Introduzione ai Gruppi di Preghiera di Padre Pio
Il Gruppo di Preghiera Sacri Cuori di Gesù e Maria di San Pio da Pietrelcina si è riunito per la prima volta nella nostra chiesa il primo venerdì del mese di dicembre del 1984. Prima di tale data ebbe l'approvazione firmata dal vescovo di allora mons. Liverzani e dal parroco don Francesco Terribili. Il Gruppo di Preghiera è registrato al Centro Gruppi di Preghiera di San Giovanni Rotondo e nel 1989 ha ricevuto il diploma di aggregazione al Centro Internazionale dei Gruppi di Preghiera. Si riunisce ogni primo venerdì del mese alle ore 17 per l'adorazione eucaristica, la recita del rosario e la messa. Ha come assistente spirituale il nostro parroco don Pierfilippo e come animatrice Maria Teresa Falbo, secondo lo statuto dei Gruppi approvato dalla Santa Sede.
I Gruppi di Preghiera sono nati nel 1942. In seguito allo scoppio della seconda guerra mondiale papa Pio XII lanciò un appello al popolo cristiano: pregare insieme per la pace e la salvezza del popolo. Padre Pio rispose invitando i suoi primi figli spirituali a compiere la volontà del papa; così nacquero i primi Gruppi di Preghiera che ben presto si diffusero nel mondo, oggi sono circa 2773. San Pio diceva loro: "Siate vivai di fede e focolai d'amore, apostoli gioiosi, perseveranti e concordi nella preghiera". Ogni primo venerdì del mese, il Gruppo di preghiera di S. Pio si riunisce in preghiera per l'adorazione eucaristica, con la recita del Rosario meditato e celebrazione della Santa Messa.

La Sofferenza nella Vita di Padre Pio: Un "Perpetuo Venerdì Santo"
La vita di Padre Pio da Pietrelcina è stata un perpetuo Venerdì Santo, una continua stimmatizzazione. Chi si recava a San Giovanni Rotondo per partecipare alla sua Messa, per chiedergli consiglio o confessarsi, scorgeva in lui un'immagine viva del Cristo sofferente e risorto. Sul volto di Padre Pio risplendeva la luce della risurrezione. Il suo corpo, segnato dalle 'stimmate', mostrava l'intima connessione tra morte e risurrezione, che caratterizza il mistero pasquale. Per il Beato di Pietrelcina la condivisione della Passione ebbe toni di speciale intensità: i singolari doni che gli furono concessi e le sofferenze interiori e mistiche che li accompagnavano gli consentirono di vivere un'esperienza coinvolgente e costante dei patimenti del Signore, nella immutabile consapevolezza che 'il Calvario è il monte dei santi'.
Le Sofferenze Fisiche e Morali di Padre Pio
La sofferenza principale di Padre Pio è che per un lungo periodo non poté celebrare nemmeno l'Eucaristia; soffrì per le incomprensioni circa la sua salute; soffrì perché si sentiva lontano dal convento; soffrì per le condizioni igieniche. Spesso si è detto che Padre Pio avrebbe sofferto di tisi, ma nulla lo ha confermato. Tra le sofferenze fisiche di Padre Pio, dobbiamo aggiungere quelle provenienti dai fenomeni mistici e dall'azione del demonio.
Il dottor Giuseppe Gusso, basandosi sul primo volume dell'Epistolario, descrive le sue condizioni fisiche: febbre seguita da copiosi sudori; una tosse che lo martirizzava continuamente; dolori al torace, talora così forti ed acuti da renderlo "impotente quasi a qualsiasi azione"; vomito, che in certi periodi non consentiva allo stomaco di ritenere neanche la semplice acqua; fortissime emicranie che lo rendevano impotente a qualsiasi applicazione; altre volte sentiva tutto il corpo reumatizzato; infine una preoccupante diminuzione della vista. Le diagnosi fatte durante il servizio militare sembravano discordanti, eccetto nel fatto che la sua malattia polmonare era difficile da identificare.
In merito alle sofferenze di origine mistica e diaboliche, Padre Gerardo Di Flumeri, in occasione del Congresso internazionale "La sapienza della croce oggi", parla di sofferenze provenienti da: stimmate, flagellazione, coronazione di spine, trasverberazione. A queste si aggiungevano quelle provocate dalle vessazioni diaboliche, testimoniate da chi ha sentito rumori e ha trovato Padre Pio in un lago di sangue. Padre Pio soffriva per tutto questo, ma anche per i disagi che provocava ai confratelli e per le sofferenze che potevano venire alla popolazione dalla sua particolare situazione.
Le sofferenze di carattere morale includono quelle di origine mistica legate alla "notte oscura" dello spirito, ma anche quelle derivanti dalla sua scelta di impegnarsi per la salvezza dell'uomo. Padre Pio interpretava queste esperienze di dolore con le categorie del suo tempo, recuperando i grandi ideali della spiritualità cristiana e francescana, in particolare la configurazione a Cristo e la com-passione per e con Cristo.
La Spiritualità Vittimale e la Compassione di Cristo
La testimonianza dei compagni di studio di Padre Pio ci aiuta a comprendere fino a che punto lui avesse vissuto questa esperienza. A volte, davanti al suo posto, si formava un pozzetto per le tante lacrime che versava. Un suo compagno di studi confida che ad un certo punto il Padre Maestro gli aveva proibito di meditare la passione di Gesù per paura che questo fatto lo fiaccasse troppo nel corpo, tanta intensità metteva nella sua preghiera. Nel momento della malattia questa compassione diventa partecipazione alle sue sofferenze e offerta della sua stessa vita. Padre Pio raccoglie così in pieno l'eredità della spiritualità vittimale dell'Ottocento e più volte nel suo Epistolario si offre vittima, dapprima per le anime del purgatorio, poi per i peccatori e via dicendo.
Quando, dietro indicazioni dei propri padri spirituali, Padre Pio inizia la sua attività di direttore spirituale, ci si accorge che consegna la propria esperienza di fede proprio attraverso quelle categorie di sofferenza che lo avevano aiutato a conoscere Dio. La corrispondenza tra Padre Pio e Padre Benedetto, il suo primo padre spirituale, inizia in occasione del carteggio che intercorre tra i due in occasione della forzata permanenza del giovane frate a Pietrelcina. Padre Benedetto mise in relazione per la prima volta la sofferenza del discepolo con il progetto divino, affermando che Gesù voleva santificare Padre Pio attraverso la sofferenza.
Nella lettera scritta da Pietrelcina a padre Benedetto, il 4 settembre 1910, Padre Pio esprime la dolcezza provocata dalla presenza del Signore anche in mezzo a tante sofferenze, sentendo il suo cuore palpitare con quello di Gesù. L'appassionata ricerca di Dio trova una risposta in questa presenza di Cristo che riempie di gioia proprio nei momenti di maggiore afflizione. Padre Pio non si limita a compatire Cristo e quindi a soffrire con lui, ma sperimenta che attraverso la sofferenza, il suo rapporto con Cristo diventa sempre più reale ed appagante. Recupera la sua corporeità, perché vede nel proprio corpo, il luogo ove Gesù si manifesta.
Il mistero delle Stimmate di Padre Pio. Cosa accadde davvero il 20 settembre 1918?”
I Momenti Cruciali: i Venerdì della Vita di Padre Pio
Il 22 gennaio 1904, dopo un anno di noviziato, nel convento dei frati minori cappuccini di Morcone (BN), fra Pio si consacrò al Signore emettendo la professione dei voti semplici di obbedienza povertà e castità. Si legava al Signore giuridicamente "ad tempus" ma intenzionalmente "per sempre" secondo una sua candida confidenza. Sotto l'olmo di Piana Romana, l'angelico frate di Pietrelcina, pregava intensamente. Era passato circa un mese dalla sua ordinazione sacerdotale e meditava sul dono ricevuto il 10 agosto 1910, quando si era offerto a Gesù pregandolo di fare di lui "un sacerdote santo e una vittima perfetta".
La prima manifestazione delle stimmate si ebbe in questo periodo, ma vinto dalla "maledetta vergogna" non ne fece parola con Padre Benedetto. Il fenomeno si ripeté un anno dopo, esattamente la sera del 7 settembre del 1911. Volgeva al tramonto quel giorno del 28 luglio 1916, quando dalla infuocata pianura di Foggia, il malato fraticello di Pietrelcina saliva per la prima volta a San Giovanni Rotondo. Giungeva in questo convento del Gargano, per respirare "un po' di aria fresca," "sollevare un po' il fisico" e per tenersi "pronto ad altre prove" alle quali Gesù voleva assoggettarlo.

La Stigmatizzazione e la Trasverberazione
La sua crocifissione avvenne di venerdì. Era il 20 settembre del 1918. Ebbe luogo come quella di Gesù all'ora terza, tra le ore nove e le ore dieci del mattino. Si verificò in un'estasi profonda, nel silenzio più assoluto sia interno che esterno, nel coro della povera chiesetta cappuccina in una sperduta cittadina garganica: "mi avvidi che mani, piedi e costato erano traforate e grondavano sangue".
Esattamente tre mesi dopo, venerdì 20 dicembre 1918, la stimmatizzazione e la trasverberazione si rinnovarono in modo misterioso. In quello stesso giorno Padre Pio scrisse al suo direttore spirituale: "un fuoco divoratore mi investe tutto e tutto mi tiene in doloroso deliquio. Le fitte tenebre mi coinvolgono tutto; una forza potentissima di essere quasi invisibile mi disperde; mi sento divorare da una forza misteriosa, intima e penetrante che mi tiene sempre in un dolce, ma dolorosissimo deliquio. Da più giorni avverto in me una cosa simile ad una lamiera di ferro, che dalla parte bassa del cuore si estende fino a sotto la spalla destra in linea trasversale. Mi causa dolore acerbissimo e non mi lascia prendere un po' di riposo".
Il Cinquantesimo Anniversario e la Morte
Per incontrare un altro venerdì dobbiamo fare un salto di 50 anni ed arrivare al 20 settembre del 1968 giorno del cinquantesimo anniversario della stigmatizzazione del frate di Pietrelcina. Quel giorno era venerdì. Per l'occasione non si volle nessuna solennità esteriore. I suoi figli spirituali si strinsero attorno a lui da ogni parte del mondo. Con delle rose rosse vennero circondati l'altare maggiore di Santa Maria delle Grazie e il crocifisso del coro della chiesetta antica. Parteciparono alla sua messa celebrata come ogni mattina alle cinque. Due giorni dopo, il 22 settembre, alla vigilia della morte, ebbe luogo la benedizione della prima pietra della Via Crucis Monumentale.
Un'ultima circostanza completa la storia di San Pio. Dopo la morte, la salma del frate stigmatizzato, restò esposta per quattro giorni all'omaggio delle folle. I funerali e la tumulazione nella cripta ebbero luogo il 26 settembre del 1968. Il giorno seguente, 27 settembre, la cripta di Santa Maria delle Grazie, fu aperta al pubblico. Cominciò il devoto pellegrinaggio di migliaia di anime. Quel giorno era venerdì.
I Doni Straordinari di Padre Pio: Bilocazione, Profumi e Discernimento degli Spiriti
Padre Pio era un perfetto strumento dello Spirito di Dio, capace di introspezione delle coscienze e di discernimento degli spiriti. Spesso enumerava i peccati dei suoi penitenti come se li leggesse da un libro aperto, sorprendendo chi gli si accostava.
La Bilocazione
Il fenomeno della bilocazione di Padre Pio è attestato da numerosi testimoni. In un'occasione, apparve ad uno dei suoi figli spirituali, Giovanni Bardazzi di Prato (Firenze), su una strada che conduce a Siena, conosciuta come Ademarista. L'Ademarista, che non aveva saputo della visita, rimase interdetto. Padre Pio spiegò che, come Gesù è presente in tutte le chiese durante la Consacrazione, così lui poteva essere presente in più luoghi. Questo fenomeno strano e inspiegabile non si limitava all'Italia, ma si manifestava anche oltre i confini.
Padre Pio apparve in bilocazione per assistere persone bisognose o per aiutarle spiritualmente. Per esempio, ad una suora che soffriva di coliche epatiche, apparve vestito da indù e sorridendo, dandole indicazioni su come procedere. Un'altra volta, si manifestò a Roma a un avvocato per un processo di successione, fornendogli la soluzione che invano aveva cercato. La bilocazione serviva anche a confortare e sostenere i suoi figli spirituali in momenti critici, come nel caso di Mary Pyle che, aspettando Padre Pio nel corridoio freddo, si ritrovò calda dopo un breve colloquio con lui apparso in bilocazione.

Il Profumo
Padre Pio emanava un profumo penetrante, un segno mistico percepito da molti, anche dopo la sua morte. Questo profumo, a volte di viola, di gelsomino o di rosa, era un segno della sua presenza spirituale e del suo paterno affetto. Era come una risposta alle preghiere, un conforto per coloro che lo invocavano.
Molti si interrogavano sull'origine di quel profumo, ma Padre Pio non forniva spiegazioni razionali. Il profumo era un'espressione della sua santità, della sua tenerezza e del suo amore per le anime. Era una manifestazione della presenza di Dio attraverso il suo servo fedele.
La Scienza del Padre e i Miracoli
Padre Pio possedeva una straordinaria "scienza del Padre", una conoscenza intuitiva delle cose e delle persone che lo portava a dare consigli e ad operare miracoli. Un esempio è il caso del Signor Dall'Ollio, economo della Casa Sollievo della Sofferenza. Quando il riscaldamento dell'Albergo San Michele si guastò, Padre Pio intervenne personalmente, facendo ripartire il bruciatore a nafta nonostante i tentativi falliti dei tecnici.
Un altro esempio è la storia di Lucia, una giovane che non voleva sposarsi con un avvocato amico di famiglia. Padre Pio, pur sapendo che la giovane "amava molto la vita", la consigliò di entrare in convento, portandola in una gioia effimera che presto si trasformò in lacrime, poiché "tutta la vita con le sue gioie, i suoi piaceri crollasse completamente". Padre Pio conosceva i suoi dubbi e i suoi sentimenti più profondi.
I miracoli attribuiti a Padre Pio sono numerosi. Dalla guarigione improvvisa di una bambina in agonia, alla resurrezione di un bambino morto presentato al Padre. Questi eventi straordinari attestano la sua intercessione divina e la sua capacità di operare prodigi per la salvezza e il conforto delle anime.
Il mistero delle Stimmate di Padre Pio. Cosa accadde davvero il 20 settembre 1918?”
L'Influenza di Padre Pio sulla Chiesa del Terzo Millennio
La Chiesa Italiana, con la presenza di Padre Pio come punto di riferimento della sua pastorale, sta raggiungendo un traguardo importante nel dopo-beatificazione. Padre Pio deve superare i confini del proprio ordine religioso e del gruppo dei suoi figli spirituali per divenire un "fatto di Chiesa", cioè una di quelle figure che con la loro vita possono rappresentare non solo un punto di riferimento a livello esemplare, ma possono in qualche modo influenzare le scelte pastorali e profetiche della Chiesa del terzo millennio.
Padre Pio ci insegna che "il Signore ci guiderà sempre" (cfr Is 58,11), anche in tempi di prova e di preoccupazione. La sua vita, segnata dalla sofferenza e dalla fede, ci invita a guardare alla Croce di Cristo per trovare una risposta esauriente al perché del dolore e per scoprire che la vera perfezione si trova nell'anima pura e santa, la cui cura deve occupare tutta la nostra giornata.