Le chiese, siano esse nuove o antiche, esprimono il cuore vero e profondo della società e ne raccolgono tutte le articolazioni. La comunità locrese si confronta con l'arduo compito di reperire i mezzi economici necessari per costruire e mantenere gli edifici destinati al culto. S. Ecc. Mons. Francesco Oliva, il vescovo, ha sottolineato l'importanza della partecipazione delle istituzioni a queste opere, che coinvolgono l'intera comunità, la sua storia e il suo presente.

L'Evoluzione dell'Architettura Sacra e i Nuovi Criteri Progettuali
Dalla Tradizione ai Concorsi di Progettazione
Leonardo Servadio, aprendo un convegno sul tema, ha riassunto l'evoluzione dell'architettura delle chiese a partire dal secondo dopoguerra. Già prima del Concilio Vaticano II, si respirava un'aria nuova: accanto alle edificazioni "in stile" si assisteva, nelle espansioni urbane, alla realizzazione di opere firmate da grandi maestri dell'epoca come Giovanni Michelucci e Gio Ponti, che hanno segnato momenti fondanti e caratterizzanti per la città contemporanea. Più recentemente, in particolare dall'iniziativa "50 Chiese per Roma 2000" degli anni '90, la Chiesa ha scelto la via del concorso di progettazione per dotare le borgate romane di chiese con nuova dignità.
Le Premesse Teologiche e Liturgiche
Don Fabrizio Cotardo, responsabile dell'Ufficio beni culturali della Diocesi, ha affrontato le premesse teologiche su cui si fonda la chiesa intesa come edificio. Ha spiegato che la chiesa è una realtà viva e si evolve. Nel progettare una nuova chiesa, è necessario da un lato cercare di rendere visibile l'invisibile, e dall'altro offrire uno spazio che ospiti al meglio la liturgia viva, attuale e partecipata. Cotardo ha rievocato l'evoluzione storica delle edificazioni, dal Medioevo a oggi, ricordando l'importanza della luce come elemento dal forte valore simbolico, dalle vetrate gotiche a quelle contemporanee.

La Corresponsabilità e i Percorsi Diocesani
Don Valerio Pennasso ha richiamato la "Laudato Si’" di papa Francesco per sottolineare l'idea che i luoghi siano la base dell'identità comune. Ha evidenziato come la qualità della presenza della parrocchia nella città consista anche nel portare un messaggio di bellezza nello spazio urbano. Affinché vi sia bellezza, è necessario che le persone si prendano cura dell'edificio in un clima di corresponsabilità, da qui la necessità che i progetti siano condivisi. Proprio da questo desiderio nascono, a partire dal 2012, i "percorsi diocesani" che implicano un coinvolgimento diretto delle comunità parrocchiali sin dall'inizio nella discussione su come potrà sorgere la loro nuova chiesa.
Il Concorso di Progettazione per una Nuova Chiesa a Locri
A conclusione di queste riflessioni, è seguita la premiazione del vincitore del Concorso svoltosi a Locri, un evento significativo per lo sviluppo del patrimonio ecclesiastico locale.
Progetto Vincitore
- Il progetto vincitore è stato quello del gruppo coordinato dall'architetto Filippo Pambianco, con la partecipazione degli architetti Alessandro Pretolani e Giovanni Artuso, dell'artista Leonardo Lucchi e del liturgista Don Ugo Facchini.

Progetti Segnalati
- Uno dei progetti segnalati è quello del gruppo coordinato dall'architetto Francesco Gatti e composto dall'architetto Giuseppe Conti, dall'artista Lois Anvidalfarei e dal liturgista p. Jordi Augustí Piqué.
- Un altro progetto segnalato è quello del gruppo coordinato dall’arch.
Adeguamenti Liturgici e Restauro del Patrimonio Esistente
La Gestione dei Costi e la Funzione Liturgica
La sessione pomeridiana dell'incontro, dedicata agli interventi di adeguamento e restauro, è stata aperta dal restauratore Giuseppe Mantella, che ha discusso il ricorrente problema della variazione dei costi tra preventivo e attuazione, una variazione che tende a essere maggiore quanto più a lungo si protraggono le opere. Quindi il liturgista Don Nicola Commisso ha ricordato come le chiese non possano mai essere trattate come meri monumenti poiché, recenti o antiche che siano, ospitano sempre il rito di una comunità viva. La riforma liturgica stabilita dal Concilio Vaticano II è considerata la più rilevante nell'intera storia della Chiesa occidentale.
In tale contesto, gli adeguamenti liturgici sono fondamentali, tanto più che lo spazio della chiesa nasce proprio dalla celebrazione che vi avviene, alla quale tutto il resto (le opere artistiche, la conformazione dello spazio stesso) è subordinato. Fermo restando che ogni chiesa è un caso a sé, che necessita di approfonditi studi ad hoc, esistono principi guida che ispirano i luoghi liturgici e le relazioni tra essi nella trama di percorsi processionali. Questi sono indicati in diversi documenti magisteriali, tra i quali la Nota pastorale sull’Adeguamento delle Chiese del 1996. L'adeguamento riguarda lo spazio architettonico e la presenza di opere artistiche, che sempre e comunque si riferiscono all'azione liturgica. In assenza di adeguamento, la destinazione d'uso delle chiese, esclusivamente dedicate al culto come sancito dagli accordi tra Chiesa e Stato italiano, viene messa a repentaglio.
Il Ruolo dell'Industria nella Conservazione
Alessandro Silvestri, della Keim Farben Spa, storica azienda tedesca produttrice di pitture, ha illustrato la rilevanza dell'azione delle industrie, che va inquadrata non solo sotto l'aspetto commerciale, ma anche tecnologico e operativo. La durabilità delle pitture, ha notato Silvestri, è conseguenza della qualità della loro preparazione, che deriva dalla mescolanza di leganti, pigmenti e additivi (battericidi, addensanti, ecc.). Le pitture possono essere di origine organica e inorganica; queste ultime, a base di calce e silicati, sono le più antiche. Il fondatore dell'azienda, Adolf W., è stato un pioniere in questo campo.
Monumenti e Palazzi Storici di Locri e Dintorni
Edifici di Culto
Cattedrale di Locri
L'architetto Luigi Scaramuzzino ha rievocato la storia della chiesa divenuta cattedrale di Locri, che già a metà degli anni Sessanta fu parzialmente restaurata.

Chiesa Matrice di Stilo
A conclusione dell'incontro, l'architetto Maria Reggio, della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria, ha riferito sui lavori in corso nella Chiesa Matrice di Stilo. Questa chiesa, eretta sul sito di un tempio pagano, risale all'XI secolo e i lavori di restauro hanno portato alla luce diversi elementi di grande pregio che rendono conto della peculiarità dell'edificio, quali per esempio lo stretto cunicolo che origina dal piano superiore della chiesa, o il ciclo pittorico messo alla luce sotto il piano pavimentale. Maurizio Ianeri, viceprefetto responsabile della Commissione straordinaria del Comune di Stilo, ha ricordato che grazie alla disponibilità della Diocesi e del Segretariato regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT), si è raggiunta un'intesa che consentirà di completare il restauro della Chiesa Matrice di Stilo. L'obiettivo è puntare alla valorizzazione di tutti i monumenti di Stilo.

Chiese di Gerace Marina
Chiesa di S. Caterina
Le origini della chiesa risalgono al 1843, quando i pescatori del litorale geracese fondarono il primo luogo di culto nella borgata marina, in un locale attiguo a un fabbricato per lo smercio del sale, concesso loro in uso dal Comune di Gerace. Nel 1855, costruita la prima chiesa, fu traslata da Gerace Superiore la parrocchia di Santa Caterina. L'attuale chiesa, in stile romanico-lombardo, risalente al 1923, è stata edificata su progetto dell'ing. reggino Francesco Romeo. I decori pittorici del presbiterio e del catino absidale sono opera di Nik Spatari, mentre quelli della navata centrale, che illustrano la storia religiosa della Diocesi, sono di M. Muscari. La chiesa conserva pregevoli sculture lignee processionali di artigiani serresi risalenti al 1850.

Chiesa S. Maria del Mastro
Questa chiesa trae origine dalla chiesa geracese di S. Maria de Jeragio (1804), la cui parrocchia fu trasferita alla Marina di Gerace nel 1908. L'attuale chiesa, in stile romanico-lombardo, fu edificata nel 1933 per volere del Vescovo Giorgio del Rio. L'interno, a croce latina, è a tre navate. Le navate laterali si concludono con due cappellette: quella di destra reca i nomi dei soldati geracesi caduti nella prima guerra mondiale, l'altra, con altare marmoreo, porta inciso lo stemma del vescovo Mons. Giovanni Battista Chiappe. Nella parte mediana della navata sinistra si trova la scultura marmorea raffigurante il vescovo Saverio Mangeruva (1872-1905) e il sarcofago del vescovo Alberto Arduino, vescovo in Estremo Oriente e poi della Diocesi di Gerace-Locri (1962-1972).
Chiesa di S. Biagio
Sorge nel rione "Sbarre". Fu traslata nel 1908 da Gerace, dove era stata fondata nel XV secolo. Architettonicamente è molto semplice. Sul prospetto, all'altezza del timpano, sono collocate tre statue: S. Biagio, S. Antonio e S. Teresa. L'interno, mononavata, conserva una tela di V. Valerioti del 1842 rappresentante l'Annunciazione e nel catino absidale un affresco effigiante le "Nozze di Cana", opera del cosentino Guido Faita, allievo di Emilio Juso, pittore di scuola vaticana.
Chiesa dell'Addolorata
La chiesa, dono del Pontefice Pio X, fu costruita originariamente in legno e lamiera.
Chiesetta di S. Filareto
È un oratorio inglobato in un'antica masseria del Settecento in contrada S. Fili. Il tempietto, con campaniletto a vela, è mononavata a impianto quadrato. Conserva un affresco di cui si ignora l'autore, datato 1891, raffigurante la Madonna col Bambino, San Girolamo e San Filareto (monaco contadino dell'XI secolo) e l'antico stemma in marmo bianco dei Piconeri, fondatori della piccola costruzione.
Palazzi e Monumenti Civici
Palazzo Comunale
Il palazzo, del 1880, in stile rinascimentale, è opera dell'architetto fiorentino Alberto Spinola ed è la più grande costruzione pubblica istituzionale della Locride. A tre piani con corte interna, presenta un prospetto armonico scandito da lesene bugnate e culmina con il grande frontone nel quale è collocato l'orologio cittadino a numeri romani. Delle quattro ali previste dal progetto originario, furono realizzate soltanto quelle esposte a Nord, Est e Sud. Quella a ovest, architettonicamente forse più interessante, che prevedeva la costruzione del teatro comunale, non fu realizzata e vi si elevò un alto muro di chiusura della corte interna. Oggi al suo posto è stata costruita la nuova architettura del "Palazzo della Cultura". L'edificio, sottoposto a vincolo storico (L.1089/39), conserva alcune testimonianze storiche cittadine.

Palazzo "Fondazione Vincenzo Scannapieco"
La costruzione, di stile neoclassico, è opera dell'ing. Augusto Piccolo. Fu edificato nel 1923 per dare ospitalità all'infanzia abbandonata per volere testamentario di Vincenzo Scannapieco, originario di Maiori, trasferitosi a Gerace Marina (Locri) dove svolse una proficua attività di commerciante. L'edificio nel corso degli anni è stato adibito a diverse funzioni. Oggi è sede del Liceo Classico "Ivo Oliveti" e dell'Ente Morale "V.:Scannapieco" (R.D. 27.12.1927).
Palazzo "Fondazione Giuseppe Zappia"
L'edificio del primo Novecento si sviluppa su due piani con un ripetersi di finestre su tutti i suoi lati e con la parte centrale del prospetto aggettante, sul quale si aprono tre alti portali. Possiede un ampio parco verde. La costruzione, realizzata dall'avv. Giuseppe Zappia, magistrato della Corte di Cassazione, è sede dell'omonimo Ente Morale (D.P.R. 4.9.1962).
Palazzo Teotino - Nuieddu del Rio
È uno tra i primi palazzi del centro storico a essere costruito ed è indicato di proprietà di Bruno Teotino nella prima planimetria del progetto di ampliamento urbano del 1872. Nel primo Novecento appartenne anche ai Nieddu Delrio, famiglia originaria della Sardegna, qui trasferita con l'insediamento a vescovo di Gerace di mons. Giorgio Del Rio (1096-1920). Il palazzo mostra i segni tipici di una struttura a pianta rettangolare con corte centrale e scalone a giorno di tipo napoletano. Oggi il palazzo è di proprietà comunale ed è sede museale e di congressi.
Monumento ai 5 Martiri di Gerace
Questo monumento fu eretto nel 1872, opera degli scultori carraresi Isola e Casani, e realizzato con il concorso dei cittadini dei Comuni del Circondario. È composto da una base granitica sormontata da un obelisco pentagonale in marmo bianco, con epigrafi commemorative sui lati dedicate ai Martiri: Michele Bello di Siderno, Mazzone Pietro di Roccella Ionica, Ruffo Gaetano di Bovalino, Salvatore Domenico di Bianco e Verduci Rocco di Caraffa. Sulla base poliedrica è sistemata una grande aquila in bronzo ad ali spiegate, opera dello scultore futurista Fortunato Longo.

Monumento ai Caduti di Gerace Marina nella Prima Guerra Mondiale
In piazza Re Umberto, tra le ville e il palazzo comunale, primeggia il monumento ai caduti di Gerace Marina nella Prima Guerra Mondiale, inaugurato nel 1926.

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