La Basilica dell’Addolorata di Castelpetroso, un santuario che ricorda un castello, è uno dei luoghi più visitati dai turisti e più sentiti dai molisani, non solo credenti. La Basilica Minore dell’Addolorata di Castelpetroso, infatti, attira fedeli ma anche tanti curiosi grazie alla sua particolare forma. Il Santuario è dedicato a Maria Santissima Addolorata, patrona del Molise. È una delle attrazioni più celebri di tutta la regione Molise, e anche chi non è solito seguire i pellegrini e il turismo religioso troverà molto interessante questa destinazione.
Il Santuario di Maria Santissima Addolorata sorge in posizione panoramica lungo il crinale della montagna ed è un enorme edificio in stile gotico che merita di essere ammirato. Costruito nei pressi del luogo dove a fine ottocento avvennero alcune apparizioni mariane, è il punto di partenza della Via Matris, che conduce in qualche decina di minuti alla cappella delle Apparizioni, dove si trova la fonte dell’Acqua Miracolosa. Potrai scoprire questo santuario anche durante un itinerario di tre giorni o in una vacanza di una settimana in Molise.

Le Apparizioni Mariane di Castelpetroso
Secondo le testimonianze, nel luogo dove sorge il Santuario, il 22 marzo 1888 la Vergine Maria apparve a due pastorelle. Ma non fu l’unica; a questa, infatti, ne seguirono altre e tale fenomeno fu in brevissimo tempo riconosciuto dalla Chiesa. La prima Apparizione mariana avvenne in questa località il 22 marzo del 1888, un giovedì antecedente alla domenica delle Palme.
Fabiana Cicchino, una pastora di 35 anni, si trovava in queste parti alla ricerca di una pecorella smarrita. D’improvviso vide davanti a sé un crepaccio da cui proveniva una luce intensa. Spaventata, ma anche curiosa, si affacciò e vide la Madonna.
La seconda Apparizione avvenne a poca distanza di tempo, il primo aprile del 1888, giornata di Pasqua di quell’anno. Questa volta fu un’altra pastora, Serafina Valentino Cifelli di 34 anni, amica di Fabiana, a vedere la Madonna proprio qui.
La terza Apparizione avvenne sempre nel 1888, in data 26 settembre. La Madonna Addolorata apparve a Francesco Macarone Palmieri, vescovo di Bojano, mentre faceva un sopralluogo alla grotta delle Apparizioni su volontà del papa Leone XIII.
Nel novembre del 1888 arrivò qui a pregare anche Carlo Acquaderni di Bologna con il figlio Augusto, un dodicenne malato di tubercolosi ossea. Pregarono e bevvero l’acqua della sorgente e il figlio guarì dalla grave malattia. Carlo promosse allora una raccolta fondi per la costruzione di una piccola cappella, che venne eretta qui nel giro di poco. Le Apparizioni della Madonna continuarono poi con molti fedeli che, una volta sparsasi la voce, venivano qui in pellegrinaggio. Davanti alla Sacra Rupe, dopo le Apparizioni, iniziò a sfociare anche una piccola sorgente d’acqua, ancora attiva.

Breve Storia e Architettura della Basilica
La Costruzione e i Suoi Decenni
La posa della prima pietra, avvenuta il 28 settembre 1890, diede il via ai lavori di costruzione della Basilica di Castelpetroso, completati nel 1975. La basilica Santuario di Maria Santissima Addolorata richiese diversi decenni per essere costruita. La sua edificazione iniziò nel 1890, ad appena due anni di distanza dalla prima Apparizione.
Il luogo scelto per il maestoso santuario non era dei più accessibili, infatti all’epoca non c’era la strada che è possibile percorrere oggi. Anzi, la sua posizione fu oggetto di discussione: richiedeva grossi lavori di spianamento e per questo motivo si ipotizzava anche una costruzione a valle. Dall’altra, però, la posizione panoramica la rendeva un luogo più intimo e mistico. Fu trovato il compromesso della posizione attuale, leggermente più a valle del reale luogo delle Apparizioni, ma sufficientemente rialzato per isolarsi dalle strade sottostanti.
I lavori si protrassero a lungo. I primi intoppi arrivarono nel 1897, quando i fondi economici iniziarono a scarseggiare e morì il monsignore Francesco Macarone Palmieri, che tanto si era speso per la sua costruzione. Il suo successore, monsignore Felice Gianfelice, era scettico sulle Apparizioni mariane e perciò si disinteressò alla costruzione del santuario. Negli anni successivi arrivarono molti fondi dall’estero e così don Giacomo Bellia, rettore del santuario, riuscì a riavviare i lavori e nel 1907 venne benedetta la prima cappella, nota come cappella dei polacchi per via dei fondi arrivati da Cracovia.
Con la morte di don Giacomo Bellia i lavori di costruzione si arrestarono nuovamente e anche la Prima Guerra Mondiale non fu d’aiuto. Solo nel 1931, grazie al vescovo Alberto Romita, si riaccesero i riflettori sul santuario. Nel concreto sarà il vescovo Secondo Bologna a far ripartire i lavori nel 1940, prendendo in mano i vari progetti da ultimare. Colpito da una cannonata durante la Seconda Guerra Mondiale, Bologna lasciò il progetto nelle mani del suo successore, Alberto Carinci. Sarà lui a portare finalmente ad ultimazione il Santuario di Maria Santissima Addolorata e i progetti correlati che si trovano a monte della basilica, nel luogo delle Apparizioni.
Nel 1947 risultarono terminate la Via Matris e la cappella dell’Apparizione, mentre vennero attivate una serie di iniziative per raccogliere ulteriori fondi. È negli anni cinquanta che progressivamente vennero ultimate le cappelle, la cupola e la struttura esterna. Negli anni sessanta si procedette poi con il completamento degli interni per poi consacrare la basilica santuario di Maria Santissima Addolorata il 21 settembre del 1975.
IL SANTUARIO A CASTELPETROSO di Mario Notte (Extended trailer)
Esterni: Un Cuore Trafitto da Sette Spade
La basilica Santuario di Maria Santissima Addolorata è una struttura estremamente imponente che si staglia sul fianco della montagna ed è ben visibile a distanza, sia di giorno, quando le sue forme emergono tra il verde dei boschi, sia di notte, quando viene illuminata e sembra quasi galleggiare in mezzo al nulla per via della sua posizione isolata. Il suo aspetto è in stile neogotico, così come progettato da Francesco Gualandi di Bologna. L’intera struttura è costruita in pietra locale ed è formata da una pianta che simboleggia la forma di un cuore trafitto da sette spade. Sarà possibile notare meglio la sua forma salendo lungo la Via Matris e capire così la stretta correlazione tra questi due monumenti.
La sua facciata è divisa orizzontalmente in tre sezioni della stessa altezza ed ognuna termina con una cuspide. Sulla facciata centrale si apre una quadrifora, mentre lateralmente c’è una trifora. Alla base della facciata ci sono tre ingressi, di cui quello centrale di dimensioni maggiori. Ognuno è dotato di lunetta con raffigurati (da sinistra a destra) l’Annunciazione, Gesù in croce tra Maria e Giovanni e l’Incoronazione di Maria. Sulle porte in bronzo ci sono alcune scene tratte dall’Antico e dal Nuovo Testamento.
Ai lati della facciata ci sono le due alte torri campanarie, a pianta quadrata e con due ordini di bifore. Quasi incorniciata dai campanili c’è la grande cupola ottagonale costruita su di un tamburo caratterizzato da una cuspide triangolare per lato. Al di sopra svetta una lanterna ottagonale la cui punta raggiunge i 52 metri. Visto dall’alto si nota la composizione in sette cappelle, che rappresentano i sette dolori della Madonna; al centro di esse vi è la cupola alta 54 metri.

Gli Interni del Santuario e l'Organo a Canne
All’interno della Basilica colpisce subito la parte centrale coperta dalla cupola da cui si irradiano le sette cappelle. Alzando gli occhi si scorgono i mosaici dei santi più venerati in Molise, più in alto gli Evangelisti e i Profeti. Sotto questa protezione i pellegrini guardano fiduciosi all’altare maggiore, dove è il trono dell’Addolorata e il gruppo che esprime e sintetizza il muto messaggio della Madre Addolorata. Nella settima cappella è conservata una reliquia (un dente) di San Gabriele dell’Addolorata, presente nel Santuario dal 1994. Volgendo lo sguardo intorno, la presenza di Maria ci rassicura dalle vetrate neogotiche e dai rosoni che rappresentano momenti della vita della Madonna o alcuni dei titoli con i quali è venerata.
Gli interni del Santuario di Maria Santissima Addolorata hanno una particolare forma a pianta centrale. Rimarrai sorpreso dalle grandi dimensioni della chiesa e dalla sua notevole altezza. L’aula è a base ottagonale e richiama la forma della cupola. Tutto intorno si snoda il deambulatorio coperto da volte a crociera. Proprio sul deambulatorio si aprono diverse cappelle.
L’ingresso al Santuario porta su di un nartece diviso in tre navate da archi a tutto sesto. Al suo opposto c’è invece la cappella maggiore, più grande delle altre sei. Insieme a queste simboleggia i sette dolori della Madonna, o il numero di spade che nell’iconografia tradizionale trafiggono il cuore di Maria Addolorata. La cappella maggiore risulta essere rialzata rispetto al resto della chiesa e l’altare in marmo è sormontato dal Trono, un’edicola neogotica in marmo che contiene il Simulacro di Maria Santissima Addolorata, ovvero due statue in legno dipinto che raffigurano la Madonna semi inginocchiata dopo aver deposto Gesù morto.

L'Organo a Canne dei Fratelli Ruffatti
Sulla controfacciata del Santuario di Castelpetroso è posizionato l’organo a canne risalente al 1993. Sulla cantoria risuonano le note delle sue 1778 canne, opera dei rinomati fratelli Ruffatti di Padova. Questo strumento contribuisce significativamente all'atmosfera sacra e solenne delle celebrazioni nella Basilica.

La Via Matris e il Complesso delle Apparizioni
La Basilica e il luogo delle apparizioni sono collegati tra loro dalla Via Matris, un percorso lungo 750 metri dove vengono ricordati i sette dolori mariani. Nella visita del Santuario, non limitarti però alla sola basilica, ma incamminati lungo la vicina Via Matris e sali fino al luogo vero e proprio delle Apparizioni. Qui troverai una piccola cappella e tanti monumenti che celebrano questo luogo così prezioso per i fedeli.

Il Percorso della Via Matris
Dopo aver visitato gli interni del Santuario di Maria Santissima Addolorata, esci all’aperto e raggiungi il luogo delle Apparizioni. Puoi farlo con una bella passeggiata a piedi in mezzo al bosco lungo la Via Matris. Questo sentiero, in salita e lungo 750 metri, è stato inaugurato nel 1947. Lungo la passeggiata, non troppo faticosa, troverai sette tappe che corrispondono ai sette dolori della Madonna. Ognuno di questi corrisponde a un episodio della sua vita, e più precisamente questi sono:
- la presentazione di Gesù al tempio;
- la fuga in Egitto;
- lo smarrimento di Gesù;
- l’incontro con Gesù sulla via del calvario;
- la crocifissione di Gesù;
- l’accoglimento tra le proprie braccia di Gesù deposto dalla croce;
- la deposizione di Gesù morto all’interno del sepolcro.
In ogni tappa è presente una statua che raffigura il dolore e, attraverso un QR code, è possibile collegarsi al sito che leggerà le varie descrizioni.
Il Piazzale delle Apparizioni e la Fonte Miracolosa
Percorrendo l’intera Via Matris si arriverà al Piazzale delle Apparizioni, situato al di sotto della stele delle Apparizioni e della relativa cappella, e proprio qui si trova la fonte dell’acqua miracolosa. Nel 2006 l’intero piazzale delle Apparizioni è stato pavimentato e completato da un altare in vetro che viene utilizzato nei mesi primaverili ed estivi per celebrare la messa. Questo è frutto di una donazione dei pellegrini di San Gregorio Matese.
Il piazzale delle Apparizioni è raggiungibile anche dalle persone in sedia a rotelle o dai passeggini, grazie a una rampa che lo collega al parcheggio davanti alla cappella dell’Apparizione. La fontana è alimentata dalla sorgente che iniziò a sgorgare a seguito delle Apparizioni. La fontana venne aggiunta nel 1941 come piccolo tempietto costruito su di un pozzo. A segnalarlo c’era la scritta “Eia Mater Fons Amoris“, ovvero “Oh Madre fonte d’amore“. Nel 2006 vennero fatti ulteriori lavori per rendere più agevole l’accesso alle sue acque. Acque che fin da subito furono reputate prodigiose, infatti è proprio bevendo quest’acqua che il pellegrino Augusto Acquaderni guarì dalla tubercolosi ossea.

La Riproduzione della Prima Apparizione e la Stele
Sulla scalinata che conduce al luogo esatto in cui sono avvenute le Apparizioni c’è una statua che riproduce la prima Apparizione. Qui la Madonna è scolpita a braccia aperte mentre offre Gesù a Dio, come riscatto dell’umanità. La Madonna non parlò durante le Apparizioni, ma con il suo gesto sofferente invitava a partecipare attivamente all’opera di Dio per la salvezza dell’uomo. La Madonna è ritratta esattamente come descritto da Fabiana Cicchino e, davanti, è scolpita proprio lei con la pecorella che andava cercando. A poca distanza c’è la statua di Serafina, la seconda pastora che ebbe l’Apparizione. La scultura della Madonna è un’opera del 1975 di Urbano Buratti ed è realizzata totalmente in bronzo. Le statue di Fabiana, Serafina e della pecorella sono un’aggiunta del 2002 e sono opera di Alex Kostner.
Proseguendo la passeggiata lungo la scalinata che conduce alla cappella dell’Apparizione, ci si troverà davanti una piccola stele che indica il luogo esatto in cui queste avvennero. Inizialmente qui era presente una piccola grotta, ma i cambiamenti morfologici del territorio hanno fatto sì che questa sparisse. Tuttavia già alle prime visite da parte dei pellegrini il luogo risultava segnalato da una grossa croce. Ancora oggi, nel punto esatto delle Apparizioni, sono presenti la grande croce e la stele delle Apparizioni. Quest’ultima non è che una roccia incisa apposta all’interno del muro di pietra che serve a contenere il dislivello della montagna.
La Cappella delle Apparizioni
La Via Matris termina con la Cappella dell’Apparizione. A pochissima distanza dalla stele delle Apparizioni, si potrà vederla sulla collina. Si tratta di una piccolissima chiesetta costruita in pietra con un largo protiro sul davanti. Questa cappella venne benedetta nel 1947 e fu pronta prima dell’ultimazione del santuario di Maria Santissima Addolorata. Anche la cappella dell’Apparizione è meta di numerosissimi fedeli e pellegrini ogni anno e al suo interno è presente qualche scranno dove raccogliersi in preghiera, oltre che un dipinto dell’Addolorata di Castelpetroso creato da Mario Barberis nel 1948.
Informazioni Utili per la Visita
Ecco tutti i dettagli per organizzare la tua visita al Santuario di Maria Santissima Addolorata. La basilica Santuario di Maria Santissima Addolorata si trova in Molise e più precisamente a Castelpetroso, in provincia di Isernia. Non è però nel centro storico del piccolo borgo di Castelpetroso, ma distante circa 5 chilometri da questo. Siamo nella parte sud occidentale della regione, arrampicati sul crinale di una montagna, in una bellissima posizione panoramica sulla vallata sottostante e vicino a una piccola area boschiva.
Come Arrivare al Santuario
La modalità più comoda per arrivare al Santuario di Maria Santissima Addolorata è con la propria automobile. Davanti alla basilica c’è un vasto parcheggio in cui è possibile lasciare l’automobile e procedere poi con la visita a piedi. Se si dovessero avere problemi a camminare, è possibile raggiungere in automobile anche la cappella delle Apparizioni, dove è presente un secondo piccolo parcheggio.
Se invece si vuole affidarsi ai mezzi pubblici, si può arrivare ad Isernia e da qui prendere l’autobus 026 (la partenza è in piazza della Repubblica) che porterà fino alla fermata bivio Santuario Castelpetroso. Si sarà ai piedi della montagna e da qui si dovrà procedere a piedi per circa un chilometro fino al Santuario. In totale si impiegherà circa mezz’ora: un quarto d’ora in autobus e un quarto d’ora a piedi. Se hai intenzione di fermarti più giorni alla basilica Santuario di Maria Santissima Addolorata, può tornarti utile la Casa del Pellegrino.

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