Alla scoperta di Molfetta e del Pulo: storia, arte e leggende

Molfetta: un gioiello sull'Adriatico

Affacciata sulle acque cristalline dell'Adriatico, Molfetta è un affascinante porto pugliese che vanta origini antichissime. La città è abitata fin dal Neolitico, come dimostrano le tracce di necropoli e capanne risalenti al VI-III millennio a.C. Fondata dagli Illiri e successivamente colonizzata dai Greci, divenne una civitas autonoma sotto i Romani. Nel corso dei secoli, il borgo ha visto l'alternarsi di dominazioni normanne, sveve, angioine e aragonesi, consolidando il suo ruolo di porto fiorente e crocevia di scambi commerciali con le Repubbliche marinare e l'Oriente.

Veduta panoramica del borgo antico di Molfetta e del suo porto storico

Architettura e tesori artistici

Il borgo antico, di pianta ellittica, sorge su un piccolo promontorio in pietra chiara. Tra le architetture di maggior pregio spicca il Duomo Vecchio, dedicato a San Corrado di Baviera: iniziato nell'XI secolo, rappresenta il più importante esempio di chiesa romanica a cupole in asse della regione. Di grande rilevanza è anche la Cattedrale dell'Assunta, edificata nel Seicento in esuberanti forme barocche, che custodisce al suo interno opere della scuola napoletana.

Il Pulo di Molfetta: meraviglia geologica e archeologica

A circa 2 km dal centro abitato si apre il Pulo di Molfetta, una maestosa dolina carsica di forma ovoidale, profonda circa 30 metri. Questo sito, studiato fin dal XVIII secolo dal naturalista Giuseppe Maria Giovene, è il risultato di millenni di erosione idrica nel suolo calcareo del Cretaceo.

Un sito di valore inestimabile

  • Archeologia: Le grotte naturali che costellano le pareti verticali della dolina hanno ospitato insediamenti umani fin dal Neolitico. I ritrovamenti includono ceramiche di "Tipo Molfetta" e testimonianze di una necropoli.
  • Storia industriale: Nel XVIII secolo, il sito fu utilizzato come nitriera borbonica per la produzione di salnitro, essenziale per la polvere da sparo.
  • Natura: Oggi il Pulo è un'oasi di biodiversità, dove la macchia mediterranea convive con specie vegetali introdotte dall'uomo nei secoli.
Schema geologico della formazione della dolina del Pulo di Molfetta

Il mito del Ponte del Diavolo

Sebbene il termine "Ponte del Diavolo" richiami leggende sparse in tutta Italia - dal celebre ponte di Borgo a Mozzano a quello di Lanzo o di Cividale del Friuli - il concetto rimane universale. Queste strutture, spesso a "schiena d'asino", sono accomunate da una narrazione ricorrente: l'opera architettonica era considerata troppo ardita per l'ingegno umano, portando la tradizione popolare a ipotizzare un patto con il diavolo per completarla in tempi record in cambio di un'anima.

Geologia e leggenda: il Ponte d'Ercole

Un caso particolare è il Ponte d'Ercole (o Ponte del Diavolo) nell'Appennino: non è un manufatto umano, ma un ponte naturale di roccia arenaria. Qui, la geologia si intreccia con il culto: le forme singolari della roccia hanno alimentato storie su divinità e demoni che avrebbero plasmato il monolite. Per progetti come NaturaBenessereCultura, questi luoghi rappresentano archivi viventi di geologia e ingegno umano, testimoni di come le comunità abbiano dialogato con il paesaggio nei secoli.

Once upon a time - storie dei ponti in acciaio storici.

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