Orientamenti per l'Educazione dei Giovani alla Fede

Gli Atti del CG23 contengono un materiale assai ricco che orienterà la nostra vita e attività apostolica. In essi è raccolta la documentazione ufficiale dei lavori capitolari, inclusi il documento sul tema dell’educazione dei giovani alla fede, le modifiche o aggiunte riguardanti le Costituzioni e i Regolamenti, alcune interpretazioni pratiche di testi della Regola, deliberazioni relative a Gruppi di Ispettorie, un orientamento operativo per la presenza in Africa, una breve cronistoria dell’evento capitolare e la «Lettera ai giovani» richiesta dall’Assemblea al Rettor Maggiore.

Il documento sull'educazione dei giovani alla fede si propone di guidare i giovani verso un cammino di crescita integrale che abbraccia l'identità personale, le relazioni con gli altri e l'ambiente, la fede e l'impegno comunitario, fino alla scoperta della propria vocazione.

L'Educazione Integrale del Giovane

La meta dell'educazione integrale intende sottolineare alcuni elementi che appaiono rilevanti per una crescita completa della persona. Questi includono l'acquisizione di una consapevolezza sempre più profonda dell'identità, intesa come centro unificante delle proprie esperienze di vita, l'instaurazione di relazioni mature nei confronti degli altri e dell'ambiente, e l'attuazione di scelte personali significative nel contesto sociale ed ecclesiale.

schema dell'educazione integrale con identità, relazioni, scelte

Approfondimento dell'Identità Personale

Con tale meta si intende porre in rilievo innanzi tutto l'urgenza che il giovane acquisisca una consapevolezza sempre più profonda della propria identità. Questo significa:

  • valutare criticamente soluzioni, messaggi ed esperienze;
  • ricercare le motivazioni e il senso del proprio agire e del proprio essere;
  • accettare con sano realismo la propria persona, valorizzandone i doni e accogliendone i limiti;
  • organizzare in unità le esperienze in base a conoscenze, valori e ideali ispirati al Vangelo.

Questo percorso conduce dalla presa di coscienza al sentirsi responsabile di sé, degli altri e dell'ambiente. L'assunzione della propria identità, divenuta più chiara e definita, porta inoltre il giovane ad avvertire la necessità di dare ragione e rispondere con adeguatezza delle proprie azioni. Egli si fa carico delle esigenze degli altri e sa assumere i rischi di un cammino verso il futuro.

Instaurare Relazioni Mature

In secondo luogo, il giovane ricerca un dialogo continuo con gli altri e con l'ambiente. Questo avviene:

  • nell'accogliere gli altri come si presentano;
  • nell'accettare modi di pensare e di agire diversi;
  • nella disponibilità al confronto, manifestando i propri convincimenti;
  • nella volontà di superare barriere e pregiudizi;
  • nel desiderio sincero di collaborazione e solidarietà.

Tutto ciò porta ad instaurare relazioni mature con gli altri e con l'ambiente, come esito del cammino compiuto. Nel dialogo con gli altri e con l'ambiente, il giovane elabora ideali, valori, modelli di vita e una visione dell'uomo e della società.

Attuare Scelte Personali Significative

Infine, il giovane elabora e attua gradualmente il proprio progetto di vita personale, che diviene espressione della consapevolezza personale e della volontà di rispondere alle esigenze e urgenze della comunità. Ciò vuol dire:

  • capire e approfondire la direzione della propria vita;
  • sentirsi interpellato costantemente dalle sfide della comunità cristiana e del territorio;
  • mettere in atto progressivamente scelte stabili nell'orientamento e durature nel tempo.

Dal sentirsi responsabile all'effettuare scelte stabilizzate e significative, in un contesto nel quale sono possibili scelte molteplici e i modelli di vita sono i più diversi, il giovane attua risposte congruenti ai propri ideali e al suo sistema di valori. Egli supera le difficoltà che gli giungono dal dover essere talvolta «segno di contraddizione», e va oltre la provvisorietà, facendo scelte significative e durature, fino a giungere a opzioni fondamentali che orientano la sua vita quotidiana in tutte le sue espressioni.

L'Incontro Personale con Gesù Cristo

La meta vuole portare il giovane ad avere una coscienza sempre maggiore che l'incontro personale con Gesù Cristo si fa «determinante» per la propria vita. Ciò implica l'aprirsi al mistero di Dio che viene rivelato da Gesù come il Dio che si fa presente e operante nella storia dell'umanità in cammino verso la pienezza della vita, e l'impegnarsi nella sequela di Gesù che introduce nella «vita nuova» e che coinvolge nella causa del Regno di Dio.

illustrazione di un giovane che riflette sull'incontro con Gesù

Vivere in Comunione con il Signore

Il nucleo centrale di questa area consiste nell'incontrare Gesù, il Signore della vita, con sempre maggiore disponibilità da parte del giovane. Tale incontro presenta alcuni elementi essenziali, tra cui il vivere in comunione con il Signore, dove l'amicizia si fa sempre più profonda da diventare comunione di ideali e di vita.

L'Assunzione della Causa del Regno

Dalla comunione con il Signore, scaturisce l'assunzione della causa del Regno. La vera comunione con Cristo apre all'assunzione della sua causa, poiché il Padre lo ha mandato per annunziare ai poveri il messaggio dell'Evangelo: «Il Regno di Dio è tra voi». Il vangelo delle Beatitudini costituisce il centro propulsore della vita del giovane, e lo spinge a testimoniare Cristo e ad annunciarlo agli altri giovani, specialmente i più poveri.

L'Appartenenza e la Partecipazione alla Comunità

In questa area la meta intende orientare il giovane verso una appartenenza sempre più consapevole e una partecipazione attiva e responsabile nella comunità. Ciò implica il condividere con la comunità ideali, valori e progetti nella logica del dialogo, il costruire comunità come sacramento di salvezza e il celebrare i sacramenti come festa del Regno che si realizza.

Costruire Comunità e Condividere Valori

Per raggiungere la meta occorre in primo luogo che il giovane si senta parte viva della comunità, sia ecclesiale che civile, e con altri ricerchi ideali e valori comuni nel dialogo e nel confronto. Attento ai segni dei tempi, che provengono dalla cultura in cui è immerso, il giovane cammina e cresce con la comunità degli uomini, accogliendone i valori e le sfide.

L'impegno comunitario si manifesta attraverso:

  • la conoscenza delle attese del territorio e dei suoi bisogni;
  • l'interesse e la presa di contatto con altri gruppi e realtà associazionistiche della Chiesa e del territorio;
  • l'interesse e la partecipazione alla costruzione della vita comunitaria;
  • l'apprezzamento e la stima del pensiero dell'altro, anche se considerato «un lontano».

Celebrare la Vita nei Segni della Fede

Dalla costruzione alla celebrazione comunitaria della vita nei segni della fede, si riconosce che sono difficili oggi le possibilità di celebrare la vita nei suoi segni quotidiani. Spesso, i momenti di incontro e di festa collettiva si ritrovano banalizzati e nel segno del consumismo.

La Scoperta della Vocazione Personale

Quest'ultima meta evidenzia l'esigenza che il giovane sia orientato a riconoscere di essere un chiamato per svolgere una missione personale nella Chiesa e nella società, a rispondere con fiducia e a scegliere con coraggio e generosità. Si tratta anche di vivere con senso profetico la proposta di vita a cui Dio chiama e di attuare con coerenza etica la propria professione e il proprio ministero.

infografica sui diversi percorsi vocazionali

Riconoscere la Chiamata

Di fronte al problema vocazionale, il giovane sia invitato a percorrere un cammino che consta di diversi momenti. Il primo è il riconoscimento di essere un chiamato. Egli coglie la propria vita come dono, è cosciente dei propri doni, è attento agli appelli e alle esigenze della comunità, per scoprire a quale missione il Signore lo chiama.

Dalla Ricerca del Senso alla Passione per la Vita

Dalla ricerca e dal riconoscimento del senso per la propria vita alla passione per la vita, il giovane constata in sé e negli uomini la ricerca di un senso per la vita. Le risposte sono le più diverse e talvolta contraddittorie tra di loro. Per il cristiano la vita è un dono da riconoscere e accogliere. Attraverso gli avvenimenti dell'esistenza il giovane è chiamato a coglierne il senso e a riconoscerla come «vocazione». Questo significa accoglierla, apprezzarla, svilupparla, promuoverla fino alla sua pienezza. Tale passione per la vita impegna ad accrescerla in tutte le sue espressioni e a far sì che tutti possano «avere la vita».

Disponibilità al Confronto con le Molteplici Vocazioni

Dalla disponibilità di sé, che si fa servizio, si concretizza una scelta di vita e un compito da svolgere nella società e nella Chiesa. San Paolo ricorda che molti sono i carismi e i ministeri che concorrono nella costruzione del Corpo di Cristo. Così nella comunità degli uomini, molteplici sono i compiti e le funzioni.

La Scelta del Proprio Progetto di Vita

Dal confronto alla scelta del proprio progetto di vita, nel discernimento e nella preghiera, il giovane inizia un cammino per la scelta definitiva del proprio progetto di vita. Per facilitare la scelta, trova un aiuto nella guida spirituale e un sostegno nella comunità. Tale scelta del progetto, cominciando a realizzarsi nei momenti quotidiani, si rivela gradualmente e va definendosi sempre meglio. In questo modo il proprio progetto di vita diventa espressione esistenziale della chiamata del Signore.

Con spirito di iniziativa e di intraprendenza, e sorretto dalla fede nel Signore «che solo dà forza», il giovane intraprende una scelta, capace anche di incamminarsi su vie finora meno comuni (ad esempio, l'impegno nel sociale-politico, nel volontariato, ecc.).

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