Un'Opportunità di Riscoperta e Rinnovamento nella Chiesa Italiana
La Chiesa italiana ha accolto la terza edizione italiana del Messale Romano, un evento che in molte diocesi è entrato in uso già a partire dalla prima domenica di Avvento del 29 novembre 2020, mentre per la totalità della Chiesa italiana l'utilizzo è iniziato il 4 aprile 2021, Pasqua del Signore. Si tratta di una grande opportunità per riscoprire la centralità della Messa nella vita quotidiana di ogni cristiano.
Papa Francesco, in un discorso rivolto ad alcuni cultori della liturgia, affermava che essa «non è anzitutto una dottrina da comprendere, o un rito da compiere; è naturalmente anche questo ma in un’altra maniera, è essenzialmente diverso: è una sorgente di vita e di luce per il nostro cammino di fede». Queste parole fungono da guida per comprendere la nuova traduzione italiana del Messale e per farne emergere alcuni elementi essenziali.

Celebriamo Come Crediamo, Crediamo Come Celebriamo
Il nostro modo di celebrare l’Eucaristia non è dettato da capricci o da gusti personali, ma nasce al centro della nostra fede. La liturgia, infatti, per mezzo dei gesti e delle parole, nutre la nostra fede e la manifesta. Essa è fede in atto: noi celebriamo come crediamo, e crediamo come celebriamo. Celebrare l’Eucaristia ci mostra che cos’è la Chiesa: non un raggruppamento di persone che la pensano nello stesso modo o che si ritrovano a festeggiare un fatto del passato, ma popolo di Dio, costituito dai figli, convocati attorno al Figo morto e risorto; corpo mistico di Cristo, in cui ogni membro svolge un ruolo insostituibile; tempio dello Spirito Santo, non costruito da mani d’uomo ma costituito da pietre vive.
Tutto ciò si manifesta nei segni della celebrazione: ci riuniamo intorno all’altare che è Cristo, ciascuno portando la propria vita quale offerta da unire all’unico sacrificio di Cristo, ognuno svolgendo il proprio ruolo, evidenziato anche dalle vesti liturgiche, uniti dalla postura del corpo, dal canto, dal rivolgersi tutti insieme all’unico Padre che è nei cieli. Non sono solo idee su Dio, ma vera e propria esperienza della presenza e dell’azione della Trinità nella nostra vita. La Messa è una preghiera che allo stesso tempo è un’azione; non si tratta solo di ripetere delle formule, ma di partecipare con tutto il corpo, con tutti i sensi, all’unisono con gli altri componenti dell’assemblea.
Il Significato della Messa
Il Catechismo della Chiesa Cattolica (nn. 1136 e 1138) ricorda che la liturgia è «azione» di «Cristo tutto intero» e che coloro che qui la celebrano sono già nella liturgia celeste, dove la celebrazione è totalmente comunione e festa. È necessario che la nostra mente concordi con quello che diciamo. Ciò che dobbiamo dire e i gesti che dobbiamo compiere ci vengono consegnati da Dio. Come ha detto Benedetto XVI, «è proprio questo modo di celebrare ad assicurare da duemila anni la vita di fede di tutti i credenti, i quali sono chiamati a vivere la celebrazione in quanto Popolo di Dio, sacerdozio regale, nazione santa (cf. 1 Pt 2,4-5.9)».
Le Novità del Messale Romano (Terza Edizione Italiana)
La terza edizione italiana del Messale non va intesa come un nuovo testo liturgico, ma come la normale evoluzione del Messale di Paolo VI, uscito dal Vaticano II. L'obiettivo è correggere e integrare in base all'uso e all'esperienza celebrativa, offrendo una migliore e più attenta traduzione di alcune espressioni e singoli vocaboli laddove si è valutata una reale necessità di intervento e un effettivo guadagno in ordine alla fedeltà al testo latino, alla ricchezza del contenuto, alla qualità letteraria, alla comprensione e alla cantabilità. Il Messale appartiene a tutti i credenti che celebrano l’Eucaristia, essendo uno strumento al servizio del dono di celebrare.
Modifiche nei Riti di Introduzione
- Saluti iniziali: Non si sentirà più «La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo sia con tutti voi», ma «La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi», con il verbo al plurale per accordarsi ai tre sostantivi. Allo stesso modo, «Il Signore, che guida i nostri cuori nell’amore e nella pazienza di Cristo, sia con tutti voi» diventa «Il Signore, che guida i nostri cuori all’amore e alla pazienza di Cristo, sia con tutti voi».
- Atto Penitenziale: È stata introdotta un’aggiunta "inclusiva": accanto al vocabolo «fratelli» ci sarà «sorelle». Si dirà: «Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli e sorelle...» e «E supplico la beata sempre vergine Maria, gli angeli, i santi e voi, fratelli e sorelle...». Un'altra importante novità è la prevalenza delle formule in lingua greca: «Kýrie, eléison» e «Christe, eléison», anche per l'assemblea, al posto dell'italiano «Signore, pietà» e «Cristo, pietà».
- Gloria: Il nuovo testo prevede le parole «E pace in terra agli uomini, amati dal Signore» al posto di «E pace in terra agli uomini di buona volontà». Questo cambiamento è dovuto a una migliore traduzione del testo originale greco (Lc 2,14), come già effettuato dalla nuova traduzione della Bibbia CEI del 2008.
Cambiamenti nella Liturgia Eucaristica
La liturgia eucaristica, cuore della Messa, ha visto alcune significative revisioni. Si apre con il momento della presentazione dei doni e l’offertorio, i cui testi e gesti rimangono invariati.
La Presentazione dei Doni
Durante il lavabo, il sacerdote pronuncia sottovoce: «Lavami, o Signore, dalla mia colpa, dal mio peccato rendimi puro» invece di «Lavami, Signore, da ogni colpa, purificami da ogni peccato». Inoltre, l'invito del sacerdote all'assemblea si arricchisce: «Pregate, fratelli e sorelle, perché questa nostra famiglia, radunata dallo Spirito Santo nel nome di Cristo, possa offrire il sacrificio gradito a Dio Padre onnipotente».
Preghiere Eucaristiche: Il Cuore della Messa
Le preghiere eucaristiche hanno parti comuni, come il dialogo iniziale, il Santo, le parole della consacrazione, l'anamnesi e la dossologia finale, che sono rimaste invariate. Tuttavia, nelle altre parti, ci sono state alcune piccole, ma significative modifiche.
La Preghiera Eucaristica II: Il Significato della "Rugiada" dello Spirito
La Preghiera Eucaristica II, una delle più utilizzate, presenta una modifica particolarmente rilevante. Dopo il Santo, il sacerdote dirà allargando le braccia: «Veramente santo sei tu, o Padre, fonte di ogni santità. Ti preghiamo: santifica questi doni con la rugiada del tuo Spirito perché diventino per noi il Corpo e il Sangue del Signore nostro Gesù Cristo». Questa nuova formulazione sostituisce la precedente: «Padre veramente santo, fonte di ogni santità, santifica questi doni con l’effusione del tuo Spirito perché diventino per noi il corpo e il sangue di Gesù Cristo nostro Signore».
Il cambiamento da "effusione" a "rugiada" non è solo una scelta stilistica, ma porta con sé un profondo significato teologico e biblico. L'immagine della rugiada è biblica e rinvia all'ambiente della Palestina, dove la rugiada costituisce un bene prezioso che supplisce all’assenza della pioggia. Nell'Antico Testamento, la rugiada è segno di benedizione che proviene dall'alto e permea ciò che tocca. Con la ricchezza simbolica di questa immagine, si vuole descrivere l'azione benedicente di Dio che si posa sull’uomo, e in particolare il dono dello Spirito Santo che viene ad irrorare la terra dell'umanità. Lo Spirito scende silenzioso sulla terra e la irrora, producendo l'effetto del rinnovamento, in un modo delicato ma pervasivo.

Altre Modifiche Nelle Preghiere Eucaristiche
- Nel racconto sull'istituzione dell'Eucaristia, «Offrendosi liberamente alla sua passione» diventa «Consegnandosi volontariamente alla passione». Il riferimento alla consegna rende meglio il verbo latino "tradere".
- Nell’intercessione per la Chiesa, l’unione con «tutto l’ordine sacerdotale» è sostituita con «i presbiteri e i diaconi», un linguaggio più comprensibile e fedele.
- Sono stati introdotti sei nuovi prefazi: uno per i martiri, due per i pastori, due per i santi dottori (utilizzabili anche per le donne dottore della Chiesa) e uno per la festa di Maria Maddalena.
- La Preghiera eucaristica della Riconciliazione I recita ora «Prese il calice colmo del frutto della vite» al posto di «Prese il calice del vino e di nuovo rese grazie».
- Il Messale ha recepito, riformulando e migliorando il testo, la Preghiera eucaristica V nelle sue quattro varianti, e le due preghiere eucaristiche della riconciliazione.
- Per la Preghiera Eucaristica III, «Padre veramente santo, a te la lode da ogni creatura...» è diventato «Veramente santo sei tu, o Padre, ed è giusto che ogni creatura ti lodi...».
Variazioni nei Riti di Comunione
I riti di Comunione si aprono con la preghiera del Padre Nostro.
- Padre Nostro: La frase latina «et ne nos indúcas in tentatiónem» è stata tradotta con «e non abbandonarci alla tentazione», al posto di «Non ci indurre in tentazione». Questa modifica, già presente nella Bibbia CEI del 2008, è stata motivata da esigenze pastorali e teologiche, volendo escludere che Dio possa essere il protagonista delle tentazioni che incombono sull'uomo. L'originale greco significa letteralmente "portarci, condurci", ma in italiano "indurre" può significare "spingere a...", creando un disagio teologico.
- Scambio della Pace: L'invito del celebrante cambia da «Scambiatevi un segno di pace» a «Scambiatevi il dono della pace».
- Invito alla Comunione: L'ordine delle frasi è cambiato. Invece della successione «Beati gli invitati alla Cena del Signore. Ecco l’Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo», si troverà la successione «Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie i peccati del mondo. Beati gli invitati alla cena dell’Agnello». Questa riformulazione è più fedele al testo latino e a Apocalisse 19,9.
Altri Aspetti Rilevanti e Novità
- Il Silenzio nella Messa: È un aspetto che il nuovo Messale invita a valorizzare, dal silenzio in sacrestia per raccogliersi, a quello prima dell'orazione colletta per formulare le intenzioni, e dopo la Liturgia della Parola e la Comunione eucaristica.
- Musica nel Messale: La terza edizione italiana ha inserito melodie direttamente nel testo del Messale per alcune parti del proprio della Messa, sottolineando che il canto non è un mero elemento ornamentale, ma parte necessaria e integrante della liturgia solenne.
- Linguaggio Inclusivo: Oltre all'atto penitenziale, il linguaggio inclusivo è stato adottato in altri testi, come l'invito del celebrante dopo la presentazione dei doni e il ricordo dei defunti nelle preghiere eucaristiche con l'espressione «fratelli e sorelle».
- Orazione sul Popolo: È stata aggiunta l'orazione sul popolo per il tempo di Quaresima, un elemento tradizionale della liturgia romana che implora la benedizione divina sull’assemblea e si proietta sul vissuto quotidiano del cristiano.
- Titolo della Messa: Il vecchio titolo «Messa senza il popolo» è stato sostituito con «Messa a cui partecipa soltanto un ministro», per sottolineare che l'assemblea dei fedeli è sempre il soggetto integrale della celebrazione.
- Fidelitas Liturgica: I vescovi italiani richiamano ogni presbitero alla responsabilità e alla fedeltà al testo liturgico, affinché «non si affranchi dall’autorità e dalla comunione con la Chiesa», evitando Messe "fai-da-te".
- Il Termine "Sacrificio": Il Messale italiano mantiene il termine "in sacrificio" nella formula della consacrazione («Questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi»), sebbene assente nell’edizione originale latina e nel testo greco, dove si dice "che sarà dato per voi". Questa scelta in italiano è stata fatta per interpretare in prospettiva sacrificale la donazione di Cristo e per rispondere a sensibilità che vedevano il termine "Cena del Signore" troppo vicino al linguaggio protestante.
Conclusione della Messa
Per la conclusione della Messa è prevista la nuova formula: «Andate e annunciate il Vangelo del Signore». Tuttavia, è data la possibilità di congedare i fedeli anche con le tradizionali parole latine: «Ite, Missa est».