La città di Bari ospita due importanti luoghi di culto cattolici, ciascuno con la propria storia, architettura e fervente devozione: il Santuario Basilica di Santa Fara e la Chiesa di Santa Rita. Entrambe le strutture rappresentano punti di riferimento spirituali e aggregativi per le rispettive comunità e per i fedeli provenienti da tutta la regione.
Il Santuario Basilica di Santa Fara a Bari
Il Santuario Basilica di Santa Fara, di recente costituzione, è il centro principale di devozione per Santa Fara (Burgundofara). Custodisce tre oggetti di culto di particolare importanza: un frammento dell’osso della fronte della Santa, conservato in un reliquiario dorato proveniente dal monastero di Faremoutiers e donato nell’ottobre del 1937 dal vescovo di Meaux (Île de France), un dipinto e una statua.
Origini della Devozione e Fondazione
La chiesa di Santa Fara, situata alla periferia di Bari lungo la via per Bitritto, trae origine dalla devozione verso tale santa già presente presso la famiglia di Cagno Sessa. L’inizio del culto, per l’esattezza, risale al 13 novembre 1929 presso la cripta della chiesetta di San Michele, nel borgo antico della città di Bari. Il benefattore che volle donare il terreno e una villa antica alla Provincia delle Puglie dei frati cappuccini, il professor avvocato Simeone di Cagno Sessa, stabilì che l’eventuale chiesa da edificare dovesse essere dedicata alla santa monaca benedettina francese della famiglia dei Burgundi. Il suo nome, difatti, per intero era "Burgundofara". Il merito della devozione e del culto di S. Fara a Bari va attribuito al prof. avv. Simeone Di Cagno Sessa.
La costruzione dell'opera di S. Fara "trae origine dalla notizia dell’apparizione della Santa, che si dice avvenne il 13 dicembre 1929, nell’antica chiesa dei benedettini, detta di S. Ecco come l’episodio fu narrato dal bollettino di S. Maria Nicola Monno, pia e povera donna, si portava di buon mattino, il 13 dicembre del 1929, alla chiesa di S. Michele, in via S. Benedetto, dove si celebrava l’ottavario dei Defunti. La pia donna, assistendo alla messa aveva fatto la comunione; mentre ritornava al proprio posto, fu avvicinata da una sconosciuta, vestita di nero, che le chiedeva di parlare; in risposta le fece intendere che l’attendesse quando sarebbe uscita di chiesa. Infatti la sconosciuta attendeva nella piazzetta antistante; le si avvicinò offrendole una immaginetta di S. Fara. La Monno, quasi interdetta, accettò il dono, mentre una seconda donna sopraggiunta l’animava col dire: “Sì, prendetela, quella Santa fa molti miracoli, prendetela, prendetela”. Di lì a poco la Monno, riavutasi dalla sorpresa, si voltò per riconoscere e ringraziare le due donne, ma, con sua sorpresa, erano già sparite. Ritornata a casa, i suoi si accorsero del turbamento che la rendeva inquieta, per cui dovette raccontare l’accaduto. Conseguenza provvidenziale del fatto fu, come si è detto, che l’avvocato prof. Simeone Di Cagno Sessa approfondì la conoscenza intorno a S. Fara, si recò in varie città d’Italia dov’era venerata la Santa e poi in Francia all’abbazia di Faremoutiers, borgo a circa 52 chilometri da Parigi, per attingere alla fonte notizie certe su S. Fara. In una seconda visita fatta a detta abbazia, il prof. Di Cagno Sessa ebbe in dono una preziosa reliquia della Santa.

La Costruzione e le Caratteristiche Architettoniche
Sul suolo preesisteva una cappella rurale, poi demolita per fare spazio alla futura grande chiesa. Il 7 dicembre 1938, memoria liturgica di Santa Fara, avvenne la posa della prima pietra. Mons. Giovanni Anaclerio, delegato dell’Arcivescovo Mons. Marcello Mimmi, benedì e pose la prima pietra per la costruzione della Casa e Chiesa di S. Fara. Assistevano alla funzione il prof. Simeone di Cagno Sessa, D. Giovanni Battista Ceci O.S.B., D. Il suolo su cui stava per sorgere l’opera apparteneva al benemerito prof. Di Cagno Sessa, sulla via provinciale per Bitritto, ora via Generale. A un anno di distanza, il 7 dicembre 1939, a cura dello stesso prof. Di Cagno Sessa, era già costruita la futura sacrestia della chiesa con alcuni locali annessi. Detta sacrestia che ora funziona da cappella fino al compimento del tempio, fu arricchita di paramenti sacri e di una preziosa reliquia di S. Fara (parte di osso frontale), donata dal monastero di Faremoutiers.
Esiste un carteggio tra il prof. di Cagno e i monaci benedettini silvestrini, invitati a prendere in considerazione l’ipotesi di una venuta a Bari. Il 7 dicembre 1943 venne istituita la parrocchia. Il 7 dicembre del 1943, dato l’incremento della devozione dei fedeli, Mons. Marcello Mimmi, arcivescovo di Bari, accogliendo i voti del prof. Di Cagno Sessa, fondava canonicamente la parrocchia di S. Fara. I primi contatti con i frati cappuccini si ebbero nel 1947. Il 22 ottobre del 1947, il prof. Di Cagno Sessa con atto del notaio A.S. Vernice, faceva atto di cessione dell’Opera di S. Fara ai Padri Cappuccini della Provincia di Puglia. Il primo parroco cappuccino fu p. Carlo Patano. Nello stesso comprensorio della villa antica, già provvista di verde privato, vennero edificati prima il convento e poi la chiesa. Una comunità di frati con i candidati agli ordini sacri, studenti di Teologia, venne a stabilirsi in quella villa già nel 1950, proveniente dal convento di Scorrano (Lecce), sede anteriore dello Studentato teologico. Il convento fu inaugurato il 1° dicembre 1957.
Con grandi sacrifici e l’impegno di molti benefattori, nel 1962 iniziarono i lavori per il tempio dopo un concorso nazionale di idee, in cui furono presentati vari progetti. Nel 1975 si inaugurò la nuova chiesa con l’inaugurazione da parte dell’arcivescovo di Bari, Anastasio Alberto Ballestrero. La pala dell’altare maggiore rappresenta S. Fara dell’immagine di Sciacca, opera pregevole del prof.

Per accedere all’interno erano state realizzate negli anni tre porte monumentali in bronzo, su disegno dello scultore Adolfo Rollo, sulle diverse facciate: la porta del Redentore (lato nord), la porta di San Francesco (lato ovest) e la porta dell’Apocalisse (lato est). All’esterno della Basilica si ammirano le straordinarie bellezze di tre grandi porte in bronzo di Adolfo Rollo, considerate le più grandi dell’Italia Meridionale. Lo stesso artista scolpì un grande Crocifisso, sovrastante la sede del celebrante, e realizzò otto cartoni sulla parete absidale e altri sette a mo’ di polittico, che rappresentano i sette sacramenti, vicino al fonte battesimale col luogo destinato alla reposizione degli oli benedetti.

L’iter di progetto è stato molto lungo: la prima soluzione prevedeva una chiesa divisa in due parti: una per ogni polo del quartiere. La seconda prevedeva la realizzazione della chiesa sui bordi della cava, come un estremo tentativo di colonizzazione e riappropriazione dell’immensa voragine. Entrambe le soluzioni sono poi state accantonate per ragioni varie. La terza sofferta soluzione, quella realizzata, si pone come cerniera e punto d’incontro tra le due comunità, essa infatti sorge nel luogo dove si incontrano i percorsi che provengono dalla zona delle case popolari e delle cooperative. Lo spazio del sagrato all’arrivo delle due rampe ed il retrostante chiostro ricreano uno spazio riservato, protetto, ma dal quale è possibile vedere sia i due lati del quartiere che la cava. In un orizzonte formato da volumi stereometrici ed ortogonali, la Chiesa di Santa Rita denuncia il suo rifiuto di appartenenza alla logica del luogo, sradicandosi dal terreno, come una prua che vuole muoversi e staccarsi dalla linea di terra. Unica linea inclinata di tutto il quartiere l’aula liturgica spicca da un rialzo artificiale del terreno per enfatizzare e rendere riconoscibile il luogo dove i due percorsi si congiungono, nel cuore del centro parrocchiale. Aula liturgica e centro parrocchiale si sviluppano in un unico organismo edilizio organizzato su due livelli. La struttura è costituita da due archi in c.a. L’aula liturgica è il fulcro e l’elemento generatore di tutto l’intervento: la geometria della sua stessa struttura produce le direttrici geometriche di tutto il complesso. La pianta dell’aula è di forma trapezoidale e può contenere circa 300 posti. Il tamponamento interno della chiesa è in U-Glass. La luce esterna viene modulata due volte dai frangisole esterni in cemento bianco e dai frangisole interni in legno, unico elemento caldo dell’intero progetto. Il Centro Parrocchiale si sviluppa attorno al chiostro, posto a cerniera tra il giardino e il sagrato. Su di esso affacciano tutte le sale e le attività del Centro, unico spazio di intimità dell’intero quartiere. Le due lunghe facciate laterali sono realizzate con pannelli di cemento bianco distanziati l’uno dall’altro per consentire il controllo della luce e per mantenere la trasparenza esterno-interno racchiudendo in un’unica geometria la complessità e l’articolazione degli spazi interni. Strutture: telaio e setti in c.a. Domus n. Chiesa Oggi n. Ottavio Di Blasi. 7.

Oggetti di Culto e Tradizioni
Durante l’anno nella chiesetta di S. Fara vengono celebrate a Bari tre feste in onore della Santa: il 10 maggio la benedizione delle spighe; il 3 agosto la celebrazione del Patrocinio della Santa; il 7 dicembre la festa liturgica di S. Fara. La festa principale si celebra l’ultimo mercoledì di maggio; nel pomeriggio hanno luogo la processione, che attraversa le vie del quartiere con la statua e il reliquiario, la benedizione e la distribuzione delle spighe di grano.
Volti e storie dal Santuario di Santa Fara a Bari /1
La Chiesa di Santa Rita a Bari
La Chiesa di Santa Rita è un edificio religioso situato nel comune di Bari, in provincia di Bari, nella regione Puglia. La chiesa è dedicata a Santa Rita da Cascia, una santa molto venerata nella tradizione cattolica per la sua vita di fede e di carità.
Descrizione e Funzione
La Chiesa di Santa Rita è un luogo di fede e di preghiera, dove i visitatori possono trovare conforto e sostegno spirituale. All'interno della chiesa si trovano degli affreschi e delle opere d'arte che rappresentano la vita di Santa Rita e altri momenti significativi della storia religiosa. La chiesa è aperta ai fedeli e ai turisti che desiderano visitarla e partecipare alle celebrazioni religiose. La Chiesa di Santa Rita è un luogo di incontro e di aggregazione per la comunità locale, che si riunisce per celebrare la propria fede e partecipare alle iniziative promosse dalla parrocchia. Chi visita la Chiesa di Santa Rita non può non rimanere colpito dalla bellezza e dalla spiritualità che trasmette.

Le Celebrazioni in Onore di Santa Rita
Le celebrazioni in onore di Santa Rita da Cascia sono quasi una ricorrenza per i fedeli del Quartiere San Paolo di Bari. Il percorso del corteo storico di Santa Rita da Cascia è uno degli avvenimenti più seguiti e vissuti a Bari. Il programma prevede:
- Mercoledì 21 maggio:
- Ore 17:30: Santo Rosario e triduo.
- Ore 18:00: Santa Messa nella parrocchia.
- Ore 19:00: Inizio del suggestivo Corteo Storico di Santa Rita, con partenza dalla Parrocchia Madre della Divina Provvidenza in via V. Ricchioni. Il percorso include via Giovanni Candura, via Pacifico Mazzoni, via Nicola Leotta (lato popolari), via Riccardo Ciusa (lato Cooperative) fino al Giardino di Santa Rita.
- Verrà inaugurata una targa all’ex sindaco Antonio Decaro per il murales dedicato a Santa Rita.
- Giovedì 22 maggio:
- Ore 17:00: La statua di Santa Rita verrà riportata in chiesa dal giardino in via Giovanni Candura angolo Pacifico Mazzoni.
- Ore 17:30: Santo Rosario.
- Ore 18:00: Santa Messa in memoria della Santa.
- Ore 19:10: Partenza della processione liturgica, con lo stendardo e la statua di Santa Rita. Si inizia dalla parrocchia Madre della Divina Provvidenza, percorrendo via V. Ricchioni, via Lonero, via De Vicaria, via De Benedictis, via Bonomo, via De Blasi, via S. Tramonte, viale Europa, via N. Leotta (lato cooperative), via V. Ricchioni.
Si invitano i fedeli a tenere accesa una luce nella notte tra le due giornate come simbolo di preghiera e devozione alla Santa. Inoltre, i fedeli che vedranno passare corteo e processione potranno addobbare i propri balconi in onore della Santa. Questo programma è stato realizzato dal coordinatore Michele Genchi, dal gruppo di preghiera di Santa Rita e dei Padri Barnabiti, dal Comune di Bari (con il sindaco Vito Leccese e l’ex sindaco Antonio Decaro), e dal presidente del Terzo Municipio Luisa Verdoscia, con il supporto di polizia locale e carabinieri.