Il Crocifisso Gnostico di Osimo e le Interpretazioni Esoteriche del Territorio

La città di Osimo, situata nelle Marche, è da tempo oggetto di interesse per coloro che esplorano l'esoterismo e le dottrine gnostiche, arrivando a reinterpretare anche luoghi sacri tradizionali come chiese, cattedrali e santuari mariani. Questo fascino si lega in particolare alle opere di autori locali che hanno esplorato le connessioni tra il patrimonio storico-artistico osimano e le filosofie esoteriche.

Roberto Mosca: Un Ricercatore tra Archeologia ed Esoterismo

Ritratto di Roberto Mosca

Nato a Osimo nel 1958, Roberto Mosca è stato un imprenditore, archeologo e scrittore, fondatore della sezione osimana dell'“Archeoclub”. La sua ricerca si è concentrata sulla riscoperta di un presunto legame esoterico nella storia e nei luoghi della città. Mosca è deceduto il 9 ottobre 2014, all'età di 55 anni, a causa di leucemia.

Le Opere e le Teorie di Roberto Mosca

Le teorie di Mosca, spesso sviluppate in collaborazione con altri autori, spaziano dagli ipogei cittadini ai simboli templari, dalla geometria sacra all'interpretazione "gnostica" di manufatti religiosi.

1. "Le Grotte, i Cavalieri, le Logge. Un intrigante mistero italiano" (2006)

  • Contesto e Autori: Pubblicato nel 2006 da "Osimo Edizioni", questo libro è frutto della collaborazione tra Roberto Mosca e Angelo Renna, architetto e all'epoca Vice-Presidente dell'Associazione Culturale “Osimo Sotterranea”. Gli autori ringraziano anche il Prof. Fabrizio Bartoli, figura ricorrente nelle loro ricerche.

  • Critica alla Teologia Cattolica: Nell'Introduzione, Mosca e Renna esprimono una visione critica della Fede e Teologia Cattolica, evidenziando quella che a loro avviso è una "contraddizione" nella mancanza di bibliografia dei "Vangeli convenzionali, scritti non prima di un secolo dopo la morte di Gesù".

  • Osimo e i Templari: Il testo identifica Osimo tra gli antichi luoghi templari in Italia. Nei sotterranei del centro storico, in un "dedalo incredibile di cunicoli e cavità", vengono segnalati simboli e sculture che richiamano l'antica religiosità pagana ed esoterica. Viene menzionata anche la chiesetta di San Filippo in contrada Casenuove.

  • Osimo "Città Cult" Esoterica: Nel capitolo "La quintessenza dell’esoterismo", Osimo è definita una "città cult per gli amanti dell’esoterismo", grazie ai suoi sotterranei (come via Campana e via Pompeiana) che formano una sorta di "percorso misterico". Sotto Palazzo Simonetti sono stati individuati simboli templari, e la famiglia Simonetti è descritta con legami a cardinali, letterati, carbonari e figure massoniche.

  • Congreghe Segrete: Secondo gli autori, la presenza di allegorie e simboli negli ipogei suggerisce l'esistenza di "riunioni di congreghe segrete". Queste includerebbero la setta quietista di Don Giacomo Lambardi nel XVII secolo e aderenti alla Massoneria e Carboneria nel XIX secolo. L'ipogeo di Palazzo Campana, in particolare, conterrebbe raffigurazioni riconducibili al pensiero alchemico e rosacrociano, probabilmente legate a riti iniziatici non compatibili con l'ortodossia religiosa. La segretezza era considerata indispensabile per sfuggire all'Inquisizione.

  • Tellurismo e Madonne Nere: Nel capitolo "Il tellurismo e la Madonna nera", gli autori collegano il culto mariano al culto pagano della Grande Madre, la dea Cibele, definita la "divinità tellurica per eccellenza" e "Grande Madre della fecondità". Gli ipogei sono visti come simboli dell'utero materno e luoghi di energie "magiche" con "effetti terapeutici e taumaturgici". La Festa del Covo in onore della Madonna di Campocavallo, secondo loro, rievocherebbe l'offerta del grano fatta dagli antichi a Cibele, il cui culto era presente nell'Osimo pre-cristiana. Gli autori ipotizzano anche un legame tra la Madonna Nera di Loreto, la Grande Madre o Iside, e la Maria Maddalena della Gnosi, intesa come colei che avrebbe trasmesso i "veri segreti di Gesù".

    Va precisato che la Festa del Covo di Campocavallo, iniziata nel 1939 e tenuta ad agosto, ha origini nella pietà cristiana e mariana dei contadini devoti e non ha legami diretti con l'antica Cibele.

  • Moderni Templari: Mosca e Renna individuano la sede dei "moderni Templari locali" nel centro storico di Osimo, nella chiesa templare di S. Filippo de Plano. Nel febbraio 2006, Roberto Mosca ha intervistato Fabrizio Bartoli (cavaliere dell’O.S.M.T.H. di Osimo) e Gabriele Petromilli (responsabile per le Marche del S.M.T.H.O.).

2. "La Triplice Cinta. La Geometria della Bellezza nelle opere dei maestri di ogni tempo" (2008)

  • Contesto e Autori: Pubblicato nel 2008 da "Terra Nuova Edizioni" di Firenze, questo volume è scritto da Roberto Mosca e Alfonso Rubino, studioso di “Geometria Sacra”. Anche in quest'opera viene ringraziato Fabrizio Bartoli.

  • Agnosticismo e Geobiologia: Mosca si definisce agnostico, ma, insieme a Rubino, crede nell'esistenza di "energie telluriche" e cosmiche legate a luoghi specifici. Il libro introduce concetti come la "geobiologia" e la "radiestesia".

  • Geometria Sacra a Campocavallo: Il libro riprende temi già trattati (ipogei, simboli esoterici, riti iniziatici), ma con la "novità" che anche il Santuario mariano di Campocavallo, progettato nel 1892 dall'architetto Costantino Costantini, rifletterebbe nozioni di Geometria Sacra (cicli solari, ecc.), conoscenze custodite anche dai Templari.

  • Fabrizio Bartoli: Mosca menziona Fabrizio Bartoli come "templarista dell’Associazione O.S.M.T.H. (Ordo Sovranis Militaris Templum Hierosolimitani) di Osimo", descrivendolo come un "fisico, insegnante di informatica, studioso di filosofia orientale, da sempre ambientalista".

  • La Triplice Cinta: La Triplice Cinta, un simbolo importante della Geometria Sacra simile a un Labirinto, è il fulcro del "segreto dei Templari". Essa rappresenta tre quadrati concentrici con un Centro comune, l'"omphalos", e corrisponde all'Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci. Rubino la individua nei sotterranei di Osimo e nella Santa Casa di Loreto. Secondo Rubino, questo modello geometrico-sacro integra il maschile e il femminile, favorendo l'"evoluzione dell’essere umano".

    Schema della Triplice Cinta come simbolo esoterico
  • Osimo Esoterica: Rubino descrive Osimo come "simbolo" del dualismo "luce-ombra", dove la parte sotterranea è "Madre Terra, Iside" e la parte in superficie è "Padre Sole", rivelato dall'obelisco-Osiride (principio maschile). Per gli autori, gli "Osimani del passato" avrebbero unito luce e buio, maschile e femminile, rendendo Osimo un "luogo sacro".

  • Qabbalah e Tellurismo: Nel Santuario di Campocavallo, Mosca individua riferimenti all'"albero sefirotico" della "Qabbalah Ebraica". Gli autori sostengono che la Geometria Sacra provenga dall'Antico Egitto e sia stata tramandata segretamente da "congreghe di origine massonica e misteriosofica". La Triplice Cinta, in particolare, sarebbe legata al "tellurismo", concentrando "energia più marcata" in luoghi dove sono stati edificati templi o cappelle, noti per il loro potere taumaturgico.

  • Costantino Costantini: Mosca suggerisce che l'architetto del Santuario di Campocavallo, Costantino Costantini, fosse massone di Rito Scozzese Antico e Accettato e che volesse superare il dualismo Chiesa-Massoneria attraverso un'architettura templare ispirata alla Geometria Sacra per una "crescita spirituale dell’Umanità". Un amico di Mosca, Ivano, "pioniere della bioarchitettura", "rabdomante di successo" e "studioso di geobiologia", ha percepito nel Santuario un "condensatore di due grandi forze opposte".

3. "Alla luce nell’ombra. Templari in Centro Italia dal 1167 ad oggi" (2014)

  • Contesto e Autori: Pubblicato nel maggio 2014 da "Editore Spring Color", questo libro è stato scritto da Roberto Mosca e Alberto Mazzocchi, odontoiatra bergamasco e proprietario dell'antica chiesa e precettoria templare di San Filippo de Plano ad Osimo. Il volume ripropone molte delle informazioni e teorie già presenti nei libri precedenti.

  • Visione Olistica di Fabrizio Bartoli: La "Presentazione" del libro è curata da Fabrizio Bartoli, che, partendo dagli ipogei osimani, propone una "visione olistica" che include gli "insegnamenti eretici, diversi dalla cultura cristiana cattolica canonica".

  • Collegamento con le Dee Pagane: Nel capitolo "La Casa di Nazareth a Loreto e la filosofia gnostica", Mosca-Mazzocchi collegano i culti della Madonna di Loreto e di Campocavallo con il culto alle antiche Dee e Grandi Madri del paganesimo, inclusa la dea Cibele, venerata anche ad Osimo e dintorni.

Il Crocifisso Gnostico del Duomo di Osimo: Un'Interpretazione Controversa

Primo piano del Crocifisso ligneo del Duomo di Osimo

Nel contesto delle loro ricerche, Mosca e Mazzocchi propongono un'interpretazione specifica del Crocifisso ligneo conservato nel Duomo di Osimo. Secondo loro, tale crocifisso sarebbe "gnostico", poiché raffigurerebbe l'unione "dei principi maschile e femminile".

Nello specifico, gli autori descrivono il Crocifisso con "fattezze femminili", un "corpo di donna", "le braccia e le gambe affusolate e il seno ben pronunciato". Questa interpretazione si inserisce nella loro visione di Osimo come sede di "filosofie ereticali e di dottrine eterodosse", testimoniate dalle "centinaia di sculture e bassorilievi che popolano le gallerie della parte sotterranea della città".

Gli autori ipotizzano che in questi luoghi si siano sviluppate "dottrine gnostiche", inizialmente diffuse anche all'interno della Chiesa prima di essere considerate eretiche e perseguitate (come nel caso dei Catari). Pertanto, "forse da questi ambienti e da queste idee nacque l’idea del Crocifisso osimano, dal momento che, per gli gnostici, nell’Uno divino sarebbero contenuti sia il principio maschile che quello femminile".

Architettura Gotica e Filosofia Gnostica

Nel capitolo "L’architettura gotica e la geometria sacra", gli autori Mosca-Mazzocchi accennano alla geobiologia, al "Feng-Shui" e a un "sentire" comune tra i costruttori medievali e quelli degli edifici pagani antichi. Le costruzioni gotiche, attraverso la "sensibilità ai campi elettromagnetici, alle correnti telluriche", rispecchierebbero "protocolli codificati con un misto di sapienza, arte e magia", con il compito di riequilibrare le energie "basse" e "alte", cosmiche e spirituali. Costruttori e Templari avrebbero impresso simboli di Geometria Sacra, Filosofia Gnostica e magia su edifici di culto.

La Chiesa di San Filippo de Plano e le Energie del Territorio

Il libro "Alla luce nell'ombra" menziona nuovamente gli Ordini Neo-Templari, con un'enfasi sull'O.S.M.T.H. e la commenda di Osimo, di cui Fabrizio Bartoli è membro. Un'appendice è dedicata alla chiesetta di San Filippo de Plano, località Casenuove, Osimo. Mosca-Mazzocchi la ritengono uno dei "Luoghi Alti", dotati di "particolari energie", "energie sottili" capaci di produrre benessere. Essi mescolano la pietà cristiana con credenze magiche e pagane, riferendosi a "energie positive", una "risonanza profonda tra cielo e terra e tra anima e corpo" e al "Genius Loci".

Infine, viene menzionato il Vangelo gnostico secondo Filippo, in cui si insegna che l'umanità in origine era "androgina" e che la differenziazione dei sessi ha portato alla degenerazione umana. Lo scopo del cristianesimo gnostico sarebbe la riunificazione nell'iniziato della sua parte maschile con quella femminile.

Le "Energie di un Luogo Alto": Studi di Mazzocchi e Mengarelli (2020)

Copertina del libro sulle energie di San Filippo de Plano

Nel maggio 2020, l'Associazione Culturale S. Filippo (Casenuove, Osimo) ha pubblicato l'opuscolo "Le energie di un Luogo Alto. Ipotesi e studi: La chiesa di San Filippo de’ Plano", scritto da Alberto Mazzocchi e Agnese Mengarelli, "giornalista ambientale", "appassionata di esoterismo", "sciamanesimo", "radiestesista e geobiologa", ed esperta in domoterapia e feng shui.

Secondo Mazzocchi-Mengarelli, la chiesa templare è un luogo "di grande energia", con una "atmosfera magica" e "flussi energetici molto forti" in grado di interagire con la salute umana. Si parla di "energie elettromagnetiche ed energie sottili" o "telluriche", percepibili dai "rabdomanti", e di "energie cosmiche e telluriche", "radiestesia" e "Rete di Hartmann".

Gli autori sostengono che tutti gli edifici sacri, dai menhir alle cattedrali, sono sempre stati edificati in luoghi caratterizzati da "forti energie cosmico-telluriche". I costruttori avrebbero affinato tecniche per manipolare e veicolare queste energie in punti prestabiliti, producendo "effetti importanti nei credenti", amplificando percezioni e preghiere, e generando uno stato di quiete e benessere anche nei non credenti.

Mazzocchi-Mengarelli menzionano anche le "Ley Lines", descritte come "grandi fiumi di energia" che creano una rete di comunicazione tra i mondi e le galassie.

Energia di origine, linee Ley - La griglia planetaria, rituali e raccolta di energia

La Concattedrale di San Leopardo (Duomo di Osimo) e il Suo Crocifisso

La Concattedrale di San Leopardo, conosciuta localmente come 'l Domo, è la chiesa principale di Osimo, situata sul colle più alto della città, il Gòmero. Dedicata a San Leopardo, primo vescovo della città nel V secolo, fu da lui voluta e inizialmente dedicata a Santa Tecla. La costruzione attuale, in conci di pietra, risale all'VIII secolo, eretta dove un tempo sorgevano il campidoglio e un tempio pagano dedicati a Esculapio e Igea.

Nel corso dei secoli, l'edificio ha subito numerosi rimaneggiamenti e ampliamenti. Storicamente documentato è l'ampliamento ad opera del vescovo Gentile (fine XII secolo - inizio XIII secolo), che edificò l'attuale presbiterio, la cripta e aggiunse tre navate. Alla fine del XIII secolo, il vescovo Giovanni Uguccione introdusse elementi gotici.

Architettura e Simbolismo della Cattedrale

Esterno della Concattedrale di Osimo

L'attuale facciata fu adattata alla fine del 1500. Il portale di sinistra presenta una decorazione con tre archi a tutto sesto: quello esterno mostra un tralcio di vite sorretto da due figure sedute a gambe incrociate. L'arco mediano è più ricco, con sei santi e angeli (Santa Tecla martire, San Leopardo, San Pietro, l'Arcangelo Gabriele, San Giovanni Battista, Giuda, Isacco) orientati verso un Agnello al centro. Nel portale di destra, due lunghi serpenti con le code attorcigliate e le bocche aperte addentano un pomo in porfido, simbolo del peccato originale. L'interno, a croce latina a "T", è diviso in tre navate con l'altare maggiore a occidente. Il pavimento a mosaico cosmatesco del presbiterio è datato al XIII secolo e ripropone il tema dell'acqua battesimale.

Il Crocifisso Ligneo Miracoloso

All'interno del Duomo di Osimo è venerato un antico Crocifisso ligneo. Le fonti lo datano variamente tra il XIII secolo e il XVI secolo. La sua particolarità, oltre all'imponenza e a un portamento regale, è la rappresentazione con quattro chiodi anziché i canonici tre, un modo che viene talvolta interpretato per rappresentare la resurrezione piuttosto che la sola morte.

La tradizione locale, supportata da ben 120-127 testimonianze scritte, narra di un prodigioso evento avvenuto il 2 luglio 1796: il Cristo crocifisso avrebbe aperto gli occhi e mosso le labbra. Questo miracolo fu un evento di grande risonanza, seguito da altri eventi ritenuti miracolosi in diverse rappresentazioni sacre nelle Marche.

Il Crocifisso è custodito nella Cappella del SS. Sacramento, realizzata dal vescovo Seri Molini e dipinta dall’osimano Guglielmo Cappannari. Nella cripta della cattedrale, accessibile tramite due scalinate laterali, sono conservate le spoglie di San Leopardo e dei primi santi martiri osimani: Fiorenzo, Sisinio, Dioclezio e Massimo.

tags: #osimo #crocifisso #gnostico