La Chiesa di San Nicolò a Treviso: Storia, Architettura e Opere d'Arte

Il Tempio Monumentale di San Nicolò è un edificio religioso cattolico di Treviso, situato nella parte sud-occidentale del centro storico, sulla riva sinistra del Sile. Fondata dai domenicani, la chiesa è adiacente al seminario vescovile di Treviso e si trova in un'area in gran parte ricostruita a seguito dei gravi danni subiti durante i bombardamenti del 1944. La chiesa è stata dedicata a San Nicolò di Mira nell'anno 1231.

Mappa della Chiesa di San Nicolò a Treviso e del Sile

Storia della Fondazione e Sviluppo

La presenza dei frati predicatori domenicani a Treviso risale al 1221, quando si stabilirono presso il Sile. La prima chiesa conventuale di questi frati fu edificata nel 1230. La nuova chiesa risultava già consacrata nel 1282, come attestato da un documento che la indicava come modello per la costruzione della nuova chiesa di Santa Margherita degli Eremitani. In questi anni, nel convento annesso, iniziò la propria formazione religiosa Niccolò Bocassino, futuro Papa Benedetto XI.

Divenuto dapprima Provinciale dei domenicani della Provincia Lombarda e successivamente, nel 1296, Maestro generale dell'Ordine, fu poi nominato cardinale e nunzio in Ungheria. Durante il viaggio di ritorno da questa missione, di passaggio a Treviso, donò ai suoi confratelli 25.000 fiorini per l’ampliamento del complesso monastico. La costruzione della Chiesa di San Nicolò iniziò ufficialmente nel 1303, voluta dal trevigiano Nicola Mocassino (Papa Benedetto XI), che secondo la tradizione donò 70.000 fiorini d’oro. La chiesa rimase sempre nel cuore di Benedetto XI, tanto che, secondo una tradizione non confermata da fonti certe, nel suo testamento lasciò altri 48.000 fiorini per il completamento dei lavori. La chiesa fu quasi terminata alla fine del secolo XIV.

Nel 1810, i domenicani abbandonarono il convento a seguito dei decreti napoleonici. Occupata dai francesi e destinata a magazzino a fine '700, la chiesa fu completata intorno al 1858. Nel 1854, sotto il dominio asburgico, fu restaurata e completata. Il seminario vescovile ha sede dal 1840 nell'ex convento domenicano. Durante il primo conflitto mondiale, la chiesa fu chiusa, occupata e adibita a magazzino militare. Nel corso dei secoli, il complesso architettonico ha subito diversi restauri e cambiamenti, sia interni che esterni.

Architettura e Stile

La Chiesa di San Nicolò è un tempio monumentale domenicano che rappresenta un capolavoro di stile gotico d'oltralpe, con innesti della tradizione romanica padana. Le sue caratteristiche includono murature compatte, lesene e cornici ad archetti pensili, oltre a sporgenti absidi. Lo stile è di passaggio tra il romanico ed il gotico, con una grandiosa e complessa pianta a croce latina, a tre navate e transetto con murature esterne in mattoni faccia vista.

Un tratto distintivo della struttura è il marcato slancio verticale, evidenziato dalle sottili lesene, accentuato dalle modanature, dalle cornici in pietra bianca delle alte finestre e dall'imponente campanile. La facciata presenta uno splendido portale sovrastato da un grande rosone, ornato di terrecotte, e una parte sommitale a cuspide, che ne accentua la verticalità. Le navate minori, grazie alla loro notevole altezza, contribuiscono a una percezione fluida e unitaria dello spazio.

L'interno è scandito da enormi costoloni che sorreggono archi altissimi. Si aprono cinque cappelle parallele, le tre centrali con absidi poligonali. Il soffitto ottocentesco della navata centrale e del transetto è a carena di nave lignea, mentre le colonne sostengono un soffitto ligneo a capriate. Il presbiterio di San Nicolò è una delle più esaltanti rappresentazioni del gotico, generando un vertiginoso moto ascensionale. L'abside gotica si distingue per il forte slancio verticale, caratterizzato da numerose finestre alte e strette, incorniciate da sottili nervature. Il tempio presenta un'ottima acustica nonostante le vaste proporzioni.

Architettura interna della Chiesa di San Nicolò a Treviso con soffitto a carena di nave

Il Patrimonio Artistico

All'interno della Chiesa di San Nicolò si trovano numerose opere di straordinario valore artistico e storico, sia scultoreo che pittorico, soprattutto di scuola veneta. Di ammirevole lavorazione e pregio sono i vari altari e le cappelle votive.

Affreschi Notabili

Le dodici colonne furono decorate ad affresco nel ‘300 da pittori locali e non. Le colonne presentano affreschi di Tommaso da Modena, tra cui quelli sulla seconda colonna a sinistra, raffiguranti quattro santi: San Romualdo seduto su una scrivania, con i donatori inginocchiati; Sant’Agnese e San Giovanni Battista; San Gerolamo nello studio, risalenti al 1352 circa. Nella navata destra attira l’attenzione il San Cristoforo, grande affresco attribuito ad Antonio da Treviso intorno al 1410. Ci sono anche riquadri a fresco trecenteschi del secolo XIV e XV, in particolare sulle colonne. Interessantissimi sono gli affreschi nella Sala del Capitolo dei Dominicani, dove sono rappresentati i ritratti di Dominicani illustri. Nella cappella a destra del presbiterio si trovano affreschi del '300, con altri coevi nella sacrestia.

Altare Maggiore e Presbiterio

Nel presbiterio, all'abside, è collocata la Sacra conversazione, una pala iniziata da Fra’ Marco Pensaben, detto il “Maraveia”, e terminata da Gerolamo Savoldo nel 1521, raffigurante la Madonna in trono con angelo musicante e santi. L'altare maggiore mostra l'Ultima cena di Antonio Burini (1666), attraverso un intarsio di madreperla e marmi. Sulla parete sinistra si ammira il rinascimentale Monumento funebre di Agostino Onigo, del principio del secolo XVI, opera di Giovanni Buora per la parte scultorea e di Lorenzo Lotto per la pittorica. L’opera, di grande pregio artistico, combina elementi scultorei e pittorici. Per quanto riguarda l'affresco raffigurante i due paggi alla base del monumento Onigo, lo storico dell’arte Pietro Zampetti lo attribuiva con certezza a Lotto.

Accanto alla porta della Sacrestia, si trova una bellissima Annunciazione con Cristo e San Nicolò, risalente alla metà del XIV secolo. Nella seconda cappella a sinistra della maggiore si trova una Madonna in trono tra i Santi. Nella navata destra, il secondo altare (di Cristo risorto), a forma di trittico, è opera lombardesca, con statue attribuite a Lorenzo Bregno. Alle pareti delle navate minori e dei transetti è apposto un numeroso complesso di vaste tele di varie epoche e in particolar modo del seicento, tra cui opere di S. Peranda, A. Zanchi, B. Orioli, D. Van Den Dijck, J. Negretti detto Palma il Giovane, A. Michieli, G. Carboncino, C. Ridolfi, ecc.

Pala d'altare della Madonna in trono con angelo musicante e santi nella Chiesa di San Nicolò a Treviso

La Pala di San Nicolò del Lotto e il suo Contesto Artistico

Un'importante pala d'altare legata al culto di San Nicolò fu dipinta da Lorenzo Lotto quando tornò a Venezia dopo anni di lontananza, trascorsi a Treviso, Recanati, Roma e Bergamo, luoghi in cui entrò in contatto con culture pittoriche diverse da quella veneziana. Il dipinto è dominato da una nuvola su cui sono sistemati i tre santi. San Nicolò, abbigliato con preziosi paramenti vescovili, è raffigurato in atteggiamento devozionale mentre volge lo sguardo quasi attonito verso l’alto; ha una folta barba e l'aureola gli circonda il capo emanando un alone di luce. Gli angeli intorno a lui recano i suoi attributi: le tre palle d’oro con cui il santo salvò tre giovani dalla prostituzione, la mitria e l’ombrello liturgico.

I committenti, il guardiano Giovanni Battista Donati e il suo aiutante Giorgio de’ Mundis (come ricorda l’incisione sull’altare), scelsero Nicola poiché santo protettore della Scuola dei Mercanti di cui erano membri. Ai piedi del santo si trovano San Giovanni Battista, parzialmente coperto dal suo manto da eremita, e Santa Lucia, riccamente vestita e con il volto di profilo e in forte scorcio. Il registro inferiore del quadro è occupato da un paesaggio costiero, modulato da collinette e zone pianeggianti e sottolineato da alti alberi frondosi; solo un albero appare con i rami secchi (l’albero secco sacro a Diana, che San Nicolò aveva fatto tagliare e distruggere), che si staglia simbolicamente sul cielo coperto da nuvole scure e tempestose. Al centro, in lontananza, si vede una cittadina con un porto. Lungo le strade in primo piano, i mercanti trasportano i loro beni su animali da soma.

L’originalità dell’opera sta nella sua composizione e soprattutto nella qualità cromatica. Dominano i colori freschi e chiari, che in alcune zone diventano freddi e taglienti, quasi acidi, ben diversi da quelli caldi di Tiziano, che primeggiava nella scena artistica contemporanea. Per questo la pala di Lotto venne accolta con freddezza e indifferenza, sebbene contenesse notevoli spunti innovativi, come il paesaggio notturno visto dall'alto.

Dettaglio della Pala di San Nicolò di Lorenzo Lotto con il santo e i committenti

La pittura di Lorenzo Lotto

Gli Organi Storici

L’Organo principale, ancora funzionante, fu costruito da Gaetano Callido tra il 1778 e il 1779. Le sue portelle furono dipinte da Jacopo Lauro (1600 circa) con Storie del Beato Benedetto XI. Questo grande organo di 12 piedi, situato nella navata destra in posizione sopraelevata, è stato restaurato da Franz Zanin. Nel transetto sinistro è collocato un organo positivo di più recente costruzione, realizzato nel 2017 da Francesco Zanin su copia di uno strumento settecentesco.

Informazioni Utili per la Visita

La Chiesa di San Nicolò si trova nel centro storico di Treviso. Di seguito gli orari di apertura e delle Sante Messe:

  • Orari di apertura:
    • Lunedì-Venerdì: 8:30-12:00
    • Sabato-Domenica: 8:30-12:00 e 15:30-19:30
    • Martedì 24 dicembre (Vigilia di Natale): 8:30-12:00 e 16:00-22:00
    • Mercoledì 25 dicembre (Natale): 8:30-12:00 e 16:30-19:00
  • Sante Messe:
    • Sabato: 18:30
    • Domenica: 10:00 e 18:30

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