Al centro dell'esortazione apostolica post-sinodale «Querida Amazonia», Papa Francesco pone i diritti dei più poveri, la ricchezza culturale, la bellezza naturale e il servizio dei cristiani. Di fronte alla scarsità di preti, il Pontefice sollecita un maggiore impegno missionario.
I "sogni" del Papa per l'Amazzonia
Papa Francesco, con uno stile originale, ha indirizzato la sua quinta esortazione apostolica, «Querida Amazonia», come una lettera per «risvegliare la preoccupazione per questa terra che è anche “nostra”». L'Amazzonia, per il Papa, rappresenta una «totalità» e un «luogo teologico» che impone alla Chiesa di riflettere sulla propria identità e missione.
In quarantuno pagine, il Pontefice risponde al documento finale del Sinodo sull’Amazzonia, tenutosi nell'ottobre precedente, delineando le sue aspirazioni in quattro ambiti: sociale, culturale, ecologico ed ecclesiale. Attraverso 111 punti, offre soluzioni concrete per un'Amazzonia che:
- «lotti per i diritti dei più poveri, dei popoli originari, degli ultimi, dove la loro voce sia ascoltata e la loro dignità sia promossa».
- «difenda la ricchezza culturale che la distingue, dove risplende in forme tanto varie la bellezza umana».
- «custodisca gelosamente l’irresistibile bellezza naturale che l’adorna, la vita».
- abbia comunità cristiane «capaci di impegnarsi e di incarnarsi in Amazzonia, fino al punto di donare alla Chiesa nuovi volti con tratti amazzonici».

Il testo magisteriale è arricchito dai versi di dodici poeti e scrittori latinoamericani, che aiutano ad entrare nelle ferite e contraddizioni di questo bioma multinazionale, multietnico, multiculturale e multireligioso.
La questione sacerdotale e il rinnovamento ecclesiale
Riguardo alla difficoltà delle comunità amazzoniche nell'accedere all'Eucaristia a causa della scarsità di preti, il magistero del Papa non accoglie la proposta di conferire il sacerdozio a diaconi permanenti, come riportato nel documento finale del Sinodo. Al contrario, Papa Francesco richiama la responsabilità dell'intera Chiesa cattolica, chiedendo l'invio di nuovi missionari e sottolineando l'importanza dell'inculturazione per un vero rinnovamento ecclesiale e la crescita di una Chiesa dalla fede incarnata.
Il Pontefice punta decisamente sui nuovi ministeri non ordinati da affidare in modo stabile ai laici, con un'attenzione particolare alle donne. La riflessione sull'eventuale ordinazione di «viri probati» (uomini provati) viene rimandata.
Il sogno di una vita sociale oltre l'ingiustizia e i crimini
Nel suo primo «sogno», Papa Francesco denuncia senza mezzi termini gli interessi colonizzatori, passati e presenti, che distruggono l'ambiente e scacciano i popoli indigeni. Sottolinea come i loro diritti siano spesso ignorati o non riconosciuti, mentre la loro voce dovrebbe essere la più potente nei dialoghi sull'Amazzonia.
Le operazioni economiche nazionali e internazionali che devastano la regione e non rispettano i diritti dei popoli originari vengono definite «ingiustizia e crimine». Il Papa invita a indignarsi e chiedere perdono per questi «atroci crimini», mettendo in guardia dal lasciarsi anestetizzare la coscienza sociale. Afferma tuttavia che è sempre possibile superare le mentalità coloniali per costruire reti di solidarietà e sviluppo, esistono alternative che non comportano la distruzione dell'ambiente e delle culture.

Il sogno della ricchezza culturale: contro l'isolamento
Papa Francesco promuove l'Amazzonia non attraverso la colonizzazione culturale, ma facendo in modo che essa stessa tragga il meglio da sé. Ogni popolo amazzonico possiede un'identità culturale unica, ma anche le culture locali, come quelle occidentali, subiscono l'impoverimento dovuto al consumismo e all'individualismo. Per evitare questa dinamica, è necessario amare e custodire le proprie radici.
«L’identità e il dialogo non sono nemici», afferma il Papa, sottolineando che l'identità culturale si approfondisce nel dialogo con realtà differenti. Il modo autentico di conservarla non è l'isolamento. Papa Francesco non propone un indigenismo chiuso e statico, ma auspica che la cura dei valori culturali dei gruppi indigeni sia una corresponsabilità di tutti. Sottolinea inoltre che la nozione di qualità della vita non può essere imposta, ma deve essere compresa all'interno del mondo di simboli e consuetudini propri di ciascun gruppo umano.
Il sogno degli inseparabili: ecologia umana e della natura
L'equilibrio planetario dipende anche dalla salute dell'Amazzonia, minacciata da enormi interessi economici internazionali e locali. Papa Francesco ritiene che la soluzione non sia un'"internazionalizzazione" dell'Amazzonia, ma un rafforzamento della responsabilità dei governi nazionali.
Il Papa riprende le parole di Benedetto XVI sull'esistenza di un'"ecologia umana" accanto a quella della natura, entrambe interconnesse. La cura delle persone e degli ecosistemi sono inseparabili. Per custodire l'Amazzonia, è fondamentale coniugare la saggezza ancestrale con le conoscenze tecniche contemporanee, intervenendo sul territorio in modo sostenibile e preservando lo stile di vita degli abitanti.
Imparando dai popoli originari, si può contemplare e amare l'Amazzonia, sentendosi intimamente uniti ad essa. Per i credenti, l'Amazzonia è un «luogo teologico», uno spazio dove Dio si manifesta.

Per una Chiesa incarnata
La Chiesa è chiamata a camminare con i popoli dell'Amazzonia, offrendo loro l'annuncio del Vangelo e promuovendo un processo di inculturazione che integri la dimensione sociale e spirituale. Non si deve disprezzare quanto di buono esiste nelle culture amazzoniche, ma raccoglierlo e portarlo a pienezza alla luce del Vangelo.
Il Papa invita a non qualificare frettolosamente come superstizione o paganesimo alcune espressioni religiose spontanee, ma a scoprire le legittime aspirazioni che vi si celano. Un vero missionario cerca di rispondere a queste aspirazioni partendo da una spiritualità inculturata.
L'inculturazione deve riflettersi nell'organizzazione ecclesiale e nella ministerialità. Di fronte all'urgenza di garantire ai popoli amazzonici l'accesso all'Eucaristia e al sacramento del perdono, il Papa esorta i Vescovi, in particolare quelli dell'America Latina, a promuovere la preghiera per le vocazioni sacerdotali e a essere generosi nell'inviare missionari in Amazzonia. Allo stesso tempo, sollecita a rivedere profondamente la formazione dei presbiteri. Papa Francesco sottolinea la necessità di sacerdoti, ma evidenzia anche il ruolo fondamentale dei diaconi permanenti, delle religiose e dei laici nell'assumere responsabilità importanti per la crescita delle comunità.
Vita nuova e protagonismo dei laici
Per Papa Francesco, non si tratta solo di aumentare la presenza di ministri ordinati, ma di suscitare una nuova vita nelle comunità attraverso l'incontro con la Parola e la maturazione nella santità mediante vari servizi laicali. È necessario permettere lo sviluppo di una cultura ecclesiale marcatamente laicale.
Le sfide dell'Amazzonia esigono dalla Chiesa una presenza capillare, possibile solo attraverso un incisivo protagonismo dei laici, in particolare delle donne. Queste ultime, che svolgono già un ruolo centrale nelle comunità amazzoniche, dovrebbero poter accedere a funzioni e servizi ecclesiali che non richiedano l'Ordine sacro.
Papa Francesco, fin dalla convocazione dell'Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per la Regione Panamazzonica nell'ottobre 2017, ha più volte posto l'attenzione su questa preziosa terra e i suoi popoli. Ha sottolineato come la Chiesa sia presente in Amazzonia non per sfruttare, ma per accompagnare e determinare il futuro dell'area. L'appello al rispetto e alla custodia del creato, lanciato già ad Aparecida, risuona con forza, così come il ringraziamento per l'opera della Chiesa in Brasile.
Il Pontefice incoraggia a rilanciare l'opera della Chiesa, con formatori qualificati per consolidare i risultati nella formazione di un clero autoctono e per rafforzare il «volto amazzonico» della Chiesa. Invita alla coraggio e alla parresia nel rispondere alle sfide pastorali.
WAORANI: LA TRIBÙ DELL’Amazzonia Con il Veleno Più Mortale del Mondo
Già nel settembre 2017, in visita in Colombia, Papa Francesco aveva evidenziato le sfide della Chiesa in Amazzonia, definendola una prova decisiva per verificare la capacità della società di custodire ciò che ha ricevuto gratuitamente. Ha invitato a imparare dai popoli indigeni la sacralità della vita e il rispetto per la natura, riconoscendo che la ragione strumentale non è sufficiente per colmare la vita dell'uomo.
Durante il viaggio apostolico in Cile e Perù nel gennaio 2018, parlando a Puerto Maldonado, il Papa ha lanciato un appello per la difesa dei diritti, della dignità e della terra degli indigeni, riconoscendo le profonde ferite che affliggono l'Amazzonia e i suoi popoli. Ha denunciato la minaccia rappresentata dal neo-estrattivismo e dalla forte pressione di grandi interessi economici, ma anche da politiche di conservazione che non tengono conto degli abitanti.
Francesco ha ribadito che la cultura dei popoli amazzonici è un segno di vita e che l'Amazzonia è una riserva culturale da preservare dai nuovi colonialismi. Ha invitato ad ascoltare gli anziani, depositari di una saggezza che pone a contatto con il trascendente. Ha ricordato che la scomparsa di una cultura può essere grave quanto quella di una specie animale o vegetale.
Nel giugno 2018, incontrando i Direttori Nazionali delle Opere Pontificie Missionarie, Papa Francesco ha annunciato il Sinodo per l'Amazzonia, previsto per l'ottobre 2019, come parte del Mese Missionario Straordinario. Ha espresso il desiderio che questo evento aiuti a rinnovare l'impegno di servizio al Vangelo per la salvezza degli uomini e delle donne che vivono in quelle terre.
Nel luglio 2018, in occasione di un convegno internazionale per il terzo anniversario dell'Enciclica Laudato Si', il Papa ha sottolineato la necessità di prestare speciale attenzione ai giovani e ai popoli indigeni dell'Amazzonia, in prima linea nella sfida ecologica integrale.
"Querida Amazonia": un'esortazione apostolica e un appello all'azione
Il 12 febbraio, Papa Francesco ha pubblicato l'esortazione apostolica «Querida Amazonia», frutto del Sinodo speciale «Amazzonia: nuovi cammini per la Chiesa e per un’ecologia integrale» (6-27 ottobre 2019). Il testo, in spagnolo e datato 2 febbraio, ribadisce i quattro «grandi sogni» del Papa: che l'Amazzonia lotti per i diritti dei più poveri, difenda la ricchezza culturale, custodisca la bellezza naturale e le comunità cristiane si impegnino.
Con toni vibranti, il Papa parla di «ingiustizia e crimine», di «devastazione ambientale» e di indigeni che subiscono «asservimento». La corruzione, che avvelena Stati e istituzioni, viene denunciata. L'approccio ecologico è strettamente legato all'approccio sociale, come già affermato nell'enciclica «Laudato si’».
Papa Francesco invita a «indignarsi e chiedere perdono» di fronte alla corruzione e alla devastazione. Utilizza l'immagine del «poliedro amazzonico» per sottolineare come anche le culture più evolute possano apprendere dai popoli indigeni. È fondamentale assumere la prospettiva dei diritti dei popoli in qualsiasi progetto.
La cura dei fratelli e la cura dell'ambiente sono inseparabili. Il Pontefice chiede di ascoltare il «grido dell’Amazzonia», affermando che la soluzione non è l'«internazionalizzazione», ma il rafforzamento della responsabilità dei governi nazionali.
Una Chiesa dal volto amazzonico
La Chiesa è chiamata a un grande annuncio missionario, senza ridurre tutto a un messaggio sociale. I Sacramenti devono essere accessibili a tutti, specialmente ai poveri. Il Papa incoraggia l'inculturazione della liturgia e sollecita i vescovi latinoamericani a inviare missionari in Amazzonia.
Viene sottolineata l'importanza di determinare ciò che è specifico del sacerdote, il cui Sacramento dell'Ordine abilita alla presidenza dell'Eucaristia. Tuttavia, si evidenzia la necessità di comunità piene di vita, che richiedono non solo una maggiore presenza di ministri ordinati, ma anche nuovi «servizi laicali» e «gruppi missionari itineranti».
La forza e il dono delle donne
Papa Francesco riconosce il ruolo fondamentale delle donne in Amazzonia, il cui sostegno ha permesso ad alcune comunità di sopravvivere. Tuttavia, avverte di non ridurre la Chiesa a strutture puramente funzionali, accordando loro un ruolo solo se avessero accesso all'Ordine sacro. Viene rifiutata la «clericalizzazione delle donne», accogliendo invece il loro contributo secondo la modalità femminile, che prolunga «la forza e la tenerezza di Maria». Il Papa incoraggia la nascita di nuovi servizi femminili, che, con un riconoscimento pubblico dei vescovi, possano incidere nelle decisioni per le comunità.
Il documento invita i cristiani a lottare per difendere i poveri, ampliando gli orizzonti al di là dei conflitti e lasciandosi sfidare dall'Amazzonia a superare prospettive limitate e parziali.
Il Cardinale Michael Czerny definisce l'esortazione apostolica una «lettera d'amore», che include una forte denuncia delle ingiustizie e avvertimenti sui pericoli, ma anche inviti urgenti ad accogliere i sogni del Papa. Sottolinea che il Sinodo ruota attorno alla vita: quella del territorio amazzonico, dei suoi popoli, della Chiesa e del pianeta.
Il cammino verso il Sinodo speciale per la regione panamazzonica, iniziato con l'enciclica «Laudato si’», ha mirato a battere nuove vie per l'evangelizzazione, prestando attenzione a popolazioni e a una terra troppo a lungo dimenticate dalla Chiesa cattolica. L'Amazzonia, specchio dell'umanità, rappresenta un banco di prova per la Chiesa, chiamata a prendere parte dell'ambiente e delle popolazioni indigene.
Al centro di questo processo ci sono gli indigeni, circa tre milioni di persone appartenenti a 390 popoli differenti, oltre a coloro che vivono in isolamento volontario. Padre Dario Bossi, coordinatore dei missionari comboniani del Brasile, ha evidenziato come il Sinodo abbia raccolto la sensibilità e le opinioni di un gran numero di persone dalla base.
La tutela delle comunità locali impone alla Chiesa di assumere una posizione decisa contro la «cultura dello scarto» e la mentalità estrattivista, denunciando il sistema che consente alle multinazionali di depredare le risorse naturali della regione. L'avvento di Bolsonaro ha accentuato l'aggressività sull'Amazzonia, con licenze per nuove attività estrattive, uso di pesticidi e negazione degli effetti dei cambiamenti climatici.
Il documento di lavoro del Sinodo propone la creazione di nuovi ministeri «dal volto amazzonico» e di «nuovi cammini affinché il Popolo di Dio possa avere un accesso migliore e frequente all’Eucaristia». La vastità del territorio e la dispersione delle comunità rendono difficile l'accesso regolare ai sacramenti, tema che suscita speranze ma anche resistenze nel fronte cattolico conservatore, preoccupato per il celibato obbligatorio.
Il documento preparatorio del Sinodo parla anche della possibilità di introdurre il diaconato per le donne e di integrare rituali e simboli indigeni nella liturgia cattolica. Tutto ciò nasce dalla necessità di un "mea culpa" della Chiesa in America Latina.
La speranza è che l'attenzione per una regione fondamentale per la salvaguardia del pianeta prevalga sulle dinamiche interne del Vaticano. La Chiesa dimostrerà così di voler stare al fianco di chi lotta per la tutela di questo patrimonio, come nel caso di padre Ezechiele Ramin, missionario ucciso per aver difeso i diritti dei contadini.
Il Sinodo dei Vescovi per la regione pan-amazzonica, riunitosi in Vaticano dal 6 al 29 ottobre 2019, è stato annunciato fin dall'ottobre 2017. Papa Francesco, da sempre, pone al centro del suo pontificato la lotta contro le diseguaglianze e la sensibilizzazione sulle questioni climatiche, facendo dell'Amazzonia un simbolo.
Dal marzo 2015, la Red Eclesial Pan Amazónica (REPAM) coordina il lavoro della Chiesa cattolica in Amazzonia per proteggere le popolazioni indigene e le risorse naturali. L'Enciclica Laudato Si' (24 maggio 2015) evidenzia l'importanza fondamentale di luoghi come l'Amazzonia per il futuro del pianeta, nonostante continuino ad essere sfruttati per interessi economici internazionali.
Attraverso il Sinodo, Papa Francesco intende rilanciare l'importanza della Chiesa cattolica in America Latina, dove il cattolicesimo ha perso il primato a favore dei movimenti evangelici. Nonostante un aumento della fiducia nella Chiesa cattolica sotto il pontificato di Francesco, il numero dei fedeli è diminuito.
Il documento finale del Sinodo, «Amazzonia: nuovi cammini per la chiesa e per un’ecologia integrale», enuncia passi utili per la sensibilizzazione e l'evangelizzazione del territorio amazzonico, molti dei quali critici e di difficile compimento a causa dell'accesso al territorio, della varietà di lingue, della resistenza dei proprietari terrieri e dell'emarginazione femminile nella Chiesa.
I temi ecologici sono stati affrontati in una prospettiva di fede, come parte della dottrina sociale della Chiesa, connessi al desiderio di giustizia, all'ascolto dei poveri e alla promozione dei diritti umani. È stato introdotto il concetto di peccato ecologico, inteso come azione o omissione contro Dio, il prossimo, la comunità e l'ambiente.
Nel Documento finale è stata richiesta la creazione di ministeri speciali per la cura della «casa comune» e la promozione dell'ecologia integrale. Si è anche proposto di creare un ministero di accoglienza per coloro che si sono allontanati dai loro territori. La lettura del territorio ha incluso anche le città e la vita urbana, con particolare attenzione alle migrazioni forzate e alle periferie urbane, dove crescono xenofobia, sfruttamento sessuale e tratta di esseri umani.
Durante il Sinodo in Perù (19 gennaio 2018), il Pontefice ha incontrato 22 popoli indigeni a Puerto Maldonado, esortando a «plasmare una Chiesa con un volto amazzonico e un volto indigeno». Il discorso del Papa ha suscitato critiche da parte di gruppi conservatori, preoccupati per un presunto atteggiamento condiscendente verso le popolazioni native e per le carenze intrinseche alle loro culture.
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