L'Ordinazione Presbiterale è un sacramento fondamentale nella Chiesa cattolica, attraverso il quale un uomo diventa a tutti gli effetti un sacerdote, o presbitero. Questo è il secondo livello dell'Ordine Sacro, successivo al diaconato e precedente all'episcopato, e conferisce la facoltà di presiedere le cerimonie religiose, guidare la comunità e predicare la parola di Dio.

Il Ruolo del Presbitero
Il presbitero, comunemente chiamato sacerdote, è incaricato di impartire i Sacramenti, svolgere tutti i compiti pastorali ed eventualmente presiedere una parrocchia come parroco. I presbiteri sono uomini scelti per collaborare con i Vescovi, potendo come questi ultimi predicare la Parola, amministrare i Sacramenti e l'Eucarestia, e gestire una parrocchia. Tuttavia, ciò che un presbitero non può fare è conferire a sua volta l'Ordine Sacro.
Solitamente, chi riceve l'Ordinazione Presbiterale è già Diacono, avendo già ricevuto il primo livello dell'Ordine Sacro e collaborando già con un sacerdote. Il Diaconato, infatti, designa i Diaconi come aiutanti dei Vescovi.
Il Percorso per Diventare Sacerdote
Per diventare sacerdote, è necessario intraprendere un periodo di studio e frequentare il Seminario, l'istituto ecclesiastico dove gli aspiranti sacerdoti vengono formati culturalmente e spiritualmente. La parola "seminario" deriva dal latino seminarium, che significa "semenzaio, vivaio", indicando il luogo dove vengono coltivate le vocazioni.
Prima ancora, occorre essere certi di avere i requisiti necessari. La chiamata può giungere a qualunque età, e anche un vedovo può decidere di dedicare la propria vita a Dio. Chi frequenta fin da ragazzo la parrocchia e partecipa alle attività parrocchiali può essere avvantaggiato nella sua scelta. Il percorso di studi per diventare prete dura solitamente otto anni. Se si entra in Seminario dopo aver conseguito una Laurea in Teologia, Storia o Filosofia, la durata può diminuire a cinque anni. L'ingresso in Seminario richiede un test che prevede domande personali, sul percorso di studi e sulla vocazione. Infine, si riceve l'ordinazione, con la chiamata del Vescovo e la promessa.

L'Apostolic Letter "Ordinatio Sacerdotalis"
Ordinatio Sacerdotalis (latino, "L'Ordinazione Sacerdotale") è una lettera apostolica di papa Giovanni Paolo II, datata 22 maggio 1994. Questa Lettera è stata concepita come risposta a coloro che attribuivano alla decisione della Chiesa di non ammettere le donne all'ordinazione un valore meramente disciplinare.
Contesto e Fondamenti Dottrinali
La Lettera inizia ricordando che la prassi che essa riafferma "è stata fedelmente mantenuta anche dalle Chiese Orientali". Il Pontefice riprende una presa di posizione di Paolo VI sulla questione del 30 novembre 1975, quando scrisse all'Arcivescovo anglicano di Canterbury, Frederick Donald Coggan. Si cita anche la Dichiarazione Inter Insigniores (15 ottobre 1976) della Congregazione per la Dottrina della Fede, richiesta dal Papa alla Congregazione poiché la questione era posta in discussione anche tra teologi cattolici.
Giovanni Paolo II nella sua Lettera Apostolica Mulieris Dignitatem (15 agosto 1988), aveva già riaffermato che: "Chiamando solo uomini come suoi apostoli, Cristo ha agito in un modo del tutto libero e sovrano." La Chiesa ha sempre riconosciuto come norma perenne il modo di agire del suo Signore nella scelta dei dodici uomini che Egli ha posto a fondamento della sua Chiesa (cfr. Ap 21,14). Essi, in realtà, non hanno ricevuto solamente una funzione che in seguito avrebbe potuto essere esercitata da qualunque membro della Chiesa, ma sono stati specialmente e intimamente associati alla missione dello stesso Verbo incarnato (cfr. Mt 10,1.7-8; 28,16-20; Mc 3,13-16; 16,14-15). Gli Apostoli hanno fatto lo stesso quando hanno scelto i collaboratori (cfr. 1Tim 3,1-13; 2Tim 1,6; Tt 1,5-9) che sarebbero ad essi succeduti nel ministero. Il Papa ricorda poi che Maria Santissima non ha ricevuto la missione propria degli Apostoli né il sacerdozio ministeriale, ma non per questo ha una minore dignità.

La Definitività della Dottrina
Pertanto, al fine di togliere ogni dubbio su una questione di grande importanza che attiene alla stessa divina costituzione della Chiesa, in virtù del suo ministero di confermare i fratelli (cfr. Lc 22,32), Papa Giovanni Paolo II ha dichiarato: "Dichiaro che la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l'ordinazione sacerdotale e che questa sentenza deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli della Chiesa."
La ricezione della Lettera non fu semplice, e la Congregazione per la Dottrina della Fede emise il 28 ottobre 1995 una Risposta al dubbio circa la dottrina della lettera apostolica "Ordinatio Sacerdotalis". In essa si affermava che la dottrina della Ordinatio Sacerdotalis è "da tenersi in modo definitivo" e che è "da considerarsi appartenente al deposito della fede".
La Vita di un Prete
I preti sono presenze discrete, ma costanti, nella vita di un cristiano. Oltre alla preghiera, che occupa una considerevole parte della giornata, un prete ha sempre molte cose da fare. Se è responsabile di una parrocchia, deve prendersi cura dei suoi parrocchiani, il che significa essere disponibile a parlare con loro, confessarli, organizzare i corsi pre-matrimoniali per le giovani coppie, coordinare il catechismo dei bambini, le attività dell'oratorio, e recarsi a fare visita agli ammalati, agli anziani o a chi non può andare da lui. Ci sono le messe da celebrare, le cerimonie da organizzare in occasione di Matrimoni e Funerali, le omelie da scrivere, gli incontri di preghiera e catechesi.
Se il prete vive solo e non ha nessuno che lo aiuti, deve anche occuparsi delle incombenze quotidiane come fare la spesa e pulire la casa. Per confessare un prete occorre un altro prete, e in questo non c'è alcuna differenza tra un sacerdote e una persona comune. Di solito, il prete dorme nella Canonica, l'edificio destinato ad abitazione per i membri del clero cattolico, spesso la residenza del parroco di una chiesa parrocchiale. Già in epoca medievale, la Canonica è nata come edificio deputato alla vita in comune dei presbiteri.
Aspetti Economici e Personali
Una domanda comune riguarda il sostentamento economico di un prete. Il denaro necessario per lo stipendio di un prete proviene da diverse fonti: in parte dall'otto per mille che i contribuenti scelgono di versare alla Chiesa cattolica, e in parte da donazioni fatte dai parrocchiani. Se un prete lavora come insegnante di religione, per esempio, percepisce un ulteriore reddito. Mentre i preti sono stipendiati, questo non vale per i frati. Il loro voto di povertà fa sì che non possano percepire uno stipendio, ma debbano vivere unicamente di offerte e delle attività lavorative che svolgono per la Diocesi. Anche le suore e le monache non hanno uno stipendio elargito dalla Chiesa.
Il Codice del Diritto Canonico riconosce agli uomini di Chiesa il diritto a un periodo di ferie annuale, come stabilito nel decreto Presbyterorum Ordinis in occasione del Concilio Vaticano II. I giorni di vacanza concessi a un prete sono circa 30, anche se difficilmente egli sceglierà di utilizzarli tutti insieme, a meno che non sia un prete che vive lontano dal proprio paese e approfitti delle ferie per tornare dalla famiglia. Durante l'assenza, il prete deve essere sostituito in tutte le attività necessarie alla vita della parrocchia da un vicario parrocchiale.

La Liturgia dell'Ordinazione Presbiterale
La liturgia dell'ordinazione presbiterale è un rito solenne e articolato, che si svolge in diverse fasi cruciali.
Ordinazione sacerdotale Don Gaetano Sardella
1. Presentazione ed Elezione
Dopo la proclamazione del Vangelo, il Vescovo siede sulla cattedra con la mitra in capo. L'assemblea siede, mentre l'ordinando rimane in piedi. Il diacono invita l'ordinando con le parole: "Si presenti colui che deve essere ordinato presbitero." L'ordinando viene chiamato per nome dal diacono e risponde: "Eccomi", avvicinandosi al Vescovo con riverenza.
Quindi, il Rettore del Seminario Maggiore dice: "Reverendissimo Padre, la Santa Madre Chiesa chiede che questo nostro fratello sia ordinato presbitero." Il Vescovo lo interroga: "Sei certo che ne sia degno?" Il Rettore risponde: "Dalle informazioni raccolte presso il popolo cristiano e secondo il giudizio di coloro che ne hanno curato la formazione, posso attestare che ne è degno." Il Vescovo soggiunge: "Con l'aiuto di Dio e di Gesù Cristo nostro Salvatore, noi scegliamo questo nostro fratello per l'ordine del presbiterato." Tutti, in segno di assenso, rispondono: "Rendiamo grazie a Dio", oppure si canta un'acclamazione.
2. Omelia del Vescovo
Tutti siedono. Dopo l'omelia, secondo l'opportunità, si osserva un breve silenzio.
3. Impegni dell'Eletto Presbitero
Successivamente, soltanto l'eletto si alza in piedi e si pone davanti al Vescovo, che lo interroga riguardo alla volontà di assumere gli impegni del ministero sacerdotale. Le domande riguardano l'esercizio del ministero come fedele cooperatore dei vescovi, la celebrazione devota e fedele dei misteri di Cristo (specialmente l'Eucaristia e la Riconciliazione), l'implorazione della divina misericordia per il popolo affidato attraverso la preghiera assidua, e l'unione stretta con Cristo Sommo Sacerdote, consacrandosi a Dio per la salvezza di tutti gli uomini. L'eletto risponde affermativamente a ciascuna domanda: "Sì, lo voglio."
L'eletto si avvicina al Vescovo, si inginocchia e pone le proprie mani congiunte in quelle del Vescovo, promettendo "filiale rispetto e obbedienza" al Vescovo diocesano e al suo legittimo superiore. Il Vescovo conclude: "Dio che ha iniziato in te la sua opera, la porti a compimento."
4. Litanie dei Santi
Tutti si alzano. Il Vescovo, deposta la mitra, con le mani giunte, invita il popolo alla preghiera. Nel Tempo di Pasqua e nelle domeniche le litanie si cantano stando in piedi; negli altri giorni in ginocchio. L'eletto si prostra mentre vengono cantate le litanie, invocando la misericordia di Dio e l'intercessione dei Santi per l'eletto, la Chiesa e il mondo intero.
Terminate le litanie, se tutti sono in ginocchio, il Vescovo si alza e, a mani giunte, recita una preghiera di richiesta a Dio Padre. Il diacono, se necessario, invita i fedeli ad alzarsi.
5. Imposizione delle Mani e Preghiera di Ordinazione
L'eletto si avvicina al Vescovo, che sta in piedi con la mitra in capo, e si inginocchia davanti a lui. Il Vescovo impone le mani sul capo dell'eletto senza dire nulla. Dopo il Vescovo, tutti i presbiteri concelebranti e gli altri in camice o cotta e stola impongono le mani all'eletto, disponendosi poi intorno al Vescovo fino al termine della preghiera di ordinazione. Se il numero dei presbiteri è ingente, possono essere scelti alcuni in rappresentanza.
Mentre l'eletto sta in ginocchio, il Vescovo con le braccia allargate canta o dice una lunga preghiera che culmina con l'invocazione chiave: "DONA, PADRE ONNIPOTENTE, A QUESTO TUO FIGLIO LA DIGNITÀ DEL PRESBITERATO. RINNOVA IN LUI L'EFFUSIONE DEL TUO SPIRITO DI SANTITÀ; ADEMPIA FEDELMENTE, O SIGNORE, IL MINISTERO DEL SECONDO GRADO SACERDOTALE DA TE RICEVUTO E CON IL SUO ESEMPIO GUIDI TUTTI A UN'INTEGRA CONDOTTA DI VITA."
6. Riti Esplicativi
- Vestizione degli abiti sacerdotali: Terminata la preghiera di ordinazione, tutti siedono. Il Vescovo riceve la mitra. Il presbitero torna al suo posto. L'ordinato si alza e un presbitero lo aiuta a rivestire la stola al modo sacerdotale e la casula.
- Unzione crismale: Il Vescovo si cinge di un grembiule, unge con il sacro crisma le palme delle mani dell'ordinato inginocchiato davanti a lui dicendo: "Il Signore Gesù Cristo, che il Padre ha consacrato in Spirito Santo e potenza, ti custodisca per la santificazione del suo popolo e per l'offerta del sacrificio."
- Consegna del pane e del vino: Il Vescovo, coadiuvato dal diacono, riceve dai fedeli le offerte. Il diacono infonde nel calice con il vino un po' d'acqua e lo presenta, con la patena e il pane, al Vescovo che li mette nelle mani dell'ordinato genuflesso davanti a lui, dicendo: "Ricevi le offerte del popolo santo per il sacrificio eucaristico. Renditi conto di ciò che farai, imita ciò che celebrerai, conferma la tua vita al mistero della croce di Cristo." Poi il diacono porta le offerte all'altare.
- Abbraccio di pace: Il Vescovo scambia con l'ordinato l'abbraccio di pace dicendo: "La pace sia con te." L'ordinato risponde: "E con il tuo spirito." Altrettanto fanno tutti i presbiteri presenti.
7. Liturgia Eucaristica
Tutto si svolge secondo il rito della Messa, omettendo la preparazione del calice già fatta.
Riflessioni sul Sacerdozio
Il percorso sacerdotale è un cammino di profonda trasformazione e dedizione. Come testimoniato da Padre Giuseppe M., i giorni che precedono e seguono l'ordinazione sono pervasi da un misto di desiderio di raccoglimento e gratitudine verso familiari, amici e confratelli che hanno offerto supporto pratico e morale. Le emozioni durante la celebrazione sono intense e variegate: gioia, timore, ansia, pace, perplessità si mescolano, ma prevale una grande consolazione nel condividere il momento con i compagni di noviziato e nel sentire la vicinanza fraterna.
La gratitudine si estende a tutto il cammino compiuto negli anni di formazione, un percorso fatto di "tante gioie, avventure, incontri e scoperte; sfide, complessità, delusioni e momenti di fatica che arricchiscono la bellezza dell'avventura". Un ringraziamento particolare va al Signore per i confratelli incontrati, un'umanità ricca, non priva di difficoltà e fragilità, ma sempre sorprendente e viva. Spesso si ha la sensazione di aver ricevuto più di quanto si sia donato.
Dopo l'ordinazione, la vita del sacerdote si apre a nuove esperienze, come la scoperta del sacramento della confessione, un momento di grande consolazione nell'ascoltare un'umanità sofferente e in ricerca di senso, pace e consolazione. La missione principale può rimanere lo studio biblico, ma con il desiderio di arricchirne le prospettive con una dimensione pastorale intensa, come il ministero della confessione in contesti particolari.
Con uno sguardo aperto al futuro, il desiderio principale è quello di "essere sempre più radicato in Cristo e aprirsi alle sfide e alle missioni che la vita in Compagnia [o nella diocesi] offrirà, con questo solo desiderio e con i ministeri che verranno affidati."
Le riflessioni personali di un altro sacerdote evidenziano come gli anni del ministero portino a una maggiore consapevolezza di sé e a una crescita nella fede. Le sfide, gli errori, gli incontri belli e gli scontri verbali sono parte integrante di questo viaggio, che richiede carattere, personalità, coraggio, ma soprattutto la grazia del Signore. Vi è la sofferenza dell'ansia apostolica, un dolore che si ripresenta nel vedere persone allontanarsi dalla grazia, ma che viene superato con la preghiera e la testardaggine nella fede. Il sacerdote non cerca l'ostentazione, ma si rifugia sempre in Colui che rappresenta, ricordando che "non ho bisogno di denaro. Ho bisogno di sentimenti, di parole, di parole scelte sapientemente...". Questo desiderio di profondità umana e spirituale definisce il cuore del ministero sacerdotale.

tags: #ordenacao #sacerdotal #italiano