L'Italia custodisce un patrimonio di luoghi abbandonati che esercitano un fascino unico, trasformando rovine e memorie in scenari carichi di mistero e suggestione. Tra questi, le abbazie abbandonate rappresentano capitoli silenziosi di storia, arte e spiritualità, spesso avvolti dalla vegetazione e dal tempo.
Cassinelle: Dalla Cripta Saccheggiata al Futuro della Riqualificazione
Vittoria Roggerone, nata nel 1942, è una delle poche persone ancora in vita ad aver vissuto nell'antico borgo di Cassinelle, situato sulle alture di Sestri Ponente, Genova. Questo luogo, riscoperto negli ultimi tempi grazie ai divieti di spostamento e alla crescente voglia di natura, conserva le tracce di un passato segnato dalla guerra e da profonde trasformazioni ambientali.
Vittoria ha trascorso la sua infanzia a Cassinelle, un luogo che per lei significava boschi, prati, orti, aria pura e torrenti limpidi, ben lontano dai chilometri e dal dislivello necessari per raggiungere i centri abitati. Suo padre lavorava nelle cave del monte Gazzo, i cui proprietari, la famiglia Conte, acquistarono il complesso dell'abbazia di Cassinelle nel 1961. Accanto all'edificio abbaziale, oggi un rudere quasi irriconoscibile, sorgeva una palazzina più signorile, utilizzata dai Conte come residenza di campagna. Vittoria ricorda con affetto i momenti trascorsi con i proprietari, specialmente in occasione della festa dei morti, quando salivano per onorare i loro cari sepolti nella cripta sotto la chiesa.
La chiesa di Santa Maria, di cui oggi si riconosce la cripta con un altare e 32 loculi, fu teatro di saccheggi e distruzioni a partire dagli anni Settanta. Fu in quel periodo che l'apertura della discarica di Scarpino trasformò radicalmente il paesaggio, inquinando l'aria e i corsi d'acqua. Oggi, fortunatamente, la discarica è stata bonificata e l'ambiente si sta riappropriando della sua bellezza naturale. Tuttavia, gli edifici del complesso abbaziale, pur liberati da edera e rovi, versano in condizioni precarie, con il rischio di crollo, in particolare il pavimento della chiesa duecentesca.
Attualmente, la proprietà del compendio di Cassinelle, la società Unicalce, sta dialogando con il Comune di Genova per trovare soluzioni di messa in sicurezza e riqualificazione dell'area. L'obiettivo è quello di restituire a questo luogo un futuro, preservando la sua storia e il suo fascino.

L'Abbazia di Sant'Eustachio: Tra Storia Medievale e Cicatrici della Grande Guerra
L'Abbazia di Sant'Eustachio, i cui resti sorgono sulle pendici del Montello, nel comune di Nervesa della Battaglia (Treviso), rappresenta un altro esempio di fascino e mistero legati ai luoghi abbandonati. Fondata intorno al 1050 da Rambaldo III di Collalto su una preesistente opera fortificata, l'abbazia divenne nel Cinquecento e Seicento un importante centro culturale, ospitando figure di rilievo come Monsignor Dalla Casa, autore de "Il Galateo".
Le rovine dell'abbazia portano ancora oggi i segni indelebili della Grande Guerra. Dopo la Battaglia di Caporetto, l'edificio si trovò in prossimità del fronte del Piave, subendo danni ingenti durante gli scontri tra le forze alleate e l'esercito austro-ungarico.
Questo luogo suggestivo è liberamente visitabile, ma è possibile anche richiedere una visita guidata. L'accesso ai resti dell'abbazia richiede una breve salita sterrata, che potrebbe presentare qualche difficoltà per anziani o persone con disabilità.

L'Abbazia di San Giovanni a Isola del Gran Sasso: Un Patrimonio da Valorizzare
Situata su una leggera altura lungo il fiume Mavone, nei pressi di Isola del Gran Sasso (Teramo), sorge un'altra abbazia con una storia millenaria. Il complesso era costituito da due edifici risalenti a periodi diversi: una cripta dell'XI secolo su cui fu edificato l'edificio monastico nel XIII secolo. La prima menzione del monastero risale al 1184, in un decreto di papa Lucio II.
L'edificio ha mantenuto la sua struttura architettonica originale, con interventi di restauro leggeri risalenti agli anni Novanta. La facciata romanica, con il suo coronamento di archetti pensili, e il campanile, aggiunto in epoca successiva, testimoniano la sua lunga storia. Attualmente, la cripta, la chiesa a tre navate con abside semicircolare e il campanile sono le uniche parti integre rimaste del complesso abbaziale.
Nonostante lo stato di abbandono, è in corso un progetto di valorizzazione. La Provincia di Teramo ha proposto un accordo di partenariato pubblico-privato per recuperare e restaurare i beni storici e culturali, promuovendo anche l'offerta turistica attraverso itinerari culturali, pellegrinaggi ed escursioni. Questo progetto mira a rivitalizzare aree dimenticate, tra cui quella di Isola del Gran Sasso e dell'abbazia di San Giovanni, parte dell'itinerario "Valle delle abbazie".

Altri Luoghi Abbandonati che Raccontano Storie
Oltre alle abbazie, l'Italia è costellata di altri luoghi abbandonati che conservano un fascino quasi surreale e invitano a immaginare le vite che vi si sono svolte.
- Craco (Matera): Questo comune lucano, evacuato nel 1963 a causa di una frana, è diventato una sorta di città fantasma, meta turistica per la sua atmosfera unica.
- Lago di Resia (Alto Adige): La costruzione di una diga nel 1950 ha portato alla sommersione del centro abitato, lasciando emergere solo il campanile di una chiesa, simbolo di un passato inghiottito dalle acque.
- Abbazia di San Galgano (Siena): Situata nel comune di Chiusdino, questa meraviglia cistercense, soggetta a brigantaggio, ha subito crolli e oggi restano le sue suggestive mura, testimoni di secoli di storia.
- Pentedattilo (Reggio Calabria): Questo borgo, arroccato sulla rupe del Monte Calvario, è stato abbandonato negli anni Settanta ma sta vivendo una rinascita grazie ad associazioni che promuovono attività artigianali e il ripristino del luogo.

Il fascino dei luoghi abbandonati risiede nella loro capacità di evocare il passato, di stimolare l'immaginazione e di ricordare la caducità del tempo. Ogni crepa, ogni oggetto dimenticato, ogni porta divelta racconta una storia che non tornerà più, ma che continua a vivere nella memoria e nella suggestione di chi li visita.
Prosciugano un canale di Venezia dopo 200 anni… e restano impietriti
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