Gesù nell'Africa Orientale: Missione, Opere e Questioni Iconografiche

Il Presidente dei gesuiti dell’Africa e Madagascar (JESAM), padre Michael Lewis, ha recentemente ospitato sei Superiori Maggiori europei, inclusi quello italiano, per presentare una visione più completa e umana del continente africano. Questo incontro ha segnato una fase missionaria e di approfondimento sulle organizzazioni internazionali, come ONG e progetti di finanziamento.

Durante la visita, i Superiori hanno esplorato diverse opere dei gesuiti in regioni chiave come la Provincia dell’Africa Orientale, la Regione del Rwanda-Burundi e la Provincia dell’Africa Centrale. A Nairobi, in Kenya, hanno partecipato alle liturgie domenicali presso la parrocchia di Saint Joseph the Worker a Kangemi, visitato il centro di spiritualità di Mwangaza e constatato le difficili condizioni dei rifugiati nel Campo di Kakuma, supportato dal Jesuit Refugee Service (JRS).

Mappa dell'Africa Orientale con evidenziate le aree visitate dai Superiori Maggiori (Kenya, Ruanda, Repubblica Democratica del Congo)

Successivamente, il gruppo si è recato a Kigali, in Ruanda, dove hanno visitato il Christus Retreat Centre e la nuova Saint Ignatius School di Kibagabaga. Il viaggio è proseguito via terra fino al noviziato di Cyangugu, attraversando poi il confine con la Repubblica Democratica del Congo per raggiungere l’Amani Retreat Centre di Bukavu.

Al loro ritorno in Europa, i sei Superiori hanno condiviso le loro esperienze, sottolineando la notevole e diversificata opera dei gesuiti africani. Questa opera spazia dai centri di ricerca alle istituzioni accademiche, dai campi dei rifugiati alla presenza nei quartieri disagiati delle metropoli, fino alla formazione in aree prive di servizi essenziali. L’obiettivo è conferire dignità e speranza alla popolazione africana, valorizzandone il potenziale e offrendo un'alternativa concreta all'emigrazione.

Padre Matarazzo ha commentato: "In ogni situazione ho sentito un anelito di vita prorompente, come nel campo rifugiati (oltre 200.000 persone) di Kakuma in Kenya, dove una bimba, vedendo la delegazione entrare, ci è corsa incontro e mi ha preso per mano. Ha 5 anni. È orfana."

Iconografia di Gesù: Evoluzione e Dibattiti sull'Aspetto Fisico

Nonostante la mancanza di descrizioni dirette nel Nuovo Testamento sull'aspetto fisico di Gesù prima della sua morte, diverse teorie sono state avanzate e dibattute a partire dal II secolo. Durante il Medioevo, la circolazione di documenti di origine incerta ha alimentato dettagli su presunte apparizioni di Gesù.

Nel XIX secolo emersero teorie che attribuivano a Gesù origini europee, in particolare ariane, così come ipotesi sulla sua discendenza africana. Il Nuovo Testamento offre un accenno alla Trasfigurazione, in cui il volto di Gesù "risplendette come il sole".

Riferimenti nell'Antico Testamento riguardanti il Messia sono stati interpretati teologicamente per congetturare sull'aspetto di Gesù, piuttosto che basarsi su dati storici. Ad esempio, Isaia 53:2 descrive un Messia disprezzato. I Padri della Chiesa, come Girolamo e Agostino d'Ippona, sostenevano una prospettiva teologica che ipotizzava una bellezza ideale per Gesù.

Gli ʾaḥādīth islamici, compilati tra il VIII e il IX secolo, descrivono Gesù come "rosso", interpretato come una tonalità di pelle bruna con sfumature rossicce.

Rappresentazione artistica medievale di Gesù, enfatizzando la sua umanità e divinità

Teorie Razziali e Descrizioni Storiche

A partire dal XIX secolo, si svilupparono teorie sull'origine ariana di Gesù, spesso motivate dal desiderio di dissociarlo da qualsiasi legame ebraico, specialmente in contesti teologici nazisti. Lo scrittore Godfrey Higgins ipotizzò che Gesù fosse un indo-ariano di pelle scura proveniente dall'India settentrionale.

Diverse descrizioni di Gesù provengono da santi e mistici che affermarono di aver avuto visioni del Cristo. Nel XX secolo, l'attenzione si è concentrata su immagini considerate miracolose, come la fotografia della Sindone di Torino scattata da Secondo Pia. Queste immagini sono definite "achiropita", ovvero "non fatte da mano umana", attribuite a un intervento divino.

A partire dal XIII secolo, l'immagine del Kyrios (in ebraico κύριος) divenne un punto di svolta nella rappresentazione artistica. Le rappresentazioni artistiche e cinematografiche hanno spesso cercato di caratterizzare Gesù come mediorientale. Nel film "La Passione di Cristo" (2004), ad esempio, sono state utilizzate protesi e modifiche digitali per conferire all'attore Jim Caviezel un aspetto più mediorientale.

Interpretazioni dei Vangeli sull'Aspetto di Gesù

I Vangeli offrono pochi dettagli sull'aspetto fisico di Gesù. La Trasfigurazione è un momento chiave: Matteo descrive il volto di Gesù come splendente come il sole, Luca menziona un cambiamento nell'aspetto del volto, mentre Marco parla genericamente di trasfigurazione. Luca riporta anche che Gesù "camminava con la faccia rivolta a Gerusalemme".

Altri riferimenti riguardano la Passione: Gesù si prostra con la faccia a terra nel giardino, riceve uno schiaffo sul volto durante l'interrogatorio, gli coprono il volto e gli sputano in faccia.

I Vangeli talvolta annotano espressioni sul volto di Gesù: Marco descrive uno sguardo di indignazione, un volto che si volta dopo aver avvertito la potenza di una guarigione, e Gesù che leva gli occhi al cielo prima di sfamare i cinquemila. Egli guarda con affetto un giovane ricco.

La Chiesa Ha Nascosto: Le Parole Di Gesù Nell’Ultima Cena Cancellate Dalla Bibbia

Dal Medioevo, gli artisti cristiani hanno trasformato il volto di Cristo, rendendolo un'icona universale. Diverse fasi della vita di Cristo sono state rappresentate artisticamente: Cristo Bambino, Gesù durante il suo ministero, il Cristo sofferente e il Signore glorioso. Un esempio artistico notevole è la "Vocazione di san Matteo" di Caravaggio, dove l'espressione di Cristo chiama Matteo a una nuova vita, e la luce sul volto dell'apostolo simboleggia il riconoscimento della Luce divina.

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