La Basilica di Santa Maria dei Servi a Bologna, un incredibile esempio di arte gotica, rappresenta un punto di riferimento storico e culturale per la città. Elevata alla dignità di Basilica minore nel 1954 da Papa Pio XII, la sua costruzione, insieme all'annesso Convento (che attualmente ospita i comandi Regionale e Provinciale del Corpo dei Carabinieri), ebbe un lungo iter.

Un Lungo Percorso Costruttivo e Storico
La fondazione della Basilica e del suo convento, avvenuta nel 1346 per opera dell’Ordine dei Servi di Maria (o Serviti), fu possibile grazie a una generosa donazione del ricco banchiere e vicario papale di Bologna, Taddeo Pepoli. Il progetto iniziale, avviato nel 1345, è attribuito a padre Andrea Manfredi da Faenza, generale dell'Ordine, che si avvalse dell'opera di Antonio di Vincenzo, già architetto di San Petronio. La realizzazione fu lentissima: sebbene iniziata nel 1345 e ingrandita nel 1383, la chiesa fu eretta principalmente tra il 1386 e il 1437, con un completamento definitivo agli inizi del Cinquecento (1545).

L'Ordine dei Servi di Maria: Dalla Fondazione alla Diffusione
L'Ordine dei Servi di Maria venne fondato a Firenze nel 1233. La sua esistenza fu messa a rischio nel 1274, durante il Concilio di Lione II, a causa delle disposizioni che limitavano gli ordini mendicanti non ufficialmente riconosciuti e accusati di vivere di "incerta mendicità". L’intervento decisivo del priore generale Filippo Benizi e di tre avvocati chiamati a perorare la sua causa, permise di dimostrare che l'Ordine disponeva di beni sufficienti a garantirne l’autonomia economica, non essendo un mero ordine mendicante. Il convento di Bologna, in particolare, fu portato come esempio del considerevole patrimonio e dei redditi dell'Ordine. L’11 febbraio 1304, Papa Benedetto XI approvò definitivamente l’Ordine dei Servi, che contava allora circa 300 frati. Partendo da Firenze e Bologna, i due centri più importanti, l'Ordine si espanse in Italia e in Europa per secoli.
Un momento difficile si verificò con l’invasione napoleonica del 1797: chiesa e convento vennero trasformati in caserma fino al 1815, anno in cui i Servi di Maria rientrarono in possesso della Chiesa, mentre il Convento assunse una diversa destinazione.
Il Magnifico Quadriportico: Storia e Peculiarità
L'ingresso della Basilica è preceduto da un arioso Quadriportico, sorretto da agili colonne in marmo. La sua costruzione iniziò nel 1393 sul fianco della Chiesa, su progetto di Antonio di Vincenzo, e fu completata sul sagrato tra il XVI e il XIX secolo. Oggi è il portico più largo della città di Bologna, città celebre per i suoi portici, recentemente entrati a far parte del patrimonio UNESCO.
Nelle arcate sottostanti il portico, lungo il muro esterno della chiesa, nel Quattrocento furono eseguiti affreschi dedicati alla vita di San Filippo Benizi. Questi furono poi coperti nel 1629 da nuove pitture, realizzate da artisti come Carlo Cignani e bottega, Giuseppe Maria Mitelli e altri. Ancora oggi alcune lunette sono ammirabili, mentre altre, staccate per via del deterioramento, sono state restaurate e si conservano all’interno dell'ex convento. Il portico e i suoi affreschi furono commissionati dall’Ordine dei Servi per celebrare la grandezza del proprio fondatore. Le altre arcate furono aggiunte progressivamente, e l'aspetto attuale a forma di quadriportico è dovuto all'ingegnere comunale Giuseppe Modonesi, che nel 1864, per realizzarlo, fece demolire la chiesa di San Tommaso.
L'identificazione degli episodi della vita di Filippo Benizi è complessa a causa del degrado della superficie pittorica. Tra le lunette ancora visibili lato facciata della basilica, dove inizia cronologicamente la vita del santo, si distinguono "La Beata Vergine che su un carro d'oro porge l'abito al santo giovane" di G. Ces. Milani e "L'Ubbidienza che invita il Santo a uscire dal deserto" di Alessandro Mari.
È interessante notare come il tratto di portico costruito alla fine del Trecento da Antonio di Vincenzo lungo il fianco della chiesa sia architettonicamente solido, mentre il quadriportico antistante la chiesa, realizzato da Modonesi a metà Ottocento, pur essendo esteticamente meraviglioso, risulta meno stabile e necessita di continui restauri. La semplice muratura laterizia della facciata presenta un oculo circolare, destinato a un rosone mai realizzato.

Gli Interni: Atmosfera Gotica e Capolavori Artistici
L'interno della Basilica è solenne e armonioso, caratterizzato da forme gotiche. Si presenta con tre ampie navate, le cui volte a crociera sono sorrette da archi acuti con costoloni in cotto. Peculiare è l’alternanza di colonne circolari e colonne ottagonali che scandiscono lo spazio. Il pavimento, in maltagliato bolognese della seconda metà dell’Ottocento, è stato restaurato nel 2007 grazie a un finanziamento della Fondazione della Cassa di Risparmio di Bologna. Le numerose cappelle votive sono ricche di opere d’arte, affrescate dai capolavori di importanti artisti di Bologna, tra cui Marcantonio Franceschini, Denis Calvaert, Luigi Crespi e Lippo di Dalmasio.
L'Altare Maggiore e il Coro: Un Fulcro Scultoreo
Sull'Altare Maggiore spicca un magnifico tabernacolo marmoreo, un'importante opera scultorea di Giovanni Angelo da Montorsoli (1561), raffigurante il "Cristo risorto fra la Vergine e san Giovanni Battista, con i santi Pietro e Paolo". La luminosità dell'abside aumenta il fascino e la bellezza di questa pala d'altare scolpita. Nel peristilio che circonda il coro e l'altare si aprono cappelle radiali, che seguono geometricamente i raggi dell'abside. Più avanti, si trova la lastra tombale di padre Andrea da Faenza, fondatore della chiesa.

Le Opere d'Arte Nelle Cappelle
Le cappelle della Basilica custodiscono una vasta collezione di opere d'arte:
- Nel peristilio dietro l'abside, si trova la preziosa tavola della "Maestà di Santa Maria dei Servi" di Cimabue (circa 1285), donata ai Serviti da Taddeo Pepoli nel 1345. Quest'opera raffigura la Vergine Maria che tiene in braccio il Bambin Gesù, ritratto per la prima volta con tratti da bambino e non come un saggio filosofo. La Vergine presenta lineamenti più rilassati ed è vestita con una particolare veste in tessuto islamico.
- Alla parete adiacente, è esposta la "Madonna col bambino e i santi Cosma e Damiano" di Lippo di Dalmasio.
- Proseguendo, si ammira "Il crocifisso, con ai lati la Vergine e San Giovanni" di Orazio Samacchini, un dipinto che richiama quello di Bartolomeo Cesi posto come pala d'altare nella chiesa della Certosa.
- Altre opere includono "La messa miracolosa di S. Gregorio Magno" di G. B. Fiorini e Cesare Aretusi, e l'ancona in terracotta policroma "Vergine col Bambino tra i santi Lorenzo ed Eustachio" di Vincenzo Onofri (1503), oltre a un Polittico di Lippo Dalmasio.

Nella navata sinistra, in particolare, si trovano:
- Nella Cappella dell'Addolorata, la statua dell'"Addolorata" di Angelo Piò, inserita in una ricca ancona di Francesco Tadolini con sculture di Petronio Tadolini, protetta da un'elegante cancellata.
- Il dipinto "Noli me tangere" di Francesco Albani (1644), con affreschi circostanti di Francesco Santini.
- L'ingresso laterale è contornato dal "Monumento a Ludovico Gozzadini" (morto nel 1536), realizzato da Giovanni Zacchi da Volterra intorno al 1540.
- Un Crocifisso seicentesco in cartapesta e gesso, realizzato in modo insolito con mazzi di carte da gioco sequestrati nelle bische.
- "Sant'Andrea apostolo" di Francesco Albani (1641), che raffigura Sant'Andrea nell'atto di adorare la croce preparata per il suo martirio.
- L'"Assunta" di Pietro Faccini e l'"Annunciazione" di Innocenzo da Imola.
Percorrendo la navata destra a partire dall'altare e superata la porta della Sagrestia, si incontra la statua di San Filippo Benizi, opera dei Graziani di Faenza del XIV secolo. Nel pilastro destro della stessa cappella è presente il "Sant'Onofrio" di Dionisio Calvart, e nella prima cappella, l'opera "La Vergine dona l’abito ai sette santi fondatori dell’ordine dei servi di Maria" di Marcantonio Franceschini, risalente al 1727. Tra le altre opere d'arte presenti, si menzionano affreschi di Vitale da Bologna e dipinti di Lippo di Dalmasio, Innocenzo da Imola, O. Samacchini, D. Calvaert, F. Albani, P. Faccini, A. Tiarini, G. M. Crespi, M. A. Franceschini, J. A. Calvi e U. Gandolfi.
Curiosità e Informazioni Pratiche
All'interno della chiesa si trova anche una cappella musicale, che conserva l’organo a canne Tamburini del 1968. La Basilica di Santa Maria dei Servi è molto conosciuta per i Mercatini di Santa Lucia, che si tengono sotto i suoi ampi portici durante il periodo natalizio, offrendo un'atmosfera unica.
Curiosamente, la basilica e il suo portico hanno fatto parte di una scena del celebre film “Edipo re” di Pierpaolo Pasolini. Per i visitatori, la Basilica di Santa Maria dei Servi è aperta tutti i giorni dalle 8.30 alle 12 e dalle 16 alle 19.