Le lettere di Padre Pio offrono uno sguardo straordinario sulla sua trasformazione spirituale, accompagnato da un manoscritto scritto di suo pugno, intitolato "Breve trattato della notte oscura dell'anima". Questo periodo fu caratterizzato da una "notte oscura dello spirito", come definita dagli esperti, un'oscurità terrificante in cui le più dolci consolazioni si mescolavano alle più atroci sofferenze, contribuendo a una dolorosa e straordinaria purificazione dell'anima di Padre Pio.

La "Notte Oscura dell'Anima" nelle Parole di Padre Pio
Padre Pio annotò le sue esperienze di aridità spirituale sul retro di sedici buste usate. Queste note erano più un resoconto di ciò che stava accadendo dentro di lui, piuttosto che un intento di insegnare. Un'esperienza simile fu vissuta da San Giovanni della Croce, che per primo la chiamò "La notte oscura dell'anima".
Afflizioni Spirituali e Fisiche
- 24 febbraio 1911: "Le afflizioni spirituali procedono di pari passo con i malanni fisici."
- 19 marzo 1911: "Il diavolo continua a far guerra, e non mostra segni di cedere."
- 29 marzo 1911: "In questi giorni il diavolo si inventa ogni sorta di scherzi. Ho terribili mal di testa al punto che quasi non riesco a vedere dove metto la penna."
- 21 marzo 1912 a Padre Agostino: "Dal giovedì sera al sabato, e anche il lunedì, è come se il mio cuore, le mani e i piedi fossero dolorosamente trafitti da una spada."
La Fusione con il Cuore di Gesù
In una lettera del 18 aprile 1912 a Padre Agostino, Padre Pio descrive un'esperienza mistica profonda: "Ci sono cose che non possono essere tradotte in un linguaggio umano senza perdere il loro significato profondo e celestiale. Questa mattina, durante il ringraziamento dopo la Messa, il cuore di Gesù e il mio si sono fusi. Non c'erano più due cuori che battevano, ma solo uno. Il mio cuore era scomparso come una goccia d'acqua persa in un mare."
La Vocazione alla Sofferenza e al Sacrificio
Vittima d'Amore
- 26 agosto 1912 a Padre Agostino: "Oh! Che bella cosa diventare una vittima d'amore."
- 5 novembre 1912 a Padre Agostino: "Gesù mi ha fatto capire il significato di essere una vittima. Gesù vuole che io soffra senza alcun sostegno."
- 18 novembre 1912: "Gesù, Maria e l'Angelo Custode continuano a incoraggiarmi e a ripetermi che la vittima per essere tale deve versare tutto il suo sangue."
Gesù Parla a Padre Pio
- 13 febbraio 1913: Gesù disse a Padre Pio: "Ti farò soffrire, ma ti darò anche la forza. 'Figlio mio, mi avresti abbandonato, se non ti avessi crocifisso.' 'Sotto la Croce si impara ad amare, e la do solo alle anime a me più care.'"
- 12 marzo 1913 a Padre Agostino: "Gesù mi disse: Ho bisogno di vittime per placare l'ira di mio Padre; rinnovami il sacrificio di tutto te stesso, e fallo senza alcuna riserva."
Visioni del Martirio
Nel giugno 1913 a Padre Benedetto, Padre Pio rivelò: "Il Signore mi mostra, come in uno specchio, la mia vita futura: niente altro che martirio."
Anelito alla Morte e all'Amore Fraterno
- Lettera 25 aprile 1914: Richiamando Romani 9:3, Padre Pio esprime: "Perché potrei desiderare di essere io stesso anatema, separato da Cristo per il bene dei miei fratelli, i miei parenti secondo la carne." E aggiunge: "O Signore, rimuovimi dal libro della vita, purché tu salvi i miei fratelli."
- 21 giugno 1914: "Sono stanco di vivere, e la mia anima anela ardentemente alla morte."
Profondo Tormento e Oscurità
- 4 settembre 1915 a Padre Agostino: "Mi sento come se tutte le mie ossa fossero slogate, frantumate e straziate."
- 23 marzo 1916 a Padre Agostino: "L'oscurità è seguita da più oscurità. È diventato buio pesto per me. Quando sorgerà il sole per me?"
- 23 marzo 1916 a Padre Agostino: "Sono stanco di vivere. Aborro questo mondo tanto quanto Gesù aborra il peccato."
- 30 maggio 1918 a Padre Benedetto: "Ho rinnovato l'offerta di tutto me stesso. Dopo di che mi sono sentito come cadere in questa dura prigione, e ho sentito lo schianto della porta che si chiudeva dietro di me, e ho sentito quelle strette catene, ed è stato come se stessi perdendo la vita. Da allora mi sento come all'inferno."
Padre Pio
La Transverberazione e le Stimmate
Il "Colpo d'Amore": La Transverberazione
Tra il 5 e il 7 agosto 1918, Padre Pio, proseguendo la sua ascesa verso l'unione trasformatrice con Dio, ricevette uno straordinario "colpo d'amore": la Transverberazione. Padre Pio la descrisse così: "La sera del cinque un personaggio celeste, impugnando una lunghissima lama d'acciaio appuntita che sembrava sprigionare fuoco, la scagliò nella mia anima con tutta la sua forza. Tutto fatto in una frazione di secondo tutto dentro di me fu fustigato dal fuoco e dall'acciaio. Mi sentivo morire. L'agonia continuò senza tregua fino alla mattina del sette agosto. Da quel momento in poi sento una ferita aperta che mi causa un dolore continuo."
Il Sigillo Supremo: Le Stimmate
Il 20 settembre 1918, tra le 9 e le 10 del mattino, Padre Pio ricevette il sigillo supremo della VITTMA PERFETTA, unendosi permanentemente alla Passione di Cristo sulla Croce: le Stimmate. Padre Pio descrisse la stigmatizzazione in una lettera a Padre Benedetto il 22 ottobre 1918:
"Ero in coro dopo la Messa. Improvvisamente fui avvolto in un mare di luce abbagliante. In quella luce vidi un individuo misterioso, simile a quello che avevo visto la sera del cinque agosto. Aveva le mani, i piedi e il costato che stillavano sangue. Dalle sue ferite uscivano raggi di luce bianca molto luminosa che mi penetrarono le mani, i piedi e il costato. Erano come lame di fuoco che mi penetravano la pelle trafiggendo, tagliando e rompendo. Sentivo che sarei morto. Il dolore era immenso. Le ferite sanguinavano, soprattutto quella sul lato del cuore. Avevo appena la forza di trascinarmi nella mia cella per pulire i miei vestiti tutti intrisi di sangue. Oh mio Dio, quanta confusione e umiliazione provo nel dover mostrare ciò che Tu hai fatto in questa tua povera creatura!"
E in una lettera a Padre Benedetto del 17 ottobre 1918, aveva chiesto di pregare affinché le ferite fossero rimosse: "Per favore aiutami! Tutto il mio interno piove sangue e sono costretto a vederlo scorrere fuori. Ti prego che questo tormento, questa condanna, questa umiliazione, questa confusione cessino!"

Cinquanta Anni di Sacrificio
"Cinquanta Anni Inchiodato alla Croce"
Il 22 gennaio 1953, Padre Pio celebrò il cinquantesimo anniversario del suo ingresso nell'ordine cappuccino. Le sue parole risuonano di un profondo significato:
- "Cinquanta anni inchiodato alla Croce."
- "Cinquanta anni di vita religiosa, cinquanta anni inchiodato alla croce, cinquanta anni di fuoco divorante: per te, o Signore, per i tuoi redenti. La mia anima altro non desidera che condurli tutti a te e pazientemente aspettare che questo fuoco divorante mi bruci tutto nel desiderio di morire."
- "Non siete soddisfatti di quanto ho sofferto?"
Un Dialogo con Fra' Modestino
Il 25 maggio 1968, fra' Modestino si trovava nella cella di Padre Pio. Padre Pio gli disse: "Ragazzo, vuoi sapere cosa è successo stamattina? Una vecchietta mi ha detto: 'Devi vivere altri cento anni. Come faremo senza di te?' Io ho risposto: 'Non siete soddisfatti di quanto ho sofferto? Mi augurate più sofferenza invece di augurarmi di andare a Dio?'"
L'Offerta della Sofferenza al Papa Paolo VI
Il 12 settembre 1968, in una lettera inviata al Papa Paolo VI, Padre Pio scrisse: "Ti offro le mie preghiere e le mie sofferenze quotidiane, affinché il Signore ti conforti con la sua grazia, per continuare a difendere la verità eterna che non cambia mai con il cambiare dei tempi. Ti ringrazio per le parole chiare nella 'Humanae Vitae' (L'enciclica 'Della vita umana') e confermo la mia fede e la mia obbedienza incondizionata."
La Vita Ritirata e la Missione
Oltre 50 Anni in Pochi Metri Quadrati
Padre Pio trascorse più di cinquanta anni in pochi metri quadrati, tra la cella, l'altare e il confessionale. La sua vita fu un esempio di dedizione e servizio silenzioso.
Un Ministro Amato e Cercato
Nel 1967, oltre 10 milioni di persone assistettero alle Messe di Padre Pio, e più di 2 milioni di persone ebbero un'interazione diretta con lui, testimoniando la profonda influenza che esercitava.
La Sofferenza di Padre Pio: Una Delizia e un Sacrificio
"La Sofferenza è Piacevole"
Padre Pio espresse un'attitudine unica verso la sofferenza:
- "La sofferenza è piacevole."
- "Le mie sofferenze sono gradite."
- "Soffro solo quando non soffro."
- "La sofferenza è il mio pane quotidiano, la mia delizia."
- "Soffro grandemente per non poter vincere tutti i miei fratelli a Dio."
Testimonianze sulla Sofferenza
- Padre Cherubino: "La vita di Padre Pio è una di sofferenza duratura."
- Padre Lodovico: "Cerca di nascondere le sue sofferenze con speciale industria e ingegno."
- Dr. Pavone: "Le ferite che Padre Pio aveva non cambiarono mai. Rimasero costanti. Questo non è spiegabile medicamente. Oltre le stimmate, aveva la coronazione di spine e la transverberazione. Cercò molto di nascondere tutto."
La Sudorazione di Sangue
Nel convento sono conservati tre lini bianchi macchiati di sangue, accompagnati da una testimonianza scritta di Padre Onorato. Il 6 maggio 1965, usò i lini per asciugare la fronte sudata di Padre Pio. Il sudore era sanguinoso; Padre Pio stava sudando sangue.
Contro le Teorie Sulla Isteria
Padre Joseph Pius, precedentemente Bill Martin, un frate cappuccino, riguardo all'articolo di Barbara Hildebrand nel Journal of the American Medical Association che le stimmate di Padre Pio fossero il risultato di isteria, affermò: "L'ho visto negli ultimi tre anni della sua vita. È stato il peggior periodo della sua vita. La sofferenza era niente meno che orribile. Era sempre calmo, non solo con ferite aperte sanguinanti, ma anche con la flagellazione, il portare la croce e la coronazione di spine, l'intera Passione. Quindi se in qualsiasi momento fosse stato emotivo o isterico, sarebbe stato durante questo periodo. Non è mai successo."
La Quarta Voto
Interrogato da Monsignor Rossi se facesse pratiche penitenziali, Padre Pio rispose: "Non faccio pratiche penitenziali. Prendo quelle che il Signore mi manda. Mi sono state proibite le pratiche penitenziali a causa della mia cattiva salute." Padre Eusebio Notte ci racconta che Padre Pio fece un quarto voto in cui si legò a non rifiutare mai nulla che Dio gli chiedesse.
Obbedienza alla Volontà di Dio
Padre Pio non rivelò mai la vera ragione per cui dovette vivere a Pietrelcina, fuori da un convento. Quando gli fu proibito di celebrare la Messa in pubblico, l'11 giugno 1931, disse: "Sia fatta la volontà di Dio." E aggiunse: "Tutto verrà fuori per la gloria di Dio."
Padre Pio: Sacerdote Perfetto e Modello per i Sacerdoti
Le Due Espressioni del Ministero Sacerdotale
Padre Gianluigi Pasquale sottolinea che "Padre Pio ha speso la sua vita nelle due specifiche espressioni del ministero sacerdotale: la celebrazione eucaristica e la confessione sacramentale." McGregor aggiunge che nel sacerdozio di Padre Pio troviamo caratteristiche di valore permanente, in un'epoca in trasformazione.
Il Sacerdote-Vittima
- Padre Vincenzo Frezza: "Se Padre Pio non fosse stato sacerdote non avrebbe potuto adempiere la sua missione di co-redimere. Dio non voleva solo una nuova vittima, ma voleva che questa vittima fosse un sacerdote." E aggiunge: "È lo stato di sacerdote-vittima che rende Padre Pio unico nella Chiesa fino ad ora."
- Maria Winowska: "Padre Pio era soprattutto un sacerdote e la grazia a lui largamente elargita era essenzialmente sacerdotale."
- Padre Gerardo Di Flumeri: "Se Padre Pio non fosse stato sacerdote, non sarebbe mai diventato una vittima."
L'Esempio per Ogni Sacerdote
Padre Marcellino afferma: "Con il suo esempio Padre Pio invitava ogni sacerdote a porre in alto l'Eucaristia, la Confessione e l'obbedienza alla Chiesa."
Il "Sacrificio Completo"
Il Cardinale Corrado Ursi definì Padre Pio un "sacrificio completo", l'umile e grande Cireneo di Cristo. "Ha vissuto crocifisso, proprio come Cristo". E concluse: "Chiunque desideri trovarlo può farlo lungo la via della croce."
Consigli ai Neo-Sacerdoti
- A Padre Tarcisio da Cervinara, neo-ordinato: "Mio caro, tu sei la vittima." Un desiderio che rivela, comprensibilmente con parole forti, quanto sia dura la realtà che attende un nuovo sacerdote nell'attuare il proprio apostolato.
- A Padre Alberto d'Apolito, neo-ordinato: "Ama e donati alle anime. Dio chiede il cuore di tutti, specialmente quello dei suoi ministri."
- A don Domenico Labellarte, neo-ordinato: "Figlio mio, il sacerdozio è così terribile, e la missione è così sublime che, se lo avessi saputo prima, sarei fuggito in Tebaide, e sarei diventato eremita."
La Missione per i Sacerdoti
Mario Sanvico chiese: "Per quale missione sei venuto?" Padre Pio rispose: "Sono venuto per i sacerdoti." Papa Giovanni Paolo II incoraggiò: "Il suo esempio incoraggi i sacerdoti a svolgere il loro ministero con gioia e diligenza."
Un Sacerdote Indegno ma Associato a Cristo
Padre Alberto D'Apolito chiese a Padre Pio: "Se rinascessi, ridiventeresti cappuccino e sacerdote?" Padre Pio rispose: "Sì, ridiventerò cappuccino, ma non sacerdote. Quanto sono indegno di rappresentare Gesù sulla terra! Quanto sono indegno di essere Cristo sull'altare! Ogni mattina soffro e tremo intensamente al pensiero di dover sacrificare e crocifiggere Gesù, per offrirlo vittima al nostro Padre Celeste! Se, da studente, avessi avuto la conoscenza che ho ora, non sarei stato ordinato sacerdote. Il mio unico conforto è quello di essere associato a Gesù nel Divino Sacrificio e nella redenzione delle anime."
Fratello Francis Mary F. I. concluse: "Quante anime ha acquistato attraverso la sua vita di sofferenza, sopportata per amore di Dio, e unita alla sofferenza di Cristo, sarà una sorpresa per tutti quando rivelato nel giorno del giudizio!"
Padre Pio
Padre Pio e San Francesco d'Assisi: Due Anime Parallele
Padre Pio amò e ammirò San Francesco al punto da decidere di spendere la sua vita nell'Ordine Francescano Cappuccino. Vedeva spesso San Francesco, mentre era in estasi.
Origini e Battesimo
| Personalità | Data e Luogo di Nascita | Genitori | Nome di Battesimo |
|---|---|---|---|
| San Francesco | 26 settembre 1181, Assisi | Pietro di Bernardone e Pica Bourlemont | Giovanni (poi Francesco) |
| Padre Pio | 25 maggio 1887, Pietrelcina | Orazio Forgione e Maria Giuseppa De Nunzio | Francesco |
Educazione e Formazione Spirituale
- Francesco d'Assisi: Autodidatta, lesse molti libri, imparò diverse lingue e amava la compagnia di molti amici.
- Padre Pio: Fin dalla prima infanzia andava a Messa e recitava il rosario quotidianamente con la sua famiglia. Ricevette un'istruzione informale tramite insegnanti privati, inclusi i livelli elementari e di scuola media inferiore.
Chiamata e Rinuncia
- Francesco d'Assisi:
- 1201: A 20 anni, soldato in una spedizione militare contro Perugia, fu fatto prigioniero a Collestrada e trascorse un anno in cattività.
- 1204: Partì per la Puglia per arruolarsi nell'esercito di Gualtiero di Brienne. Ma durante il viaggio, a Spoleto ebbe una visione celeste e decise di tornare ad Assisi.
- Autunno 1205: Nella chiesa di San Damiano l'icona di Cristo Crocifisso prese vita e gli disse tre volte: "Francesco, Francesco, va' e ripara la Mia casa che, come puoi vedere, sta cadendo in rovina."
- Gennaio 1206: A 25 anni, suo padre era molto indignato con lui a causa della sua religiosità. Dopo un colloquio finale alla presenza del vescovo Guido II, Francesco rinunciò a suo padre e al suo patrimonio, deponendo persino l'abito che indossava, e iniziò a vivere come mendicante e a predicare.
- Padre Pio: Trascorse gli anni fino all'età di 23 anni preparandosi al sacerdozio nell'ordine cappuccino. Trascorse i 5 anni dopo l'ordinazione come recluta nell'esercito italiano, passando la maggior parte del tempo a Pietrelcina, dove pregava, meditava e ricevette...

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