La storia della Chiesa Parrocchiale di San Nicola ad Altissimo, in provincia di Vicenza, si snoda attraverso secoli di fede, ricostruzioni e interventi significativi, culminando nella celebrazione del suo importante patrimonio culturale e artistico, tra cui spicca l'organo. Questo strumento, insieme all'edificio stesso, rappresenta un punto di riferimento per la comunità, testimoniando un impegno costante per la crescita umana e spirituale.

Le Origini e lo Sviluppo della Parrocchia di San Nicola
La Parrocchia di San Nicola di Altissimo, situata ad Altissimo (Vicenza), affonda le sue radici nel XIII secolo. Inizialmente sorta come cappella, presumibilmente in concomitanza con l'immigrazione di popolazioni di origine tedesca giunte nell'alto Vicentino per disboscare e risanare la zona. L'intitolazione a San Nicola, uno dei santi prediletti dalla tradizione religiosa tedesca, è una conferma indiretta di questa ipotesi. La presenza di clero appartenente allo stesso ceppo etnico è significativa: dagli inventari dei beni redatti nel 1444, risulta che ad officiare la chiesa di Altissimo fosse il prete Corrado «de Alemania».
Inizialmente soggetta alla pieve di Santa Maria di Chiampo, divenne parrocchia autonoma nel XIII secolo, come attestano le «Raciones decimarum», i rendiconti delle riscossioni dell'imposta straordinaria sulle rendite ecclesiastiche prelevate dal papato per finanziare le crociate o per altre necessità della Chiesa.
L'attuale chiesa è stata ricostruita nella seconda metà del secolo XIX. Il paese di Altissimo ha recentemente celebrato i 150 anni della propria chiesa con una stagione di festa, conclusasi sabato 6 dicembre in occasione della festa del santo patrono San Nicola, con una Messa presieduta dal vescovo Giuliano Brugnotto. Gli appuntamenti per ricordare l'anniversario della costruzione (1875) della chiesa parrocchiale sono stati un momento significativo per la comunità.

Gli Interventi di Mons. Eugenio Magarò e la Nuova Chiesa
La necessità di riedificare la chiesa, o di costruirne una nuova, nasceva a seguito dei devastanti bombardamenti che avevano reso inagibile la precedente chiesetta. Don Eugenio Magarò, giovane sacerdote cosentino, fu nominato parroco della chiesa di San Nicola in Cosenza direttamente dalla Santa Sede il 28 giugno 1945. Ordinato sacerdote il 29 giugno del 1942 all'età di 25 anni, il 12 agosto 1945 prese possesso della chiesa parrocchiale, danneggiata dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale. Dopo una breve attesa, all'inizio del 1946, furono avviati i lavori di demolizione dei ruderi pericolanti della casa parrocchiale e delle macerie del dopoguerra.
Nel 1947 si procedette al restauro dell'abside della chiesa, dell'altare maggiore e della balaustra. Nel 1949 furono restaurate le sale sull'atrio della vecchia chiesa e furono avviate le pratiche per la casa parrocchiale, con la fornitura di banchi, sedie e un confessionale.
Mons. Eugenio Magarò non si accontentò di riedificare il luogo di culto, ma con spirito lungimirante sulle strategie urbanistiche della città, avviò un progetto più ambizioso ipotizzando una chiesa che sapesse dialogare con i cittadini e offrire loro luoghi e spazi di aggregazione per una crescita umana e spirituale. Per far questo si affidò all'Architetto Molpurgo, Preside della Facoltà di Architettura di Roma, già distintosi per le sue competenze nel campo dell'architettura. Il progetto prevedeva anche il cinema, la canonica adiacente all'aula liturgica, e ambienti per il ministero pastorale e ricreativo, includendo l'oratorio per il quale fu anche acquistato il terreno (successivamente espropriato e alienato). Queste premesse erano necessarie per il rilancio della comunità, che si ritrovò a celebrare attorno al nuovo altare dal 1961.
La chiesa, coerentemente rappresentativa dell'architettura sacra degli anni '50, non è più ancorata allo schema razionalista, che aveva fortemente caratterizzato l'architettura precedente. Offre al credente l'immagine di un'architettura severa che parla il linguaggio della tecnologia: i grandi pilastri di cemento, che si trasformano in alto nelle grandi travi di sostegno, sono marcatamente evidenziati dal colore grigio che si stacca dall'ocra macchiato di rosa della pietra locale Mendicino. Il tamponamento lapideo perimetrale è privo di intonaco e le strutture in cemento armato, seppur intonacate, sono dipinte di grigio, denunciando attraverso il colore la matrice materica di cui sono costituiti. È la coerenza di una chiesa concepita prima del Concilio Vaticano II ma che, in qualche modo, ne anticipa anche alcune note che saranno punti di forza di tutta la riforma.
Tra il 1950 e il 1952, l'idea di costruire una nuova chiesa iniziò a delinearsi. Alla fine del 1952 fu approvata la nuova legge per le Chiese e il sacerdote avviò i contatti per acquistare un terreno. Nel 1955 fu ottenuto un finanziamento di £46.000.000 per la costruzione della nuova chiesa. Nel 1956, il progetto fu approvato e fu scelto l'Ing. Paolo Bucaneve come tecnico di fiducia. I lavori furono concessi alla ditta Gallo. Il 10 settembre dello stesso anno iniziarono i lavori di sbancamento e il 28 ottobre, festa di Cristo Re, fu posata la prima pietra, benedetta da S. E. Rev.ma monsignor Aniello Calcara.
Dal 1957 al 1959, i lavori procedettero con le fondazioni, le pilastrature del sottochiesa, il solaio del piano chiesa e le pilastrature della chiesa. Il 29 novembre 1957 fu eseguita la gettata di cemento per il solaio del tetto e della chiesa. Nel 1958 furono realizzati i lavori di tompagnatura in masselli di Mazzaro, pietra ricavata da una cava di Villa Castelli (Taranto), e in masselli di pietra tufacea più morbida, provenienti da una cava di Gallipoli. Nel 1959 continuarono i lavori di tompagnatura e intonaci, e l'impianto elettrico fu eseguito in economia dal parroco. Nel 1960 furono realizzati la parte d'accesso in douglay e i lavori di sagrestia e stanze varie. Nel mese di agosto fu pronta l'abitazione del parroco sopra la sagrestia della nuova chiesa.
L'11 febbraio 1961 fu celebrata la prima messa solenne nella nuova Chiesa, che fu aperta al culto. Il 19 marzo 1962 fu realizzato il pavimento dell'aula della chiesa e avvenne l'inaugurazione. Il 16 dicembre 1962, l'Abside e l'altare furono consacrati, con l'intervento del Prof. Di Terzo mosaicista. Lo stesso giorno, l'organo fu inaugurato con un solenne concerto, con una spesa di circa £ 20.000.000.
L'Adeguamento Liturgico e i Restauri
La chiesa si presentava bisognosa di un intervento radicale di adeguamento liturgico per rispondere positivamente ai numerosi stimoli prodotti dai documenti del Magistero sul tema. Il progetto di adeguamento alle nuove norme liturgiche del presbiterio ha ridisegnato i singoli elementi, concepiti nelle loro funzioni specifiche e relazioni tra le parti, ruotando attorno alla centralità del Mistero Eucaristico.
Lo spostamento dell'altare ha reso necessario eliminare le balaustre per rendere ancora più evidente la continuità figurativa e ontologica tra tutti i convenuti al banchetto eucaristico, siano essi presbiteri o laici. La traslazione dell'ambone sui gradini, abbassato, è stato reso più armonico nelle sue parti e in relazione agli altri elementi presenti sul presbiterio. Accanto alla sistemazione del presbiterio è stata realizzata la Cappella del Santissimo, precedentemente limitata al solo Tabernacolo inserito nella pala dell'altare posto ai piedi del Crocifisso, ma quasi nascosto o poco evidente tra le molteplici scene dell'opera di Gismondi. È stata così ridisegnata la forma delle pareti, per inclinare verso l'aula liturgica il tabernacolo concepito in bronzo come un grande sole che irradia la sua luce su tutta la terra. La scelta del mosaico non è stata casuale, essendo questa tecnica presente in modo rilevante sia sulla parete presbiteriale, sia nelle cappelle laterali.
Gli interventi sono stati pensati per un recupero globale della chiesa di San Nicola alla luce delle indicazioni promosse dalla riforma conciliare, tra cui la nota pastorale: “L'adeguamento delle chiese secondo la riforma liturgica” della commissione episcopale per la liturgia della CEI. In essa è esplicito l'obbligo di porre fine alla stagione della provvisorietà, considerata fonte di casualità e disagio dal punto di vista celebrativo. Ciò è indicato specialmente per le chiese parrocchiali che in ogni diocesi rappresentano il segno visibile di una comunità che si riunisce attorno all'Eucaristia per trovare in essa origine e compimento.
Cronologia dei Lavori e Restauri (1965-1993)
- Ottobre 1965: Impianto di riscaldamento con impianto elettrico e rifacimento di tutti e quattro i piani della casa.
- 5 ottobre 1965: Aule per asilo e 1° e 2° elementare al II piano.
- 20 dicembre 1965: Abitazione del parroco nel terzo piano della casa parrocchiale.
- 25 marzo 1966: Inaugurazione dell'alto rilievo in onore della Madonna di Lourdes e composizione di un'ode del Maestro Giacomantonio. Scultura di Guida, spesa £ 1.500.000.
- Aprile 1966: Saloni parrocchiali per ricevimento assemblee, convegni, primo piano.
- 20 settembre 1966: Arrivano in parrocchia le Suore Ancelle del Sacro Cuore della Venerabile Caterina Volpicelli, che si occupano della catechesi e della scuola.
- 18 febbraio 1967: Inaugurazione solenne del cinema parrocchiale San Nicola. Spesa circa £ 65.000.000.
- 20 febbraio 1967: Primo film proiettato “E venne un uomo”.
- 11 maggio 1969: Pannello in bronzo (tabernacolo) raffigurante varie scene della vita di Cristo. Inaugurato alla presenza di S.E. Rev.ma Giovanni Fallani, presidente Commissione Nazionale di Arte Sacra. Scultore Gismondi. Spesa sette milioni.
- 20 giugno 1969: Altorilievo del Sacro Cuore di Gesù con santa Margherita Maria (scultore Guida) spesa due milioni.
- Marzo 1970: Mosaico “Deposizione”. Pittore Fantuzzi, esecutore D'Urso. Spesa due milioni.
- 11 aprile 1971: Installazione nuovo centralino elettronico per le campane (spesa due milioni).
- Dal 20 maggio al 20 giugno 1971: Posa in opera dei masselli di travertino romano classico per la gradinata di accesso alla chiesa (spesa £ 12.000.000).
- 4 marzo 1972: Mosaico di Cristo che conferisce a san Pietro i poteri spirituali. Pittore Fantuzzi.
- Agosto 1972: Rimozione stemma architrave rotto. Mosaico sulla porta “San Nicola”. Pittore ed esecutore prof. Franco D'Urso.
- Febbraio 1973: Restauro vecchi n. 7 quadri della Chiesa del ‘700 e del ‘600, esecutore prof. Eduardo Filippo (spesa milioni).
- Nov/Dic. 1973: Posa in opera di Pamir (rame e bitume) su tutti i cornicioni della chiesa per evitare l'umidità. Spesa due milioni.
- Agosto 1975: Pittura di tutto l'interno della chiesa. Spesa £ 600.000.
- Dicembre 1975: Trasloco della consolle e revisione generale di tutto l'organo (due milioni).
- Agosto 1976: Installazione di 11 radiatori, con relativa caldaia con accessori per riscaldamento dei locali retrostanti all'aula Chiesa (anticinema, sala di associazioni, sacrestia, casa custode). Spesa £ 2.000.000.
- Agosto-settembre 1977: Compera e posa in opera di 32 finestroni in alluminio anodizzato color bronzo, con vetro cristallo ambra più rete metallica protettiva. £ 12.000.000.
- Agosto 1978: Pittura dell'intera aula del Cinema (£ 700.000).
- 25 giugno 1979: Mosaico raffigurante san Francesco d'Assisi (pittore Fantuzzi). Esecutore D'Urso. Per spesa esecuzione solo mosaico £ 4.000.000 versate da Enzo Bilotti a Franco D'Urso. Costo totale dell'opera £ 7.000.000.
- Luglio-agosto 1979: Acquisto e posa in opera di 310 poltroncine nuove per l'aula del cinema. Revisione totale dei gabinetti, levigatura pavimento, impianto elettrico, macchine di proiezioni, drappi con acquisto di maioliche ed affini, impianto elettrico, lavori vari di falegnameria. Importo totale £ 16.500.000.
- Settembre 1979: Scala di accesso alla Sagrestia ed alla chiesa parte laterale £ 1.000.000.
- Settembre-ottobre 1980: Revisione e posa in opera di canalette in rame sul retro chiesa parte sud; revisione di tutte le altre canalette e posa in opera di tutti i discendenti in plastica; la parte terminale che tocca il piano terra con tubi di ghisa; revisione di tutto il tetto con posa in opera di 400 coppi. Pitturazione in minio e vernici di tutte le canalette in lamiera. Spesa totale a Gallo £ 6.000.000.
- Settembre 1981: Revisione di tutte le canalette e posa in opera delle canalette in rame e piombo. Opera di Gagliardi Giannino. Materiale e posa in opera £ 2.500.000.
- Ottobre 1981: Pittura e zoccolatura in legno di mogano della sagrestia. Revisione dei mobili. £ 3.000.000.
- 6 dicembre 1984: Completato il restauro della vecchia statua di san Nicola della vecchia chiesa a cura del prof. Edoardo Filippo, risalente al 1603. £ 1.000.000.
- 23 agosto 1985: Rifatti completamente tutti gli inginocchiatoi dei banchi (n.58 ginocchiere) Tappezziere Giacinto Sacco. Intonaco con molto cemento, calce e poca sabbia £ 1.700.000.
- Settembre 1988: Copertura della terrazza di circa 75 mq sovrastante la scala e chiostrina della casa parrocchiale con eternit poste su una intelaiatura di travetti di castagno. Costo £ 1.600.000. Lavori eseguiti in economia.
- Fine 1988: Nuovo portone in pino eseguito e posto in opera da Eugenio Barbieri. Mano d'opera e materiale al completo di tutto £ 2.500.000.
- Dal 15 gennaio al 5 febbraio 1989: Ripristino degli intonaci con sovrapposizione di eternit sui cornicioni della casa parrocchiale. Inoltre le soglie mancanti o rotte sostituite con nuove. Otto quintali di materiali per la pulitura al quarzo. Spesa complessiva £ 12.000.000.
- Da marzo a dicembre 1990: Installazione dell'ascensore nella casa canonica. Spesa complessiva 35 milioni.
- Novembre 1990: Installazione di due caldaie per il riscaldamento a metano del terzo e quarto piano della casa parrocchiale. Costo £ 8.300.000.
- 8 marzo 1992: Benedizione di un mosaico su pannello raffigurante un angelo. Scultore Emilio Greco. Posa in opera della Domus.
- 28 Giugno 1992: 50mo del sacerdozio di monsignor Eugenio Magarò.
- Settembre-ottobre 1992: Ristrutturazione dell'appartamento suore (rifatto completamente un gabinetto nuovo, pittura di tutta la casa, acquisto di tre armadi, di un tavolo per 12 persone e sei sedie). Ristrutturato nel secondo piano un quartino di due stanze. Tutta la scalinata dei quattro piani ristrutturata e ripulita. Somma complessiva 15 milioni.
- 25 giugno 1993: Rifatto un gabinetto nuovo con doccia, vaso, bidet e lavandino.
L'Organo Ottocentesco della Chiesa di La Thuile: Un Recupero
L'organo ottocentesco della chiesa parrocchiale di La Thuile dedicata a San Nicola, dopo aver taciuto per più di trent'anni, dimenticato in cantoria, tornerà a far sentire la sua voce. L'ultimo organista ufficiale era stato Cesarino Martinet. Successivamente, la cantoria si è spostata dal coro alla navata e lo strumento è caduto in disuso. Il parroco don Eugen Mateias ha raccontato: "L'abbiamo riscoperto da poco, dimenticato dietro oggetti non usati. Ci siamo accorti che suonava ancora, anche se non era accordato".
Costruito nel 1856 da Giovanni Franzetti di Intra, l'organo è a trasmissione meccanica, dotato di 20 registri, un manuale (tastiera) di 61 note e di una pedaliera di 24 note. Un primo restauro alla fine degli anni Sessanta aveva portato alla copertura dei tasti in legno con la plastica e a una nuova pedaliera.
Il recupero dell'organo è un progetto che mira a restituire lo strumento al suo antico splendore, con un preventivo della ditta Fratelli Marin di Genova specializzata in organi da chiesa, che ammonta a circa 60mila euro. La metà dei fondi arriverà dalle donazioni dell'otto per mille in favore della Chiesa Cattolica. Roberta Bordon, direttrice dell'Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della Curia di Aosta, ha spiegato che la CEI destina risorse al restauro degli organi delle chiese, per un massimo di due all'anno. Il progetto di La Thuile è già avviato e i lavori dovranno partire entro l'autunno. A giugno apriranno anche i bandi della Fondazione CRT, cui la parrocchia intende provare ad accedere, mentre altri 10mila euro arriveranno dal Comune grazie a una delibera della Giunta comunale.
Il parroco don Eugen Mateias ha aggiunto che due parrocchiani stanno studiando al corso “Organo per liturgia” alla Sfom di Aosta. La ditta che si occupa dei lavori ha garantito che inizierà anche senza avere già a disposizione l'intera somma necessaria. Torneranno a vibrare le 42 canne in stagno fine e potrebbe essere ripristinata anche la pedaliera originaria, trovata nascosta da quella nuova. Lo strumento sarà smontato, ad eccezione della cassa e di una parte della meccanica, e trasferito a Genova dove ogni pezzo sarà catalogato e restaurato meticolosamente, riutilizzando anche i chiodi originali. A sostenere il progetto, in parrocchia, sono principalmente tre cantori, che hanno costituito una piccola commissione: il responsabile Bruno Boscardin, la direttrice Monica Granier e Renato Grange.

L'Organo di S. Maria del Pianto (già S. Nicola Nuovo)
La Chiesa di S. Maria del Pianto, sede dell’omonima confraternita, era ed è tuttora detta anche di S. Nicola (Nuovo), per essere state ivi trasferite, nel 1751, le funzioni dell’antichissima parrocchiale di questo titolo, inglobata negli edifici dell’ex monastero di S. Già prima del 1667 la Confraternita del Pianto aveva dotato la sua chiesa di un organo. Il 27 aprile di quell’anno, infatti, «fu spedita bolletta a Lorenzo organario di scudi tre per haver raccomodato l’organo della nostra chiesa».
Quattro anni dopo, nella visita del 1671, si legge che l’organo con la cantoria accresceva il decoro della già bella chiesa della confraternita. In un inventario dello stesso anno, tra i beni mobili di S. Maria del Pianto, è registrato «un organetto rabescato d’oro nelle canne». In seguito però lo strumento, forse bisognoso di qualche intervento dispendioso, fu trascurato al punto che nelle feste si preferì ricorrere ad organi portatili presi in prestito. Nel 1739, quando la confraternita, con altre, fu soppressa, si dice che essa aveva «un orchestro di legno», ossia una cantoria, quasi certamente con organo coevo. Oggi l’organo (quasi certamente ammodernato o rifatto in epoca più recente) è ancora al suo posto, sopra la porta d’ingresso, in attesa di essere restaurato. La cassa in cui è racchiuso, divisa da paraste in tre campate, è in legno scolpito e dorato, con ricchi fastigi ornati di putti e festoni.
Caratteristiche Generali degli Organi
Gli strumenti d'organo, come quelli menzionati, presentano caratteristiche specifiche a seconda del costruttore, dell'epoca e dello stile. Ecco un riepilogo delle tipologie e dei loro accessori:
Organi con 3 Tastiere da 61 Tasti (Do1 - Do6)
Questi strumenti sono caratterizzati dai registri classici dell'organo italiano, ampliando la scelta dei repertori da eseguirvi. La consolle è solitamente posizionata in cantoria.
Registri Tipici:
- Principale
- Flauto Armonico
- Sesquialtera
- Unda Maris
- Salicionale
- Ottava Eolica
- Flauto Camino
- Corno Notturno
- Voce Corale
- Ripieno
Accessori:
- Tira Tutti (a pomolo)
- Comando a pedaletto: I - Pedale, II - Pedale, Tremolo
- Pistoncini per il G.O.: Fissatore, I-P, Combinazioni Fisse Gen.
- Pistoncini per l'O.E.: II-P, Combinazioni Fisse Gen. 5, P. A.
- Pedaletti: Aggiustabili Gen. I Man. II Man. II Man.
- Unioni: I - P, II - P, III - P, III - I, II - I, III - II
- Fondi
- Tremolo O.
- Organo 2 P/ P.P.A./ Ann. Imp./ 1 P/ Ann. Ann. F.
Organi con 2 Tastiere
Questi strumenti sono dotati di pistoni al di sotto delle tastiere che possono attivare 5 combinazioni aggiustabili.
Registri Tipici:
- Principale B.
- Principale S.
- Bordone B.
- Bordone S.
- Flauto B.
- Flauto S.
Accessori:
- Tremolo
- Unione T.
- Unione I-II a cassetto
- Unione I- Ped./ 4 Combinazioni Aggiustabili/ Un. II- I/ R. Un. I- Ped./ Un. II- Ped./ Un. Agg.
Organi da Restaurare o in Stato di Abbandono
Diversi organi, come quelli di scuole di musica sacra o monasteri, sono in stato di totale abbandono, con canne asportate o danneggiati durante i lavori di restauro della chiesa. Alcuni presentano ancora mantici a cuneo o a lanterna con azionamento manuale a ruota. Il materiale fonico, in alcuni casi, è discretamente conservato, mentre in altri le canne della facciata sono ammassate sul pavimento e all'interno dello strumento.