Informazioni e Attività del Cardinale Pietro Parolin

Le recenti attività del Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità, includono importanti nomine e significative riflessioni teologiche, evidenziando il suo ruolo centrale nella Chiesa universale. Di seguito, un quadro delle sue funzioni e interventi più recenti.

Ruoli e Servizio del Cardinale Pietro Parolin

La Conferma nel Dicastero per i Vescovi

Il Santo Padre ha confermato come Membro del Dicastero per i Vescovi l'Eminentissimo Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato. Questa conferma lo inserisce tra le figure chiave di un'Istituzione curiale fondamentale per la Chiesa.

Ritratto del Cardinale Pietro Parolin

L'Operato della Segreteria di Stato: un Saluto al Papa

«La fede e l’amore nel Signore Gesù», insieme alla fede e all’amore per la Chiesa, «la Sposa di Cristo», unito con il servizio al Papa, al suo «ministero petrino di conferma nella fede e di unità nella Chiesa»: sono questi i tratti che caratterizzano l’operato della Segreteria di Stato. Queste parole sono state ricordate dal cardinale Pietro Parolin nel saluto rivolto a Sua Santità Leone XIV durante un'udienza.

Caratteristiche del Servizio

Il porporato ha citato alcune cifre relative alla Segreteria di Stato, l'Istituzione che dalla fine del XV secolo coadiuva il Romano Pontefice. Attualmente, essa conta 246 dipendenti, di cui:

  • 181 nella Sezione per gli Affari generali
  • 59 in quella per i Rapporti con gli Stati
  • 6 in quella per le Rappresentanze pontificie
Infografica sulla struttura della Segreteria di Stato

Composizione e Varietà dei Membri

Il Cardinale Parolin ha sottolineato la provenienza diversificata del personale: «Proveniamo da tante parti del mondo», ha aggiunto, «tutti i continenti sono rappresentati», anche l’Oceania. Diverse sono anche le «categorie del popolo di Dio» che operano al servizio della Segreteria di Stato: «vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose, laici e laiche», tutti con competenze specifiche per il proprio settore operativo. Questo rappresenta un mosaico variegato, ma unito dalla fede e dall’amore per il Signore Gesù e per la Chiesa, nonché dal servizio al ministero petrino.

A Sua Santità Leone XIV, il porporato ha infine assicurato l’impegno dell’intero organismo a essere «sempre di più» al suo servizio, rinnovandogli la fedeltà, affinché il Papa «possa portare avanti, con gioia anche, oltre che con efficacia, il suo ministero di unità e di conferma nella fede nella Chiesa universale».

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La Meditazione del Cardinale Parolin in Andorra

Lo Sguardo Mariano come Modello di Vita

Accogliere Maria come modello di vita evangelica significa «guardare al mondo e alla storia con occhi nuovi, con uno sguardo diverso», uno sguardo «aperto e penetrante davanti a quanto succede nella propria terra». È questa la ferma convinzione espressa dal cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, durante l’omelia pronunciata ieri, venerdì 8 settembre, festa della Natività della Vergine, nella messa al santuario di Meritxell, in Andorra. L'occasione era la celebrazione dei 150 anni dalla proclamazione di Nostra Signora di Meritxell a patrona del Paese pirenaico.

Foto del Santuario di Meritxell in Andorra

La Forza di uno Sguardo Attento e Compassionevole

Ciò che rende “forte” una comunità nazionale, ha osservato il porporato, è proprio quello sguardo «in grado di vedere quel che la malvagità, in tutte le sue tragiche forme, vuole nascondere, non far vedere». Questo sguardo è anche «in grado di indicare ed accogliere gli scartati, gli umiliati, i poveri», ma è anche capace di «fare spazio alla novità e al cambiamento» e «di immaginare il futuro come alternativa al presente lì dove quest’ultimo si mostra schiavo di logiche e pratiche di morte».

Non ultimo, è «lo sguardo che si proietta oltre le difficoltà e i fallimenti» e che «va oltre la paura e i suoi fantasmi», riuscendo a intessere legami e creare relazioni. In sostanza, ha rilanciato Parolin, è lo sguardo di chi, come indicato da Papa Francesco, guarda «una persona dall’alto in basso soltanto per aiutarla a sollevarsi, niente di più». Questo implica accogliere tutti, senza escludere nessuno, ma riconoscendo a ciascuno il diritto di esistere e vivere bene.

Nella fede, ha rimarcato il porporato, «è lo sguardo di colui e di colei che dicono: “Tutto posso in colui mi dà la forza” (Fil 4, 13)» e, al contempo, di chi, «di fronte al suo nemico, vede la possibilità della riconciliazione», senza temere il giudizio umano e intraprendendo «la difficile e scandalosa via del perdono quale nuovo inizio, nuova nascita, per sé e per gli altri».

Ecco allora che le molteplici sfaccettature di uno sguardo «che rende “forti” nella fede e in umanità», ha fatto osservare il cardinale, sembrano condensate «negli occhi grandi, acuti e penetranti dell’immagine di Nostra Signora di Meritxell». Non è quindi casuale, ha proseguito, che il popolo abbia trovato in lei quel punto di riferimento «che la rende compassionevole e sollecita Patrona della comunità nazionale: quegli occhi e quello sguardo sono il tesoro da custodire e da tramandare alle giovani generazioni, perché anch’esse siano attratte a ciò che rende “forti” nel campo della cultura, dell’educazione, della società, della politica, dell’economia, così come nel campo della fede consapevolmente vissuta, praticata e annunciata».

Questo significa essere capaci «di “far nascere” e di proiettarsi nel futuro; di “far nascere” non al presente dell’orrore e al futuro del nulla, ma al presente della bellezza e al futuro della speranza».

La Chiesa Universale: una Comunità che "Fa Nascere"

Ed è la stessa Chiesa universale, ha fatto notare Parolin, «a sentirsi impegnata ad essere una comunità viva che non si arrende alla sterilità ma “fa nascere”, “genera”: alla conoscenza e all’incontro con la Santa Trinità, all’esperienza della redenzione e della salvezza, alla rinuncia alla crudeltà e alla costruzione della pace». Un “far nascere”, e un “generare”, che però non avvengono all’interno di uno spazio protetto e separato, lontano da ciò che fa problema e paura, ha precisato il Cardinale.

«Maria non nasce in un pezzo di mondo magicamente indenne dalle contraddizioni e dalle cattiverie umane» ma nella terra di Israele, «segnata, come tante altre terre - ieri e ancora oggi -, da conflitti ed inimicizie». Pertanto la Chiesa, ha ammonito il cardinale, «se vuole essere credibile nel suo essere comunità viva che “fa nascere” alla vita e “genera” al futuro, ha bisogno di stare “dentro” le sofferenze che nascono dalla negazione della dignità umana e della dignità del creato».

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