Ventisette anni fa, il lunedì di Pasquetta, sull’isola di Inhassunge in Mozambico, un frate cappuccino originario di Francavilla Fontana venne brutalmente assassinato. Questo evento tragico ha segnato profondamente la comunità religiosa e la memoria collettiva.

La Tragedia di Inhassunge
In quella tragica Pasqua, macchiata di sangue, insieme al frate francavillese Padre Camillo Campanella, morirono altri due missionari cappuccini, Oreste Saltori e Francesco Bortolotti. Essi furono uccisi dai guerriglieri della Renamo mentre erano impegnati nella loro missione di vita in favore della popolazione africana.
Gli esami necroscopici, eseguiti dai medici Aldo Marchesini e Matteo Retonato il 28 marzo 1989, testimoniarono la feroce aggressione subita, in particolare da Padre Camillo Campanella.

La Commemorazione e la Memoria
La comunità religiosa dei frati minori ha ricordato e continua a ricordare il missionario Padre Camillo Campanella nella sua città natale. Una commemorazione si è svolta nella chiesa della Sacra Famiglia di via San Francesco a Francavilla.
Per l’occasione, tre compagni missionari dei tre frati uccisi - Padre Zaccaria Donatelli, Padre Francesco Monticchio e Padre Gaetano Pasqualicchio - hanno portato la loro toccante testimonianza. Alla cerimonia erano presenti i parenti di Padre Camillo Campanella, fra Alredo Marcello (ministro provinciale dei frati minori cappuccini di Puglia) ed il sindaco di Francavilla Fontana, Maurizio Bruno.
Il Processo di Canonizzazione
Un fascicolo per l’avvio di un processo di Canonizzazione per questi tre eroici missionari, definiti “Martiri della Fede di Gesù Cristo”, è dal 2009 agli atti della Congregazione delle Cause dei Santi. Questo passo sottolinea l'importanza del loro sacrificio e la loro profonda devozione.
ENIGMA GESU' - LE FONTI DISSEPOLTE (IL FILO D'ORO)
Le Ultime Ore e la Predizione
Un’ora prima dell’assalto alla missione, alle 6.15, Padre Camillo pronunciò parole che si rivelarono provvidenziali. Come ricorda suo fratello, fra Cristoforo, nel libro “La Via della vita” (una raccolta di documenti e testimonianze), Padre Camillo disse al padre Francisco Chimoio, attuale arcivescovo di Maputo: «Andate subito via con la canoa a Quelimane, se vengono i guerriglieri, voi sarete i primi ad essere uccisi». Queste parole salvarono i giovani frati con il loro padre maestro.
Un Assalto Mirato
Per frate Cristoforo Campanella e per altri religiosi, l’assalto alla missione e la morte dei tre missionari Cappuccini non fu un episodio accidentale, dovuto a un colpo di bazooka o a una bomba caduta per caso durante una battaglia tra Renamo e Frelimo. Al contrario, fu «un assalto strategicamente mirato alla missione che preparava i nuovi missionari africani e dove trovavano assistenza i rifugiati». L'obiettivo dei guerriglieri era chiaro: «stroncare nuove vocazioni di missionari del posto».
L'Eredità e i Nuovi Progetti
A distanza di 27 anni dall’uccisione dei tre missionari, la popolazione di Inhassunge ha intitolato loro diverse opere e progetti, inclusa una scuola di arti e mestieri. La scuola, che sorge a Quelimane, offre tre corsi triennali di qualifica professionale nei settori della meccanica, della falegnameria e dell’informatica, contribuendo attivamente allo sviluppo locale.

Ora, un nuovo progetto viene portato avanti dai frati minori: la costruzione di una nuova chiesa in onore dei Martiri di Inhassunge, a perpetuo ricordo del loro sacrificio e della loro dedizione.

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