Ordinazioni Diaconali nella Diocesi di Como: Nuovi Servitori per la Chiesa

Nella Diocesi di Como, un momento di significativa importanza spirituale e ministeriale si avvicina. Sabato 13 settembre, alle ore 10.00, la Cattedrale di Como sarà teatro di un rito di ordinazione diaconale presieduto dal Vescovo, il cardinale Oscar Cantoni. Durante la celebrazione, tre seminaristi saranno ordinati diaconi, preparandosi a ricevere la consacrazione presbiterale nel giugno 2026, e due diaconi permanenti si uniranno al servizio della Chiesa.

Questo evento, annunciato alla diocesi attraverso un manifesto programmatico, esprime lo stato d'animo profondo e vero degli ordinandi. Una ordinazione, sia essa sacerdotale o diaconale, costituisce sempre una grande ricchezza per la Chiesa e, in questo caso, per la Congregazione Guanelliana. La gioia non deriva solo dal rincalzo di nuove energie, ma soprattutto dal coinvolgimento di giovani elementi nella condivisione del carisma guanelliano e per un annuncio più profetico nell'attività evangelizzatrice della Chiesa.

Foto di gruppo dei tre seminaristi e dei due diaconi permanenti con il Cardinale Oscar Cantoni

Il Contesto Guanelliano e il Carisma del Fondatore

Queste ordinazioni si inseriscono nel solco dell'eredità spirituale di San Luigi Guanella, un santo della carità nato a Fraciscio di Campodolcino nel 1842 e spentosi a Como nel 1915. Dalla sua famiglia e dalle sue montagne, don Guanella ha appreso la concretezza e l'attenzione verso il prossimo, animate da una profonda fede in Dio Padre provvidente.

A distanza di oltre un secolo, l'opera da lui fondata continua a essere vivificata dal suo carisma, manifestandosi nei sacerdoti e religiosi Servi della Carità, così come nei laici guanelliani. La loro è una presenza discreta e diffusa, che risponde ai bisogni, si prende cura della vita umana più fragile e indifesa e lavora per la sua promozione integrale.

Le sfide odierne sono molteplici: anziani, disabili, minori, accoglienza di richiedenti asilo e di persone in stato di fragilità, oltre all'annuncio del Vangelo nelle parrocchie e negli oratori. Papa Francesco, in un suo discorso alla famiglia guanelliana, ha sottolineato come la più grande carestia sia quella della carità, esortando a servire con occhi rinnovati dall'amore e sguardi che infondano speranza. Il fondatore stesso affermava: «Fermarsi non si può, finché vi sono poveri da soccorrere». Il suo carisma continua a diffondersi in tutto il mondo, con l'obiettivo di portare «Pane e Signore».

Ritratto storico di San Luigi Guanella

I Protagonisti delle Ordinazioni Diaconali

La Cerimonia e la sua Diffusione

Il rito di ordinazione, che avrà luogo sabato 13 settembre alle ore 10.00, sarà trasmesso in diretta sul canale YouTube de «Il Settimanale della Diocesi di Como», permettendo a un pubblico più ampio di partecipare a questo momento di grazia.

I Nuovi Diaconi Transitori

I tre seminaristi che riceveranno l'ordinazione diaconale e che saranno consacrati presbiteri nel giugno 2026 sono:

  • Giovanni Ballerini, classe 1994, 31 anni, proveniente dalla parrocchia di Olgiate Comasco (Co). Dopo aver conseguito la laurea in fisica, ha frequentato l'anno propedeutico a Piazza Santo Stefano e ha svolto servizio nelle parrocchie di Prestino, Sant’Agata (Como) e Menaggio. Svolgerà il ministero diaconale nella comunità San Giovanni Paolo II di Cuveglio.
  • Daniel Degli Esposti, che compirà 25 anni il prossimo 15 ottobre, è della parrocchia di Lomazzo (Co). Dopo la maturità in arredo e forniture d’interni, ha frequentato l’anno propedeutico a Piazza Santo Stefano. Svolgerà il ministero diaconale nella comunità di Casnate con Bernate.
  • Carlo Tettamanti, che compirà 26 anni il prossimo 22 settembre, è della parrocchia di Civello in Villaguardia (Co). Dopo la maturità classica, ha frequentato l’anno propedeutico a Piazza Santo Stefano. Ha prestato servizio nelle parrocchie di Breccia, Faloppio, Tavernola e nella Comunità pastorale Giovanni Battista Scalabrini (Como). Prenderà servizio nella comunità pastorale di Albate e Muggiò.

I Nuovi Diaconi Permanenti

Saranno ordinati diaconi permanenti:

  • Marco Roncaioli, della parrocchia San Martino di Castione Andevenno. È sposato con Martina, padre di tre bambine e insegna ed è educatore presso l'Istituto Salesiano di Sondrio.
  • Raul Vanzulli, della parrocchia San Bartolomeo di Manera. È sposato con Cinzia e di professione impiegato.
Mappa delle località delle parrocchie e comunità coinvolte nell'ordinazione diaconale

Il Motto Scelto e le Parole del Cardinale Cantoni

Per la loro ordinazione, i diaconi hanno scelto come motto un versetto del Salmo 103: “La mia gioia è nel Signore”.

Durante la sua omelia, il cardinale Cantoni ha riflettuto su questo motto, affermando: “Nei nostri tempi non è facile trovare 'uomini felici', molti lo desidererebbero e per questo cercano affannosamente la gioia attraverso tanti surrogati, che illudono e poi deludono. Voi, invece, sperimentate la gioia del Signore crocifisso e risorto”.

Ha proseguito spiegando che la gioia di Dio non è effimera o semplicemente umana, ma è diffusiva e incontenibile, non solo per gli ordinandi, ma per tutti i discepoli del Signore, le loro famiglie, amici e comunità parrocchiali. Ha esortato i nuovi diaconi a scegliere e percorrere volentieri la via del servizio, sull'esempio del Maestro che non è venuto per essere servito, ma per servire e donare la vita.

Il Cardinale ha invitato i diaconi a "prendere l’abitudine di farsi carico dell’impotenza altrui, di prendersi cura delle altrui necessità, con la disponibilità a simpatizzare con gli altri, ad averne compassione, a riconoscersi tutti accomunati nella sofferenza." Ha concluso con la rassicurazione che lo Spirito Santo, donato con l'imposizione delle mani, non esaurirà mai la sua forza creatrice e consolante.

Domenica di Pasqua 2023 - Omelia del card. Oscar Cantoni

Il Significato del Diaconato e la Missione della Chiesa

Il Diaconato rappresenta uno dei gradi dell'Ordine Sacro, istituito fin dai primi anni della Chiesa nascente. Il Concilio Vaticano II (1962-1965) ha ripristinato la forma permanente del diaconato, presente fin dai primi tempi della Chiesa (cfr. Atti 6, 1-6).

Questa ricchezza carismatica e ministeriale si riversa su tutta la Chiesa e in particolare sulla Diocesi di Como, che si manifesta anche attraverso queste presenze, la loro testimonianza e il loro ministero. Papa Francesco invita costantemente la Chiesa a non rimanere statica, ma ad "uscire" per proclamare con entusiasmo la buona notizia del Vangelo. L'orizzonte del cammino ecclesiale è sempre il bene dell'uomo, creato a immagine e somiglianza di Dio.

La Chiesa non esiste per sé stessa, ma per portare Cristo al mondo e annunciare il Vangelo a tutte le genti. Si tratta di riconoscere una Chiesa sinodale come una comunità il cui primato risiede nel dono dello Spirito, che rende tutti fratelli in Cristo ed eleva verso di Lui. Ogni comunità cristiana e ogni battezzato sono chiamati a non ritirarsi dalla vita, ma a deporre il mantello della rassegnazione per portare la gioia del Vangelo per le strade del mondo, mettendosi in movimento, sognando e progettando un futuro di apertura.

Il Santuario del Sacro Cuore a Como: Un Luogo di Devozione e Accoglienza

Il Santuario del Sacro Cuore fu istituito da Don Luigi Guanella nel 1891, concepito come centro spirituale della sua "Piccola Casa" di Como, fondata nel 1886 per accogliere i più poveri e bisognosi. L'allora vescovo Mons. Andrea Ferrari, ispirò don Guanella a realizzare un'opera non solo per i ricoverati, ma aperta a tutti, diventando un punto di riferimento per l'intera città.

La posa della prima pietra avvenne il 19 aprile 1892, ad opera di Mons. Ferrari. La chiesa, realizzata dall'impresa Regazzoni su disegni dell'ingegnere Giacinto Valli, fu solennemente benedetta il 1 gennaio 1893 e consacrata il 6 aprile successivo. Inizialmente, l'edificio misurava 40 metri in lunghezza e 13 in larghezza, con una navata unica, quattro cappelle laterali e un'abside tradizionale.

Ben presto, la chiesa si rivelò insufficiente per ospitare gli ospiti e i fedeli provenienti dalle zone limitrofe. Ciò indusse don Guanella a rivedere la struttura, con l'intento di trasformarla in un vero e proprio Santuario, centro di devozione al Sacro Cuore di Gesù. Nel 1913, sotto la direzione dell'architetto Luigi Perrone, la chiesa fu ampliata con l'aggiunta della navata posteriore e delle relative due cappelle.

Nel 1942, in occasione del centenario della nascita di don Guanella e nella speranza della sua imminente beatificazione, si procedette al rifacimento della facciata, del soffitto e delle quattro cappelle laterali anteriori. Ulteriori lavori di restauro, completamento e adeguamento furono eseguiti nel 1985-1986, in concomitanza con il centenario della Casa di Como. A fianco del Santuario, è possibile visitare il Museo "Don Luigi Guanella". Il fulcro del museo è costituito da alcuni locali che furono abitati dal Beato: al piano terra, la sala da pranzo della prima Comunità religiosa, e al secondo piano, lo studio con pochi mobili, la scrivania, il divano, un armadio contenente oggetti personali e la camera dove morì il 24 ottobre 1915.

Per i fedeli e i visitatori, un sacerdote è a disposizione tutti i giorni: ore 8.30-12.00; 15.00-18.00 (giorni feriali) e durante le celebrazioni.

Foto panoramica del Santuario del Sacro Cuore a Como

L'Eredità Spirituale di Don Guanella: Carità, Devozione e Santità

La Carità e l'Accoglienza al Centro della Fede

Don Guanella ha amato Cristo non solo a parole, ma con le opere, e guidato dallo Spirito Santo, ha saputo condividere questo amore con i "piccoli del vangelo". Verso di essi, la sua opera e il suo insegnamento esortano a operare una vera accoglienza, poiché «chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato» (Mc 9,37). Se la santità è il traguardo, essa si raggiunge attraverso l'amore e l'accoglienza di chi occupa l'ultimo posto: prima Cristo e poi i poveri che riflettono il suo volto.

La santità, come affermava Pascal, richiede la grazia di Dio che plasma la nostra umanità con le sue potenzialità e i suoi limiti. Il santo è colui che accoglie la grazia divina e così rende visibile il vero volto di Cristo. Come ricorda la Lumen Gentium: «Nella vita di quelli che, sebbene partecipi della nostra natura umana, sono tuttavia trasformati nell’immagine di Cristo, Dio manifesta vividamente agli uomini la sua presenza e il suo volto» (LG, 50). Per i credenti, il cammino di santità si realizza lasciandosi plasmare dalla grazia, vivendo una vita nuova in Cristo come "lievito" e "sale" capace di far fiorire la fede cristiana nelle diverse culture e epoche storiche.

La Devozione alla Madre della Divina Provvidenza

Don Guanella nutriva una particolare venerazione per l'immagine della Vergine Maria, sotto il titolo di Madre della Divina Provvidenza. A Lei dedicò la sua Congregazione femminile e volle che fosse la patrona principale di quella maschile. Nel novembre 1895, egli scrisse: «Nelle varie opere della Piccola Casa, la nostra comune Madre Maria SS. vien venerata sotto questo titolo di Madre della Divina Provvidenza [...]. La Beata Vergine della Divina Prov. è la carissima nostra Madre, la quale gode di essere chiamata con questo titolo, per essere più pronta al soccorso nostro [...]. La Madonna della Divina Provvidenza raccoglie il suo Divin Figlio avvolto in un copioso ammanto, e se lo stringe amorosamente al cuore e lo guarda con due occhi ammirabili per la divina gioia che inonda, quasi per dire: “Io abbraccio la Divina Provvidenza [...], la quale si serve di me umile ancella, perché fornisca cibo ed assistenza a questo celeste Infante, che è la Divina Provvidenza Incarnata”. [...] Che consolazione in mezzo ai triboli della vita avere cui ricorrere, e ricorrere alla gran Vergine della D. [Divina Provvidenza]».

Il Ruolo dei Santi e San Stanislao Kostka nella Formazione

Nella tradizione del noviziato guanelliano, il 13 novembre si celebra la memoria di San Stanislao Kostka, giovane gesuita polacco. Don Guanella, già nel Breve statuto delle Figlie del Sacro Cuore (1893), affidava a questo Santo gli studenti orientati agli studi sacri, definendolo «Protettore celeste di questi giovani», mentre San Luigi era «il protettore generale di tutti i fanciulli della Piccola Casa».

La Ratio Formationis guanelliana, tra i "Modelli di riferimento", cita i Santi della Carità, e l'importanza dell'agiografia è stata sottolineata per orientare la vita dei formandi. Papa Francesco ha ricordato che «I Santi sono perle preziose; sono sempre vivi e attuali, non perdono mai valore, perché rappresentano un affascinante commento del Vangelo».

Icona o immagine di San Stanislao Kostka

Il Cammino Sinodale della Famiglia Guanelliana

In questo contesto di rinnovamento spirituale e vocazionale, la Famiglia guanelliana sta vivendo un periodo di riflessione e confronto. Questo mese di ottobre, in particolare, la famiglia guanelliana vive l'esperienza del XXI Capitolo Generale dei Servi della Carità. Nel mese di giugno scorso, si è svolto il "Mini Capitolo di Famiglia", un evento di confronto tra le varie realtà guanelliane, conferendo al prossimo Capitolo un carattere prettamente "sinodale", in linea con il cammino indicato da Papa Francesco alla Chiesa.

Nel Regolamento del 1910, don Guanella auspicava che «i capitolari devono avere pieno di ardore il cuore per impegnarsi con zelo, per soddisfare i giusti desideri dei propri confratelli e provvedere ai particolari bisogni dell’Istituto». Era suo desiderio che dal Capitolo «derivi a tutto l’Istituto il buon vantaggio di una emulazione maggiore, di una attitudine più estesa e di una praticità più energica nelle varie mansioni della stessa Congregazione». Un compito impegnativo, ma reso possibile, come egli sottolineava, dal sostegno della preghiera: «soprattutto poi pregano profondamente, affinché del cuore proprio e del cuore dei Superiori se ne faccia uno solo, secondo la sapienza infinita e la bontà infinita del Cuore del divin Salvatore».

Buon cammino di santità sull’esempio di Cristo, dei Santi e in particolare del santo servo della carità, don Luigi Guanella.

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