Il carcinoma prostatico è una delle neoplasie più diffuse tra la popolazione maschile in Italia. Secondo i dati AIOM 2024-2025, si stimano oltre 40.000 nuovi casi nel 2024. Sebbene non sia ancora stata individuata con certezza la causa del tumore della prostata, sono stati identificati molteplici fattori di rischio che aumentano la probabilità che la malattia insorga o assuma una forma più aggressiva.
In fase iniziale, il tumore della prostata spesso non manifesta alcun sintomo. Con l'avanzare della malattia, possono comparire disturbi di tipo urologico, comuni anche in altre condizioni benigne dell'apparato urinario o prostatico. Quando il tumore è diffuso ad altre sedi (tumore metastatico), possono essere presenti sintomi più generali come stanchezza intensa, perdita di peso inaspettata o dolori ossei. È fondamentale sottolineare che il tumore prostatico e l'ipertrofia prostatica benigna (IPB) - una condizione comune che si manifesta con un aumento del volume della prostata associato all'età e agli ormoni - non sono correlate: le due patologie possono coesistere nello stesso paziente, ma l'una non causa l'altra.

Diagnosi Precoce e Prevenzione
La diagnosi del tumore della prostata si basa sulla visita urologica con l'esplorazione rettale, che consente di valutare dimensioni, consistenza e eventuali anomalie della ghiandola, e sul dosaggio del PSA (antigene prostatico specifico) nel sangue. La prevenzione, invece, si fonda su uno stile di vita sano e attivo, che prevede l'esclusione di fumo e alcol per ridurre il rischio di ammalarsi, e sulla diagnosi precoce, che aumenta significativamente le probabilità di guarigione completa.
La visita urologica è un controllo medico non invasivo e indolore, eseguito dall'urologo, lo specialista nello studio e nella cura delle patologie dell'apparato urinario maschile. Durante la visita, il medico esegue un attento controllo del basso addome e della zona genitale esterna. L'urologo può ritenere necessario effettuare l'esame della prostata attraverso palpazione dal canale rettale, per verificare lo stato di salute della ghiandola. La visita urologica non richiede particolari norme di preparazione.
Opzioni Terapeutiche per il Tumore della Prostata
Le possibili terapie per il tumore della prostata dipendono da diversi fattori, inclusi lo stadio della malattia, l'età e le condizioni generali del paziente, la presenza di metastasi e l'aggressività del tumore. Le principali opzioni includono:
- Radioterapia: utilizza radiazioni mirate non invasive dirette sul tumore per eliminare le cellule tumorali.
- Ormonoterapia: ha lo scopo di bloccare la produzione o l'azione degli ormoni maschili (androgeni), che stimolano la crescita delle cellule tumorali.
- Chirurgia: la prostatectomia radicale è un intervento chirurgico che prevede l'asportazione di prostata e vescicole seminali in caso di tumore della prostata. La prostatectomia radicale robot-assistita nerve sparing - a conservazione dei nervi - rappresenta uno dei trattamenti di riferimento per alcune forme di tumore prostatico.
Prostatectomia Radicale Robotica: Cos'è e Come Funziona
Fino a qualche anno fa, era comune eseguire l'intervento "a cielo aperto", con un'incisione tra ombelico e pube, o con tecniche mininvasive per via laparoscopica. Oggi, la prostatectomia radicale robotica è una tecnica chirurgica avanzata che permette di rimuovere la prostata utilizzando strumenti introdotti nel corpo attraverso cannule di soli 5-12 mm di diametro (via laparoscopica), guidati da un'apposita telecamera e dall'assistenza di un robot. Quest'ultimo permette di eseguire movimenti accurati osservando su un monitor le immagini catturate dalla telecamera.
Preparazione all'Intervento
Prima dell'intervento sono necessari accertamenti di laboratorio, elettrocardiogramma, visita cardiologica, visita anestesiologica e radiografia al torace. Per prepararsi all'operazione è inoltre utile cercare di mantenere il più possibile il peso nella norma e seguire le indicazioni fornite dal medico sull'alimentazione e sui farmaci assunti quotidianamente.
La Procedura Chirurgica
L'intervento di prostatectomia radicale robotica prevede un'anestesia generale e, successivamente, un'incisione periombelicale attraverso la quale, come per l'intervento in laparoscopia, viene insufflata anidride carbonica all'interno della cavità addominale per dilatare la zona in cui operare. Questo è il momento in cui vengono posizionate speciali cannule che permetteranno al chirurgo di guidare i bracci del robot nell'inserimento in addome degli strumenti robotici. Il paziente viene posizionato supino sul letto operatorio, ma con la testa rivolta verso il basso (posizione di Trendelemburg), su appositi supporti, per permettere al sistema robotizzato Da Vinci di operare con i suoi bracci.
A tali bracci, l'infermiere strumentista, posizionato a fianco del tavolo operatorio insieme all'aiuto chirurgo, inserisce sofisticati strumenti chirurgici specifici per la prostatectomia radicale, manovrati a distanza dal chirurgo (operatore principale) che è seduto a una console posta all'interno della sala operatoria. L'equipe e il robot Da Vinci possono quindi iniziare l'intervento di rimozione della prostata e delle vescicole seminali, che può durare da 3 a 4 ore.
Durante l'intervento può essere eseguito anche un esame istologico della prostata per determinare l'estensione della patologia e valutare se sussiste la possibilità di conservare i nervi necessari all'erezione e alla continenza. A seconda del tipo di intervento pianificato, è possibile eseguire anche l'asportazione dei linfonodi pelvici bilateralmente, per l'esame istologico. Una volta terminato l'intervento di prostatectomia radicale, viene ripristinata la continuità delle vie urinarie tra vescica e uretra.
Stasera Salute (TV2000) - Prostata, l'era della chirurgia robotica
Vantaggi della Tecnica Robotica
L'uso del robot permette di perfezionare i movimenti del chirurgo, riducendo i tremori e consentendo manovre più precise. Migliora inoltre la visione tramite uno schermo full HD con visione 3D, riducendo così le perdite di sangue durante l'intervento e il rischio di danneggiare i nervi necessari per l'erezione. Anche la qualità della sutura che unisce vescica e uretra può essere più elevata. In generale, il robot consente un recupero delle funzioni sessuali e di continenza urinaria più precoce rispetto alla normale tecnica a cielo aperto.
Recupero e Gestione delle Complicanze Post-Operatorie
Decorso Post-Operatorio
In genere il paziente viene dimesso tre giorni dopo l'intervento con il catetere vescicale ancora inserito, oppure dopo sei giorni previa rimozione del catetere.
Disfunzione Erettile
La disfunzione erettile è la complicanza più frequente dopo prostatectomia radicale e può essere di gravità variabile in base a diversi fattori, tra cui l'età del paziente, la funzione erettile pre-operatoria e la preservazione dei nervi durante l'intervento. Un danno ai nervi implicati nell'erezione può determinare una riduzione temporanea o persistente della capacità erettile. Si manifesta più frequentemente subito dopo la rimozione del catetere vescicale, che nella prostatectomia robotica avviene in genere a 5 giorni dall'intervento.
Incontinenza Urinaria
L'incontinenza urinaria interessa circa il 10-20% dei pazienti operati, ma nella maggior parte dei casi si tratta di una condizione transitoria, che tende a risolversi o a migliorare significativamente entro i primi 2-3 mesi, soprattutto se supportata da una riabilitazione funzionale precoce del pavimento pelvico.

Riabilitazione Post-Prostatectomia
La riabilitazione funzionale post prostatectomia è un percorso di recupero della funzione urinaria e sessuale che viene proposto a tutti i pazienti dopo l'intervento, affidandosi a fisioterapisti specializzati. Il recupero della funzione erettile dopo prostatectomia richiede più tempo e un approccio multimodale (riabilitazione funzionale, farmaci di prima linea e, se necessario, farmaci iniettivi di seconda linea). Nella fase post-operatoria precoce, indipendentemente dalla ripresa dell'attività sessuale, i farmaci di prima linea (in compresse per bocca) favoriscono la vascolarizzazione dei tessuti penieni. Nei casi di mancata risposta alla terapia orale, è possibile ricorrere a iniezioni intracavernose di prostaglandine, che contribuiscono alla riattivazione del sistema erettile. In alcuni casi, è stata studiata una procedura che prevede il collegamento diretto di un nervo somatico - il nervo gracile - alle fibre nervose autonomiche dei corpi cavernosi, allo scopo di ristabilire un meccanismo naturale dell'erezione.
L'Importanza della Tecnologia e della Prevenzione
Sconfiggere il tumore della prostata è oggi possibile grazie ai progressi della Ricerca Scientifica e della tecnologia, alla diagnosi precoce e al supporto di un'équipe multidisciplinare. Questi alleati permettono di rispondere tempestivamente ed efficacemente alla malattia, definendo percorsi di cura sempre più personalizzati sulle esigenze del paziente.
L'attenzione di strutture sanitarie all'avanguardia è orientata a sensibilizzare sull'importanza della prevenzione e dei controlli periodici. Ad esempio, istituti come Humanitas Mater Domini hanno adottato già dal 2015 il sistema robotico Da Vinci X per la chirurgia mininvasiva. Questa tecnologia potenzia la precisione del chirurgo attraverso una visione ingrandita e tridimensionale del campo operatorio, permettendo di distinguere anche le strutture anatomiche più piccole, difficilmente visibili a occhio nudo. L'impegno di medici e ricercatori si concentra quotidianamente sull'individuazione di cure efficaci e sulla diagnosi rapida e semplice delle patologie di genere più frequenti.