La preghiera del Padre Nostro è un pilastro fondamentale della fede cristiana, considerata una sintesi di tutto il Vangelo e l'orazione domenicale per eccellenza, poiché insegnataci da Cristo stesso. Essa è così ricca di significato che, come affermava Sant'Agostino, non c’è preghiera nella Sacra Scrittura che non sia contenuta o compendiata in essa. Secondo San Tommaso d'Aquino, il Padre Nostro non solo insegna a chiedere tutte le cose che possiamo desiderare rettamente, ma anche nell'ordine in cui devono essere desiderate, plasmando così i nostri affetti.
Insegnare il Padre Nostro ai bambini significa introdurli a un dialogo profondo con Dio, che risponde alle domande fondamentali: "Perché si prega? Come pregare? Per cosa pregare?". Questa preghiera è un cammino di vita che dà nuova forma ai nostri desideri e ai moti interiori che animano la nostra esistenza. Gli incontri dei cristiani incominciano spesso con questa preghiera, e tante famiglie, alla sera, la recitano tutti insieme. Essa ci invita a chiedere con fiducia e perseveranza, come narrato nel Vangelo di Luca, dove Gesù stesso insegna: "Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto."
Il Padre Nostro spiegato ai bambini
1. "Padre Nostro": Chi è Dio per noi?
Dire "Padre Nostro" significa rivolgersi a Dio con un senso di intimità e fiducia, riconoscendoLo come un genitore amorevole e premuroso. Quando diciamo papà e mamma, pensiamo a parole calde, braccia accoglienti, profumo di buono, sguardi teneri e sicurezza e aiuto, a qualcuno che ci dice: «Qualunque cosa capiti, puoi sempre contare su di me». Così vuol essere Dio per noi.
L'idea che Dio sia un Padre su cui poter contare è illustrata da una storia: in un paesino di montagna, durante una gara per trovare il primo fiore, un bambino lo trovò su un dirupo. Spaventato dal precipizio, non voleva che altri lo calassero con una corda, ma disse: «Andrò giù… se terrà la corda mio padre». Questo esempio mostra come la fiducia in un padre sia totale e incondizionata.
Quando affermiamo che Dio è Padre nostro, riconosciamo di appartenere a Lui in un modo speciale e di far parte della sua grande famiglia. Questo implica anche che tutti gli esseri umani sono nostri fratelli e sorelle, un concetto evidenziato da una storia: in un villaggio, due vicini litigiosi furono invitati da un anziano a incontrare Dio sulla montagna. Entrambi, salendo, scoprirono che Dio aveva la faccia del loro vicino antipatico. Al ritorno nel villaggio, l'uomo che aveva visto Dio non era più lo stesso, e anche il secondo, dopo l'incontro, cambiò, comprendendo la fraternità universale. Dio è Padre di tutti: del ricco e del povero, del santo e del peccatore, che tutti chiama instancabilmente a Sé, al pentimento e al Suo amore. Egli ama tutti ed ognuno singolarmente, ed è tutto per noi quando siamo nella prova e nel bisogno.

2. "Che sei nei cieli": Dove si trova Dio?
La frase "che sei nei cieli" non indica una distanza incolmabile, ma la trascendenza e la santità di Dio. Dio non è semplicemente "su nel cielo", ma è ovunque e, in particolare, nel nostro cuore. Come dice Domenico, sette anni: «No, mamma. Gesù non sta in cielo, sta nel mio cuore, e nel mio cuore è il cielo». Dio abita dove viene accolto, dove lo si lascia entrare.
Un'antica parabola racconta di un bambino che, guardando in fondo a un pozzo, chiese a uno zingaro chi ci fosse laggiù. Lo zingaro rispose: «Ci sta Dio», e tenne il bambino sull'orlo del pozzo. Il bambino vide riflessa la propria immagine e comprese: «Ma quello sono io!». Questo gesto semplice illustra come Dio sia presente in ciascuno di noi, nella nostra stessa immagine e somiglianza. Dio è straordinariamente altro rispetto a noi, eppure non lontano, anzi ovunque nell'immensità dell'universo e nel piccolo del nostro quotidiano, nella Sua mirabile creazione.
3. "Sia santificato il tuo nome": Il rispetto per Dio
Con questa invocazione, chiediamo che il nome di Dio sia riconosciuto, onorato e amato da tutti. Se c’è speranza in questo mondo è solo perché risuona ancora il nome di Dio. Milioni e milioni di persone gettano su questo nome le gioie e le paure della propria esistenza. È l’unico nome che porta su di sé il peso dell’umanità e che dà un senso a tutto.
Una volta, in una piccola città, la gente aveva dimenticato molte cose importanti: i bambini i compiti, i grandi i saluti, e le campane della chiesa non suonavano più. Tutti ripetevano: “Ho l’impressione di aver dimenticato qualcosa”. Poi un giorno, un forte vento smosse le campane della chiesa, e la campana più piccola suonò. Improvvisamente la gente si fermò e guardò in alto, come se quel suono avesse risvegliato in loro il ricordo di ciò che dava senso alla vita. Chiedere che il nome di Dio sia santificato significa impegnarsi a dare il buon esempio e a far conoscere il Suo Nome anche a chi ancora non lo conosce veramente.

4. "Venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra": Il Regno di Dio e la Sua Volontà
Quando diciamo "Venga il tuo regno", esprimiamo il nostro desiderio che il Regno di Dio si manifesti pienamente nei nostri cuori e nel mondo. Come il granello di senape, il più piccolo di tutti i semi, che quando è cresciuto, è più grande di tutte le piante dell’orto, così il Regno di Dio è un seme piccolo affidato a tutti gli uomini, che ha dentro la forza per diventare la pianta più grande. Quando si è stati battezzati, si è ricevuto anche il seme del Regno di Dio.
"Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra" è una richiesta di obbedienza e fiducia nella volontà di Salvezza di Dio, anche nella nostra incomprensione delle Sue vie. Ci riempie di speranza e ci unisce alla volontà del Figlio per il compimento del Suo disegno. Un giorno, un ragnetto aeronauta tagliò un filo della sua ragnatela che sembrava non attaccarsi da nessuna parte, pensando fosse inutile. Subito, la sua meravigliosa tela cedette e si trasformò in un misero cencio che lo avviluppava. Questa storia ci insegna che la volontà di Dio unisce la terra con il cielo e fa sì che l’uomo possa compiere la sua meravigliosa missione quaggiù; tagliarsi fuori dalla Sua volontà porta al disfacimento.

5. "Dacci oggi il nostro pane quotidiano": Dio provvede ai nostri bisogni
Questa petizione ci ricorda che Dio, come un buon Padre, provvede a che non manchi mai ciò che ci serve per vivere. Lo fa attraverso il lavoro di tanti uomini. A Lui chiediamo il coraggio di guadagnare insieme il nostro pane e di condividerlo con quelli che non ne hanno. Il "pane" di cui parliamo non è solo il cibo materiale necessario al nostro sostentamento, ma anche il nutrimento spirituale, il sacramento dell'Eucaristia, che ci è necessario in questa vita per conseguire la felicità eterna.
La storia di una rondine ferita che, non potendo migrare, trova rifugio e cibo nello spaventapasseri di un campo, ci mostra l'amore e la provvidenza. Lo spaventapasseri, gentile, la invita a ripararsi sotto la sua giacca e le offre persino le noci che gli servivano da occhi per sfamarla. Quando arrivò la primavera, dello spaventapasseri non c’era più nulla. Questo racconto simboleggia il sacrificio e la generosità di chi provvede ai bisogni altrui, riflettendo la cura di Dio che ci libera dai desideri inutili e ci invita a superare egoismi per condividere il pane con tutti i fratelli.
6. "E rimetti a noi i nostri debiti, come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori": Il valore del perdono
Dio pensa agli uomini come ad una grande famiglia, di persone che si vogliono bene e si aiutano, come fossero una lunga fila che si tiene per mano. Egli sa che la cosa più importante di cui abbiamo bisogno è la capacità di perdonarci gli uni gli altri e ci insegna a chiederla dopo il pane quotidiano. Con questa frase, imploriamo la Sua misericordia, ma al tempo stesso ci rendiamo consapevoli che essa non può giungere al nostro cuore, se non sappiamo perdonare anche noi i nostri nemici, sull'esempio e con l'aiuto di Cristo.
Una storia narra di una signora ricca e avara che, morta, fu gettata all'inferno. Il suo angelo custode trovò un solo atto di bontà nella sua vita: aver dato una cipolla a una povera donna. Dio sorrise all’angelo e disse che grazie a quella cipolla avrebbe potuto salvarsi. La donna si aggrappò alla cipolla e cominciò a salire verso il cielo. Ma quando altri condannati si aggrapparono a lei per salire, la signora gridò: «La cipolla è mia! Solo mia!». In quel preciso istante la cipolla si spappolò e la donna, con tutto il suo seguito, precipitò nel mare di fuoco. Questa parabola sottolinea come il perdono e la generosità siano essenziali per la salvezza e come l'egoismo possa annullare la grazia.

7. "Non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male": Resistere al male
Con queste ultime richieste, chiediamo a Dio di aiutarci a non cadere nelle tentazioni che ci allontanano da Lui e di proteggerci da ogni forma di male. Spesso, le persone smarriscono la vera vita per la paura di allentare i pugni con cui stringono ciò che credono indispensabile, ma che invece è inutile. I cacciatori di scimmie usano un metodo astuto: le scimmie infilano la mano in un cocco per prendere una manata di cibo, ma la mano piena non riesce a uscire. Si dibattono con tutte le loro forze, ma non pensano mai ad aprire la mano e abbandonare ciò che stringono. Così, finiscono per essere catturate. Questa è una metafora delle trappole del mondo che ci inducono in tentazione, facendoci tenere stretti beni effimeri e spegnendo il cuore.
Il male si manifesta in molti modi, anche attraverso la distorsione della nostra percezione. Un'altra storia racconta che, dopo che il diavolo ebbe rotto il suo specchio e i frammenti si sparsero per il mondo, le persone che li ricevettero negli occhi o li usarono come lenti o vetri, cominciarono a vedere solo ciò che era cattivo e maligno negli altri. Per rimediare a questo disastro, il Signore buttò sulla terra uno specchio che rifletteva la sua immagine di Bontà e di Giustizia. Chi riceve una piccolissima scintilla di questo specchio negli occhi comincia a vedere il bene e la bontà, la giustizia e la generosità, la gioia e le speranze. È Gesù lo specchio di Dio, la sua immagine vera, che ci libera dal male e ci guida verso il bene. Quando pronunciamo queste parole, ci rammentiamo di riflettere che non siamo ancora in possesso del bene nel quale non soffriremo alcun male, e in qualsiasi tribolazione ci troviamo, questa preghiera è un lamento, una speranza, e una richiesta di aiuto.

Attività e Materiali Didattici per i Bambini
Spiegare il Padre Nostro ai bambini in modo efficace richiede l'uso di approcci creativi e interattivi che coinvolgano i sensi e l'immaginazione.
Approcci Ludici e Interattivi
- Spiegazione Frase per Frase con Disegni: Un'attività per i bambini del primo anno di Catechismo consiste nel suddividere il Padre Nostro nelle diverse frasi, abbinando a ciascuna un disegno. Vengono poi date due definizioni da abbinare ai disegni, una giusta e una fasulla, invitando i bambini a identificare quella corretta e incollarla. Al termine, si possono colorare i disegni preferiti.
- Schede da Colorare: Schede per imparare il Padre Nostro con l'aiuto di otto simpatiche vignette da colorare sono un ottimo strumento.
- Completamento del Testo con Immagini: Un documento Word contenente la preghiera del Padre Nostro con caselle al posto di alcune parole, dove i bambini devono incollare l'immagine giusta da un file JPG allegato.
- Puzzle della Preghiera: Un puzzle in cui i bambini ritagliano e incollano per ricomporre disegni originali colorati, relativi al Padre Nostro.
- Schede Illustrate Semplici: Semplici schede illustrate sul Padre Nostro, adatte per i bambini del primo corso di Catechesi, spesso tratte da riviste specializzate come "Dossier catechista".
- Libretti delle Prime Preghiere: Piccoli libretti pensati per bambini piccoli, delle prime classi elementari o del primo anno di catechismo, che includono il Padre Nostro tra le preghiere principali.
- Cubi con Preghiere e Disegni: Cubi da stampare su cartoncino, ritagliare e comporre, con disegni e varie preghiere tra cui il Padre Nostro.
- Testo con Immagine di Sfondo: Il testo del Padre Nostro presentato con una bella immagine sullo sfondo può catturare l'attenzione dei bambini.
Percorsi Catechistici Strutturati
- Itinerari in Tappe: Esistono percorsi strutturati, come quello in sette tappe, che accompagnano i bambini nella comprensione di ogni frase del Padre Nostro. Questi itinerari includono attività specifiche, come "L'indirizzo di Dio" per "Che sei nei cieli" o la dinamica "Segni Particolari: ci perdona" per "Rimetti a noi i nostri debiti".
- Opuscoli Riflessivi: Brevi opuscoli sono pensati per riflettere assieme ai ragazzi sulla preghiera insegnata da Gesù, utilizzando immagini e spunti di riflessione.
- Schede per la Consegna del "Padre Nostro": Semplici schede utilizzate per la "consegna" formale della preghiera ai ragazzi all'interno di una celebrazione Eucaristica.
- Attività Basate sul Vangelo: Attività proposte a gruppi di bambini dalla terza alla quinta elementare, basate su Vangeli come quello di Marco, possono essere adattate per spiegare il contesto e l'importanza della preghiera del Padre Nostro.