L'Eredità Spirituale di Padre Gabriele Amorth: Insegnamenti e Battaglie contro il Male

Padre Gabriele Amorth, decano degli esorcisti, è stato una figura centrale nella lotta contro il demonio e nella diffusione di una profonda spiritualità mariana. La sua vita, il suo ministero e i suoi scritti hanno offerto al mondo cristiano importanti intuizioni sulla realtà del male e sul potere della fede e della preghiera. Questo articolo esplora la sua eredità, attingendo alle testimonianze di altri esorcisti e ai suoi insegnamenti.

La Figura della Vergine Maria nella Lotta contro il Maligno

L'esperienza degli esorcisti sottolinea costantemente la profonda avversione del demonio verso la Vergine Maria e il suo ruolo cruciale nella sconfitta del male.

Testimonianze degli Esorcisti sul Potere di Maria

  • Padre Domenico Mondrone: "Quella per me è una ghigliottina!"

    Agli inizi degli anni Ottanta, l'esorcista gesuita padre Domenico Mondrone pubblicò il testo A tu per tu con il maligno. Egli raccolse una serie di frasi proferite dai demoni durante gli esorcismi. Una volta, afferrando un Rosario, il demonio gli disse: «Butta via quella robaccia, se vuoi parlare con me!». Alla sua risposta, il demonio replicò: «Escrementi di capra legati insieme!». L'esorcista ribatté: «Se per te è robaccia, io la bacio e a tuo dispetto me l'avvolgo al polso per sicurezza. Vedo che deve farti paura, vigliacco!». Il demonio, furioso, aggiunse: «Quella per me è una ghigliottina!». In un'altra occasione, dopo aver definito la Madonna «quella là», e alla domanda su chi fosse, il demonio con rabbia rispose: «Non farò mai quel nome! La odio infinitamente perché è la creatura più alta e più santa. Lui l'ha voluta così a mio dispetto, perché fosse la mia più schiacciante umiliazione!». Ancora, il demonio lamentò: «Quella donna è una terribile sconvolgitrice dei miei piani. È una devastatrice del mio regno. Non mi lascia riportare una vittoria e già mi prepara una sconfitta. Me la trovo sempre tra i piedi. Sempre indaffarata ad attraversarmi la strada, a suscitare fanatici che l'aiutano a strapparmi anime. Fin dove più clamorose sono le mie conquiste, in un silenzio capillare, lei moltiplica le sue».

  • Don Gabriele Amorth: L'umiltà e la purezza di Maria

    Don Gabriele Amorth, nel suo libro Un esorcista racconta, riporta episodi simili. Un suo amico esorcista, don Faustino Negrini, chiese al demonio durante un esorcismo: «Perché hai tanto terrore quando nomino la Vergine Maria?». La risposta fu: «Perché è la creatura più umile di tutte e io sono il più superbo; è la più obbediente e io sono il più ribelle; è la più pura e io sono il più sporco». Ricordando questo, don Gabriele Amorth un giorno comandò al demonio: «La Vergine Immacolata è stata elogiata per tre virtù. Tu ora mi devi dire qual è la quarta virtù, per cui tu ne hai tanta paura». Il demonio rispose: «È la sola creatura che mi può vincere interamente, perché non è mai stata sfiorata dalla più piccola ombra di peccato».

  • Padre Cipriano De Meo: "Mi schiaccia, distruggerebbe il mondo intero"

    Padre Cipriano De Meo, veterano degli esorcisti d'Italia con oltre 58 anni di ministero, nel suo libro Il divino e l'umano nel mio apostolato di esorcista (2007) riporta varie espressioni demoniache sulla Madonna. Una volta, nominando la Madonna, il demonio disse: «Non me la nominare, mi schiaccia, altrimenti distruggerei il mondo intero». In un'altra occasione, ricordando la giornata dell'Assunzione, il demonio sbottò: «Quella è una giornata maledettissima». Interrogato su come si trovassero quando si prega la Madonna, il demonio rispose: «L'onnipotenza di quella Donna ci fa paura». Un'altra volta, mentre l'esorcista pregava per le anime del Purgatorio, il demonio si lamentò: «Quelle mi hanno tradito all'ultimo momento. Mi sono sfuggite di mano, mi sono scappate per colpa di Quella, in un attimo ha fatto dire: pietà, pietà, pietà, pietà». Padre Cipriano aggiunse che il demonio, riferendosi alla Madonna, diceva: «Quella suggerisce sempre le cose peggiori» e che «Ogni volta che Lei prega, Lui interviene». Il demonio urlò: «Non la invocare, non parlare di Lei, è la mia dannazione, la mia distruzione, mi fai andare in bestia quando la nomini!». Alla domanda su cosa gli desse più fastidio tra il Vangelo e il Rosario, il demonio gridò: «Ma è la stessa cosa, cretino! Il Rosario è il Vangelo in miniatura che Quella ha fatto conoscere e ci ha messo l'invocazione a Lei e vuole che voi, poveri cretini, chiedete a Lei la forza per vivere secondo quello che sta scritto in quelle porcate (il Vangelo)». Egli aggiunse: «Lei ha capito che il Vangelo non sempre è appetibile, allora ve lo dà con il cucchiaino e si mette Lei in mezzo per darvi la forza di metterlo in pratica». Il demonio, con aria di sconfitto, concluse: «Il suo scopo è sempre di portare tutti a Cristo e mettere in pratica le porcate che Lui ha detto, per questo vi ha dato quell'arma schifosa che è il mezzo migliore per fare quello che ha fatto Lei». Padre Cipriano De Meo riporta anche espressioni come: «Quanto mi fa vomitare quella Donna, non la sopporto!» e «Quella là è una ladra».

  • Mons. Francesco Sutto: "Quel nome mi brucia la bocca!"

    Monsignor Ferruccio Sutto racconta di un esorcismo in cui, alternando formule latine e preghiere alla Madonna, il demonio, attraverso una posseduta, reagì: «Lascia stare quella là... che c'entra Lei? ... non nominarla!». L'esorcista, sapendo il fastidio che la Madonna provoca al demonio, incalzò chiedendo perché non la chiamasse con il suo nome, Maria. La risposta fu secca e rabbiosa: «Perché quel nome mi brucia la bocca!». Al sarcasmo dell'esorcista: «Ah! ti brucia la bocca? Ma tu che problemi hai? Non sei sempre nel fuoco dell'Inferno?», il demonio rispose: «Sì, ma il suo nome mi brucia di più». Monsignor Sutto rimase sbalordito da questa "finezza teologica". In un altro episodio con un giovane posseduto, alla domanda su cosa provocasse il nome di Maria, il demonio sibilando esplose: «Quel nome fa tremare l'Inferno!».

  • Padre Carmine De Filippis: La proclamazione della gloria di Maria

    Il 17 dicembre 2002, durante un esorcismo di padre Carmine De Filippis, una persona posseduta recitò lentamente l'Ave Maria con forte intensità. Poi, lo spirito aggiunse: «Devo, devo proclamare la gloria di Lei: Maria. Sono costretto! Mai potrei pronunciarne il Nome e quello che sto per dire se non ne fossi costretto. Tu, frate di Roma, dillo, dillo a tutti, scrivilo, scrivilo anche al Papa, parla, parla, parla di Lei: la più potente, che sempre ci sconfigge, che sempre interviene a vostro favore, sempre annulla i piani di Belzebà e i nostri, di opprimervi e distruggervi. Avete Lei, Maria, che corre ovunque, di continuo, per soccorrervi e aiutarvi. Un'Ave Maria detta con fede è più efficace di tanti nostri tentativi di male, che mai come oggi mettiamo in opera per portare ovunque morte e perdizione, soprattutto servendoci di maghi e politici. Dillo e scrivilo dappertutto che contro di Lei, che voi chiamate Im-ma-co-la-ta (il demonio ha fatto enorme fatica nel sibilare questo titolo!), il mio capo e tutto l'Inferno non possiamo nulla...; anche nei confronti di questa qui non ho potuto nulla e ora devo andarmene... e questo perché? Perché lei e sua madre L'hanno invocata e L'amano... Invocatela, pregatela... parlate di Lei e pregatela». Infine, con grande eccitazione, il demonio gridò: «Non disperate! Non disperate! Non disperate!». La persona, dopo aver emesso schiuma bianca, si risvegliò ignara di quanto accaduto, sentendosi bene seppur stanca. Il demonio rivelò anche che la possessione era avvenuta per vendetta tramite maleficio. Questo "messaggio", pur non essendo nuovo, è una conferma "dal vivo" della "Onnipotente per Grazia", Maria.

  • L'esperienza di Padre Pio e l'assistenza mariana

    Della presenza e dell'assistenza che la Madonna riserva ai sacerdoti e dell'amorevole assistenza che riservava a Padre Pio, ci offre una conferma singolare il demonio stesso. Nella Cronistoria del convento di San Giovanni Rotondo, negli appunti di padre Tarcisio Zullo del 1955, si narra di quattro indemoniati dalla Toscana. Durante gli esorcismi, i demoni infuriavano, ma non potevano assalire padre Tarcisio. Alla domanda «Perché non assalite anche me?», risposero: «Contro di te non possiamo nulla. C'è quell'altro che ti assiste». Rivelarono, dopo insistenza, che era Padre Pio, «quello con i buchi» (le stimmate), che non era solo, ma con san Francesco e «quella Donna che [egli] sta sempre a pregare». I demoni affermarono che Padre Pio è «un santo tanto grande, contro cui non si può fare nulla». E aggiunsero: «Il suo Padrone gli vuole un bene immenso. E chi può toccarlo?! Sta sempre con quella Donna... La prega sempre. Non c'è un minuto che non è assorto in Lei!». Anche al confessionale, dove Padre Pio rimproverava i penitenti, era assistito dalla Madonna e da san Francesco, che gli suggerivano ogni cosa. La virtù più coltivata da Padre Pio, secondo il demonio, era il nascondimento, l'umiltà. Dopo l'esorcismo, Padre Pio stesso, schermendosi, confermò di essersi ricordato una volta di aver raccomandato padre Tarcisio alla Madonna e a san Francesco, e «hanno fatto tutto loro».

Thematic photo of the Virgin Mary, possibly with a rosary, or a depiction of spiritual warfare against evil

La Vita e l'Opera di Don Gabriele Amorth

Don Gabriele Amorth è stato il più famoso esorcista dei nostri tempi, la cui figura è stata spesso oggetto di incomprensioni, ma la cui vita è stata un esempio di fede e dedizione.

Dal Partigianato al Sacerdozio

Domenico Agasso, vaticanista de La Stampa, ha firmato il volume Don Amorth continua. La biografia ufficiale, che ripercorre i 91 anni di vita di padre Gabriele, 62 dei quali come sacerdote e 30 da esorcista. Il libro rivela un background inedito di Amorth, che fu partigiano, politico, giornalista e scrittore. Nato a Modena, Amorth si formò nella gioventù nell'ambiente dell'antifascismo democristiano, lavorando a fianco di personalità come Dossetti, La Pira, Fanfani e Lazzati. Nonostante le sue qualità politiche, Gabriele antepose la vocazione religiosa, maturata grazie a «una fede respirata in casa ogni giorno» e alla «santità dei genitori». Suo padre, Mario, avvocato, fu tra i fondatori nel 1919 del Partito Popolare di don Luigi Sturzo. Ricevette l'ordinazione sacerdotale nel 1954.

Il Decano degli Esorcisti

Don Amorth iniziò il suo ministero di esorcista negli anni '80, già sessantenne, e da quel momento intraprese una lotta incessante contro il "nemico dell'uomo". Svolgeva decine di esorcismi ogni giorno, anche in condizioni di salute precarie, spingendosi ai limiti delle sue forze. È stato il fondatore dell'Associazione Internazionale Esorcisti, di cui il 16 settembre si celebrano i dieci anni dalla sua dipartita. Promosse un'intensa attività informativa e performativa sulla prassi esorcistica, con uno stile comunicativo sapiente e semplicissimo, che lo rendeva accessibile a tutti.

Sfide e Controversie

Padre Amorth si scontrò con una parte della Chiesa che non credeva in Satana e nel suo potere, considerandolo un retaggio medievale, incontrando «troppe riserve, troppe resistenze, troppe timidezze». Riuscì, tuttavia, a portare all'attenzione pubblica il tema degli esorcismi, scrivendo libri e articoli, partecipando a programmi televisivi e conferenze, e mettendo in guardia dai pericoli del satanismo. Nonostante le critiche e le derisioni, portò avanti la sua missione con determinazione.

Photo of Padre Gabriele Amorth, possibly with a crucifix, looking resolute

La Questione dei Collaboratori e l'Eredità

Don Amorth spesso si trovava di fronte a persone che si presentavano come suoi stretti collaboratori, ma in realtà non lo erano. In una lettera del 13 maggio 2016, pubblicata sulla Lettera Circolare interna dell'Associazione Internazionale Esorcisti, dichiarò: «Vengo sempre più a conoscenza che un numero crescente di persone - sacerdoti e laici - si presenta sulla stampa e in internet come se si trattasse di miei stretti collaboratori. Talvolta sono persone incontrate solo per un colloquio e per una benedizione e che hanno chiesto infine di poter fare una fotografia con me o una ripresa video ponendo poi tali foto e video su internet, per accreditarsi come miei collaboratori, mentre in realtà non lo sono; mi hanno anche attribuito parole che non ho mai detto». Precisò che i suoi pochi e fidati collaboratori vivevano in estrema riservatezza e discrezione. L'opera e l'esempio di Padre Amorth non devono essere dispersi, ma piuttosto valorizzati, soprattutto in tempi di secolarizzazione e perdita del senso del sacro. «Passata la pandemia, il Demonio non passa», si legge nelle ultime pagine del libro a lui dedicato, sottolineando la continua necessità di "soldati di Dio" pronti alla lotta.

Gli Insegnamenti di Don Amorth: La Preghiera e la Lotta Spirituale

Oltre al suo ministero di esorcista, Padre Amorth era un infaticabile predicatore e catechista, i cui insegnamenti guidano i fedeli nella vita di grazia e nella lotta contro il male.

Il Messaggio del Vangelo: "Il tempo dell'attesa è scaduto"

Gesù, introducendo la sua predicazione pubblica, affermò: «Il tempo dell’attesa è scaduto, il regno dei Cieli è giunto, convertitevi, credete al Vangelo». Il tempo dell'attesa era quello del Messia, preannunciato già nel protovangelo con l'annuncio di una donna il cui figlio avrebbe schiacciato la testa al serpente: questa donna è Maria, «umile ed alta più di creatura». Gesù non si presentò come un generale o un conquistatore armato, ma venne per vincere Satana e il peccato, aprendoci le porte del Paradiso e predicando l'amore universale. Il regno di Dio è giunto con Gesù, che fonda una nuova società, la Chiesa, con lo scopo di portare la salvezza in tutto il mondo. Gesù è il capo di questo regno, e Maria è la seconda, la "donna" profetizzata sin dall'inizio dell'umanità, colei «il cui figlio ti schiaccerà la testa», la testa di satana. Da esorcista da trent'anni, Amorth ha sempre sottolineato l'importanza di conoscere i pericoli del demonio per vivere in Grazia e raggiungere il Paradiso, che il demonio cerca di impedire.

Il Significato di "Convertitevi" e la Vita di Grazia

La conversione, spesso invocata anche dalla Madonna di Medjugorje, non è solo il passaggio da una religione all'altra o l'inizio di una pratica cristiana, ma un cambiamento profondo della mente e dei pensieri. Dobbiamo spostare l'attenzione dalle preoccupazioni terrene al Paradiso, ricordando che siamo stati creati «per mezzo di Gesù Cristo, ed in vista di Gesù Cristo». Questa vita terrena è un passaggio, e il modo in cui la viviamo determina la nostra vita eterna. La morte è solo un passaggio da una stanza all'altra, e subito dopo c'è il giudizio particolare. I Novissimi (morte, giudizio, inferno, Paradiso) sono punti fondamentali della nostra vita. La Madonna a Fatima mostrò l'inferno ai bambini, per esortare alla preghiera e al sacrificio per la salvezza delle anime. Dobbiamo sempre migliorarci, non ritenerci perfetti. La confessione frequente (minimo una volta al mese, o settimanale come praticato da Amorth e dal Beato Giacomo Alberione) è un mezzo non solo per cancellare i peccati, ma per una continua purificazione e scoperta dei propri difetti. Le sofferenze, se offerte al Signore, acquistano un grande valore. Di fronte alle difficoltà, la fede ci porta ad accettare tutto e a dire: «Signore, sia fatta la Tua volontà».

Confession EXPLAINED

"Credete al Vangelo": L'Importanza della Preghiera

Gesù ci comanda: «Credete al Vangelo». Don Gabriele Amorth ha sempre sostenuto l'importanza delle apparizioni di Medjugorje e dei messaggi della Madonna, che esortano alla preghiera. La preghiera non è un mezzo per piegare la volontà di Dio alla nostra, ma per conformare la nostra volontà a quella divina. Il modello di preghiera è quello di Gesù nell'orto: «Padre, se è possibile, passi da me questo calice, ma avvenga come vuoi tu, non come voglio io». La preghiera, anche se non ci dà ciò che chiediamo, ci dà molto di più, perché spesso ciò che desideriamo non è il meglio per noi. La Madonna esorta anche a pregare in gruppo, in famiglia, affinché la preghiera diventi fonte di unione e comunione.

Esorcismo e Preghiere di Liberazione: Distinzioni e Pratiche

Per Don Amorth, era fondamentale distinguere tra esorcismi ufficiali e preghiere di liberazione, chiarificando i ruoli e le pratiche.

Il Potere nel Nome di Gesù

«Coloro che crederanno in me, nel mio nome scacceranno i demoni» (Marco 16,17). Gesù ha esteso questo potere a tutti i credenti, a condizione che si agisca nel suo nome. La forza di chiunque scaccia i demoni, sia esorcista o meno, risiede nella fede nel nome di Gesù. È un potere che deriva direttamente da Cristo e che nessuno può limitare. La Chiesa, per aiutare coloro che soffrono di mali malefici e per prevenire gli imbrogli, ha istituito l'esorcismo come sacramentale.

Esorcismo vs. Preghiera di Liberazione

Don Amorth insisteva sulla necessità di usare le parole in modo appropriato per evitare equivoci. L'esorcismo è un sacramentale istituito dalla Chiesa, amministrato esclusivamente da sacerdoti che abbiano ottenuto licenza dal loro vescovo, utilizzando preghiere specifiche indicate dal Rituale. Tutte le altre preghiere dirette a liberare dal demonio, recitate da sacerdoti o laici, sono considerate "preghiere di liberazione" e non esorcismi. Non esistono "esorcismi solenni" o "esorcismi semplici".

Infographic or diagram illustrating the difference between exorcism and prayer of liberation

Lo scopo di entrambe le forme è identico: liberare da una presenza o influenza malefica. L'efficacia è più complessa: un laico che prega per la liberazione fa una preghiera privata, esercitando il sacerdozio dei fedeli. Un sacerdote, con pari condizioni, ha maggiore efficacia grazie al sacerdozio ministeriale. Un esorcista, amministrando un sacramentale, ha un'efficacia intrinsecamente ancora maggiore, coinvolgendo l'intercessione della Chiesa. Tuttavia, il Signore tiene molto conto della fede. È possibile che la preghiera di un laico con grande fede sia più efficace di un esorcismo compiuto con minore fede. Non conta solo la fede di chi prega, ma anche quella della persona per cui si prega, dei suoi familiari e amici.

Gli esorcismi sono prescritti per le forme più gravi, come la possessione diabolica vera e propria. Tuttavia, possono essere usati anche in altri casi di intervento malefico. Nei casi minori o meno gravi, non è necessario l'esorcismo, ma può bastare la preghiera di liberazione o i comuni mezzi di grazia: preghiere, sacramenti, digiuno, opere di carità.

Ruolo dei Gruppi di Preghiera e Direttive

Nella maggioranza dei casi, il ministero degli esorcisti non è strettamente necessario, e data la loro scarsità, è opportuno riservare loro solo i casi gravi. È fondamentale risvegliare nei cristiani il senso di fedeltà a Cristo e di lotta al demonio. Tutti i fedeli, in quanto battezzati e cresimati, devono sentirsi lottatori contro il demonio, cooperando all'opera di Gesù che è venuto «per distruggere le opere del demonio». Vivere in grazia significa dire sempre "sì" a Cristo e "no" a Satana.

Le preghiere di liberazione hanno avuto un grande sviluppo grazie ai gruppi del Rinnovamento. È importante che, se la preghiera viene fatta in gruppo, sia guidata da un responsabile (sacerdote o laico) per un ordinato svolgimento. La Congregazione della Dottrina della Fede, in una lettera ai vescovi del 29 settembre 1985, ha fornito istruzioni importanti. Non si possono fare esorcismi ufficiali (riservati agli esorcisti) né usare l'esorcismo di Leone XIII come rito pubblico. Si deve evitare di rivolgersi direttamente al demonio per conoscerne il nome o per altre domande, poiché il dialogo diretto può essere pericoloso senza autorizzazione e protezione della Chiesa. Il documento sottolinea l'importanza della preghiera, dei sacramenti e dell'intercessione della Vergine Maria, degli angeli e dei santi.

Nelle preghiere di liberazione, è essenziale mantenere un clima di raccoglimento. Si possono usare mezzi come l'acqua santa e il crocifisso. Le benedizioni con acqua santa dovrebbero essere fatte da un sacerdote nei gruppi, mentre in famiglia è utile che padre o madre benedicano i figli. Nei gruppi, si deve evitare la curiosità e assicurare che chi assiste sia preparato. Si consiglia estrema discrezione nei gesti: la mano sul capo deve essere posta dal sacerdote o dal guida, gli altri possono tenere le braccia alzate senza toccare. Le preghiere più efficaci sono quelle di adorazione e lode a Dio.

I gruppi di preghiera rendono un grande servizio accompagnando le persone colpite in un cammino di preghiera e catechesi, specialmente in un contesto dove le parrocchie a volte faticano a offrire questo sostegno. Si tratta di una "nuova evangelizzazione" che può essere fatta collettivamente o individualmente. In questi casi, chi è affetto da mali malefici necessita di aiuto per pregare, andare in chiesa e accostarsi alla comunione, oltre a ricevere un'istruzione religiosa.

Don Amorth ricordava che «nel mio nome scacceranno i demoni»: il potere dato da Cristo richiede tanta fede, umiltà e dimenticanza di sé stessi. Padre Jozo di Medjugorje, ad esempio, dichiarò che una persona non era stata liberata perché troppi dei presenti erano animati da curiosità, e non da una vera volontà di pregare attivamente.

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