L'Apicoltura Monastica Benedettina e il Miele in Lombardia

L'apicoltura rappresenta un anello di congiunzione significativo tra la raccolta di prodotti spontanei e l'allevamento, rivestendo nelle civiltà antiche una grande importanza non solo sul piano economico, ma anche culturale e religioso. Questa forma di allevamento atipica fu una delle prime a essere praticata nei monasteri. I monaci, infatti, ne ricavavano cibi semplici, naturali e altamente energetici.

Le Radici Storiche e Culturali dell'Apicoltura

Si può affermare che l’apicoltura esista da sempre e dovunque. Le prime tracce di raccolta del miele da parte dell’uomo risalgono alla fine del Paleolitico e all'inizio del Neolitico, circa 12.000 anni fa. A Creta, gli scavi archeologici hanno portato alla luce arnie che risalgono a 3.400 anni a.C.

Infografica sulla storia dell'apicoltura e l'importanza del miele nelle antiche civiltà

Il Miele nelle Religioni e Mitologie Antiche

Nell’antico Egitto, il miele figurava tra le offerte dei templi reali. Anche le mitologie induista e nordica fanno riferimento al miele e alle api, così come le tre grandi religioni monoteiste: ebraica, cristiana e islamica.

  • Nella tradizione islamica sufi, si medita davanti alle arnie sacre e si pone una goccia di miele sotto la lingua del defunto per facilitare il suo viaggio.
  • Il teologo musulmano al-Ghazali descrive le api affermando: “Guarda le api! Come Dio rivelò loro di prendere le montagne a dimora; come estrae dalla loro saliva la cera e il miele, facendo lampada dell’una e guarigione dell’altro”.
  • Nella descrizione del paradiso promesso ai devoti, fatta dal Corano, si vedono “fiumi di latte dal sapore intatto, fiumi di vino, delizioso per chi lo beve, fiumi di miele purissimo”.
  • Questa immagine si ritrova anche nella religione ebraica, per la quale i quattro grandi fiumi del paradiso sono diventati “fiumi di miele, di latte, di olio e di vino”, e anche nella descrizione della Terra Promessa “dove scorrono il latte e il miele”.

L'Apicoltura nelle Comunità Monastiche Benedettine

Da quanto detto, non stupisce che fra le varie produzioni artigianali che si possono ritrovare nei monasteri benedettini vi sia anche quella del miele. A conferma di ciò, alcune comunità monastiche aprono alle visite apiari e laboratori di confezionamento. È il caso dei benedettini sublacensi di Santa Maria della Neve a Torrechiara (Parma), mentre hanno dovuto rinunciare, per carenza di guide, i benedettini olivetani di Seregno (Milano).

L'Abbazia di San Benedetto a Seregno: Storia e Tradizione Apistica

A Seregno, nel cuore della Brianza milanese, l'Abbazia di San Benedetto ha una lunga storia legata all'apicoltura. Il 1° agosto 1884 giunse a Seregno il primo Monaco olivetano, Mauro Maria Parodi, e nel 1890 sorse il primo edificio dell'Abbazia che accolse i Monaci.

Architettura e Strutture dell'Abbazia di Seregno

Gli edifici sono stati eretti secondo la tipologia dell'architettura romanica-lombarda in laterizio. All'interno vi sono un semplice Chiostro e un giardino. Previo accordo, si possono effettuare visite guidate al Monastero e alla Chiesa con spiegazioni sulla vita monastica.

La Biblioteca, aperta al pubblico, è costituita da oltre 40.000 volumi, fra cui preziose cinquecentine e volumi d'epoca.

Come arrivare all'Abbazia di San Benedetto a Seregno:

Da Milano, prendere la statale n.36 verso nord (circa 27km) fino alla cittadina di Seregno.

  • Portineria: 8:00-12:00 e 15:00-18:45
  • Chiesa: 6:30-12:00 e 15:00-19:00

Foto esterna dell'Abbazia di San Benedetto a Seregno, architettura romanica-lombarda

La Foresteria e l'Ospitalità

La foresteria dell'Abbazia offre diverse strutture:

  • Sale riservate agli oblati, agli apicoltori e agli ex allievi dell'istituto San Giuseppe.
  • Una sala conferenze di 100 posti.
  • Ambienti per gruppi che ne facciano richiesta.

Sacerdoti, religiosi e giovani uomini possono trascorrere qualche giorno nel Monastero conducendo vita di preghiera e di lavoro con i Monaci. Per questi ultimi occorre una presentazione di un Sacerdote ed è necessario rivolgersi direttamente al Padre Abate per l'autorizzazione al soggiorno.

Vengono anche proiettati filmati e diapositive sul mondo delle api, testimoniando la profonda connessione della comunità con l'apicoltura.

L'Eredità dell'Apiario di Seregno

Nel monastero di Seregno, esiste una lunga tradizione apiaria. Agli inizi del 1900, infatti, risalgono le prime arnie posizionate sui terreni dell’abbazia. Il continuatore di questa tradizione in tempi più recenti è stato il confratello dom Francesco Colzani (+ 2012), conosciuto a Seregno per la sua passione nello svolgere il suo lavoro all’interno dell’apiario.

Attualmente, l'apiario dell'Abbazia di San Benedetto a Seregno non produce più miele dopo la scomparsa di don Francesco Colzani. Tuttavia, in suo ricordo e per mantenere viva la tradizione, nel laboratorio si prosegue l'attività di invasettamento ed etichettatura dei migliori mieli della zona, garantendo la disponibilità di prodotti di qualità ai visitatori.

Foto storica dell'apiario di Seregno o di un monaco apicoltore

Il Miele Monastico: Caratteristiche e Benefici

Il miele millefiori, tipico delle produzioni monastiche, come quello prodotto dalle api poste nel Giardino Monastico presso il laboratorio dell’Abbazia di San Paolo fuori le Mura (Roma), è un esempio eccellente di prodotto naturale.

È prodotto dalle Apis Mellifera Ligustica, selezionate dai Monaci nel corso degli ultimi due secoli, a partire dal nettare delle oltre 1000 piante del Giardino. Questo miele viene raccolto e successivamente confezionato preservandone le caratteristiche naturali.

Come viene prodotto il miele in apicoltura?

Varietà e Proprietà Nutrizionali

Trattandosi di un prodotto completamente naturale e artigianale, l’aroma, il sapore, il colore e la consistenza possono variare in base alle specie di piante e fiori di cui le api si nutrono durante la stagione. Per questo, ogni smielatura darà vita a un miele leggermente differente dal precedente.

Il miele possiede una grande quantità di sostanze nutritive, tra cui vitamine, carboidrati, aminoacidi, minerali e acidi organici. Contiene inoltre polifenoli, flavonoidi, glicosidi e aromi volatili, quali i terpeni.

Benefici per la Salute e Usi Culinari

Grazie a tali componenti, il miele produce un’azione complessivamente emolliente, lenitiva, antimicrobica, antinfiammatoria e antiproliferativa. Questo lo rende un alimento ideale per combattere le malattie, prevenire i sintomi dell’influenza, alleviare tosse e mal di gola e aumentare le difese immunitarie dell’organismo; risulta inoltre benefico per stomaco e intestino e vanta un’azione tonica energetica e febbrifuga.

La presenza di componenti nutraceutiche rende questo miele un prodotto ad elevata azione antiossidante, e recenti studi gli attribuiscono una possibile funzione preventiva della malattia di Alzheimer: la pinocembrina, un flavonoide, grazie alla sua spiccata attività antiossidante, può proteggere i neuroni dall’azione tossica della placca beta amiloide, responsabile della lenta degenerazione procurata da questa malattia.

In cucina, il miele millefiori è la varietà più comunemente utilizzata nella preparazione di dolci della tradizione peninsulare ed è ottimo per dolcificare ricette a base di frutta, tisane, latte, tè e infusi, ma è anche ideale per essere gustato su una fetta di pane o delle fette biscottate per una colazione o uno spuntino goloso e salutare.

Dove Acquistare il Miele dei Monaci in Lombardia

Forse non tutti sanno che Sant'Ambrogio, patrono di Milano, è anche il protettore degli apicoltori. Quale modo migliore, dunque, per mettere a frutto la regola benedettina ora et labora, se non curando gli apiari?

Il turismo in Lombardia ti apre nuove porte: scopri le attività dei monaci lombardi e come ancor oggi la regola benedettina sia più viva che mai.

Se cercate dove comprare miele dei monaci e altri prodotti apiari, come propoli, pappa reale, caramelle e altre prelibatezze, ecco alcuni luoghi:

  • Un ottimo miele è prodotto e venduto dalle monache benedettine del Monastero di Nostra Signora dell'Annunciazione di Laveno, in provincia di Varese.
  • Basta fare un giro nelle botteghe monastiche dell'Abbazia di Chiaravalle (Milano) o della Certosa di Pavia per trovarsi di fronte a prodotti artigianali di elevata qualità.

Questi itinerari di turismo religioso permettono di scoprire i luoghi sacri in cui l'attività apiaria è ancora fiorente o dove la tradizione viene mantenuta attraverso la commercializzazione di prodotti locali di eccellenza.

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