alla Morte di Papa Francesco

Con la morte di Papa Francesco, il contesto sembra molto differente. I quattrocentomila fedeli che sono arrivati commossi a rendere omaggio a un Papa popolare come Francesco hanno partecipato alle esequie, accompagnato il feretro fino a Santa Maria Maggiore e trascorso la giornata in fila per rendere omaggio alla tomba del Papa. Un’onda di affetto, ma senza quel grido “Santo subito” che si era sentito per Giovanni Paolo II. I cardinali, dunque, non hanno avuto un sentimento popolare così forte da cavalcare. Seppur qualcuno abbia sottolineato la fama di santità di Bergoglio, non è stata decisiva. Nessuna petizione è stata avviata. Dopo la morte di Papa Francesco, molti credenti stanno chiedendo che il pontefice sia fatto santo, ma non è stata avviata alcuna petizione. A differenza di quanto avvenne quando morì Giovanni Paolo II, per Bergoglio si punterebbe a un processo ordinario o, per ora, a nessun processo di canonizzazione, né anticipato né da fare in seguito. Sarà la Chiesa a giudicare in futuro se Papa Francesco sarà santo.

Funerale di Papa Francesco con la partecipazione dei fedeli

L'Evoluzione delle Canonizzazioni Papali nel Tempo

C’è anche l’intenzione di terminare una sorta di “inflazione” di Papi santi: sono cinque solo nel XX secolo, otto se si considerano anche i beati e venerabili. Mai nella storia, se non agli albori della cristianità, c’era stata una tale concentrazione di Papi santi.

Infografica sulla distribuzione dei Papi santi e beati nei secoli

La storia mostra un quadro diverso nei secoli precedenti: nel XV secolo, su undici Papi non c’è nemmeno un santo o beato. Nel XVI secolo sono stati eletti diciassette Papi, ma solo uno è santo. Nel secolo successivo c’è solo il beato Innocenzo XI su dodici Papi, mentre nel XVIII secolo abbiamo solo due servi di Dio, Pio VII e Benedetto XIII, su otto Papi totali. Nel XIX secolo, spicca solo il Beato Pio IX tra i cinque Papi regnanti. Il XX secolo è stato, invece, un periodo particolare, caratterizzato dal crollo del potere temporale, dalla ricostruzione della credibilità della Chiesa, dalle due guerre mondiali e dal Concilio Vaticano II; sono stati tempi eroici. Il XXI secolo sembra, dunque, il ritorno alla normalità papale. Questo non significa che la vita dei Papi non abbia criteri di santità, ma non implica che tutti debbano essere canonizzati.

tags: #papa #francesco #diventera #santo